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Lampedusa, la Porta d’Europa vuole chiudere i battenti?

I segnali c’erano tutti.

Qualche giorno fa, una foto molto emblematica ha fatto capolino nella cronaca agrigentina ; il simbolo dell’accoglienza per antonomasia, ossia la porta sempre aperta,  installazione alta quasi cinque metri, opera dell’artista Mimmo Paladino,  voluta fortemente da Armani e Arnoldo Mosca Mondadori, è stata nottetempo impacchettata, chiusa e negata a chiunque volesse entrare.

Il messaggio sembra abbastanza chiaro. 

Naturalmente, visto che si tratta di un monumento che simboleggia l’accoglienza, sono scattate delle denunce contro ignoti.

Da sempre isola d’approdo per la sua strategica posizione che la rende facilmente raggiungibile dai paesi del bacìno del Mediterraneo, la meravigliosa isola di Lampedusa si è contraddistinta per la sua propensione all’accoglienza, tanto da essere stata candidata al premio Nobel per la pace sotto l’allora sindaca Pina Nicolini, non solo, il docufilm del regista Gianfranco Rosi “Fuocoammare” che parlava dei migranti a Lampedusa ha vinto l’Orso d’Oro al Festival del cinema di Berlino nel 2016. Questo per la cronaca.

Andiamo adesso ai fatti e ai misfatti.

Il tema è molto controverso e altrettanto dibattuto, non solo dai Lampedusani che vivendo in quel paradiso sono disposti a farsi carico di oneri e onori, ma da un certo periodo anche a livello Nazionale ed Europeo per la frequenza e la consistenza degli sbarchi, soprattutto nel periodo estivo, quando l’afflusso di turisti nell’isola è talmente denso da scatenare ovvie preoccupazioni ed altrettanto malcontento per chi opera nel settore turistico e per chi vive quotidianamente l’isola. 

Ma il solo fatto che i siciliani e nella fattispecie i lampedusani hanno da sempre mantenuto la loro propensione all’accoglienza, può diventare un deterrente per il menefreghismo del Governo centrale e della  Comuninitá Europea?

Il tema, va sempre dibattuto e affrontato nelle sedi opportune, che non sono le piazze o i salotti di chi con questi problemi ci convive da sempre, il problema, cara Ministra Lamorgese adesso è suo e deve affrontarlo una volta e per tutte.

Se da un lato i lampedusani hanno sempre accettato di convivere con il problema degli sbarchi clandestini facendosene addirittura carico, dall’altro si trovano spesso nelle condizioni di non poter far fronte alle tante disfunzioni che portano l’isola quasi al collasso per la carenza dei posti all’interno dell’hotspot e quella dei servizi che inevitabilmente favoriscono disordini, liti e tentativi di fuga da parte dei migranti dal centro d’accoglienza. 

Mi rivolgo a Lei Ministra: quanta pazienza, quale rassegnazione  viene richiesta ad un popolo che ha insegnato al mondo il concetto d’amore e di accoglienza verso i meno fortunati di noi?  Quale allineamento planetario si deve attendere affinché qualche Ministro dell’interno affronti il problema seriamente e soprattutto dia delle vere risposte a chi deve convivere quotidianamente con gli sbarchi clandestini? 

No, questo disinteresse e questa approssimazione, non è più tollerabile. 

Non ora, al tempo del corona virus

Si, perché nonostante la pandemia gli sbarchi avvengono regolarmente e mentre tutti urliamo “ al virus” i migranti, per lo più economici arrivano in flotte e sbarcano indisturbati sulle coste siciliane , in barba al lavoro massacrante delle forze dell’ordine, costretti ad inseguire letteralmente i fuggiaschi senza protezione individuale ed in assembramento. Questo stato di cose, oltre alla paura del contagio, ha talmente esasperato i cittadini lampedusani che stanno addirittura pensando di indire un referendum per la chiusura del centro d’accoglienza di contrada imbriacola. Ecco il gesto eclatante della chiusura della porta d’Europa. Non è necessario essere degli scienziati per capire che il problema non viene mai affrontato come dovrebbe perché  ci sono in ballo grossi interessi economici ; il Dio danaro tanto venerato, sembra aver fatto la grazia ai tanti che della migrazione ne hanno fatto un business intorno al quale si è creato un indotto di affitti e compravendita di immobili adibiti a centri d’accoglienza o di soggiorno con relativo personale e finanziamenti da parte dello Stato, di navi utilizzate per la quarantena dei migranti sempre con relativo personale e finanziamenti statali, di grossi alberghi commutati in strutture d’accoglienza con relativo personale e cospicui finanziamenti da parte dello Stato e potremmo andare avanti così per mezz’ora! 

Certo, è ovvio che strutture di smistamento e di accoglienza dovessero nascere a supporto dei tanti sbarchi di gente per lo più disperata che fugge letteralmente dal proprio paese d’origine diventato invivibile, affrontato viaggi in condizioni disumane, ostaggi dei carcerieri nei lager libici e degli scafisti poi, che spesso non riescono nemmeno a toccare  le nostre coste , perché invece di una vita, vi trovano la morte…..

Quante volte abbiamo ascoltato storie terribili di torture, stupri, omicidi  di chi specula con la disperazione degli altri, arricchendosi. 

Ma adesso, non è tempo di sbarchi e lo dice una che ha sempre avuto non uno, ma due occhi di riguardo per chi a raggiunto il nostro paese scappando da miseria e disperazione. Quello che però adesso fa’ specie, è il fatto che in questo momento storico a sbarcare non sono i poveri disperati, le madri con bambini, i rifugiati politici o coloro i quali opponendosi alla corrotta politica del proprio paese sono stati condannati a morte, ma i migranti economici in cerca di sistemazione in un paese più democratico ed altri, fuggiti o usciti dalle carceri in cerca di un altro paese per delinquere. 

Credo sia ovvio ribadire,  che questo non è il momento degli sbarchi clandestini e che il governo dovrebbe impiegare mezzi, cervelli e leggi per fronteggiare questo enorme problema risolvendolo definitivamente, c’è una pandemia da gestire con non poche difficoltà e se pure i lampedusani insorgono con gesti eclatanti e proposte di referendum, allora caro Governo, l’esasperazione è davvero al limite .

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