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I Carabinieri di Caltanissetta hanno arrestato un uomo di 29 anni di Canicattì, incensurato, sorpreso in possesso di 95 grammi di cocaina divisa in più involucri, bilancini, materiale per il confezionamento delle dosi e 47.000 euro in contanti, il tutto occultato in una piccola cassaforte sotterrata nel cortile della sua abitazione. I Carabinieri, verosimilmente a conclusione di un’apposita attività investigativa, hanno effettuato una perquisizione domiciliare. Il canicattinese è recluso nella casa circondariale di Caltanissetta.

I consiglieri comunali di opposizione di Agrigento, Alessandro Sollano e Teresa Nobile, hanno rivolto un’interrogazione all’amministrazione Firetto affinchè si provveda, al più presto, a rimediare alla grave condizione di degrado e pericolo in cui versa la Via Unità d’Italia, tra discariche, rifiuti e sterpaglie.

In particolare una discarica ricade abusivamente nei pressi della ex fontana, e vi si deposita di tutto, anche materiale pericoloso. Occorre un intervento urgente di bonifica.

Lo scorso 23 giugno il blitz dei Carabinieri cosiddetto “Teneo” ha provocato l’arresto in carcere dei presunti vertici del mandamento di San Lorenzo a Palermo. Oggi, ancora i Carabinieri del Comando provinciale sono stati impegnati nell’esecuzione di un provvedimento di fermo per 11 persone tra ex e nuovi capi e gregari del mandamento di San Mauro Castelverde, regno incontrastato della famiglia Farinella: il nonno Giuseppe Farinella, morto in carcere nel 2017, il figlio Domenico, già detenuto parecchi anni e poi libero, e il nipote Giuseppe che avrebbe gestito le sorti del mandamento tra le province di Palermo e Messina. Le persone fermate nell’operazione cosiddetta “Alastra” sono indagate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, trasferimento fraudolento di beni, corruzione, atti persecutori, furto aggravato e danneggiamento, in Sicilia, Lombardia e Veneto.

Il Tribunale di Agrigento ha condannato a 4 mesi di reclusione ciascuno, per furto aggravato, cinque componenti un nucleo familiare che per almeno quattro anni avrebbero approvvigionato abusivamente la propria palazzina, tra Agrigento e Porto Empedocle, di corrente elettrica tramite un allaccio abusivo, risparmiando circa 6mila euro. Si tratta di Maria La Cara, 40 anni, Alex La Cara, 27 anni, Salvatore La Cara, 34 anni, Rosario Aliseo, 46 anni e Lina Pucillo, 33 anni. La pena inflitta agli imputati (difesi dagli avvocati Gianfranco Pilato, Fabio Inglima, Teresa Balsano e Daniele Re) è la stessa che ha proposto la pubblico ministero Manuela Sajeva ed è ridotta di un terzo per effetto del giudizio abbreviato.

Un ex collaboratore di giustizia, Orazio Sciortino, 51 anni, è stato ucciso con colpi d’arma da fuoco nelle campagne di Vittoria, nel Ragusano. Il cadavere dell’uomo è stato scoperto a terra, in un terreno di sua proprietà, sulla strada provinciale tra Vittoria e Santa Croce Camerina. Le indagini sono condotte dalla Squadra mobile di Ragusa e dal Commissariato di Vittoria. Sciortino, affiliato al clan mafioso Carbonaro Dominante, con le sue dichiarazioni ha contribuito alla ricerca della verità sulla strage di San Basilio di Vittoria del 2 gennaio 1999 che causò cinque vittime.

Il senatore siciliano Davide Faraone scrive al ministro dell’Ambiente, Costa, che ha invitato Musumeci a cancellare i termovalorizzatori dal piano dei rifiuti.

Il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, ha appena invitato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, a varare un Piano regionale dei rifiuti senza termovalorizzatori – inceneritori. Ed al ministro del Movimento 5 Stelle ha risposto un esponente politico della sua maggioranza, il siciliano Davide Faraone, senatore, ex del Partito Democratico e adesso capogruppo di “Italia Viva” di Renzi a palazzo Madama, il quale, come tanti altri in Sicilia, ritengono indispensabile dotare l’Isola degli inceneritori del residuo secco non riciclabile. E Faraone spiega perché, e così si rivolge al ministro Costa: “Ministro Costa, le scrivo per informarla che in Sicilia ci sono più discariche (fra attive e dismesse da bonificare) che Comuni: 553 discariche contro 390 Comuni. L’isola ‘vanta’ 5 milioni di metri quadrati di discariche, ovvero la superficie equivalente a 700 campi di calcio. Ne ho visitate personalmente parecchie, sversano percolato e sostanze inquinanti nel suolo e nelle falde acquifere. E quando ho letto, nella lettera che lei, ministro Costa, ha inviato al presidente Musumeci, che ‘è necessario avviare un percorso di gestione dei rifiuti votato alla sostenibilità e allo sviluppo di soluzioni alternative alla tradizionale termovalorizzazione’, ho riso ma mi veniva terribilmente da piangere. Mi considero un ambientalista convinto e credo che l’emergenza più grande sia quella di chiudere e bonificare al più presto questa bomba ambientale rappresentata dalle discariche. Ma si sa, ambientalismo in questo Paese fa rima con immobilismo, con fanatismo, quindi mi rendo conto che il mio verde è un po’ più sbiadito. Lei, ministro Costa, appare per dire cosa non si deve fare, e scompare quando dovrebbe suggerire una strada da percorrere. E a questo proposito sa quali sono le regioni virtuose nella gestione dei rifiuti nel nostro Paese? Sono 7 su 20 quelle che sono riuscite a superare l’obiettivo europeo del 65% di differenziata e recupero: Veneto 73,8%, Trentino Alto Adige 72,5%, Lombardia 70,7%, Marche 68,6%, Emilia Romagna 67,3%, Sardegna 67%, Friuli Venezia Giulia 66,6%. Bene, saprà anche che in queste regioni gli impianti termovalorizzatori e inceneritori ci sono e funzionano alla grande. Negare la termovalorizzazione significa favorire l’utilizzo delle discariche, quasi tutte private e a caro pagamento, e far esportare a prezzi salatissimi i rifiuti in altre regioni e all’estero, con il risultato che i siciliani pagano ed altri si arricchiscono. Significa strade sporche e tasse sui rifiuti alle stelle. Infine un’ultima considerazione: lei signor Ministro definisce sospetta la richiesta di realizzazione degli impianti di termovalorizzazione in Sicilia. Quindi qualcuno vuole fare affari. Intanto la informo che molti affari in Sicilia si sono fatti con il ‘sistema delle discariche’, basta leggere la cronaca quotidiana per saperlo. E poi, basta con questa storia che ogni volta che si deve realizzare qualcosa non si fa per il rischio corruzione e mafia. Uno stato democratico può dirsi tale se è in grado di fare e contestualmente arginare fenomeni criminogeni. Noi apprezziamo la lotta contro l’illegalità che lei ha intrapreso e la sosteniamo. Ci permetta però di sottolineare che solo quando avremo azzerato la differenza tra domanda di trattamento dei rifiuti e offerta di impianti in regola, compresi i termovalorizzatori, avremo anche azzerato lo spazio per traffici clandestini, come ha autorevolmente ricordato il Procuratore Nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho, nella sua relazione sulle eco-mafie”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Tempestivo intervento sulla strada provinciale ex consortile 44 Carbonia – Muxarello effettuato oggi dal personale stradale del Libero Consorzio Comunale di Agrigento a causa delle condizioni di pericolo determinate da due eucalipti bruciati che impedivano la regolare transitabilità all’altezza del km 3 vicino il comune di Santa Elisabetta.

Le notevole dimensioni degli arbusti hanno richiesto anche l’intervenuto di una squadra dei Vigili del Fuoco per rimuovere le parti pericolose. Si tratta di alberi collocati immediatamente al di fuori dal tratto stradale della ex consortile.

L’intervento è stato effettuato dal capo Cantoniere Salvatore Limblici e dal Cantoniere Carmelo Militello.

Il personale del settore Infrastrutture Stradali invita gli automobilisti che utilizzano le strade provinciali, ex consortili ed ex regionali alla massima prudenza rispettando rigorosamente i limiti di velocità segnalati lungo i tracciati.

 

Nell’attuale momento, proprio mentre si cerca di uscire dall’emergenza sanitaria determinata dal covid-19, molti Comuni della Regione Sicilia devono affrontare un’altra emergenza: quella della mancanza di personale qualificato.
Il collocamento a riposo con quota cento di molti dipendenti comunali ha davvero messo in ginocchio i Comuni che hanno visto crescere inesorabilmente i posti vacanti nelle dotazioni organiche. A ciò si aggiunga che sono state e sono considerate nuove assunzioni le stabilizzazioni di personale precario part-time che già lavorava con contratto a termine ma ininterrottamente da almeno 20 anni nello stesso posto di lavoro in cui è stato stabilizzato verrà stabilizzato dai comuni siciliani.
In quest’ottica, diventa importante che lo Stato vari una legge che consenta agli Enti Locali siciliani di poter assumere, senza soglie e senza limiti, nei posti vacanti dell’organico che riguardano le qualifiche apicali.
Pertanto, i sindaci dei comuni dell’agrigentino, con in prima fila quello di Naro, Maria Grazia Brandara, hanno stilato un disegno di legge che consenta tali assunzioni e l’hanno sottoposto all’attenzione dei parlamentari nazionali siciliani, nella speranza che i Comuni siciliani possano tornare ad avere personale qualificato nei posti apicali.
DICHIARAZIONE DEL SINDACO:
“Purtroppo, la nuova normativa sulle soglie assunzionali che ha abolito il turn over e imposto vincoli notevoli alle nuove assunzioni si riflette sull’azione amministrativa che diviene sempre più lenta e difficoltosa a causa della mancanza di personale apicale qualificato.
Al Comune di Naro, per esempio, l’Ufficio Tecnico non ha personale laureato; non ha personale laureato nemmeno la ragioneria e i servizi finanziari; c’è una sola assistente sociale part-time; sono stati collocati a riposo con pensione quota cento il vicesegretario e il responsabile dell’ufficio stipendi e pensioni. Insomma, una carenza di personale davvero notevole che non può essere agevolmente colmata per via della vigente normativa. 
Di qui, la nostra richiesta di una legge che ricalchi un po’ quanto avvenuto nell’anno 1988 quando lo stato autorizzò la Regione Siciliana a importanti deroghe in materia di assunzione di personale, per combattere la criminalità organizzata all’interno della pubblica amministrazione locale.”

Si comunica che a partire da mercoledì 1° luglio, gli utenti potranno prenotare il servizio di informazione e consulenza, che sarà erogato dalle sedi provinciali INPS della Sicilia a partire dal 6 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 12.30.

L’accesso nelle sedi dovrà essere prenotato attraverso i seguenti canali:

• Contact center, chiamando al numero 803.164 (da rete fissa) o 06.164.164 (da rete mobile);
• app INPS Mobile;
• sito web.

All’atto della prenotazione, l’utente dovrà indicare obbligatoriamente il motivo del contatto, in modo da consentire alla struttura competente di analizzare la richiesta, risolvere eventualmente prima la problematica ed avvisare telefonicamente l’interessato.

Sempre a decorrere da lunedì 6 luglio, le sedi provinciali INPS della Sicilia torneranno a prestare il servizio di consulenza, che sarà erogato in presenza o in modalità telefonica.  La struttura che riceverà la prenotazione con l’esatta indicazione della tematica da affrontare, approfondirà la problematica prima dell’incontro e, nel caso di pronta risoluzione, ricontatterà telefonicamente l’utente per comunicare l’esito della verifica e chiudere prima l’appuntamento.
Il servizio di consulenza per gli intermediari istituzionali e gli altri utenti abilitati ai “Cassetti” continuerà, invece, ad essere assicurato a distanza tramite videochiamata o via telefono.

La Procura della Repubblica di Agrigento ha avviato una indagine per accertare le cause della morte di un neonato di appena un mese, figlio di una coppia di Favara, spirato lo scorso 27 giugno scorso all’interno del reparto di terapia intensiva dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento dove era stato ricoverato per alcune complicazioni. I familiari hanno presentato denuncia ai carabinieri della Tenenza di Favara per un presunto caso di malasanità.

La sostituto procuratore della Repubblica Sara Varazi ha disposto intanto il sequestro della salma del neonato. Nei prossimi giorni, per fare luce sull’accaduto, sarà disposta l’autopsia con conferimento dell’incarico ad un medico legale.