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I Sindaci dell’agrigentino chiedono più assunzioni nei posti di qualifica apicale

Nell’attuale momento, proprio mentre si cerca di uscire dall’emergenza sanitaria determinata dal covid-19, molti Comuni della Regione Sicilia devono affrontare un’altra emergenza: quella della mancanza di personale qualificato.
Il collocamento a riposo con quota cento di molti dipendenti comunali ha davvero messo in ginocchio i Comuni che hanno visto crescere inesorabilmente i posti vacanti nelle dotazioni organiche. A ciò si aggiunga che sono state e sono considerate nuove assunzioni le stabilizzazioni di personale precario part-time che già lavorava con contratto a termine ma ininterrottamente da almeno 20 anni nello stesso posto di lavoro in cui è stato stabilizzato verrà stabilizzato dai comuni siciliani.
In quest’ottica, diventa importante che lo Stato vari una legge che consenta agli Enti Locali siciliani di poter assumere, senza soglie e senza limiti, nei posti vacanti dell’organico che riguardano le qualifiche apicali.
Pertanto, i sindaci dei comuni dell’agrigentino, con in prima fila quello di Naro, Maria Grazia Brandara, hanno stilato un disegno di legge che consenta tali assunzioni e l’hanno sottoposto all’attenzione dei parlamentari nazionali siciliani, nella speranza che i Comuni siciliani possano tornare ad avere personale qualificato nei posti apicali.
DICHIARAZIONE DEL SINDACO:
“Purtroppo, la nuova normativa sulle soglie assunzionali che ha abolito il turn over e imposto vincoli notevoli alle nuove assunzioni si riflette sull’azione amministrativa che diviene sempre più lenta e difficoltosa a causa della mancanza di personale apicale qualificato.
Al Comune di Naro, per esempio, l’Ufficio Tecnico non ha personale laureato; non ha personale laureato nemmeno la ragioneria e i servizi finanziari; c’è una sola assistente sociale part-time; sono stati collocati a riposo con pensione quota cento il vicesegretario e il responsabile dell’ufficio stipendi e pensioni. Insomma, una carenza di personale davvero notevole che non può essere agevolmente colmata per via della vigente normativa. 
Di qui, la nostra richiesta di una legge che ricalchi un po’ quanto avvenuto nell’anno 1988 quando lo stato autorizzò la Regione Siciliana a importanti deroghe in materia di assunzione di personale, per combattere la criminalità organizzata all’interno della pubblica amministrazione locale.”
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