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“Lo sblocco dei fondi Poc per attuare tante misure della legge di stabilità regionale, per centinaia di milioni, dipende esclusivamente dal governo nazionale, che in queste settimane è concentrato più ad aumentare il debito pubblico dell’Italia che ad aiutare concretamente la Sicilia e il Mezzogiorno. E’ stucchevole che il Pd in Sicilia, per bocca del capogruppo all’Ars Lupo, additi il governo regionale sui ritardi nell’avvio dei provvedimenti della finanziaria regionale che aiutano le piccole e medie imprese, i lavoratori stagionali, le cooperative ed altri settori. E’ del tutto evidente che il governo Conte, di cui il Pd di Lupo è azionista, non si sia ancora seduto e confrontato con il governo Musumeci per attivare i fondi Poc. Lupo si rivolga al suo ministro per il Sud “Anna dai capelli rossi” Provenzano, per chiedere quousque tandem”. Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato regionale dell’Udc.

Un disegno di legge per istituire, in Sicilia, “una banca dati regionale per le sacche di plasma anti-Covid” e criteri “per velocizzare l’iter di assegnazione delle strutture già in grado di procedere da un lato alla raccolta e alla conservazione, dall’altro alla sperimentazione della cura come è stato fatto in altre regioni”. E’ la proposta avanzata all’Ars dal capogruppo della Lega, Antonio Catalfamo che oggi all’Ars incassa il via libera alla procedura d’urgenza secondo l’art. 135.
“Con questa procedura speciale si accorciano i tempi di esame del ddl – dichiara il deputato barcellonese – pensato per farci trovare pronti in una eventuale ricaduta. Non bisogna infatti abbassare la guardia e la Sicilia potrebbe diventare la prima Regione Covid-Free anche grazie a quello che predisporremo da ora alle prossime settimane. Siamo consapevoli che questo disegno di legge tocca un argomento molto delicato ma se fino a ora si è fatto bene dobbiamo continuare a tenere i nostri standard elevati. Sappiamo dai primi dati che il plasma dei guariti dalla Sars-Covid 19 è uno strumento in grado di dare risposte ai soggetti più debilitati dal virus. Il nostro disegno di legge punta a istituire una banca dati regionale per le sacche di plasma anti-Covid e istituisce dei criteri per velocizzare l’iter di assegnazione delle strutture già in grado di procedere da un lato alla raccolta e alla conservazione, dall’altro alla sperimentazione della cura come è stato fatto in altre regioni”.
Il ddl porta la firma degli altri deputati regionali della Lega Sicilia: Maria Anna Caronia e Orazio Ragusa.

Una seduta d’aula ad hoc alla presenza degli assessori Turano (Attività Produttive), Samonà (Cultura) e Messina (Turismo)”.
L’hanno chiesta oggi al presidente dell’Ars Micciché i deputati del M5S Valentina Zafarana e Nuccio Di Paola per affrontare i problemi irrisolti che rischiano di mettere in ginocchio i settori del turismo, della cultura e del wedding.

In particolare, i deputati chiedono di concertare col governo soluzioni concrete e immediate su turismo, voucher, tour operator e destagionalizzazione.

Da affrontare – dicono i due parlamentari – anche la tematica legata alla ripartenza del settore matrimoni, che attualmente tiene in angoscia migliaia di coppie in attesa di convolare a nozze e il vastissimo indotto di gestori di sale ristoranti, servizi catering, fotografi, operatori video e produttori e venditori di abiti da cerimonia”.   

Il Presidente di Confasi Sicilia Davide Lercara ha nominato il prof. Francesco Tulone, responsabile per la provincia di Palermo del comparto Scuola, Istruzione e Formazione. Tulone, ricercatore e docente di Analisi Matematica dell’Università del capoluogo siciliano, ha conseguito il dottorato in Matematica con lunghi periodi di studio all’Università Lomonosov di Mosca, perfezionamento ad Austin (Texas) con la medaglia Fields per la Matematica “Alessio Figalli”. ” Siamo orgogliosi di avere affidato l’incarico al prof. Tulone– dichiara Davide Lercara- certi che il dipartimento con la sua presenza e il suo impegno potrà fornire assistenza e tutela a tutti i lavoratori nel settore della scuola, dell’istruzione e della formazione”. La Confasi, attenta alle esigenze dei lavoratori, è sempre più presente nel territorio  con le sue sedi e i suoi sportelli sindacali di categoria.

 

Via libera dalla Conferenza Unificata al Decreto proposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che ha stanziato 137,2 milioni di euro da destinare alla progettazione e realizzazione di ciclovie urbane, ciclostazioni e di altri interventi per la sicurezza della circolazione ciclistica cittadina.
Stanziati 209 mila euro per il Comune di Agrigento.

A darne notizia è il deputato regionale del Movimento 5 stelle on. Giovanni Di Caro.

Sabato 27 giugno 2020 alle ore 18.00, presso il Complesso monumentale Tommaso Fazello di Sciacca, saranno presentate alla città e aperte al pubblico le sale espositive della Galleria Fazello, che arricchiranno l’offerta della rete museale del territorio. All’evento presenzieranno L’Assessore dei Beni culturali e Identità siciliana Alberto Samonà, il Dirigente generale dei Dipartimento dei Beni culturali e Identità siciliana Sergio Alessandro e il sindaco di Sciacca Francesca Valenti.

L’iniziativa è stata finanziata dall’Assessorato Beni culturali e Identità siciliana e curata dalla Soprintendenza di Agrigento diretta da Michele Benfari. L’apertura della Galleria Fazello costituisce un primo, importante passo verso la realizzazione del Museo regionale interdisciplinare di Sciacca negli imponenti spazi espositivi del Complesso Monumentale di Santa Margherita. La realizzazione del polo museale saccense fu fortemente voluta e promossa da Sebastiano Tusa al suo insediamento come Assessore dei Beni culturali e identità siciliana. Il grande complesso monumentale è stato di recente acquisito dalla Regione Siciliana e la Soprintendenza di Agrigento sta elaborando il progetto di restauro, il piano scientifico e di allestimento del Museo. La Galleria Fazello è allestita in due sale dell’imponente complesso monumentale in stile gotico–catalano Tommaso Fazello, sede del Museo del Mare. La selezione delle opere esposte esemplifica alcuni importanti aspetti della storia dell’arte di Sciacca, abbracciando pittura, scultura e ceramica. Si tratta di opere d’arte mai esposte al pubblico, nelle quali si riconoscono la storia e l’identità culturale della città.

La loro fruizione è stata possibile grazie alla collaborazione proficua tra le più importanti Istituzioni del territorio: la Soprintendenza di Agrigento, che ha curato gli aspetti scientifici e museografici; il Comune di Sciacca, proprietario del complesso monumentale Tommaso Fazello e degli spazi espositivi; il Liceo artistico Giuseppe Bonachia e il Libero consorzio comunale di Agrigento, attenti custodi da più di trent’anni di tre prestigiosi pannelli ceramici, tra cui il Fante con Alabarda, del 1608, autoritratto del grande maestro ceramista Giuseppe Bonachia detto il “Maxarato”; l’Arcidiocesi di Agrigento, ente prestatore della splendida Sacra Famiglia di Mariano Rossi e di una Madonna con Bambino in marmo, della fine del XV secolo; l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, che ha reso fruibili al pubblico due dipinti della “scuola di Sciacca” appartenenti al complesso monumentale di Santa Margherita. Fondamentale è stato inoltre il contributo di alcune agenzie culturali e associazioni del territorio.

La sezione dedicata alla ceramica, espone, oltre ai tre splendidi pannelli maiolicati, le mattonelle figurate appartenenti al pavimento ceramico tardo-medievale, datato al 1496, della Chiesa di santa Margherita, opera dei maestri ceramisti Antonio Scoma e Pietro Francavilla. Nella sala delle ceramiche si può ammirare inoltre una importante collezione di albarelli, boccioni, cilindri, mattonelle, dai raffinati disegni e decorazioni, spesso figurati, e due targhe devozionali. I pezzi sono databili dal XVII al XIX secolo. Si tratta di opere di Sciacca e Burgio, botteghe ceramiche storicamente legate da stili e maestranze comuni.

Assolutamente impensabile non pagare un dipendente, qualsiasi sia la mansione che svolge così come non è giustificabile scaricare le responsabilità economiche ed amministrative da una parte verso l’altra.

Una situazione datata che vede la città ridotta ad un pantano, dove la raccolta dei rifiuti rappresenta, ora mai, un optional scandito da inediti proclami ed inopportune dichiarazioni di intenti.

L’amministrazione comunale in questi anni con incuria e pressapochismo ha affrontato il problema rifiuti come se si trattasse di un compitino lasciato per le vacanze alle scuole elementari. Un appalto milionario a fronte di UNA CITTA’ SPORCA.

Non è possibile tutto questo, così come non trova spazio in nessuna giurisprudenza del lavoro il fatto che i netturbini non vengano pagati.

L’amministrazione Alba ha l’obbligo di pagare le ditte le stesse che a norma di bando sono obbligate a pulire la città in lungo ed in largo.

Esprimiamo la nostra piena solidarietà a tutti i lavoratori che da mesi non percepiscono il dovuto salario con le difficoltà comprensibili ricadenti sulle loro famiglie. Gli stessi operatori che in periodo di pandemia con coraggio e spirito di appartenenza hanno fatto si che la città potesse vivere pulita e decorosa.

Invitiamo la sindaca affinchè una soluzione si trovi immediatamente e si possa ridare serenità a decine di famiglie che vivono di questo importante lavoro, essenziale per la nostra comunità.

Un fine settimana all’insegna del paesaggio, della natura e della bellezza.

Tre luoghi da scoprire  ed un passato da raccontare che ritorna attuale grazie alle Giornate FAI all’aperto, promosse dal  Fondo Ambiente Italiano.

Sabato 27 e domenica 28 giugno prossimi, il FAI, dunque,  riparte  per permettere di godere in tutta sicurezza dello straordinario patrimonio d’arte e natura del nostro Paese.

Dai giardini di villa Genuardi, sede della Soprintendenza di Agrigento, a villa Genuardi – Fontes Episcopi di Aragona (AG), ottocentesca  dimora del vescovo  Gerlando Genuardi,  passando dal Giardino della Kolymbethra , nel cuore della Valle dei Templi di Agrigento, la delegazione FAI di Agrigento, il Fai giovani  e lo staff della Kolymbethra sono pronti per accogliere i visitatori e svelare tutti i segreti di questi affascinanti luoghi.

E mentre la narrazione traccia il solco della storia,  gli ospiti potranno godere della bellezza degli alberi monumentali,  del fascino dei giardini privati e di tutto il verde  custodito nei Beni FAI e trascorre, così, tra arte,  musica, apericena e memorie di campagna, l’indimenticabile weekend.

Un viaggio pensato, reale e metafisico, dunque,  per una due giorni alla scoperta del patrimonio naturale, arboreo, agronomico, rurale, paesaggistico e ambientale che rende unico il territorio agrigentino; spazi aperti da scoprire, che ospitano magari piante officinali, come nel caso del Bio resort Fontes Episcopi,  o l’inestimabile ricchezza del giardino di Villa Genuardi che lo rende ancora un posto “speciale” e conserva nel cuore degli agrigentini ricordi di un glorioso passato. Infine, le piante rare ed i profumati agrumi del  Giardino della Kolymbethra.

Una edizione speciale  delle Giornate FAI, dunque,  che nell’anno dell’emergenza sanitaria  impone nuove regole e attenzioni per questa versione “all’aperto”.

A causa del regolamento legato alla pandemia, infatti,  il numero di ingressi per visita è limitato e previsto in gruppi ristretti per garantire così le norme di sicurezza necessarie

Per esempio, sarà necessario prenotare: le visite avranno un contributo minimo per sostenere l’iniziativa, e la prenotazione è obbligatoria, effettuabile su www.giornatefai.it fino a esaurimento posti ed entro venerdì 26 giugno alle ore 15.

“Ben  17 i  luoghi  aperti in Sicilia per questa edizione speciale  delle Giornate FAI – afferma il presidente regionale FAI Sicilia, Giuseppe Taibi – un risultato eccezionale in questo difficile momento storico. Due giorni di festa per ripartire insieme valorizzando il nostro straordinario  patrimonio naturale e culturale mentre meditiamo sul fatto che Paesaggio, Ambiente e Salute sono legati tra loro.
Un’ occasione di raccolta fondi e insieme un  modo  per ringraziare i medici, gli  infermieri e il personale sanitario che si iscriveranno  alle Giornate, come tutti, su   giornatefai.it”, conclude Taibi.

Il FAI, infatti,  desidera ringraziare tutte quelle figure professionali che in questi mesi si sono prese cura della nostra salute e di quella dei nostri cari, compromettendo la loro e mettendo a rischio la vita stessa. Come segno di riconoscenza, la Fondazione desidera regalare loro la tessera d’iscrizione annuale ordinaria o, in caso di iscrizione già attiva, il rinnovo qualora la tessera scada entro il 31/12/2020. Sarà possibile anche richiedere la tessera “coppia” e “famiglia” alla tariffa speciale di 10€.

Potranno richiedere la tessera omaggio medici, infermieri, operatori socio sanitari, i tecnici sanitari di radiologia medica e i volontari delle diverse associazioni volontarie di pubblica assistenza che sono intervenuti direttamente nell’assistenza dei malati.

I Luoghi:

Giardino di Villa Genuardi – Via Ugo La Malfa, Agrigento

In origine era la villa di campagna del barone Ignazio Genuardi, il più ricco possidente di Agrigento nella seconda metà dell’Ottocento. Era chiamato l’imperatore degli zolfi.

La crisi solfifera del 1873-1874, portò il barone alla difficile scelta d dover vendere, per far fronte ai prestiti, nel 1875, la sua villa, che fu acquistata dall’albergatore Enrico Ragusa.

L’avv. Ragusa, già esperto del settore turistico-alberghiero, capì l’importanza di un albergo ad Agrigento e in quella zona, con la sua posizione incantevole.

Per questo trasformò la Villa già Genuardi in albergo di prim’ordine, subito passato al primo posto tra gli alberghi preesistenti in Girgenti che chiamò Hotel des Temples.

Il complesso architettonico dell’ex Hôtel des Temples si collega profondamente alla storia politico-economica e alberghiera, di oltre un secolo, della città di Agrigento.

Si deve al Ragusa la sistemazione del terreno attorno al complesso alberghiero, dove fece piantare anche esemplari rari; il parco era meraviglioso e rinomato: ogni pianta aveva una scritta col nome scientifico e la data.

Si dice che il Ragusa perdette al giuoco e fu costretto nel 1906 a vendere l’Hôtel des Temples a Trippi.

Il prof. Leo Trippi nel 1927 scoprì nelle vicinanze una sorgente di acque che fece analizzare in Svizzera. Risultò che era ottima per le cure del fegato. Pensava di utilizzarla per una stazione termale: avrebbe dato lavoro e ricchezza al suo albergo e alla città. Remore e lungaggini fecero sì che la cosa non andò avanti e nel frattempo la sorgente si è perduta.

Oggi Villa Genuardi è sede della Soprintendenza ai  BB.CC.AA.di Agrigento

Villa Genuardi – Fontes Episcopi – Aragona,  Contrada Fontes Episcopi

È un luogo ricco di fascino , una carezza dal sapore antico che soltanto un luogo con una storia può dare. Nella lussureggiante Sicilia d‘800 l’aristocrazia di mezza Europa giungeva per trascorrervi l’inverno, preceduta dai viaggiatori del Grand Tour poiché come scrisse Goethe “È in Sicilia che si trova la chiave di tutto”. E’ l’epoca in cui una colta e facoltosa borghesia impreziosiva l’Isola con mirabili opere d’arte ed edifici. Il Barone Ignazio Genuardi, autorevole personaggio del luogo, volle donare al proprio figlio Gerlando, restio ai fasti della vita mondana, una bella dimora di campagna. Un luogo in cui raccogliersi, meditare, leggere e godersi gli straordinari benefici della natura. Le eccezionali doti umane e intellettuali portarono presto Gerlando Genuardi alla carriera ecclesiastica e a diventare poi un amatissimo Vescovo. Fontes Episcopi è l’amata dimora del Vescovo che rinasce dopo un sapiente restauro per la gioia di chi, oggi come ieri, ama il vivificante contatto con la natura, il benessere e l’armonia dei sensi.

Il Resort si sviluppa su due elevazioni attorno alla corte centrale. Al piano terra dove originariamente si trovavano il salone, le camere dei contadini e del fattore, sono state ricavate la hall e gli spazi comuni. Negli spazi delle cucine la direzione ha scelto di riproporre l’attuale cucina: oggi come ieri, “focolare della casa” dove è possibile non solo gustare ma anche divertirsi a preparare dei piatti con i frutti del nostro orto. Nelle aree delle stalle e del palmento oggi si trovano gli ambienti del centro benessere, mentre nell’area nobile, al primo piano, sono state ricavate le camere degli ospiti.

Giardino della Kolymbethra (in occasione dell’evento, accesso gratuito al Parco della Valle dei Templi solo dall’ingresso di Porta Quinta, in C.da Sant’Anna),

Un luogo incantato nel cuore della Valle dei Templi di Agrigento, dove ritrovarsi nella massima sicurezza, immersi nella bellezza dell’antico paesaggio della Kolymbethra, per reincontrarsi con le persone care e riconnettersi in armonia con la nostra Madre Terra. Durante il giorno si possono ascoltare le storie antiche degli alberi e dei loro frutti, sperimentare il contatto dei sensi con i profumi della campagna, seguire il fruttuoso volo delle api, fermarsi per un breve pasto rustico protetti dalla fresca ombra degli ulivi secolari. La sera, poi, è possibile accomodarsi su sedili di paglia sparsi tra gli antichi alberi di agrumi, con lo sguardo rivolto verso il suggestivo Tempio dei Dioscuri, per parlarsi, rilassarsi, ascoltare musica, gustare il buon cibo ed il buon vino di Sicilia.

Come prenotare

Il FAI  propone un evento ristretto, per poche persone ,solo su prenotazione e solo fino ad esaurimento posti, che possa dare un segnale di ripresa e di speranza.

Per questo motivo, la Fondazione ha in programma misure che prevedono l’ingresso di gruppi ristretti, per mantenere il distanziamento sociale, solo in determinati slot di visita e solo su prenotazione.

Per partecipare alle visite non esiste un vero e proprio biglietto di accesso; al momento della prenotazione verrà richiesta l’erogazione di un contributo minimo che andrà a sostenere le attività istituzionali della Fondazione, oltre che garantire la visita in sicurezza.

E’, dunque, indispensabile prenotare la visita sul sito www.giornatefai.it, scegliere il giorno e l’orario preferiti tra quelli disponibili e versare il contributo in favore del FAI.

Le prenotazioni saranno aperte da martedì 23 giugno, a venerdì 26 giugno alle ore 15. Le prenotazioni saranno chiuse quando saranno esauriti i posti per ogni slot di visita, e comunque non ci si potrà prenotare dopo le ore 15 di venerdì 26 giugno per dare tempo ai nostri volontari di organizzare l’accoglienza davanti al luogo.

 

 

Magnifico Rettore Antonello Folco Biagini: Unitelma Sapienza si colloca tra i soggetti che contribuiscono a sostegno dei giovani, in particolare di quelli meritevoli e in situazioni di disagio economico…

 

Il Consiglio di Amministrazione dell’Università degli Studi di Roma Unitelma Sapienza, considerata la situazione economica e sociale determinata dall’emergenza coronavirus – sottolineata ripetutamente dal Ministro dell’Università – ha istituito 1.000 borse di studio per l’iscrizione agevolata ai propri corsi dei maturati e diplomati nella prossima sessione 2020.

Ritengo che Unitelma Sapienza debba collocarsi tra i soggetti che vogliono contribuire – nell’ambito dei propri fini istituzionali, etici e sociali – al sostegno dei giovani, in particolare di quelli meritevoli e in situazioni di disagio economico, ha affermato il Magnifico Rettore, prof. Antonello Folco Biagini.

Le borse di studio prevedono l’abbattimento della prima rata del primo anno di corso – pari a 650€ – i diplomati che vorranno usufruire della borsa dovranno effettuare la registrazione e la domanda di immatricolazione sul sito unitelmasapienza.it 

Gli 8 corsi di laurea afferiscono a 5 aree – giuridica, economica, informatica, psicologica e archeologica – ognuna delle quali offre molteplici curriculum a scelta, puntando a formare i giovani di oggi nei professionisti del futuro.

 

Maggiori info qui: info@unitelmasapienza.it – 0683700046

La giustizia bloccata dall’emergenza coronavirus, le difficoltà a ripartire con protocolli differenti tra i vari tribunali e il rinvio dei processi. Solo a Palermo sono 10.800 i procedimenti penali rinviati nel periodo del lockdown (9 marzo – 11 maggio) ed entro luglio saranno, secondo una stima, circa 20 mila. A tutto ciò si aggiungono le lunghe code che gli avvocati sono costretti a fare in tribunale e l’impedimento nello svolgere anche le azioni più semplici come notificare un atto. E le crescenti difficoltà economiche dei professionisti: solo a Palermo sono stati circa 3 mila (il 60%) a chiedere il bonus coronavirus.

“La giustizia è ferma”: è l’allarme lanciato oggi dall’Organismo congressuale forense in contemporanea in tutta Italia e che ha fatto sentire anche nel capoluogo siciliano la sua voce.
Una conferenza on line con il presidente Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo, Giovanni Immordino, il delegato alla Cassa Forense del Distretto della Corte di Appello di Palermo, Pietro Alosi, il presidente dell’Unione dei Fori Siciliani Giuseppe Di Stefano , il delegato all’OCF – Organismo Congressuale Forense – del Distretto della Corte di Appello di Palermo Accursio Gallo.

“La giustizia è bloccata – ha detto Immordino – Nonostante l’uso delle tecnologie e la continua ed apprezzata collaborazione con i capi degli uffici giudiziari,  il sistema stenta a ripartire. Come si fa a condannare un imputato a 30 anni senza senza guardare negli occhi i giurati, avvocati e pm? Per non parlare delle code che si formano per entrare nell’ufficio notifiche, con il sistema telematico saltacode non ancora attivato. Chiediamo la possibilità di rientrare nei tribunali, non si capisce perché si possa andare in discoteca e non nelle aule giudiziarie. E non è un problema che riguarda soltanto gli avvocati ma prima ancora tutti i cittadini che hanno bisogno della giustizia”.
Gallo ha sottolineato il fatto che “si è in attesa di provvedimenti del governo. L’autorità centrale ha demandato a quelle locali le decisioni, con la conseguenza che ci sono protocolli differenti in ogni tribunale. Le udienze sono rinviate al 2021, a volte al 2022. Non si sa quando riprenderà la normalità, si dice a settembre ma sembra difficile. Fra l’altro, lavorare in remoto è a volte impossibile per mancanza di strumenti tecnici”.

Per Di Stefano “rendere particolarmente difficile l’accesso alla giustizia è un torto che subiscono i cittadini nell’affermazione dei loro diritti. Va sicuramente salvaguardata la tutela sanitaria ma occorre tornare a lavorare in maniera concreta. È rischioso non amministrare giustizia e non dare risposte ai cittadini: ci saranno altri tribunali che funzioneranno al posto di quelli ufficiali, soprattutto in Sicilia”.

“L’avvocatura è anche in sofferenza dal punto di vista economico – ha spiegato Alosi – La cassa forense ha anticipato le somme del bonus da 600 euro e a Palermo circa il 60% degli avvocati ha richiesto il beneficio, significa 3 mila su 5 mila professionisti”.