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Caro Direttore ti scrivo, così ti ragguaglio un po’! Lettera ad Alessandro Sallusti

 

 

Esimio Direttore.

È facile vederla in molte trasmissioni televisive dì approfondimento in qualità di direttore responsabile del quotidiano “Il Giornale” ed è facile anche sentirla purtroppo !

Non più tardi di ieri sera, nella trasmissione dì Massimo Giletti “Non è L’arena “ (vedi video sopra), abbiamo assistito sgomenti alle sue dichiarazioni inequivocabili che hanno fatto rabbrividire anche gli altri ospiti che puntuali l’anno redarguita, ed in primis, il conduttore stesso della trasmissione. Da casa, invece, siamo stati tutti vittima dello stesso malore: “stridore alle orecchie, vertigini ed inevitabilmente, conati di vomito”.

Il tema della trasmissione era la scarcerazione di più di 300 mafiosi, (osceno), alcuni in regime di carcere duro, per il contagio del covid 19. Ospite principale della serata una deputata del movimento cinque stelle, nonché donna sicula, moglie e vedova del figlio di un boss, che dopo aver visto ammazzare il marito sotto i suoi occhi, ha deciso di ribellarsi insieme alla cognata, diventando collaboratrice di giustizia: Piera Aiello.

Ora, senza perdere tempo a dirle del mio disgusto nell’ascoltare le sue eloquenti parole, vorrei soffermarmi sul modo in cui sono state pronunciate, quasi a voler sottolineare quanto fosse ovvio che la mafia potesse attecchire con tanta facilità, lì dove il tessuto sociale è talmente scadente, ignorante e smidollato da permetterlo. 

Il problema (dice lei), sono i siciliani.

Popolo complice, omertoso, di scarsa moralità e sensibilità, pronto ad occultare per mero menefreghismo e rassegnazione, tutte le malefatte, i soprusi, le minacce, gli omicidi, le bombe, le stragi, i bambini sciolti nell’acido, le famiglie distrutte, i pizzini, le mazzette e tutta una serie di scempi perpetrati a “danno” dei siculi stessi (e non solo),da tempo memorabile.

Ora,  chiunque con un minimo di intelletto è portato a pensare che esiste un pudore nella coscienza, un limite oltre il quale non si può andare e che ti porta inesorabilmente alla ribellione, alla contrapposizione forte verso chi fa della violenza e della morte lo strumento per inretire una società che, le assicuro è fatta di “tessuto” pregiato. 

Questo non lo dico io esimio direttore, lo raccontano i fatti e la storia antica e contemporanea. Adesso non voglio perder tempo a ricordarle che la Sicilia, isola meravigliosa ed accogliente,  crogiolo di culture, è patria di uomini e donne illustri che hanno cambiato la storia del mondo. La sua posizione al centro del Mediterraneo le ha permesso di attingere al sapere di Fenici, Greci, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni, Spagnoli; ha visto uomini come Archimede da Siracusa, Empedocle da Agrigento, Diodoro Siculo, Dionisio, Ettore Majorana, Antonello da Messina, Salvatore Quasimodo, Tomasi di Lampedusa, Giovanni Verga e ancora donne poetesse e letterate come Nina Siciliana (prima poetessa sicula),Mariannina Coffa, Pina Calì, Franca Florio, solo per citarne alcuni…ah dimenticavo, anche l’inventore del gelato è siciliano e si chiamava Francesco Procopio Cutò, noto in Francia col nome “ Le Procope”.

Come forse può capire, un popolo che ha avuto come maestri nobili studiosi, filosofi, matematici, medici, scienziati, artisti, poeti e letterati, non ha certo un tessuto sociale discutibile e non solo da lei.

Per entrare nell’argomento del contendere, credo proprio che dovrebbe fare ammenda e cospargersi il capo di cenere per aver additato i siciliani come gente di infimo ordine, mafiosi o complici dei mafiosi , perché vede, caro direttore, noi non ci ritroviamo  e non ci riconosciamo nelle sue parole tendenziose, fuorvianti, false e mistificatrici, non fosse altro per le innumerevoli vittime di quella mafia che le assicuro odiamo quanto temiamo, per tutti i martiri della legge, per tutti quelli che hanno perso padri, fratelli, figli, parenti; per tutti quelli che hanno sofferto e nonostante tutto, malgrado la paura, continuano a lottare e contrapporsi a questo male che distrugge, con caparbietà e con impegno anche a costo della propria vita….che non è il male minore visto che siamo siculi, glielo assicuro . 

Nessuno e dico nessuno, può avere la tracotanza di uscite come le sue, perché vede direttore, il problema non sono i siciliani, il problema sta nella testa di chi da anni sfugge ad una lettura sensata dei fatti, delle circostanze, dei valori, senza dare la giusta rilevanza a ciò che dovrebbe essere espresso come argomento essenziale, ossia, che quello che ha portato alla diffidenza e all’omertà, è solo il comune (perché in circostanze simili può manifestarsi ovunque), senso del terrore  e che per combatterlo come avviene in modo imperterrito, c’è bisogno di molto coraggio. 

Coraggio che non è mai mancato ai tanti uomini, donne, giovani e meno giovani di farsi carico di un fardello come la lotta a tutto ciò che è mafioso o di indole mafiosa, con ribellioni, denunce, manifestazioni, in una terra dove anche lo Stato ha fatto sentire poco la sua presenza e che in questo modo ha permesso alla paura di non sentirsi protetti, di prendere in molti casi  il sopravvento.

Facile sproloquiare quando certe realtà le sentì solo al telegiornale…

Difficile invece, per gente come lei, vedere dove sta il problema, quello vero, che non si chiama “siciliani“, ma scarsa propensione all’empatia, all’analisi profonda, che adotta atteggiamenti di discriminazione contro ciò che è diverso dal microcosmo al quale si appartiene e quindi di difficile lettura.

Esimio direttore, non voglio offenderla dicendole che la sua è solo una visione miope oltre che menzognera della realtà che con abili parole cerca di distorcere, perché facendolo, rischierei di offendere tanti suoi conterranei sani, che tengono il lume della ragione sempre acceso, proprio come noi siculi.

Ad maiora

2 COMMENTI
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    philips 9 Giugno 2020

    Ottimo articolo, sono saltato dalla sedia quando ho sentito Sallusti che in parte mi piaceva, ma mi è caduto “sulle palle” come disse un giorno lontano Mike. Brava Badalamenti. Ad maiora a te

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    francesco 10 Giugno 2020

    “Popolo complice, omertoso, di scarsa moralità e sensibilità, pronto ad occultare per mero menefreghismo e rassegnazione, tutte le malefatte, i soprusi, le minacce, gli omicidi, le bombe, le stragi, i bambini sciolti nell’acido, le famiglie distrutte, i pizzini, le mazzette e tutta una serie di scempi perpetrati a “danno” dei siculi stessi (e non solo),da tempo memorabile…”
    A parte casi sporadici…divenuti eroi solo postumi,(sventurata è la terra che ha bisogno di eroi, diceva Brecht)…sfido chiunque a dimostrare il contrario…

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