Home / 2020 / Giugno (Pagina 16)

Una fiscalità di vantaggio, sul modello esistente nell’ottocento in Sicilia e più di recente in diversi paesi europei per sostenere la ripresa economica delle zone più deboli e combattere lo spopolamento dei piccoli centri.
È la proposta a cui dovrà lavorare la Regione, anche in sinergia con le altre Regioni del meridione, secondo quanto previsto da un ordine del giorno approvato oggi pomeriggio dall’Assemblea Regionale Siciliana.
Un emendamento proposto da Marianna Caronia prevede infatti che alla Regione si adoperi per “individuare metodi innovativi tra cui la riduzione dell’irpef al 10% per chi trasferisce la propria residenza” per sostenere i piccoli centri turistici con meno di 15.000 abitanti.
“In diverse occasioni storiche e in tanti paesi – spiega Caronia – la fiscalità è stata uno strumento attivo di politiche di sviluppo, non solo uno strumento di esazione delle imposte.
La Sicilia deve ritrovare un sano spirito autonomista, con adeguati strumenti e risorse, e ha certamente tutte le carte in regola, in uno spirito federale, per usare norme fiscali che fino a pochi anni fa hanno riscontrato grande successo in Europa.”

Lui è un padre separato che da anni lotta nei tribunali per ottenere, a suo modo di dire, una giustizia giusta che lui non vede.

Prende carta e penna e scrive al ministro della Giustizia chiedendo la presenza di un ispettore ministeriale per capire cosa succede nelle aule dei tribunali quando si tratta dii delicatissime vicende come quelle che riguardano i minori.

Giovanni Amoroso, questo il nome del genitore, è convinto che “le relazioni effettuate dagli assistenti sociali siano precarie, come nel caso di Lucca Sicula – scrive Amoroso – in quanto, sostiene, per stabilire la tutela nei confronti della figlia, non si può valutare il genitore con un solo incontro ma ne occorrerebbero altri”.

“Chiedo a viva voce al ministro – dice Amoroso – di far verificare tutti i documenti per capire cosa succede in tantissimi casi nei quali non vengono garantiti rapporti familiari equilibrati fra i genitori”.

Sicilia nella morsa del caldo. La Protezione civile regionale ha diffuso un bollettino per rischio incendi e ondate di calore, valido fino alla mezzanotte di oggi. Dichiarato il livello di pre-allerta per tutta l’Isola.

Ci attende un weekend all’insegna del caldo: le previsioni annunciano la prima forte ondata di caldo nordafricano di questo avvio d’estate. Le temperature massime, secondo i dati di queste ultime ore, raggiungerebbero in Sicilia picchi fino a +37/+38°C.

Un immigrato sbarcato a Porto Empedocle dalla “Sea Watch” è stato ricoverato a Malattie infettive dell’ospedale “Sant’Elia” di Caltanissetta dove è giunto alle ore 2 circa della notte fra domenica e lunedì. Inizialmente era stato qualificato come “sospetto caso di tubercolosi”. Poi, nelle ultime ore, è arrivato l’esito – positivo – del tampone rino-faringeo Covid-19. Un secondo immigrato imbarcato sulla “Sea Watch”, è stato trasferito all’ospedale nisseno, in attesa dell’esito del test per stabilire se abbia o meno il Coronavirus.

In mattinata, inoltre, sono stati fatti i tamponi a tutti i migranti della Sea Watch. E anche per loro si è in attesa dell’esito.

L’ipotesi di reato è peculato, associazione mafiosa, frode in pubbliche forniture e traffico illecito dei rifiuti: una nuova inchiesta giudiziaria si abbatte sulle imprese che stanno lavorando al raddoppio della strada statale 640 che collegherà Agrigento con Caltanissetta e lo svincolo per l’autostrada.
Dopo i procedimenti degli anni scorsi, la Direzione distrettuale antimafia di Caltanissetta sta indagando sul rifacimento del ponte San Giuliano, uno degli ultimi viadotti che porta alla galleria che collega con l’autostrada Palermo-Catania. Nelle scorse ore il sostituto procuratore del tribunale nisseno, Simona Russo, ha delegato ai finanzieri una vasta attività di perquisizione e sequestro facendo notificare, contestualmente al prelievo di documenti, oggetti e materiali, delle informazioni di garanzia. L’indagine ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati dei vertici delle imprese che stanno eseguendo i lavori. Le informazioni di garanzia, come sempre molto “criptate” e sintetiche per non scoprire le carte nella fase decisiva dell’istruttoria degli inquirenti, comunicano un’indagine per una serie molto lunga di reati: innanzitutto il peculato oltre alla frode in pubbliche forniture, il disastro ambientale, il crollo colposo, la truffa aggravata, l’abuso di ufficio, l’associazione mafiosa e il traffico illecito dei rifiuti.

Dieci giorni di prognosi riservata per una ferita da taglio alla nuca. Trasportato all’ospedale di Licata i medici hanno immediatamente curato la ferita che si presentava alquanto profonda.

Protagonisti di una triste vicenda un giovane di 27 anni del luogo il quale, secondo una prima ricostruzione, avrebbe avuto un diverbio con il figlio della sua compagna, un giovane di 20 anni. Un litigio che, appunto, è sfociato successivamente con la ferita alla nuca.

Con l’accusa di tentato omicidio l’aggressore è stato rinchiuso nel carcere di Agrigento e adesso si trova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Alla base del litigio ci sarebbe il rapporto sentimentale tra la mamma e l’aggredito; relazione, questa, non tanto gradita all’aggressore.

Ministro Cancelleri, a Napoli si direbbe: “zazá sta accá e ci sta pure da mó!”

Qualcuno dovrebbe rinfrescarle le idee, magari qualcuno l’ha già fatto, ma forse non è abbastanza!

Una video intervista di oggi, riprendeva un alquanto “contento” Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti 5 StelleGiancarlo Cancelleri, peraltro nostro conterraneo, in visita a Porto Empedocle, che si gloriava del fatto che ci fossero navi da crociera ormeggiate al porto, contento (appunto) del fatto, che nonostante la pandemia abbia bloccato l’economia mondiale, in Sicilia si cominciava ad intravedere qualche spiraglio di crescita, visto che navi da crociera e relativi turisti avevano toccato le coste agrigentine. Fin qui nulla quaestio, se non fosse per un piccolo, quasi impercettibile particolare, ossia che la tanto declamata nave da crociera era in effetti la famigerata Moby Zazá che ospita i migranti per garantire la quarantena degli stessi, al modico prezzo di quasi un milione di euro al mese (iva esclusa) a spese dei contribuenti.

Ora, che questa sia una novità non credo proprio, visto che se ne parla e straparla oramai da mesi, ma mi lascia nello sconcerto vedere come  un Viceministro della Repubblica per di più siciliano, scambi la “nave della discordia” Moby Zazà per una nave da crociera piena di turisti (nave, questa, piazzata a Porto Empedocle dallo stesso Governo del quale il distratto viceministro è una persona di spicco). 

Abbiamo assistito in tanti, troppi, allo sua terribile gaffeMinistro, che non so proprio come possa porvi rimedio. 

Può solo sperare che questa “perla”, venga presto dimenticata, ancora prima che gli Italiani dimentichino di chiamarla “Viceministro”.

Naturalmente, la piccolissima gaffe di Cancelleri, è saltata subito agli onori della cronaca locale, regionale, nazionale ed inevitabilmente satirica.

A questo punto credo sia facile pensare che il Viceministro Cancelleri, abbia ben poco da essere contento, ma tanto per cui vergognarsi; può solo sperare in uno sconto, da parte dei suoi compagni di partito o dai suoi parenti stretti per la figura barbina che ha fatto, perché l’opinione pubblica in genere non è avvezza ad esercitare sconti, né di fine stagione, né tantomeno di fine mandato.

Possiamo provare solo un po’ di tenerezza immaginando Cancelleri nelle grinfie del “reuccio” Beppe Grillo, che siamo sicuri non abbia disdegnato almeno un bel “Vaffa” super accessoriato. 

Perché vede, caro Viceministro, alla fine, chi di “Vaffa” ferisce, di “Vaffa” perisce! 

Scatta l’allarme Covid tra gli agenti della polizia locale di Agrigento. Un agente è risultato positivo al test sierologico del Coronavirus. Gli è stato fatto il tampone il cui esito si conoscerà nelle prossime ore. Tutti coloro i quali fanno parte del Corpo sono stati sottoposti al test per lo screening sierologico. L’esito è stato negativo per tutti tranne appunto per uno. Preso atto della situazione stata disposta la chiusura del Comando del Corpo a Villaseta, per 24-48 ore.

Gli agenti, anche quelli che stavano iniziando il turno pomeridiano, sono stati invitati ad andare a casa in attesa dell’esito del tampone del loro collega.

La scuola etica è il presupposto dello stato etico, che è a suo volta il presupponto del totalitarismo. La scuola deve essere una scuola di libertà, per uno stato liberale, una scuola di pensiero critico, che sia in grado di formare cittadini capaci e consapevoli.
La scuola deve paradossalmente essere scuola rivoluzionaria, deve educare i giovani non a rispettare pedissequamente le regole, non a trasgredire per trasgredire ma a saper trasgredire.
Tutte le grandi rivoluzioni, che hanno modificato in meglio l’umanità, hanno come presupposto un atto illegale. La legge è funzionale allo status quo, la legge semmai, nella migliore delle ipotesi, è precipitato storico di rivoluzioni già avvenute, di per se non ha portata rivoluzionaria. Non può esistere l’espressione legge rivoluzionaria, sarebbe una contraddizione in termini, un ossimoro. La rivoluzione è un atto di evidente illegalità, che sovverte l’ordine costituito.
Ma la scuola deve preservare la società con le sue contraddizioni? Con le sue ingiustizie? Con le sue storture? O deve provocare germi rivoluzionari per forgiare una gioventù capace di cambiare il mondo?
La scuola deve preservare se stessa, il suo mondo fatto di fatto di carte, di disposizioni, di acronimi, di banalità, di perdite di tempo, di “contrattini”, di “firmucce” e di formalismi ottocenteschi? O deve porsi in antitesi con se stessa e scardinare le imposizioni burocratiche di chi la utilizza solo come centro di potere ai diversi livelli?
A quanti docenti vediamo decantare nella storia, nelle lettere antiche e moderne, nel diritto, le virtù dei grandi rivoluzionari del passato che hanno fatto la storia e ci hanno consegnato una società certamente più giusta, per poi contraddirsi negando ai giovani studenti il diritto a ribellarsi alle ingiustizie, al vecchiume e al formalismo burocratico?
Quanto ci sembrano contraddittorie le loro parole e il loro bieco moralismo ipocrita e conservatore! Quante volte ci siamo sentiti dire “non conviene”, “evitate”, “chi vi ci porta”, “ a cosa vi serve”?
Quante volte ancora dobbiamo sentirci dire che non vale la pena dire la verità? Ditecelo chiaro per una volta, quanti volti ha la scuola?
Sogniamo una scuola in cui nessuno possa dirci ciò che possiamo pensare, dire o fare; una scuola in cui il rapporto allievo docente possa essere improntato al dialogo costruttivo, pur nella distinzione dei ruoli; Sogniamo una scuola dove si faccia un rogo di tutte le carte inutili, falsamente sostituite da documenti virtuali che hanno complicato e non certo ridotto la burocrazia.
Sogniamo una scuola mediatrice di cultura e non di nozioni, di conoscenze e non di false competenze. Sogniamo una scuola che sia una comunità più che una gerarchia, fatta di docenti che amino stare con i loro allievi piuttosto che fare umilianti anticamere dietro la porta dei loro dirigenti. Una scuola dove i dirigenti, se ci sono, dovrebbero dirigere la didattica e promuovere la cultura, non riempire formulari e vuoti documenti. Sogniamo ancora una scuola dove i beneficiari siano gli studenti. Non una scuola intesa come “postificio” per docenti che debbono salvare loro stessi o di dirigenti che debbono aumentare di grado e spostarsi in una scuola più comoda e più prestigiosa.
Sogniamo una scuola dove si comprenda che il datore di lavoro non è il preside ma le famiglie che pagano le tasse e ha come utenti gli allievi che ne costituiscono la sola ragion d’essere.
La scuola che ponga domande e che non tema le risposte, una scuola che non censura le critiche ma le ascolta attentamente, una scuola che educhi i ragazzi a essere ribelli e non servi obbedienti.
Maturandi siate critici se necessario, ponete fine alla pantomima, tocca a noi fare la rivoluzione!
Giorgio Bongiorno

Maria Eleonora Hospital di Palermo, Ospedale di Alta Specialità accreditato con il Servizio Sanitario Nazionale che fa parte di GVM Care & Research, ritorna alle attività con un nuovo CDA e assetto gestionale.

Il nuovo Presidente di Maria Eleonora Hospital è la dott.ssa Eleonora Sansavini, attualmente amministratore delegato dei 5 ospedali GVM in Puglia.

Il dott. Giuseppe Rago ha assunto la carica di Amministratore Delegato.  Il dott. Rago è attualmente amministratore delegato di Casa di Cura Santa Rita da Cascia e della RA Beata Vergine del Rosario, entrambe a Roma.

Come consiglieri tecnici, Il prof. Giuseppe Ferrara, illustre professionista palermitano, che curerà la Direzione Scientifica della struttura, il dott. Giacomo Schinco, attuale coordinatore dei Direttori Sanitari di GVM Care & Research, e l’avv. Emanuele Poggi.

Direttore Sanitario Pro tempore è stato nominato il dott. Vincenzo Sutera, Responsabile del reparto di chirurgia vascolare e già Direttore Sanitario facente funzione di Maria Eleonora Hospital dal 1991 al 1996 e vicedirettore della struttura dal 1996 ad oggi.

“Questa è una struttura che ha un grande prestigio sul territorio per la cardiochirurgia, la chirurgia vascolare e l’emodinamica e che i palermitani, e non solo, considerano un riferimento per il cuore – dichiara il dott. Giuseppe Rago, neo AD di Maria Eleonora Hospital -stiamo lavorando in stretta sinergia  con l’Assessorato Regionale della Salute e l’ASP di Palermo, che desidero ringraziare per il lavoro svolto a supporto di Maria Eleonora Hospital in questo delicato momento, grazie anche alla collaborazione con il dott. Tommaso Mannone”.

“Il know how e la professionalità del dott. Mannone ci sono stati di grande supporto per completare le attività tecniche – dichiara il dott. Vincenzo Sutera, Direttore Sanitario pro tempore di Maria Eleonora Hospital – L’attività della struttura sarà ripresa in modo graduale, dando la priorità alla cardiochirurgia, alla chirurgia vascolare e all’emodinamica, per andare poi a regime in breve tempo”.