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“La relazione conclusiva sul ciclo dei rifiuti in Sicilia – dichiara il presidente della commissione Claudio Fava- ha avuto il merito di avviare un dibattito sulla lunga stagione di interferenze che hanno condizionato la questione rifiuti a beneficio delle discariche e degli interessi  privati.
Un sistema malato che ha preteso per anni dalla politica e dalla burocrazia atti di autentico vassalaggio” – ha conlcuso Fava.

“La stabilizzazione dei precari storici in Sicilia è un dovere morale: migliaia di persone che da anni garantiscono il funzionamento degli enti locali e l’erogazione dei servizi ai cittadini e aspettano, dopo tante promesse, una stabilità lavorativa per sé e per le proprie famiglie.

Apprezziamo gli annunci dell’assessore Grasso circa un ddl che consenta di attivare le procedure anche negli enti in dissesto o in fase di riequilibrio finanziario, ma è ora di passare ai fatti accelerando il confronto con il governo nazionale. Non si può più perdere tempo”. Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Nicola Scaglione di Cisal-Csa commentando la nota dell’assessore regionale alle Autonomie locali.

Una Commissione Parlamentare per il monitoraggio dell’attuazione delle leggi e la valutazione degli effetti delle politiche regionali per la sburocratizzazione, la delegiferazione e la semplificazione normativa. E’ quanto prevede l’ordine del giorno del deputato regionale del Movimento 5 Stelle Giovanni Di Caro approvato oggi a Sala d’Ercole.

“Dall’inizio della XVII Legislatura ad oggi – spiega Di Caro –  i deputati dell’Assemblea regionale siciliana, hanno depositato più di 500 disegni di legge. Buona parte di questi però non hanno mai visto la luce mentre moltissime delle leggi già presenti oltre ad essere ridondanti, sono inapplicate o addirittura in conflitto tra loro. Una babele di norme e cavilli che alimentano lungaggini burocratiche da più parti indicate come un vero e proprio dramma per la collettività. Il parlamento siciliano – sottolinea ancora il deputato M5S – deve avviare un’attività di sburocratiz-zazione, delegiferazione e semplifcazione normativa. Per farlo, serve una specifica commissione che valuti la fattibilità di ciascuna norma, nuova e pregressa e la reale ricaduta sulla qualità della vita dei cittadini. Succede in molti Paesi dell’Unione Europea, se una norma è inutile, se è anacronistica o va in conflitto con altre norme, questa si cancella. In Sicilia invece abbiamo talmente tante leggi e leggine da costringere imprese, Enti e cittadini a fare i salti mortali per comprenderle, applicarle e addirittura difendersi da esse. Questo elefantiaco sistema democratico che è l’Ars – per una volta dia un segnale tangibile vicinanza ai siciliani” – conclude Di Caro.

Quattro assessorati regionali e altrettante istituzioni ecclesiastiche fanno sinergia per valorizzare e promuovere l'”Itinerarium Rosaliae”, il percorso naturalistico-religioso legato alla Santa patrona di Palermo L’intesa è stata raggiunta stamane, con la firma di una convenzione nella sede della Curia del capoluogo siciliano, alla presenza del governatore Nello Musumeci. A sottoscrivere l’Accordo, da una parte, gli assessori ai Beni culturali Alberto Samonà, all’Agricoltura Edy Bandiera, al Territorio e ambiente Toto Cordaro e al Turismo Manlio Messina, dall’altra, gli arcivescovi di Palermo Corrado Lorefice, di Agrigento Francesco Montenegro, di Monreale Michele Pennisi e dall’eparca di Piana degli Albanesi Giorgio Demetrio Gallaro.

«Il turismo religioso – sottolinea il presidente Musumeci – oltre a rappresentare un’esperienza totalizzante dal punto di vista del percorso della fede rappresenta un settore in forte crescita nel quale l’Isola può avere un ruolo importante. Il “Cammino di Santa Rosalia” ha certamente una grande capacità di attrazione, come poche altre in Italia. Insieme a quattro diocesi abbiamo voluto sottoscrivere questo Accordo che ha l’obiettivo comune, pastorale e laico allo stesso tempo, di elaborare un’azione di valorizzazione e fruizione dell’itinerario con lo scopo di giungere anche al riconoscimento di “Parco culturale ecclesiale”».

Il percorso si sviluppa dal Santuario di Santa Rosalia di Monte Pellegrino fino all’eremo di Santa Rosalia alla Quisquina in provincia di Agrigento e, viceversa, attraversando le aree naturalistiche di Monte Cammarata, Monte Carcaci, Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio, Monte Genoardo e Santa Maria del Bosco, Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere, Gorgo del Drago, Serra della Pizzuta, Monte Pellegrino e il Parco dei Monti Sicani.

A essere coinvolti sono 14 Comuni dell’entroterra siciliano: Palermo, Monreale, Altofonte, Piana degli Albanesi, Corleone, Campofiorito, Bisacquino, Contessa Entellina, Chiusa Sclafani, Burgio, Palazzo Adriano, Prizzi, Castronovo di Sicilia e Santo Stefano Quisquina. Un “cammino” di 187 chilometri tra strade ferrate, ex trazzere e sentieri immersi nella natura.

Stamattina, nell’ambito della campagna “Insieme per la solidarietà”, il Consiglio Periferico di ASSOARMA di Palermo, in collaborazione con il Comando militare dell’Esercito in Sicilia e la Protezione civile regionale, ha organizzato una distribuzione di mascherine e generi di conforto nella città di Agrigento.

Volontari dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, dell’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia, guidati dai rispettivi presidenti Andrea De Castro e Carmelo Fenech, dell’Associazione paracadutisti con Girolamo Tuttolomondo, insieme con i militari del 46° reggimento trasmissioni di Palermo, nonché rappresentanti del Centro di Aiuto alla Vita di Agrigento Opera don Guanella con la presidente Benedetta Dominici e della Caritas della parrocchia della Madonna della Divina Provvidenza, hanno donato generi di conforto reperiti dalle suddette associazioni d’arma e da Assoarma grazie alla disponibilità del Banco Alimentare. Sono stati confezionati 250 sacchetti contenenti pasta, zucchero, latte, pomodori pelati, biscotti, oltre alle ormai classiche mascherine donate dal Dipartimento di Protezione Civile della Presidenza della Regione Siciliana e alle barrette di cioccolato create per l’occasione dal Consorzio di tutela del cioccolato di Modica IGP in collaborazione col Centro Siciliano Sturzo.

La distribuzione è avvenuta nello spazio esterno antistante la chiesa della Madonna della Divina Provvidenza alle famiglie bisognose assistite dal Cav Opera don Guanella e dalla parrocchia ospitante.

Un uomo di 56 anni è morto a Licata travolto dal trattore mentre era intento ad arare proprio il terreno. Si tratta di Pietro Infusino di Licata, alle prese con la sistemazione del terreno in vista della semina.

Non ancora chiare le dinamiche dell’incidente ed il perchè il trattore si sia ribaltato uccidendo il suo autista.

La tragedia si è compiuta in contrada Poggio Cuti, sulla strada provinciale San Michele che da Licata porta alla zona balneare di Mollarella. Scattato l’allarme, sul posto si sono portati i soccorritori. Per l’uomo però non c’è stato niente da fare.

Sono arrivate con un volo di Stato la scorsa notte a Palermo due sacche di plasma autoimmune dall’azienda ospedaliera di Pavia per la donna incinta ricoverata in gravissime condizioni all’ospedale Cervello risultata positiva e rientrata da Londra nei giorni scorsi.

Le condizioni della gestante sono gravissime, è intubata e sedata. Le sacche sono arrivate all’aeroporto di Punta Raisi e sono state prelevate dal personale del 118. I sanitari scortati dalla polizia sono arrivati all’ospedale Cervello. L’intera operazione è stata coordinata dai medici della rianimazione del Cervello con la sala operativa del 118.
La donna originaria del Bangladeshma residente a Palermo, era tornata da Londra facendo scalo a Roma. Tutti i passeggeri che hanno viaggiato con la donna sono stati avvisati dall’Alitalia e dai sanitari dell’Asp di Palermo. Così pure sono stati individuate le persone che sono venute a contatto con la gestante. A tutti è stato eseguito il tampone.

“Alla gestante stanotte è stato infuso plasma iperimmune arrivato la notte scorsa con un volo di Stato da Pavia – dice il primario della rianimazione del Cervello Baldassare Renda all’ANSA- La donna è sedata, ventilata meccanicamente. Il feto è sotto stretto monitoraggio. Anche stamattina non è sofferente. Per il momento proseguiamo in questo modo. Stiamo prendendo più tempo possibile per portare alle migliori condizioni possibili il piccolo”.

 

Il confine tra essere vittima di un reato e subire la sorte del capro espiatorio, diventando il colpevole, in certe realtà aziendali è spesso incredibilmente troppo labile. In questi giorni purtroppo apprendiamo con estremo stupore e fortissima irritazione la notizia che il nostro stimatissimo dirigente Mario Gallo ha subito un provvedimento disciplinare estremo – licenziamento per giusta causa – a seguito di una rapina a febbraio nella quale lo stesso è stato vittima.

Nonostante la totale estraneità del collega ai fatti e la lunga e immacolata carriera all’interno della Banca Popolare S.Angelo (BPSA), la sua Banca ha deciso di fargli pagare il conto della rapina licenziandolo.

Mario Gallo è persona per bene, da sempre impegnata con estrema intensità nell’attività lavorativa dove ha costantemente espresso la propria carica umana contribuendo così a rendere prestigiosa in questi anni la BPSA in tutte le agenzie dove ha lavorato. In particolare le filiali di Agrigento che ha fatto crescere con il proprio lavoro ed impegno, mettendo a profitto le tantissime relazioni personali che da sempre coltiva in città, dove gode della stima generale per essere persona attenta e impegnata nel sociale e nella cura del centro storico da tempo immemore.

La decisione presa dalla BPSA (Banca Popolare S. Angelo), per modalità, merito e tempistica, per noi è assolutamente inaccettabile, intollerabile fino a lambire i confini della legalità. A Mario sono state contestate violazioni della normative sulla sicurezza durante una rapina, violazioni tutte da dimostrare e che non tengono conto che sarebbero eventualmente avvenute in una condizione di insostenibile stress psicologico quando la propria vita e quella di una collega era sotto gravissima minaccia. Non si è invece minimamente considerato che, grazie al suo comportamento, il danno economico subito dalla banca è stato molto inferiore a quello potenziale.

Le contestazioni sono state mosse nonostante il forte stato di shock post traumatico del collega a seguito degli eventi delittuosi di cui è stato vittima, nonostante la situazione pandemica che si viveva in quei giorni fosse all’apice del suo impatto sulle nostre vite, nonostante fosse chiaro che Mario era la vittima e non il carnefice.

A questo punto ci attanaglia un dilemma insolubile: se la Banca agisce così verso i propri dipendenti fedeli – da sempre il vero cuore pulsante di un’azienda bancaria – come si può poi ricercare la fiducia dei clienti?

Certamente non lasceremo mai soli i nostri Iscritti nè i dipendenti bancari tutti, perché il ruolo del Sindacato è e resterà sempre di tutela del lavoratore che non si macchi di dolo o commetta violazioni gravissime della normativa vigente.

Pertanto, come Territoriale e come Federazione, esprimiamo la massima solidarietà a Mario Gallo. Stiamo fornendo e continueremo a fornirgli totale sostegno sicuri che molto presto da un giudice terzo otterrà non solo  il ripristino del proprio posto in BPSA ma soprattutto il riconoscimento che lui è stato vittima di un gravissimo episodio delittuoso in occasione della rapina ed anche di un immotivato accanimento aziendale.

“E’ necessario un approccio nuovo per affrontare una situazione eccezionale quale è l’emergenza economica scaturita dalla pandemia da Covid-19 e un diverso utilizzo delle risorse della CIG per far ripartire le imprese”.  Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia

“Utilizzare gli interventi di gestione delle crisi di tipo tradizionale, come quelli nel panorama delle tipologie degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro presenti nel nostro ordinamento – continua Orlando –  non può essere più adeguato a far fronte alla crisi in atto. Il trattamento di integrazione salariale ha senso, infatti, solo se è  limitato sia nello spazio che nel tempo”.

“Per far ripartire l’economia italiana e in particolare a quella del Mezzogiorno è indispensabile che le imprese riprendano la propria attività sostenendo un costo del lavoro in linea con la propria capacità produttiva e reddituale ed adeguata ad un mercato che non resterà più lo stesso. E’ importante che le imprese che mantengano i livelli occupazionali e laddove possano sostengano forme di welfare aziendale e forme di retribuzione legate al risultato e dello Stato che compensi almeno una parte del reddito perso dai lavoratori con politiche fiscali di riduzione del cuneo. Per esempio basterebbe applicare  l’art. 8 della l. 148/2011 ed i contratti di prossimità, con azione limitata nel tempo, ed integrare con dei bonus fiscale il reddito perso dai lavoratori a fronte della riduzione retributiva contrattata.”. Aggiunge il presidente dell’Associazione de Comuni siciliani.

“E’ necessario destinare maggiori risorse finanziarie alle imprese che utilizzino i lavoratori senza porli in cassa integrazione utilizzando tutti gli strumenti legislativi nazionali e regionali di cui disponiamo. Per citarne uno ad esempio l’art. 60 del Decreto Legge n.34 del 2020 (Rilancio Italia) prevede che le regioni possano adottare misure di aiuto alle imprese per contribuire ai costi salariali dei lavoratori per evitare i licenziamenti con effetto già a partire da febbraio 2020. Costerebbe, infatti, meno erogare un contributo di 1200 euro al mese, a ristoro della contribuzione a carico azienda e di una parte retributiva per ogni lavoratore mantenuto nel rapporto di lavoro che dare il trattamento di integrazione salariale per lasciare il lavoratore a casa senza lavorare. Il tutto magari nei settori più colpiti come tutti i settori collegati ai flussi turistici (alberghi, ristoranti, agenzie di viaggio etc…) ed il settore dello spettacolo dal vivo (teatri, cinema, sport)”.

“In un momento di crisi economica eccezionale- conclude il presidente Orlando – abbiamo il dovere di utilizzare tutti gli strumenti per sostenere il tessuto produttivo del nostro Paese garantendo la dignità del lavoro  e la salvaguardia delle diverse  professionalità”.

Con riferimento all’inchiesta della Procura di Palermo denominata “Sorella Sanità” la Siram Veolia ha diramato il seguente comunicato:
“Siram, Società del Gruppo Veolia, con riferimento all’indagine della Procura di Palermo precisa che, a seguito della notizia del coinvolgimento nell’indagine di alcuni suoi dipendenti, ha immediatamente adottato provvedimenti per sospenderli dalle cariche e dalle funzioni durante la propria indagine interna. La Società chiarirà la propria posizione e ha attivato tutte le procedure interne idonee a verificare e ad assicurare il rispetto dei principi etici cui si è sempre ispirata nella gestione dell’attività d’impresa