Home / 2020 / Maggio (Pagina 44)

«In una pandemia che non conosce confini, il fattore Autonomia – di cui sono un difensore – può giocare fino a un certo punto. E aggiungo che è apprezzabile il lavoro comune fatto dal governo e dai presidenti di Regione di tutte le parti politiche con quelli di centro-destra in ampia maggioranza».
Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, in un’intervista al Messaggero.

«Penso – ha proseguito Musumeci – che il governo dovrebbe egli stesso dare linee guida alle Regioni, rispettando ovviamente i criteri scientifici di contenimento dell’ epidemia. Entro queste linee le Regioni dovrebbero svolgere un proprio ruolo adattando le regole nazionali alle realtà della propria Sanità».

Riguardo alla situazione epidemiologica nazionale e siciliana, il governatore ha aggiunto «il mio primo pensiero è quello di dire ai siciliani, nell’interesse della loro salute e della loro economia, di non rovinare il risultato che hanno ottenuto nelle scorse settimane durante le quali si sono comportati bene e hanno smentito pregiudizi sul loro individualismo. Dobbiamo stare attenti perché la paura sembra finita. Invece il virus è in agguato».

«Capisco lo stato d’animo di alcuni miei colleghi – ha evidenziato il presidente – ma dev’essere Roma a dare piu’ flessibilita’ alle Regioni, considerando che nel Sud la situazione sanitaria ed economica e’ diversa da quella del Nord-Ovest».

In merito ai viaggi interregionali, Musumeci ha sottolineato che spetta «al Governo decidere. Io sarò chiamato a fornire un parere e proporrò il primo giugno. Io avrei aperto i parrucchieri dal 4 maggio. Ma sul piano sanitario è Roma che deve assumersi la responsabilità delle linee-guida da fornire alle Regioni. L’ epidemia non è finita e non intendo accreditare liberi tutti».

Il bel romanzo di Goffredo Parise, in una copia del 1969.

Giorni di ansia questi che stiamo attraversando, stare in casa è necessario, l’apporto divagante di una lettura può alleggerire apprensione e tensione, almeno per un momento.

 Autore di rilievo, tra i tanti  pregevoli scrittori della seconda metà del Novecento, Goffredo Parise è stato scrittore di successo,  giornalista e sceneggiatore; puntuale nelle analisi della vita sociale che osservava e frequentava, (dalla miracolata Milano, alla travolgente Roma).  E’ stato anche inviato speciale, in  America  e in Vietnam.

IL PRETE BELLO è tra i primi romanzi della sua felice scrittura, chiara e scorrevole e ricca di immagini,  di scene e di personaggi fortemente  caratterizzati. Nella storia narrata ne “Il Prete bello” c’è qualcosa di farsesco, ma fondamentalmente è pervasa di tristezza  e di amara considerazione della vita;  le tante piccole e grandi sciagure che continuano a riproporsi nel suo romanzo, fantasticando intorno a quella corte tra le contrade di Vicenza, la sua città, sono originate dalla sua forza immaginativa, ma anche dalla realtà intensamente  osservata e vissuta.

Il romanzo è del 1954, (Garzanti Editore), e nel dipanare delle pagine l’autore elabora e manifesta le sue qualità: comprende fortemente la realtà che narra, la penetra, la vive e la elabora. Tutto come se avesse una grande esperienza di vita vissuta, ma Gofferedo Parise nel 1954 aveva soltanto 25 anni.

Il racconto ci da anche uno spaccato di vita dei primi anni Cinquanta, quando era ancora presente il ricordo della guerra e si attraversava il dopoguerra tra lutti, carestie, e diciamo pure, fame e mancanza di tutto.

Infatti, il ragazzino protaginista, ad un’offerta: ”Ho dei biscottini”, affinche rivelasse un piccolo segreto dice: “io, che ero quall’affamato che ero, risposi prontamente: Me li dia, me ne dia un po’”.

I personaggi del romanzo sono ben distinti, tutti vivino con i propri problemi e la fatica della sopravivenza, sono  ben risolti e vanno da chi non ha niente, ma tanta fame e miseria, a chi ha qualcosa e poco può dare. Una vita intensa di rapporti, di piccole aspirazioni e grandi desideri.

La città, Vicenza, come tante altre cose, è  cambiata, ma ancora verso la fine degli anni del Novecento, nei vicoli, nei cortili, nelle stradine del centro, pareva che ci fosse ancora, nell’ombra umida degli androni profondi e bui, l’alito e l’impronta di quei personaggi, Ma ci sarà  ancora la macchia di neve all’angolo, a terra, in inverno, il cielo chiaro in primavera, il raggio di sole inclinato  sulle facciate storiche prima del tramonto: i luoghi descritti e vissuti.

Cena e Sergio, due ragazzini, instancabili protagonisti di infinite ricerche per soddisfare le loro più elementari necessità, ma anche appassionati  ai loro giochi: la desiderata bicicletta, le corse sfrenate, le lunghe scorribande, fino allo sfinimento.

Quegli anni sono stati per loro gli anni eroici dell’adolescenza, unici e irrepetibili.

La figura dominante del romanzo è  Don Gastone, il prete che appare bello a tutta la corte della cominità, alle donne del Comitato e alla Signorina Immacolata, animatrice di tutto quanto può accadere, tra piccoli eventi, massainscena  di oratorio,  commediole e drammi.

Intanto trascorsi gli anni del dopoguerra, e trascorsi anche gli anni Cinquanta, già nei primi anni Sessanta si parlava di Miracolo economico.

Rileggere un romanzo di qualità, come quello di Goffredo Parise, negli anni di quella edizione 1969, e rileggerlo, ora, dopo tanti, tanti anni, si scoprono nuovi pensieri e nuove riflessioni.

Sono sicuramente diversi, sia il lettore, con l suo vissuto, e anche il libro, che ora spinge ad altre considerazioni e interpretazioni

 Toto  Cacciato

 

Lunedi prossimo sarà operativa a Porto Empedocle la sede del sindacato Confasi. I cittadini empedoclini potranno usufruire di uno sportello di assistenza dedicato ai lavoratori,  ai pensionati, ai disoccupati e alle famiglie. Responsabile locale della sede è Angela Di Gloria, che ha sposato con entusiasmo il progetto di crescita della Conf.A.S.I Sicilia, unendosi, così, alle professionalità di tutti i responsabili delle sedi già esistenti e operanti da anni  nell’isola. Soddisfazione per l’occasione è stata espressa dal commissario provinciale Riccardo Montalbano e da tutta la segreteria regionale di Confasi Sicilia.

Torna a casa e trova le valigie davanti alla porta d’ingresso, e la serratura cambiata. Un 40enne di Agrigento è andato in escandescenza. Ma la moglie di qualche anno più giovane non ha voluto sentire ragioni di aprire.

Provvidenziale e tempestivo l’intervento dei poliziotti della sezione Volanti della Questura di Agrigento, che hanno riportato la calma. Teatro della vicenda, l’abitazione per anni abitata dalla coppia, in una palazzina in territorio di Agrigento. La moglie approfittando dell’assenza dell’uomo, ha chiamato un fabbro, ed ha fatto cambiare la serratura della porta di casa.

La donna è stata denunciata dall’uomo per violenza privata. “Siamo in procinto di separarci”, la giustificazione fornita dalla stessa ai poliziotti.

«Avevo previsto questo rischio e avevo fatto appello al senso di responsabilità dei cittadini. Un senso di responsabilità che migliaia di persone non hanno dimostrato, con comportamenti ben oltre i limiti dell’incoscienza che mettono a gravissimo rischio la salute della nostra comunità che non può permettersi un ritorno indietro. Forse non è chiaro che basta un semplice ritorno all’aumento dei casi positivi perché si torni al blocco totale di ogni attività economica e sociale. Con conseguenze difficilmente immaginabili. Di fronte a questi comportamenti gravissimi e di fronte al loro numero spropositato, con decine di migliaia di persone a spasso, non ci sono controlli che possano tenere, non c’è presenza di forze dell’ordine che possa prevenire e reprimere». Lo ha detto il sindaco di Palermo Leoluca Orlando.
«Oggi abbiamo voluto e dovevamo testare il senso di responsabilità dei cittadini- dice – Ma se, come sembra, non c’è questa assunzione di responsabilità, sarà necessario già nelle prossime ore, d’intesa con le competenti autorità e con le stesse forze dell’ordine, un provvedimento drastico di inibizione dell’accesso alle aree pubbliche che oggi sono state prese d’assalto».

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato ad oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 101.548 (+2.837 rispetto a ieri), su 90.885 persone: di queste sono risultate positive 3.313 (+12).  Attualmente  sono ancora contagiate 2.080 (-47)977 sono guarite (+56) e 256 decedute (+3).

Degli attuali 2.080 positivi, 294 pazienti (-35) sono ricoverati – di cui 17 in terapia intensiva (-2). In isolamento domiciliare sono in 1.786 (-12).

Non usciva da ben 185 estrazioni, così il ritorno del super ritardatario 22 di Palermo ha sbancato il Lotto, grazie anche ad un altro numero particolarmente gettonato come il 90.

Nel concorso di giovedì sono state realizzate vincite per 30 milioni di euro, l’86,8% sul totale di oltre 34,5 milioni di euro distribuiti ai giocatori. E la quaterna 19-22-23-90, comprendente proprio i due numeri fortunati, ha assicurato una vincita di 216.600 euro a Pescara, mentre 139.250 euro sono stati vinti a Vallefoglia, in provincia di Pesaro e Urbino, e 125.250 euro ad Orvieto, per non considerare i 124.500 euro vinti a Scafati, in provincia di Sassari.

Dall’analisi del Protocollo del 14 marzo 2020 e della Circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020, non emerge l’obbligo per le aziende di rivolgersi a ditte specializzate.

Pertanto, la pulizia giornaliera e la disinfezione periodica degli ambienti di lavoro può essere effettuata anche da personale interno dell’azienda.

Chiaramente, per l’esecuzione di trattamenti di sanificazione “spinti” come quelli che prevedono la nebulizzazione dei prodotti disinfettanti, è sempre meglio rivolgersi ad imprese specializzate dotate di attrezzature specifiche, che peraltro possono documentare l’avvenuta sanificazione.

Alcune aziende purtroppo segnalano in questi giorni che i costi di questa sanificazione effettuata da ditte specializzate sono piuttosto elevati e che alcune di queste ditte si propongono sostenendo che la sanificazione deve essere fatta obbligatoriamente da loro.

Non è così, anche se la specializzazione ai trattamenti di sanificazione è importante. In ogni caso i trattamenti più semplici possono essere effettuati anche internamente all’azienda. Basta informarsi e usare i prodotti adeguati, documentando poi tale intervento. Per evitare costi aggiuntivi ciò è possibile e non ci sono assolutamente divieti normativi.

È arcinoto a tutti gli operatori della politica e non, che la Lega sta facendo il diavolo a quattro per ottenere a tutti i costi l’Assessorato all’Agricoltura presso l’Ars Sicilia.

Ricordo, per chi non ne fosse a conoscenza (io per prima per esempio l’ho appreso da poco), che il leghista Zaia, allora ministro dell’Agricoltura, chiuse un accordo con lo Stato Canadese affinché l’olio italiano da esportare potesse essere solo quello veneto.

Sempre Zaia, da ministro, non nominò neppure un prodotto del sud presso l’Agenzia di promozione dell’agroalimentare italiano.

Ancora un esempio: il sud ha un grano di grandissima qualità, il Grano Senatore Cappelli. Ebbene, il seme di questo grano è diventato proprietà di un’impresa del Nord e adesso i nostri coltivatori devono pagare per seminare un grano che è nato nella nostra terra.

Per quanto riguarda l’export con la Cina, ci sono ben 13 vini italiani tutelati. Indovinate un po’?! Tutti del Nord! Per non parlare del fatto che si è previsto che le navi della via della seta debbano toccare solo i porti di Genova e Trieste, girando alla larga dai porti del meridione.

I produttori di agrumi muoiono di fame nell’indifferenza generale ma quando ci fu la crisi del parmigiano essa fu risolta comprando con i soldi destinati al sud ben 100.000 forme di parmigiano e questo elenco potrebbe continuare all’infinito.

La verità è che gli agricoltori del sud offrono al mondo i migliori prodotti che possano esistere ma tali prodotti o rimangono in ombra rispetto ai prodotti corrispettivi del settentrione oppure sempre più spesso costituiscono fonte di lucro per imprenditori del nord che vengono a fare razzia sul nostro territorio.

Non pensate che ci abbiano depredato abbastanza?

Pertanto faccio un accorato appello al Presidente Musumeci affinché non permetta che la Lega poggi le sue dita avide su un settore vitale per il nostro territorio, che nonostante i duri colpi inferti continua a resistere e a rappresentare un’eccellenza e nei confronti del quale qualcuno vorrebbe sferrare il colpo di grazia sabotandolo o saccheggiandolo.

Caro Presidente Musumeci, Lei che è persona saggia, se lo faccia dire da chi li ha conosciuti da vicino, non permetta questa rapina o i posteri lo additeranno come complice.

 

I poliziotti del Commissariato di P.S. di Licata, coordinati dal Commissario Capo Dr.ssa Zicari, hanno arrestato per detenzione e coltivazione di sostanza stupefacente di tipo marijuana, aggravato dall’ingente quantitativo, un cinquantenne licatese B.R., bracciante agricolo, con precedenti penali per ricettazione, detenzione armi e munizioni e con precedenti di polizia per violazione norme sugli stupefacenti.

Nelle prime ore del mattino, gli uomini del Commissariato, si dirigevano presso un appezzamento di vaste proporzioni sito in C.da Conca agro di Licata, di proprietà dell’uomo, ritenendo che in quel terreno fosse detenuta e coltivata illegalmente cannabis.

Gli operatori, all’interno di 2 tunnel, rinvenivano nella zona d’ingresso, una prima parte coltivata a basilico nella parte più interna, invece, erano presenti nel primo tunnel 344 piante adulte, in piena fioritura, della specie botanica Cannabis, nel secondo tunnel, erano presenti 17 piante adulte, in piena fioritura, dalle quali erano state recise e messe ad essiccare, parte delle infiorescenze quantificate in nr. di 65. Nel totale le piante di marijuana e le infiorescenze a seguito di pesatura risultavano avere peso complessivo di kg. 189.

La perquisizione veniva poi estesa all’interno di una stalla e di alcuni locali in disuso, ciò consentiva di rinvenire infiorescenze di cannabis in fase di essiccazione e, distese per terra, su un lenzuolo, altre infiorescenze già essiccate e pronte ad essere commercializzate per un peso di 5 kg.

Il totale della sostanza stupefacente rinvenuta e sequestrata ha peso complessivo di Kg. 194.

Dopo gli accertamenti di rito, l’arrestato, per disposizione del Sostituto Procuratore di Agrigento, D.ssa Paola VETRO, veniva accompagnato presso la sua abitazione, ove permarrà agli arresti domiciliari.