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Chi scrive questo comunicato è un presunto Centro Destra agrigentino che vuol ritenersi (e fare apparire all’esterno) unito, compatto, deciso e stracolmo di numeri elettorali.

A noi sembra un Centro Destra monco, con qualche braccio in meno, anzi tutti e due e con una gamba sola, privo dei principali punti di riferimento che possono anche non piacere ma contro i quali diventa impossibile non fare i conti. Dove sono Fratelli d’Italia, gli Autonomisti e la Lega non ci è dato sapere. Oggi, ad Agrigento, il Centro Destra sarebbe rappresentato da Giusi Savarino e Decio Terrana, i quali unitamente a Gallo e La Rocca Ruvolo, dovrebbero creare il “miracolo agrigentino”.

Alla fine il responso sarà unico e micidiale: a stabilire chi vincerà e chi perderà sarà il risultato che uscirà dalle urne elettorali.

Stiamo tornando a risentire le solite menate della favoletta dei pupi e dei pupari, il degrado politico che purtroppo regna ad Agrigento. E fin quando il degrado sarà padrone Agrigento non potrà mai vedere la luce.

Ecco il testo di un comunicato stampa di poche ore fa diramato da questo fantomatico Centro Destra che “dovrebbe aprire” una campagna elettorale avvelenata.

Buone risate!

Così scrive il fantomatico “Centro Destra”:

“Da troppo tempo lo si dice senza mai riuscire a raggiungere l’obiettivo. Non possiamo più permettercelo in questo tempo di crisi economica e sociale. Per questo gli onorevoli che sostengono il governo Musumeci, Giusi Savarino, Riccardo Gallo, Margherita La Rocca Ruvolo e Decio Terrana lanciano un appello a tutto il centrodestra agrigentino: “Dobbiamo essere responsabili e compatti. C’e’ bisogno di un centrodestra unito che possa essere attrattivo ed aggregante, e sarebbe vincente senza ricorrere a giochetti da prima Repubblica, semmai coinvolgendo tutte le energie sane del territorio. Basta pupi e pupari, iniziamo un nuovo percorso, la sfida per Agrigento è ricostruire un patto sociale con la città ed avviare un percorso che la proietti verso il futuro, fiera della sua storia”.

Il gruppo parlamentare del M5S all’Ars esprime la massima solidarietà e vicinanza all’ex ministro della Salute Giulia Grillo, vittima di minacce su Facebook.

“Ci stringiamo attorno all’amica e compagna di tante battaglie – affermano i deputati – nella speranza che questo clima d’odio, che nei social trova purtroppo terreno fertile,  possa avere presto fine”.

Levata di scudi contro “Fly to Palermo, book 4 nights, get 1 night free”, l’iniziativa sottoscritta dal Comune di Palermo, dalla Gesap, la società di gestione dell’aeroporto Falcone Borsellino, e da una sola associazione di categoria cittadina del settore alberghiero che, di fatto “esclude intere porzioni della filiera turistica, destabilizzando il mercato, alimentando conflitti sociali e nuove forme di abusivismo”. A sostenerlo sono Federturismo Sicindustria, Legacoop Sicilia, Confesercenti Sicilia e Fiavet.

“Siamo contenti che il Comune di Palermo si sia reso conto della necessità di sostenere il comparto. Ci chiediamo, però, se sia davvero convinto che la soluzione sia quella di favorire alcuni alberghi a scapito di tutti gli altri e, al tempo stesso, azzerare con un colpo di penna il ruolo di agenzie di viaggi e tour operator”, dice Toti Piscopo, presidente di Federturismo Sicindustria Palermo. “Dispiace che sia stata persa una occasione – continua Piscopo – per operare nell’interesse generale, in un settore trasversale come quello del turismo, la cui crescita è fortemente condizionata dalla piena condivisione e armonia di tutti soggetti che concorrono alla filiera. Certo gli effetti del lockdown sono stati devastanti e continuano a esserlo e sembra che i tempi del ‘siamo tutti sulla stessa barca’ abbiano lasciato il posto al ‘si salvi chi può’. Distinguendo fra figli e figliastri si corre però il rischio di alimentare ulteriori conflitti sociali tra categorie produttive, favorendo alcune strutture alberghiere a discapito di altre e colpendo le agenzie di viaggio e i tour operator”.

“Le condizioni drammatiche della filiera turistica– dice Filippo Parrino, presidente di Legacoop Sicilia – ci obbligano a non cadere nella autoreferenzialità, nessuno si salva da solo, e noi non vogliamo assolutamente fare polemica su fughe in avanti e protagonismi inutili che indeboliscono ulteriormente la filiera. Chiediamo al sindaco Leoluca Orlando di convocare le associazioni, la Gesap e l’autorità portuale, per mettere subito in campo proposte condivise ed efficaci per il rilancio della filiera turistica e della città di Palermo”.

“Con questa operazione – ribadisce Marco Mineo, presidente di Assohotel Palermo di Confesercenti – vengono completamente tagliati fuori tour operator e agenzie di viaggio. Si tratta di una scelta di dubbio gusto che evidenzia un cambio di prospettiva che, in futuro, può ulteriormente danneggiare il settore. Anche alla luce di tali scelte, restiamo fortemente convinti che la soluzione più corretta continui a essere una valutazione ad ampio raggio, che sfugga dalle logiche dell’immediato e che soprattutto porti beneficio a tutte le forze in campo e non soltanto ad alcune. Per questo – sottolinea Mineo – non solo le associazioni di categoria, ma anche e soprattutto le istituzioni, dovrebbero avere chiaro che le idee di marketing devono comunque essere condivise con tutti gli attori di questo palcoscenico”.

“Siamo stupiti da questa scelta – conclude Anna Maria Ulisse, presidente di Assoviaggi Sicilia di Confesercenti – agenzie di viaggio e tour operator vengono messi da parte nonostante il loro ruolo promo-commerciale, fondamentale in un momento come quello attuale. Iniziative del genere sembrano alimentare una lotta tra poveri, all’interno di un settore che stava già lavorando, insieme alle altre associazioni, ad un progetto che in questo modo è stato scavalcato”.

“Condividiamo l’idea del Comune di Palermo di valorizzare il nostro territorio come meta turistica, ma registriamo il deciso passo indietro compiuto dall’amministrazione considerato che il percorso tracciato è frutto di un’iniziativa che ha visto coinvolta nella fase progettuale solo una sigla”, concludono Vittorio Messina, presidente di Assoturismo Confesercenti Sicilia, e Giuseppe Ciminnisi, presidente di Fiavet.

Nelle ultime settimane sono giunte da parte di decine di utenti numerose segnalazioni di malfunzionamento del portale “Alloggiati Web” per la comunicazione dei dati degli ospiti delle strutture ricettive.
Dagli accertamenti effettuati direttamente dal C.E.N. di Napoli si è appurato che la problematica ha interessato solamente gli utenti che utilizzavano il predetto portale collegandosi alla rete internet mediante il browser “Google Chrome” e che per superare il disservizio basta il browser “Internet Explorer”.

Si ricorda, inoltre, a tutti i gestori di strutture ricettive della provincia e a tutti gli utenti interessati ad ottenere le credenziali per il servizio Alloggiati Web che sul sito ufficiale della Questura di Agrigento, nell’apposita area “Sportello Virtuale Alloggiati Web”, è presente tutta la modulistica per interagire con gli Uffici della Polizia di Stato dislocati su tutto il territorio della provincia, ognuno per la propria competenza territoriale.

A seguito del particolare periodo di emergenza sanitaria che, certamente, ha frenato tutto il settore turistico a livello internazionale, si coglie l’occasione per augurare a tutte le strutture ricettive presenti in provincia un particolare in bocca al lupo per una piena ripresa delle proprie attività lavorative.

Airgest, società di gestione dell’aeroporto di Trapani Birgi comunica che nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea sono stati pubblicati, lo scorso 18 giugno, i bandi di gara per l’esercizio di servizi aerei di linea in conformità agli oneri di servizio pubblico, serie  2020/C 204, ai sensi del regolamento CE 1008/2008. Per partecipare ai bandi, il termine ultimo per la presentazione delle offerte, sarà il 18 agosto, così da consentire l’avvio dei collegamenti dal 1 novembre 2020. Le rotte in continuità territoriale sono da Trapani verso Trieste, Parma, Perugia, Brindisi, Ancona e Napoli. La procedura, che aveva subito una battuta di arresto durante l’emergenza epidemiologica, va ricondotta ad un finanziamento di oltre 23 milioni di euro garantito dalla Regione siciliana, unitamente al governo nazionale, e ad un’attenta istruttoria portata avanti da Airgest, insieme agli uffici del dipartimento Regionale delle infrastrutture e Trasporti e dal MIT, ministero delle Infrastrutture e dei trasporti.

«Viene quindi confermata una procedura di primaria importanza che rende l’aeroporto di Trapani, unico in Europa, per numero di rotte autorizzate in continuità territoriale, ben sei a cui si aggiunge quella per Pantelleria – afferma il presidente di Airgest, Salvatore Ombra – contribuendo in maniera rilevante al soddisfacimento delle esigenze del territorio di tipo sanitario, economico, universitario e di mobilità in generale. La nostra soddisfazione è enorme, siamo ripartiti a spron battuto, senza più fermarci, visto che riprendono anche i collegamenti con Ryanair. Dopo il lockdown la Compagnia torna a volare dal 21 giugno, ripristinando i voli su Bologna. Quello su Pisa verrà riattivato dal 1° luglio, Bergamo dal 2 luglio e il collegamento con la Germania Baden-Baden dal 3 luglio. Andando avanti così si riavvicina il nostro primo obiettivo di 800 mila passeggeri entro il 2021».

Airgest, inoltre ha stabilito che, per tutta la stagione estiva che va dal 1 luglio al 28 ottobre 2020,  per venire incontro all’utenza in partenza e arrivo da Trapani Birgi effettuerà per chi parcheggia in aeroporto una tariffa scontatissima di € 3,50 al giorno. Il passeggero dovrà presentare il biglietto e la carta d’imbarco all’ufficio dei servizi aeroportuali di Airgest per averne diritto.

Ammontano a 61.694,67 euro i ruoli ordinari relativi a sanzioni amministrative e pecuniarie per violazioni al Codice della Strada accertate dal Libero Consorzio Comunale di Agrigento, e non pagate nei termini di legge che si riferiscono all’anno 2016. Questi atti sono divenuti titoli esecutivi per la riscossione coatta mediante iscrizione a ruolo presso l’Agenzia delle Entrate-Riscossioni.

Si tratta di 164 infrazioni al codice della strada accertate dalla Polizia Provinciale che risultano ad oggi non pagate, nonostante siano state debitamente contestate o notificate ai trasgressori/obbligati entro i termini di legge.

Le imposte e tasse, soprattasse e spese di notifica ed altri oneri accessori, a qualsiasi titolo dovuti, sono state affidati in riscossione agli Agenti della Riscossione Sicilia S.p.A. – Agenzia delle Entrate-Riscossioni.

Le somme che saranno introitate in virtù dei ruoli in questione, ai sensi dell’articolo 208 del codice della strada, potranno essere utilizzate per la manutenzione delle strade di proprietà dell’ente e per l’installazione, l’ammodernamento, il potenziamento, la messa a  norma e la  manutenzione delle barriere e alla sistemazione del manto stradale delle strade provinciali.  Inoltre queste somme potranno essere destinate per la segnaletica stradale e l’acquisto di veicoli per i servizi di polizia stradale.

“I dati sbagliati sui pazienti Covid? Nessuna meraviglia, lo sapevamo e lo avevamo pure denunciato a fine maggio in una interrogazione a Musumeci e  a Razza che è rimasta senza risposta”.

Lo afferma la deputata del M5S all’Ars, Jose Marano, che non si dice per nulla sorpresa dell’enorme discrepanza tra i dati reali e quelli denunciati dalla Regione in relazione ai pazienti positivi al Covid-19.

“Avevamo letto– dice la deputata  – dal sito on line Catania live university ciò che non faceva altro che confermare quelli che erano i nostri dubbi in merito,  e cioè che i  dati epidemiologici riportati dalla Regione siciliana non coincidevano  con il reale andamento dell’epidemia in Sicilia.  Secondo la testata, l’Asp di Catania avrebbe inviato una lettera al Servizio epidemiologico della Regione per  richiedere la  correzione ufficiale dei dati,  in quanto, secondo l’Azienda sanitaria provinciale etnea- scrive la testata – questi dati andavano considerati falsi ed inesatti.  

“La Regione infatti –  racconta Marano – a metà maggio segnalava 10 casi positivi nella provincia di Catania, a fronte dei 3 rilevati dall’azienda sanitaria. A quel punto era lecito pensare che anche i dati relativi alle altre province siciliane fossero inesatti”.

“Da qui – afferma la deputata – la nostra interrogazione, considerato che situazione epidemiologica dell’isola è di grande rilevanza ai fini delle  importanti decisioni per la popolazione siciliana legate alla cosiddetta ‘Fase 2’ ed alla ripresa economica del tessuto sociale”.

“Su questa vicenda – conclude la deputata – ci aspettiamo precise e circostanziate risposte dal governo, che in diversi aspetti si è rivelato inadeguato a gestire l’emergenza”.

Avere paura del domani. 
Ma non del domani inteso come futuro che verrà; proprio del domani prossimo, di domani inteso come le prossime 24 ore.
Che quel 21 giugno segnalato come il giorno della fine del mondo – perché a quanto pare i maya si sarebbero sbagliati a fare i conti –  è nulla rispetto all’apocalisse periodale che ci instilla il vivere quotidiano.

La pandemia è ormai qualcosa che abbiamo provato sulla nostra pelle, e quel “Pan-demos” che dal greco ci ha investito tutti, in tutto il suo orrore, sembra aver lasciato uno strascico di paura costante, ci ha resi fragili, quasi indifesi verso alcuni eventi che non possono essere contrastati con la sola voglia di vivere … e di resistere.

Ma a me viene da pensare a Peirce, uno dei più grandi pensatori e filosofi e logico-matematici (e tante altre cose tutte insieme) di tutti i tempi, fondatore della semiotica moderna, immortale nel suo modo di concepire l’essere e la sostanza, l’epistemologo della filosofia – come lo definisce Emanuele Fadda nel suo libro “Peirce” – che ha passato la vita a ragionare su un metodo comune alle scienze naturali, umane, formali e filosofiche e che ha – come lui stesso sosteneva – fornito un’ipotesi:

“[…] Il massimo che si possa fare è fornire un’ipotesi, non priva di una sua verosimiglianza, che si collochi sulla linea generale di crescita delle idee scientifiche e che sia capace di venire confutata o verificata da futuri osservatori”

Penso alla sua “primità” (che è così tenera che non puoi toccarla senza rovinarla) , all’origine, vivido e conscio ed evanescente, al presente che è positivamente così com’è, quel qualcosa allo stato iniziale, come un semplice tono di coscienza, come il feeling nella sua immediatezza. Quell’essere in sé prima ancora di appartenere alla categoria dei mortali, e quindi di esserlo, mortale.

La certezza della morte incombe sull’essere umano da sempre, tanto che c’è chi ha azzardato la definizione della vita, del venire al mondo, come “un brutto film, un film dell’orrore, che per quanto brutto, è sempre meglio vedere come va a finire“.

La probabilità di qualcosa che può accadere nel mentre che tutto si compia, quel ricondurre tutto, dal particolare della condizione dell’essere umani, all’universale che ci tiene incollati ad un dato certo, quel pronostico che vorremmo non sbagliare lungo quella camminata che – sappiamo per certo – si interromperà, da qualche parte, in un tempo che non conosciamo.

Ed infatti non è la morte in sé a farci più paura del solito,  ma il ricordo della caducità della vita che si manifesta ai nostri giorni come se vivere un giorno felici, senza incertezze sia divenuto un reato del quale tocca scontare una pena; e tutto questo mentre ad andar via quest’anno, sono persone che per un motivo o per un altro abbiamo sentito vicine.

Sembra come se questo 2020 rechi in se il compito maldestro di togliere via ogni sicurezza, intaccare ciò che è bellezza ed arte; come se voglia mettere alla prova le nostre fragilità, quelle che coccoliamo affinché ci siano amiche e non tornado capaci di spazzare via ogni certezza.

In questi mesi il verbo morire è diventato quello più coniugato, la parola “morti” al plurale, una luce ad intermittenza che non si spegneva, mai, come quelle dei motel di terza categoria. Il contare i morti ci ha stremato, così come la speranza – qualche volta perduta – di non dover contare morti troppo vicini al nostro cuore.

Ma quelle fragilità che proviamo a tenere in bilico, così come il coraggio e forza di resistere sono stati bombardati dalle morti e da eventi che ogni giorno ci hanno resi sempre più deboli, affranti, miseri davanti alla vita che ha contorni piccoli ed incerti ed imprevisti, lì dove l’imprevisto non sempre vira verso la bellezza dell’imprevedibilità.

Sepúlveda va via stroncato dal coronavirus, Kobi Bryant muore in un incidente in elicottero, Ezio Bosso va via, in punta di piedi, lasciando il ricordo di quel suo modo di vivere che tanto ci ha commossi, il cancro porta via Zafón, ieri Alex Zanardi si schianta contro un tir, perdendo il controllo del mezzo e ribaltandosi durante una gara di handbike e abbiamo anche sfiorato l’ennesimo conflitto mondiale. Tutto in questo anno maledetto, che è appena a metà del suo incedere. Lo so, è solo un caso, ma vorrei restare in quella primità di Pierce, vorrei semplicemente aprire gli occhi e descrivere ciò che vedo, non ciò che viene a mancare.

…e ricordati, che devi morire.
[Dal film “Non ci resta che piangere”]

Simona Stammelluti 

Ad Agrigento i buoni spesa del Comune in arrivo, ma sul telefono cellulare. E’ stato pubblicato l’avviso pubblico del Comune di Agrigento per la distribuzione dei buoni spesa per sostenere le famiglie a fronte dell’emergenza covid. Ai beneficiari che hanno già percepito i buoni spesa nel mese di aprile, l’ulteriore buono di maggio arriverà sotto forma di credito elettronico. I beneficiari di questa terza distribuzione, senza necessità di presentare ulteriori istanze, riceveranno un sms sul proprio telefonino con il quale sarà comunicato un numero pin e l’ammontare del credito da spendere negli esercizi convenzionati.

Con invito a dedurre notificato, la Procura Regionale presso la Sezione Giurisdizionale della Corte dei Conti per la Regione Siciliana contesta al Dott. Maurizio Arico’ (Direttore Generale dell’Asp di Ragusa dal giugno 2014 al 7 agosto 2017, al Dott. Salvatore Lucio Ficarra (Direttore Generale dell’Asp dall’8 agosto 2017 al 19 settembre 2018), al Dott. Maniscalco Franco (Direttore Amministrativo dal 10.10.2012 al 31.01.2016), alla Dott.ssa Elvira Amata (Direttore Amministrativo dal 1.02.2015 al 15.10.2017), al Dott. Lorenzo Aprile (Direttore dell’esecuzione del Contratto a far data 11.02.2015), ed infine alla Dott.ssa Cecilia Leone (Responsabile Unico del Procedimento), un presunto danno erariale derivante da talune irregolarità che avrebbero connotato
l’erogazione del servizio di pulizie presso i 79 presidi ospedalieri dell’ASP Ragusa.
Le contestazioni della Procura Regionale originano dall’attività investigativa svolta dalla Guardia di Finanza nell’ambito di un procedimento penale attualmente pendente innanzi al Tribunale di Ragusa e si correlano a voci di danno riferite ad un periodo compreso tra il mese di giugno 2014 ed il mese di gennaio 2018.
Più nel dettaglio il P.M. contabile individua due distinte voci di danno: la prima (euro 633.012,20) deriverebbe dalla sovrafatturazione delle prestazione rese dalla impresa aggiudicataria del servizio;
la seconda (pari ad euro 3.117.201,44,), invece, deriverebbe dal presunto pagamento di maggiori ore lavorative rispetto a quelle effettivamente prestate dal personale addetto alle pulizie.
La prima voce di danno viene imputata dalla Procura Regionale al Dott. Lorenzo Aprile ed alla Dott.ssa Leone, rispettivamente Direttore dell’esecuzione del Contratto (DEC) e Responsabile Unico del Procedimento (RUP).
La seconda voce di danno viene contestata, invece, oltre che al Responsabile del Procedimento ed al Direttore dell’esecuzione del Contratto, ai Direttori Generali ed ai Direttori Amministrativi che si sono avvicendati nella gestione dell’ASP: Dott. Maurizio Arico’, Dott. Salvatore Ficarra, Dott. Franco Maniscalco, Dott.ssa Elvira Amata.
In particolar modo, la Procura Regionale contesta al RUP ed al DEC il mancato esercizio delle funzioni di vigilanza e controllo, specificatamente previste dal codice degli appalti, in ordine alla corretta esecuzione del contratto d’appalto.
Il P.M contabile contesta, invece, ai vertici dell’Azienda di non aver disposto la risoluzione del contratto, sebbene fossero venuti a conoscenza delle presunte irregolarità riguardanti lo lo svolgimento del servizio.​
Il Dottore Franco Maniscalco, ex Direttore Amministrativo dell’ASP di Ragusa, ha conferito mandato all’ Avv. Girolamo Rubino al fine di dimostrare l’ infondatezza delle tesi accusatorie della Procura e, per l’effetto, la piena liceità del proprio operato.