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Nello specifico, si tratta delle strutture semiresidenziali ex art.26 L.833/78, dei Centri diurni per pazienti psichiatrici o affetti da alzheimer o autismo, ma anche i Centri diurni socio-educativi per minori e quelli per anziani (questi ultimi afferenti all’assessorato regionale alla Famiglia), chiusi nel marzo scorso per contenere il contagio dal virus.
Il documento, che richiama anche i diversi studi condotti dal Comitato tecnico scientifico della Regione Siciliana, contiene le linee di indirizzo per consentire la ripresa delle attività assicurando la massima sicurezza a ospiti e operatori. Proprio il personale dovrà essere adeguatamente formato sulla corretta adozione delle precauzioni standard e sull’utilizzo dei Dpi.
La circolare raccomanda prima della riapertura – che dovrà comunque avvenire dopo un’interlocuzione con le Asp – “opportune azioni per la preparazione/allestimento dei locali nei quali verranno erogate le attività secondo le necessità correlate alle nuove modalità di utilizzo e la sanificazione dei medesimi”.
Ogni struttura dovrà così individuare un referente per il biocontenimento che avrà il compito di curare i protocolli di sicurezza, divenendo anche un riferimento non solo per gli operatori, ma anche per i familiari dei pazienti e per tutti i soggetti esterni. Prima della apertura, oltre alla  necessaria sanificazione dei locali, si dovrà tenere conto del distanziamento sociale, quindi sarà necessario, a seconda degli spazi dei vari Centri, prevedere una flessibilità con l’eventuale ampliamento delle fasce orarie di operatività. Pertanto, in base alle esigenze e al nuovo modello organizzativo, sarà possibile rimodulare con l’Asp i Progetti riabilitativi individuali (Pri) e/o i Piani assistenziali individuali (Pai) dei pazienti che frequentano un determinato Centro.
La circolare prevede inoltre che la “ripresa delle attività dei Centri semiresidenziali ex art.26 L.833/78 e dei Centri diurni coinvolgerà prioritariamente gli utenti già in carico alla data di sospensione delle attività e sarà data precedenza alle persone con disabilità il cui prolungato permanere al domicilio in concomitanza all’elevata complessità assistenziale può maggiormente causare problemi di tipo sanitario o sociale alla persona o alla famiglia”.
La riapertura dei Centri non farà venire meno alcune novità introdotte dal periodo di lockdown come l’uso di strumenti digitali: “Per tutti i pazienti – si legge nel documento – è opportuno valutare la possibilità di un programma alternativo prevedendo, ove possibile, attività complementari, anche utilizzando strumenti telematici, a completamento dell’orario di frequentazione abituale. Allo stesso modo le attività di gruppo devono essere riorganizzate attraverso l’utilizzo di piattaforme di videochiamata”.
Un capitolo della circolare è dedicato al trasporto dei pazienti: oltre a tenere conto del distanziamento interpersonale, sarà necessario prevede la sanificazione quotidiana. Inoltre l’autista-operatore sarà dotato di termoscanner e, prima di far salire a bordo l’utente, dovrà misurare la temperatura corporea: se dovesse risultare superiore ai 37,5 gradi non sarà consentito l’accesso sul mezzo. Misure speciali anche per l’accesso degli accompagnatori degli utenti che “è fortemente raccomandato non far accedere al Centro se non strettamente necessario”. Infine, come è noto, ad ogni utente, entro la prima settimana di trattamento, dovrà essere effettuato da parte della struttura, un test sierologico quantitativo/semiquantitativo per Sars-Cov-2.

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato ad oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 98.711 (+3.016 rispetto a ieri), su 88.497 persone: di queste sono risultate positive 3.301 (+13). Attualmente sono ancora contagiate 2.127, dunque nessun nuovo contagio rispetto a ieri. 

I soggetti guariti sono 921 (+11 rispetto a ieri). Complessivamente sono deceduti 253 soggetti.

Tra gli attuali 2.127 positivi, 329 pazienti sino ricoverati  (-41 rispetto a ieri), di cui 19 in terapia intensiva (-2). In isolamento domiciliare risultano 1.798 persone.

E’ morta in silenzio. Un silenzio che non le si addiceva, lei donna poliedrica e spumeggiante, donna energica e buona che aveva dato tanto nei suoi anni di insegnamento a generazioni di studenti dei licei cittadini, Maurolico e Seguenza, dove aveva insegnato storia e filosofia. Studenti che ancora la ricordano.

Aveva un sorriso per tutti Maria Eleonora Marchese Ragona, moglie dell’illustre poeta siciliano Nino Ferraù, morto prematuramente nel 1984 , del quale, insieme al fratello di Nino, Pippo Ferraù, ne aveva sostenuto l’ascesa, le battaglie ed il ricordo. La professoressa Marchese Ragona, dopo la morte del poeta, era rimasta sola con il suo unico figlio, Vincenzo, che l’ha seguita come pochi figli sanno fare fino all’ultimo momento.

Maria Eleonora Marchese Ragona era anche giudice popolare al Tribunale, a conferma del suo senso di giustizia che l’ha accompagnata per tutta la vita. Una donna forte che si è lentamente consumata negli ultimi anni mantenendo però sempre vivi e lucidi quei suoi occhi verdi che il figlio ha ricordato nel suo ultimo saluto sui social.

Lei… È la Mia Mamma.
Maria Eleonora Marchese Ragona – Ferraù e vorrei che tutti la vedessero o la ricordassero anche in questa foto, nel Fiore dei suoi Meravigliosi giovani anni e in tutto il suo Splendore, ben lontana dalle “ingiurie” e gli Affanni del Tempo della Vita e soprattutto dagli Eventi degli ultimi Anni, mesi e giorni… Oggi; nel Mese delle Rose, alle 16:20 di un assolato e caldo Giovedì 7 Maggio 2020, la Mia Mamma, si è addormentata serenamente per sempre, per Ascendere Altissima nel Cielo e nell’Universo,in Volo tra gli Angeli… Ricordando fino a pochi giorni fa, la Luce dei Tuoi Incantevoli occhi grigioverde cangianti, Oggi: come ieri e sempre: finché avrò io negli occhi la Luce che mi hai Donato. Finché avrò fiato nei polmoni e voce in gola, Ti Chiamerò, Ti Invocherò, Ti Rievocherò e Ricorderò ogni Santo Giorno, fino all’ultimo dei miei… Ciao Mamma!!!
Ciao Splendida Creatura sulla Terra ed ora anche in Cielo..”

Rosalba Cimino, portavoce in parlamento del Movimento 5 Stelle, accende i riflettori sui ritardi della Regione Sicilia nella lavorazione delle pratiche necessarie all’erogazione della Cig in deroga. La deputata alla Camera, insieme ad altri parlamentari siciliani ha depositato sul tema un’interrogazione a Montecitorio con l’obiettivo di fare chiarezza su quanto sta accadendo sull’isola. A sottoscrivere l’atto, nel dettaglio, il deputato Andrea Giarrizzo, primo firmatario, Angela Raffa, Dedalo Pignatone, Roberta Alaimo, Antonella Papiro, Valentina D’orso, Caterina Licatini, Eugenio Saitta, Azzurra Cancelleri, Simona Suriano, Giuseppe Chiazzese, Vita Martinciglio e Paolo Ficara. «Questi ritardi sono inaccettabili – dicono i deputati firmatari dell’interrogazione- in un momento di crisi come questo, la politica avrebbe dovuto lavorare ancora più duramente, tenendo in considerazione le necessità urgenti di questi lavoratori e delle loro famiglie. Così, adesso, chiediamo al Ministero del Lavoro di intervenire al fine di capire quali motivazioni sottendono tali ritardi. Per accorciare i tempi – continuano – si poteva pensare di trasferire il personale, dedicando alla gestione delle pratiche anche il personale degli altri dipartimenti, visti i 13 mila dipendenti in capo alla stessa Regione. In piena pandemia – concludono i 5 stelle – oltre al danno, si è aggiunta anche la beffa, con migliaia di lavoratori siciliani penalizzati a causa di ritardi imputabili solo alla Regione e costretti a subire tempi di attesa più lunghi per beneficiare degli aiuti messi a disposizione dal decreto Cura Italia».

“E’ necessario dare risposte concrete e immediate ai 140mila siciliani che,  a  causa dello stop alle loro attività, attendono la cassa integrazione in deroga e chiediamo al Governo della Regione l’adozione di provvedimenti straordinari finalizzati a ridurre il ritardo causato  dal cattivo funzionamento del sistema informatico regionale, che, come ha dichiarato lo stesso presidente Musumeci nella conferenza stampa di ieri, ha rallentato notevolmente le procedure per l’invio dei dati all’INPS che avrebbe già dovuto procedere con l’accreditamento delle somme dovute”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia.

“Uno dei principali obiettivi del ‘Cura Italia’ – continua il presidente Orlando- è stato quello di dare aiuti immediati a lavoratori e famiglie in crisi a causa dell’emergenza coronavirus e la tempestività nell’erogazione della cassa integrazione è, oggi più che mai, determinante per garantire la sopravvivenza di moltissime aziende a rischio chiusura definitiva. Si intervenga quindi con tutte le iniziative necessarie a superare lo stallo e a dare certezze ai lavoratori e alle loro famiglie”.

 

 

 

“Vogliamo sperare che a giugno, se si apre il passaggio da una Regione all’altra, si possa attivare un minimo di turismo. Se supereremo questo limite di blocco, in Sicilia saremo felici di ricevere chi proviene dalle altre regioni d’Italia, certo non possiamo pensare a un turismo straniero: ovviamente chi arriverà nell’isola si dovrà sottoporre alla misurazione della temperatura, dovrà mostrare l’autocertificazione e dovrà rispettare tutte le misure di sicurezza”.

Così il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, a RadioUno. “Al governo chiediamo linee generali all’interno delle quali i governatori, che concordano tutti sulla necessità di riaprire, si possono muovere in base alle esigenze dei territori”.

“Un contributo a fondo perduto a sostegno delle imprese  colpite dagli effetti devastanti della pandemia”.

A chiederlo,  in una lettera indirizzata  al presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando, e  ai sindaci, è la CNA, che si fa carico del dramma economico che stanno vivendo le attività produttive, fortemente penalizzate dalla chiusura forzata nell’ambito del contenimento per la diffusione del contagio. “Anche agli enti locali, in una fase straordinaria come quella che stiamo attraversando, – spiegano i vertici regionali  della Confederazione –  chiediamo uno sforzo, un segnale di vicinanza e di sostegno verso il tessuto produttivo, che rappresenta per  ciascuna  comunità il vero motore.  E non possiamo correre il rischio che, in mancanza di carburante, non riaccenda più. E oggi il carburante  si chiama  liquidità, ma non quella stanziata sotto forma di prestito, che si traduce in ulteriore debito per le imprese. Quello che serve  per ripartire è  un rifornimento rapido e senza costi: né attuali e né futuri.  Gli artigiani e i commercianti, ormai al collasso dopo quasi due mesi e mezzo di incassi  zero, costi solo rinviati e ristoro con il contagocce,  attendono risposte non convenzionali che una burocrazia elefantiaca ostacola, impendendo di fatto anche alle inadeguate  misure economiche, messe in campo dai Governi, nazionale regionale, di arrivare velocemente a destinazione.  In questa ottica, riteniamo che i Comuni, nonostante le loro difficoltà di bilanci, possano e debbano contribuire per scongiurare il rischio di una crisi irreversibile. Come? Considerato che  la Cassa Depositi e Prestiti  prima e gli Istituti Bancari dopo hanno sospeso  per un anno il pagamento  della quota capitale dei mutui contratti dagli enti locali – concludono il presidente Battiato e il segretario Giglione  –  i Comuni potranno destinare il risparmio di spesa ottenuto,  a beneficio delle imprese locali che, a causa dell’emergenza  sanitaria, hanno riportato perdite di fatturato”.

Con un provvedimento adottato oggi, il Sindaco Galanti e l’Assessore alle Attività Produttive, Giuseppe Ripellino, hanno disposto  l’avvio della procedura per consentire la riapertura del mercato settimanale del giovedì, limitandolo, esclusivamente al settore alimentare.

La riapertura è stata fissata con decorrenza dal 14 Maggio 2020, e nel rispetto di tutte le misure di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 emanate dal Governo Nazionale e dal presidente della Regione Siciliana (in particolare uso costante di mascherina, guanti monouso o, in alternativa, frequente lavaggio delle mani con detergente disinfettante.

Questo è già un altro importante passo verso il ritorno alla normalità ed alla ripresa economica dei nostri operatori commerciali e produttivi– è il commento dell’assessore Ripellino –  Non appena arriverà il nuovo decreto del Presidente della Regione disporremo la riapertura delle altre attività commerciali, sia all’interno del mercato settimanale che nell’intero territorio comunale, così come la ripresa di talune altre attività che ancora sono ferme”.

 

Attivare una convenzione tra la Regione e tutti gli Istituti di Credito che hanno sede in Sicilia affinché anticipino ai propri correntisti che ne facciano richiesta le mensilità di marzo e aprile della cassa integrazione ordinaria o in deroga, salvo poi recuperare tali somme anticipate quando saranno effettivamente erogate dall’Inps. È la proposta della deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo, a seguito delle comunicazioni di Poste Italiane e di alcuni istituti di credito che hanno già attivato questa misura economica nei confronti dei propri clienti, al fine di ovviare ai gravi ritardi dovuti anche all’inefficienza delle Regioni. La soluzione trae spunto dall’idea di un consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Modica nel Ragusano, Marcello Medica.
“Il servizio in questo momento – spiega Stefania Campo – è offerto da Poste Italiane e da alcuni istituti di credito, a tutti quei correntisti che ne hanno fatto richiesta al fine di vedersi accreditare lo stipendio in anticipo rispetto ai tempi lunghi della burocrazia regionale, e consiste appunto in una anticipazione delle somme che saranno erogate dall’Inps per la cassa integrazione. All’ente basterà verificare che il richiedente sia titolare di un conto corrente o di una carta prepagata con accredito dello stipendio, che il datore di lavoro del richiedente abbia presentato la domanda di cassa integrazione a zero ore e fino a 9 settimane con richiesta di pagamento diretto al dipendente da parte dell’Inps e che lo stesso non abbia ancora percepito dal proprio datore di lavoro l’anticipazione della cassa integrazione. Considerato che la stragrande maggioranza dei 139.000 richiedenti la cassa integrazione in deroga ha un conto corrente bancario, abbiamo proposto alla Regione di attivare apposite convenzioni con tutte le banche che sono presenti in Sicilia con proprie sedi e filiali. Altre regioni stanno attivando tale meccanismo, tra queste la Puglia.  La Regione, tuttalpiù se ritenuto necessario, dovrebbe farsi “garante” dell’iniziativa e carico delle eventuali spese di commissione e degli oneri finanziari per queste operazioni di anticipo. Sarebbe un bel segnale che, in parte, rimedierebbe all’intollerabile e gravissimo ritardo degli uffici regionali nell’istruzione delle pratiche finite da giorni alla ribalta nazionale ed in tal modo si darebbe la possibilità a 130mila famiglie siciliane di ricevere subito un sostegno economico che attendono già da diverse settimane” – conclude Campo.