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“La cancellazione da parte di Alitalia delle tratte da e per Trapani è un odioso e inaccettabile atto di arroganza e prepotenza. Ciò è ancora più grave dopo l’annuncio dell’ennesimo aiuto di Stato alla compagnia per 3 miliardi di euro deciso dal governo Conte. Sembra quasi di leggere nei comportamenti di Alitalia un preciso disegno per fare fallire l’aeroporto Vincenzo Florio di Trapani-Birgi che a fatica si sta tentando di rilanciare grazie all’impegno del governo regionale e all’ottimo lavoro della governance di Airgest guidata da Salvatore Ombra”.

“Ricordo a tutti – continua Lo Curto – che il declino dell’aeroporto trapanese con tutte le gravissime ripercussioni che ne sono conseguite sul piano economico per tutte le imprese, le aziende e le famiglie di questa provincia è iniziato proprio con il ricorso contro la gara aggiudicata da Airgest a Ryanair presentato da Alitalia nonostante la stessa compagnia non avesse neppure partecipato al bando. Più che un indizio, ormai siamo davanti alla prova lampante della responsabilità di Alitalia sulla cinica volontà di pregiudicare lo sviluppo turistico della provincia di Trapani. Oltre al danno anche la beffa per tanti passeggeri che avevano acquistato i biglietti per volare da e per Trapani già durante la stagione estiva, che così viene messa a rischio sul piano turistico ed economico. I deputati Cinquestelle, a partire dal vice ministro Cancelleri e dal senatore Santangelo hanno buttato giù la maschera dimostrandosi del tutto indifferenti alle sorti dell’aeroporto siciliano. Mi aspetto da loro un sussulto di dignità per fare ritornare Alitalia sui propri passi e per dimostrare finalmente da che parte stanno. Mi rivolgo anche al governo Musumeci affinché si intesti una grande battaglia per non subire ancora le angherie di Alitalia che, da un lato decide di tarpare le ali ad un aeroporto strategico per il turismo siciliano qual è Birgi, e dall’altro continua la scellerata politica di aumento forsennato dei prezzi dei biglietti da e per la Sicilia, senza minimamente fregarsene di chi sceglie la nostra regione per le vacanze o si muove dalla Sicilia per esigenze diverse, non ultime quelle legate a lavoro, studio e salute”.

Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

Le rotte da e per Trapani presentano per luglio e agosto un numero di prenotazioni inferiore del 60% rispetto all’anno scorso, nonostante i voli siano in vendita a tariffe particolarmente favorevoli (a partire da 61 euro a tratta, tasse aeroportuali incluse).

Abbiamo quindi chiesto all’aeroporto un sostegno per mantenere nel periodo estivo i voli Trapani-Roma e Trapani-Milano, la cui redditività è fortemente penalizzata dalla riduzione del traffico a seguito degli effetti del Covid-19. L’aeroporto non ha ritenuto di favorire una più equa distribuzione dello sforzo economico, pertanto Alitalia ha ritenuto inevitabile concentrare i propri servizi sull’aeroporto di Palermo.

Per quanto riguarda il bando citato dall’aeroporto di Trapani, esso fa riferimento a una situazione del traffico aereo precedente a quello dell’emergenza sanitaria ed implicherebbe di operare per tutto l’anno rotte che già nei mesi estivi registrano perdite significative.

Blitz antidroga nell’Agrigentino. I poliziotti della Squadra Mobile hanno eseguito 15 misure cautelari, tra Agrigento, Favara e Canicattì. Sono complessivamente 21 gli indagati. 72 gli episodi criminali contestati.

L’obiettivo delle indagini è stato ruotato a fuoco su due donne. Focalizzate le due, piano piano si sono resi nitidi ed evidenti anche gli altri detentori di droga a fine di spaccio, i trafficanti e i fornitori delle sostanze stupefacenti che sarebbero state rivendute tra Agrigento, Favara e Canicattì. Le due ragazze hanno pertanto pilotato e orientato i poliziotti della Squadra Mobile di Agrigento, diretti dal vice questore aggiunto, Giovanni Minardi, e dal vice dirigente Giovanni Franco, che hanno eseguito 15 misure cautelari su disposizione della giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella. Nell’ambito dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Agrigento tramite le sostituto procuratore Gloria Andreoli e Sara Varazi, sono complessivamente 21 gli indagati. 9 sono stati ristretti agli arresti domiciliari, a 4 è stato imposto l’obbligo di dimora nel Comune di residenza, e poi ad uno l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria e ad un altro il divieto di soggiorno nel Comune di Agrigento. Nel corso delle indagini sono stati effettuati numerosi sequestri di stupefacente di vario tipo. I nomi degli indagati: Antonio Baldacchino, 20 anni di Favara, Michele Bongiorno, 30 anni di Favara, Camillo Cacioppo, 24 anni di Agrigento, Alisea D’Ippolito, 19 anni di Agrigento, Vanessa Fallea, 29 anni di Agrigento, Gabriele Gramaglia, 24 anni di Agrigento, Adonis Homea, 28 anni originario della Romania, Giovanni Lombardo, 26 anni di Agrigento, William Morreale, 27 anni di Agrigento, Lorenzo Maria, 31 anni di Agrigento; Calogero Mulè, 29 anni di Canicattì, Bah Ousmane, 20 anni, richiedente asilo, Carmelo Papia, 34 anni di Favara, Bryan Pullara, 21 anni di Favara, C. S. (sono le iniziali del nome, 22 anni di Favara, S. S. (sono le iniziali del nome), 22 anni di Favara, Antonio Sciortino, 44 anni di Favara, Calogero Sorce, 27 anni di Favara, Angelo Stagno, 31 anni di Favara, e Domenico Stagno, 20 anni di Favara. Diversi sono stati gli acquirenti della droga che, monitorati durante l’acquisto, seguiti e sorpreso in possesso dello stupefacente, hanno confermato le ipotesi investigative degli inquirenti.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

 

 

Esimio Direttore.

È facile vederla in molte trasmissioni televisive dì approfondimento in qualità di direttore responsabile del quotidiano “Il Giornale” ed è facile anche sentirla purtroppo !

Non più tardi di ieri sera, nella trasmissione dì Massimo Giletti “Non è L’arena “ (vedi video sopra), abbiamo assistito sgomenti alle sue dichiarazioni inequivocabili che hanno fatto rabbrividire anche gli altri ospiti che puntuali l’anno redarguita, ed in primis, il conduttore stesso della trasmissione. Da casa, invece, siamo stati tutti vittima dello stesso malore: “stridore alle orecchie, vertigini ed inevitabilmente, conati di vomito”.

Il tema della trasmissione era la scarcerazione di più di 300 mafiosi, (osceno), alcuni in regime di carcere duro, per il contagio del covid 19. Ospite principale della serata una deputata del movimento cinque stelle, nonché donna sicula, moglie e vedova del figlio di un boss, che dopo aver visto ammazzare il marito sotto i suoi occhi, ha deciso di ribellarsi insieme alla cognata, diventando collaboratrice di giustizia: Piera Aiello.

Ora, senza perdere tempo a dirle del mio disgusto nell’ascoltare le sue eloquenti parole, vorrei soffermarmi sul modo in cui sono state pronunciate, quasi a voler sottolineare quanto fosse ovvio che la mafia potesse attecchire con tanta facilità, lì dove il tessuto sociale è talmente scadente, ignorante e smidollato da permetterlo. 

Il problema (dice lei), sono i siciliani.

Popolo complice, omertoso, di scarsa moralità e sensibilità, pronto ad occultare per mero menefreghismo e rassegnazione, tutte le malefatte, i soprusi, le minacce, gli omicidi, le bombe, le stragi, i bambini sciolti nell’acido, le famiglie distrutte, i pizzini, le mazzette e tutta una serie di scempi perpetrati a “danno” dei siculi stessi (e non solo),da tempo memorabile.

Ora,  chiunque con un minimo di intelletto è portato a pensare che esiste un pudore nella coscienza, un limite oltre il quale non si può andare e che ti porta inesorabilmente alla ribellione, alla contrapposizione forte verso chi fa della violenza e della morte lo strumento per inretire una società che, le assicuro è fatta di “tessuto” pregiato. 

Questo non lo dico io esimio direttore, lo raccontano i fatti e la storia antica e contemporanea. Adesso non voglio perder tempo a ricordarle che la Sicilia, isola meravigliosa ed accogliente,  crogiolo di culture, è patria di uomini e donne illustri che hanno cambiato la storia del mondo. La sua posizione al centro del Mediterraneo le ha permesso di attingere al sapere di Fenici, Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Spagnoli; ha visto uomini come Archimede da Siracusa, Empedocle da Agrigento, Diodoro Siculo, Dionisio, Ettore Majorana, Antonello da Messina, Salvatore Quasimodo, Tomasi di Lampedusa, Giovanni Verga e ancora donne poetesse e letterate come Nina Siciliana (prima poetessa sicula),Mariannina Coffa, Pina Calì, Franca Florio, solo per citarne alcuni…ah dimenticavo, anche l’inventore del gelato è siciliano e si chiamava Francesco Procopio Cutò, noto in Francia col nome “ Le Procope”.

Come forse può capire, un popolo che ha avuto come maestri nobili studiosi, filosofi, matematici, medici, scienziati, artisti, poeti e letterati, non ha certo un tessuto sociale discutibile e non solo da lei.

Per entrare nell’argomento del contendere, credo proprio che dovrebbe fare ammenda e cospargersi il capo di cenere per aver additato i siciliani come gente di infimo ordine, mafiosi o complici dei mafiosi , perché vede, caro direttore, noi non ci ritroviamo  e non ci riconosciamo nelle sue parole tendenziose, fuorvianti, false e mistificatrici, non fosse altro per le innumerevoli vittime di quella mafia che le assicuro odiamo quanto temiamo, per tutti i martiri della legge, per tutti quelli che hanno perso padri, fratelli, figli, parenti; per tutti quelli che hanno sofferto e nonostante tutto, malgrado la paura, continuano a lottare e contrapporsi a questo male che distrugge, con caparbietà e con impegno anche a costo della propria vita….che non è il male minore visto che siamo siculi, glielo assicuro . 

Nessuno e dico nessuno, può avere la tracotanza di uscite come le sue, perché vede direttore, il problema non sono i siciliani, il problema sta nella testa di chi da anni sfugge ad una lettura sensata dei fatti, delle circostanze, dei valori, senza dare la giusta rilevanza a ciò che dovrebbe essere espresso come argomento essenziale, ossia, che quello che ha portato alla diffidenza e all’omertà, è solo il comune (perché in circostanze simili può manifestarsi ovunque), senso del terrore  e che per combatterlo come avviene in modo imperterrito, c’è bisogno di molto coraggio. 

Coraggio che non è mai mancato ai tanti uomini, donne, giovani e meno giovani di farsi carico di un fardello come la lotta a tutto ciò che è mafioso o di indole mafiosa, con ribellioni, denunce, manifestazioni, in una terra dove anche lo Stato ha fatto sentire poco la sua presenza e che in questo modo ha permesso alla paura di non sentirsi protetti, di prendere in molti casi  il sopravvento.

Facile sproloquiare quando certe realtà le sentì solo al telegiornale…

Difficile invece, per gente come lei, vedere dove sta il problema, quello vero, che non si chiama “siciliani“, ma scarsa propensione all’empatia, all’analisi profonda, che adotta atteggiamenti di discriminazione contro ciò che è diverso dal microcosmo al quale si appartiene e quindi di difficile lettura.

Esimio direttore, non voglio offenderla dicendole che la sua è solo una visione miope oltre che menzognera della realtà che con abili parole cerca di distorcere, perché facendolo, rischierei di offendere tanti suoi conterranei sani, che tengono il lume della ragione sempre acceso, proprio come noi siculi.

Ad maiora

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, interviene a seguito della decisione di Alitalia di cancellare i propri voli su Trapani Birgi, e commenta: “Apprendo dal presidente di Airgest che Alitalia, la compagnia di bandiera, improvvisamente ha fatto sapere che non intende operare rotte con Roma e Milano da Trapani. Neppure in estate. E’ l’ennesimo schiaffo che si aggiunge a tariffe inaccessibili e ai voli ancora ridotti in tutti gli scali siciliani, che stanno rendendo impossibile raggiungere l’Isola e partire. Si tratta di un atteggiamento che, nel pieno della più grave crisi economica del nostra comunità, assume i profili di seria irresponsabilità di cui chiediamo conto innanzitutto al management ed al governo nazionale. Mi aspetto una presa di posizione del presidente Conte nei confronti di Alitalia, che dal governo centrale. In caso contrario, ma conosco la sensibilità del premier, la Sicilia darà vita a proteste clamorose”.

“Il prossimo mercoledì un’ampia rappresentanza del Governo Musumeci incontrerà i rappresentanti regionali del settore Ncc auto e bus per mettere a punto e implementare le misure a sostegno di una categoria duramente provata dalla crisi del coronavirus”. Lo rende noto l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti Marco Falcone, a seguito della convocazione di un nuovo tavolo tecnico allargato per mercoledì 10 giugno, a Palermo e in via telematica.
“Saranno collegati in videoconferenza il vicepresidente Gaetano Armao, gli assessori Roberto Lagalla e Manlio Messina e i rappresentanti dell’Anci, a conferma della disponibilità del Governo regionale a farsi carico delle istanze e a mantenere gli impegni nei confronti di imprese e lavoratori”, aggiunge l’assessore.

“Il flop sulla legge su rifiuti? Inutile che Musumeci cerchi capri espiatori per i propri fallimenti, se non è stata approvata, evidentemente  è perché non piace nemmeno ai suoi”.

 Lo dicono i deputati del M5S componenti della commissione Ambiente, Giampiero Trizzino, Nuccio Di Paola e Stefania Campo, in merito alle polemiche che in questi giorni si stanno facendo sulla mancata approvazione della riforma sui rifuti.

 “Musumeci  – dicono i tre parlamentari – ha sempre avuto la maggioranza in Aula. Se la sua riforma non ha avuto il via libera, evidentemente è perché non piace nemmeno ai deputati che lo dovrebbero sostenere. Forse è il caso che convinca prima loro, che noi”.

“Circa le dichiarazioni secondo cui non votando quella riforma si sarebbe favorito qualcuno – continuano i deputati –  è quasi inutile sottolineare che non solo sono gravemente lesive dell’onorabilità dell’Aula (ma su questo aspetto nulla di nuovo: il presidente della Regione ci ha già tristemente abituatiti ad offendere deputati e Assemblea ogni qual volta le votazioni non vanno come vorrebbe), ma dimostrano che non si ha idea di quale sia la differenza tra il piano dei rifiuti e la legge sulla governance. Solo con il primo, si può bloccare per davvero il proliferare delle infiltrazioni criminali nel settore dei rifiuti. La riforma, invece, soprattutto per com’è stata congegnata da Musumeci, non serve assolutamente a niente, se non a creare più confusione di quella che già c’è. E non si dica che il M5S è quello dei no a prescindere, perché nemmeno tre giorni fa ha votato a favore della riforma urbanistica del Governo”.

“L’unico strumento per bloccare le possibili infiltrazioni criminali nel mondo dei rifiuti – afferma Trizzino – è un piano regionale ben scritto, con paletti chiari e immodificabili, che stabilisca ciò che si può e ciò che non si può fare. L’inutile riforma dei rifiuti che sbandiera Musumeci non potrà mai bloccare le autorizzazioni già rese e quelle in procinto di esserlo. Queste sono le basi del diritto ambientale. Se le cose non sono come dico io, Musumeci venga in Aula a smentirmi. E, magari, ci spieghi perché ha autorizzato il più grande ampliamento della storia dei rifiuti siciliani alla discarica privata di Lentini”.

Anche in Sicilia i sindacati della scuola (Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal, Gilda Unams) sono scesi in tutte le piazze delle nove province siciliane per chiedere al governo garanzie sulla riapertura della scuola in sicurezza.
“La scuola – spiegano in una nota congiunta le organizzazioni sindacali regionali – deve essere messa al centro dell’agenda politica. È necessario un grande piano di stabilizzazioni e assunzioni per venire incontro all’esigenza di ridurre l’affollamento nelle classi, sia per garantire il distanziamento imposto dall’emergenza covid, sia per migliorare la qualità della didattica. I posti messi a bando con i concorsi non bastano”.
“Allo stesso tempo – aggiungono – occorre intervenire sull’edilizia scolastica con opere di riqualificazione e di nuova costrizione. Abbiamo bisogno di edifici adeguati e strutture all’avanguardia che ci consentano anche di aumentare il tempo scuola soprattutto al Sud”.
“Questo particolare periodo storico – concludono – se da un lato ha determinato grandi difficoltà dall’altro può rappresentare una grande opportunità per migliorare il nostro sistema educativo. Ancora una volta la politica ha una grande occasione per riconoscere alla scuola l’importanza che merita per la crescita sociale e culturale del Paese”.

A pochi giorni dalla riapertura ufficiale dopo il lockdown dell’aeroporto di Trapani Birgi, la compagnia aerea Alitalia, attraverso una call conference con la dirigenza di Airgest, società di gestione dello scalo, ha improvvisamente e unilateralmente comunicato di cancellare da luglio le proprie rotte, quotidiane, da Trapani Birgi verso Roma Fiumicino e Milano Linate, nonostante i biglietti già venduti. E, inoltre, Alitalia ad oggi non ha mai firmato il contratto con il comune di Marsala che le avrebbe garantito, in modo di rapido e diretto, oltre 600 mila euro grazie alla legge regionale 24/2016.

«Non siamo in grado di guadagnarci e allora andiamo via. Con queste poche parole ci hanno liquidati – denuncia il presidente di Airgest, Salvatore Ombra -. L’incontro con cui ci hanno annunciato il sostanziale abbandono è durato pochi minuti e si è svolto alla presenza di Andrea Benassi, revenue management di Alitalia e Gianluigi Lo Giudice, vice presidente Ground Operation».

La notizia della fuga di Alitalia da Trapani, giunge dopo alcuni interventi polemici del presidente di Airgest, Salvatore Ombra che aveva sostenuto che le politiche del governo nazionale a vantaggio della cosiddetta compagnia di bandiera avrebbero messo in fuga le low cost e fatto schizzare in alto il prezzo dei biglietti. «Non voglio pensare che sia una vendetta – afferma Ombra – ma la tempistica è sospetta ed è fuori da ogni logica. La compagnia Alitalia così ampiamente sostenuta dallo Stato non può, riteniamo, abbandonare senza conseguenze un aeroporto e il suo territorio».

L’appello alla stampa, alla politica e al tessuto produttivo. Mercoledì 17 giugno la mobilitazione del territorio

A questo punto – afferma Salvatore Ombra – ogni nostro tentativo di rilanciare l’aeroporto sembra essere vittima di politiche contrarie che non trovano spiegazioni. Lanciamo un appello al territorio, alla stampa, a tutto il personale politico locale, regionale e nazionale ma anche alle categorie produttive e agli operatori del turismo a scendere in piazza e manifestare affinché questo omicidio non si compia. Chiediamo, innanzitutto, un intervento forte del presidente della Regione, Nello Musumeci, per bloccare questa decisione insana».

«Programmeremo iniziative di protesta fino a che Alitalia non farà un passo indietro e mercoledì 17 giugno ci sarà un’adunanza popolare all’aeroporto Vincenzo Florio. Tutti i trapanesi stanchi di subire possono venire in aeroporto, dove ci sono le giuste distanze, per farsi sentire e dire basta al soffocamento della nostra economia e della nostra terra».

“In piena emergenza COVID-19 l’amministrazione comunale di Favara con delibera di giunta N°44 del 30/04/2020 ha approvato l’aggiornamento dei diritti di segreteria per le pratiche urbanistiche-edilizie e SUAP.

Verrebbe da dire alla faccia del “ce la faremo”, infatti mentre ognuno di noi stava nelle proprie case l’amministrazione guidata da Anna Alba ha pensato bene di aumentare ulteriormente i diritti di segreteria secondo l’indice Istat dei prezzi al consumo per il periodo Maggio 2015/Maggio 2020.

Riteniamo che tutto questo sia una vera e propria ipocrisia amministrativa e sociale, rispetto ai tanti proclami che la sindaca nelle sue innumerevoli dirette streaming affermava affinchè la comunità favarese non venisse ulteriormente intaccata dalla dilagante crisi economica.

Un colpo ad effetto che produce un atto assolutamente non in linea con i presupposti di ripresa, dopo una devastante carenza lavorativa dovuta alla pandemia.

Nello specifico, ad esempio, per il ritiro di una normale pratica  di autorizzazione edilizia prima si pagava 100€, oggi con la nuova delibera di giunta ben 520€!! Tutto questo durante il lockdown e dopo il famigerato e devastante dissesto economico voluto da Anna Alba e dal suo Movimento 5 Stelle.

Ce la faremo…speriamo bene!”

Lo dichiarano Michele Montalbano e Giuseppe Lentini