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L’A.N.F. è un’organizzazione sindacale dell’Avvocatura, su base nazionale, autonoma e indipendente da qualsiasi movimento, partito politico od organizzazione sociale, con esclusione di qualsiasi scopo di lucro, che persegue la finalità della difesa della identità, indipendenza e autonomia dell’Avvocatura e della funzione costituzionale dell’Avvocato, in relazione ai principi sanciti dagli artt. 24 e 111 della Costituzione. Soci fondatori della sezione di Agrigento sono gli Avvocati Giancarlo Noto (Segretario designato e componente della consulta nazionale ANF), Maria Calcara (Vice Segretario Vicario), Marilena Marino (Vice Segretario), Liliana Alletto, Venerando Bellomo, Rossana Castaldo, Daniela Catalano, Katiuscia Duminuco, Maddalena Lattuca, Angelo Marino, Calogero Mazzola, Ignazio Mingari, Domenico Minnella, Adriana Pancamo, Fabio Quattrocchi, Vincenzo Salvago, Terrasi Carla, Luca Vetro, Emilia Vinti (membri del direttivo) e Sonia Sinaguglia, quale delegato stampa e comunicazione.

I soci fondatori, ancor di più in questo particolare momento storico, mossi dall’obiettivo primario di adoperarsi per contribuire a difendere il futuro professionale dell’avvocatura e rafforzare il vigore e il decoro della prestazione intellettuale, auspicano la partecipazione attiva e il coinvolgimento di tutti i Colleghi del Foro al fine di promuovere ogni iniziativa valida e adeguata alle esigenze della categoria e tesa alla tutela del diritto dei cittadini e della collettività alla costante ed equilibrata efficienza del sistema Giustizia, assicurando una proficua e costruttiva interlocuzione e collaborazione con le altre componenti istituzionali e associative dell’Avvocatura e della Magistratura. Per iscrizioni e segnalazioni è operativo l’indirizzo email infoanfag@gmx.com. (S.S.)

La lettura della sventagliata di nomine effettuate dal Governo Regionale che, in perfetta continuità con il peggior passato, ha scelto persone storicamente legate alla militanza politica, è sufficiente per confermare, a noi ed ai siciliani, che l’appello lanciato al Presidente della Regione è fallito – dichiara Salvo Fleres, portavoce di Unità siciliana-LeApi –  Poche settimane fa, infatti, gli avevamo chiesto di rispondere all’emergenza nella quale vive la Sicilia con un atto di coraggio ed un forte salto di qualità, attraverso la nomina di un Governo regionale formato da chi rappresenta, in Sicilia, l’eccellenza nei vari settori.

La risposta è stata quella che vediamo sulla stampa. Ne prendiamo atto con amarezza e comprendiamo come la nostra battaglia dovrà necessariamente  farsi più dura, serrata e incalzante, per creare presto il clima necessario a determinare la svolta di cui la regione ha bisogno per uscire dall’attuale governo del nulla.”

“Ho chiesto al Governo regionale che adotti i provvedimenti necessari affinché, con la Fase 2, a seguito del notevole calo della diffusione del Covid-19, si possa  consentire l’apertura delle palestre che hanno spazi esterni, oltre che la ripresa delle scuole sportive per i minori”. Lo dichiara il deputato di Forza Italia all’Ars, on. Mario Caputo, il quale ha inviato una nota al Presidente della Regione e all’Assessore alla Salute.
“Dopo l’autorizzazione a recarsi in spiaggia e frequentare aree e parchi cittadini – conclude il Parlamentare – risulta incomprensibile, con l’adozione delle norme sul distanziamento sociale, mascherine e guanti, mantenere la chiusura delle palestre private che hanno ampi spazi esterni. Così come il divieto di attività di scuole calcio e altri sport per minori. I nostri bambini per mesi hanno già subito il trauma di non potere andare a scuola, interrompendo i rapporti sociali per stare a casa e non frequentare le scuole di sport all’aperto. È necessario sia dal punto di vista economico che sociale riaprire i centri sportivi privati che sono in condizioni di permettere di praticare sport in totale sicurezza”.

Il contratto d’appalto era stato sottoscritto nei mesi scorsi dall’impresa Peloritana Appalti S.r.l. di Barcellona Pozzo di Gotto (ME), che si era aggiudicata la gara per i lavori di eliminazione delle condizioni di pericolo sulla Sp 79-A, necessari per il ripristino della normale transitabilità della strada provinciale interrotta a causa di una grossa frana.

Gli interventi progettati dal settore Infrastrutture Stradali prevedono l’adeguamento e il ripristino delle barriere di protezione, la messa in sicurezza delle scarpate con gabbionate metalliche, palificazioni, rifacimento totale e bitumazione dei tratti danneggiati dalle avversità atmosferiche degli scorsi anni, e adeguamento della segnaletica.

La SP 79-A è una essenziale strada di collegamento tra Sciacca e Menfi molto trafficata, specialmente nei mesi estivi, che consente, anche, di raggiungere la parte costiera  dei due comuni attraverso la Sp 49 e la Sp 50.

I lavori consegnati dal direttore dei lavori l’ing. Filippo Napoli inizieranno nei prossimi giorni una volta che saranno completati gli adempimenti da parte dell’impresa aggiudicataria. I lavori dovranno essere effettuati dall’impresa che avrà tempo, entro e non oltre, 365 giorni lavorativi e continui dalla data del verbale di consegna dei lavori. L’importo complessivo del contratto d’appalto è di 427.445,62 euro più Iva.

La SP Sciacca -Menfi sarà, inoltre, oggetto di un più ampio intervento di manutenzione straordinaria che comprende anche altre strade del comparto ovest. Per questi lavori il Libero Consorzio aveva ottenuto un finanziamento dalla Regione Siciliana inserito nell’APQ (Accordo di Programma Quadro) sulla viabilità secondaria, finanziato con oltre 1.600.000,00 euro dai fondi per lo Sviluppo della Sicilia.

E’ triste vedere una città millenaria addormentarsi su stessa: senza respiro, senza anima, senza intelletto: solo alla ricerca di un rifugio antivirus con guanti e mascherine, in una guerra che non sconfiggerà mai  gli animi creativi, ma che pure costringe al sopore intellettuale e culturale.

Ci avviamo a celebrare il 2600.mo anno della fondazione della nostra Agrigento…ma solo parole…parole…parole: solo una grandiosa sconfitta da covid 19.

E’ tutto chiuso, tutto serrato; le mascherine sono diventate bavagli insormontabili della parola e della mente, dei pensieri e dei ragionamenti.

Eppure basta un passeggiata, un giro in via Atenea – nel salotto buono- per registrare le molteplici tracce  di vitalità e di  attività sociale e culturale, fino a ieri rumorose e a tratti ingombranti – se l’attività artistica possa essere mai ingombrante.

Subito, all’ingresso, il Circolo Operaio  Feace, luogo di aggregazione quotidiana  e di scambio di opinioni, accese o concordi. Con furia e acquietamento.

Subito dopo la Galleria Minacori dove ancora- fissata nel tempo- respira, in uno spazio chiuso, la straordinaria mostra fotografica di Angelo Pitrone con ritratti fondamentali a Sciascia e alla sua scienza letteraria, non sempre capita e condivisa.

E di fronte la bella libreria di Alessandro Accurso, animatore settimanale di presentazioni di libri, con relativo dibattito, dinanzi le statue silenziose della Chiesa del Purgatorio. Silenziose  e riflessive. Quasi Angeli protettivi, Muti ma-come sembra-  dissenzienti.

E poi il Centro Culturale Pasolini, il più storico, tra i contemporanei, che ha proposto e vissuto momenti di formidabile vivacità culturale, artistica e intellettualmente provocatoria.

E ora ecco la discesa Giambertoni dove ha parlato, ha recitato, ha suonato, ha detto le mille parole di diverse anime  il bel teatro della Posta Vecchia di Giovanni Moscato: luogo di vita e di vivacità drammaturgica impegnata e brillante, satirica e popolare. Ed ancora, ad angolo, la  nova libreria Mondadori -con il suo prospetto classicheggiante- con libri che parlano di fantastici sogni e di probabili e improbabili  realtà. Ma oggi tutti improvvidamente  tacitati. E ancora avanti: languido e patetico il Circolo del Nobili, quello, sì, silenzioso e muto da anni. Buono solo come spazio di affissioni culturali, che riescono a ricoprire la polvere di antica superata  gloria.

E giù, dieci gradoni  sotto, il prestigiosissimo Centro Nazionale di Studi Pirandelliani dell’indimenticabile maestro Enzo Lauretta.

Il Circolo dei Nobili, definitivamente decaduto, è riscattato dal “sopravvenente” Circolo Culturale Empedocleo, vero centro di propulsione culturale  di una città viva, quando è viva, con i suoi appuntamenti programmati di concerti di musica classica, con le stagioni vivacissime del Teatro da Camera , giunte alla quarta edizione con proposte di altissimo livello drammaturgico, con i colti convegni, con presentazioni di romanzi e di sillogi poetiche, e ancora con belle mostre di pittura ,di fotografie d’arte, di documentazione storica antica e moderna :un vero braciere di pensieri e di costruzioni culturali, giorno dopo giorno. Sontuoso nel suo colonnato.

Non meno sontuoso, ma più icastico, il dirimpettaio Palazzo ex Filippini, con quadri di maestri storici, con spazi di incontri culturali e di concerti e di mostre, e di convegni sociali, politici, filosofici e storici. Dialettiche a confronto. Pupi Siciliani a minacciare.

E più giù la maestosità del teatro Pirandello con le sue stagioni un pò vanitose e spendaccione, ma comunque sempre  conduttrici di comunicazioni culturali. Spazio accuratamente offerto ai grandi gruppi agrigentini, di danza e di musicals: quando la città vive.

Via Atenea: vista come  da un drone (ormai in uso): un boulevard di cultura, di ansie spirituali, e, al tempo stesso, di ansie religiose con  chiese e i oratori. Auditorium e Navate di cultura.  Una città viva.

Ora tutto sembra dimenticato, colpevolmente dimenticato. Tutto soffocato da un virus che non ha anima ma solo particelle che riescono a condurre pateticamente   una città millenaria verso una conformità omogenea e inaccettabile di silenzi artistici  e di mutismi intellettuali. Ritrovare l’anima creativa.

Ecco il punto.

Mario Gaziano

In seguito alle richieste dei sindaci della provincia di Agrigento, che avevano firmato un documento in cui richiedevano al Governo un intervento per lo sbarco in sicurezza dei migranti arrivati sulle coste agrigentine è arrivata a Porto Empedocle la nave per la quarantena. Per la sicurezza dei cittadini dei paesi della provincia, preoccupati per una possibile espansione del Covid-19, i tanti migranti approdati sulle coste agrigentine effettueranno infatti una quarantena sulla nave “Moby Zaza” (capienza 300 persone) che opererà tra Porto Empedocle e Pozzallo.

«Quello che abbiamo raggiunto è un risultato fondamentale per la salvaguardia del nostro territorio e di tutta la costa sud orientale siciliana in un momento particolare e delicato – spiega Rosalba Cimino, deputato alla Camera del Movimento 5 Stelle – un obiettivo raggiunto con determinazione insieme ai colleghi siciliani, dopo varie interlocuzioni e confronti con amministratori locali, in sinergia con i membri del comitato Schengen e le istituzioni, in particolar modo con il sottosegretario Carlo Sibilia e il Prefetto Michele di Bari con cui abbiamo lavorato costantemente negli ultimi giorni per arrivare ad una soluzione in seguito alle richieste dei sindaci». La nave, arrivata domenica a Porto Empedocle, sarà operativa tra pochi giorni dopo le verifiche delle autorità competenti.

Come avevamo ampiamente previsto le nostre preoccupazioni sulle misure del Governo per la fase 2 purtroppo si stanno tramutando in certezze. È triste doverlo ammettere, ma la Politica ha abdicato a favore di presunte task Force e di Scienziati che distanti anni luce dalla realtà e dai problemi reali del Paese. In queste ore assistiamo a iniziative Regionali che puntualmente vengono bocciate dal Governo, con ricorsi al Tar per impugnare le Ordinanze dei Governatori, che conoscendo meglio di tutti le peculiarità del loro Territorio stanno tentando di dare risposte alle migliaia di Commercianti e Ristoratori ormai in ginocchio.

“Noi dell’Unione Artigiani Italiani continuiamo a gridare a gran voce che le piccole e micro imprese sono l’ossatura del nostro Paese” lo sfogo del Presidente Nazionale Gabriele Tullio “vanno accompagnate per mano verso la ripresa, non vessate con piani impresentabili di impossibile o fantascientifiche realizzazioni con oneri e soluzioni che porterà i clienti a decidere di non usufruirne. Il Governo deve inserire nelle suddette Task Force i diretti interessati (coloro che il campo lo vivono ogni giorno!) per avere risposte e soluzioni condivisibili che siano applicabili nel rispetto del distanziamento sociale e della tutela dei clienti.” Abbiamo assistito a balzelli continui a partire dalle mascherine, le certificazioni che dovessero avere, fino ad affermare che quelle autoprodotte in casa vanno bene. E mentre la grande distribuzione non si è fermata un secondo e oggi viene elogiata alla stregua degli Eroi raddoppiando in alcuni casi i fatturati, tutte le piccole e micro imprese non ci stanno e sono pronti a dare battaglia. Interviene anche il Presidente Nazionale della Federazione Giovani Imprenditori UAI Cosimo Damiano Carlucci “non permetteremo a nessuno di distruggere i sogni creati con il duro lavoro, frutto di più generazioni che hanno sacrificato sé stessi per dare a questa Italia un’impronta ed un’immagine apprezzata da milioni di turisti che si riversano ogni anno nella nostra penisola. Ristorazione e Turismo sono (anche se per pochi mesi in estate) il sostentamento di milioni di lavoratori stagionali e a chiamata prevalentemente al Centro Sud che punta all’offerta turistica per rimanere a galla”. “Rappresentiamo Imprese da 30 Anni” conclude Gabriele Tullio “ed è imprescindibile che le aziende scelgano di farsi rappresentare da chi li ascolta realmente ogni giorno, soprattutto ora, quando in ballo c’è il futuro e la sopravvivenza imprenditoriale”.

IL Dirigente nazionale di Fratelli d’Italia, Calogero Pisano, manifesta il proprio dissenso.sulla decisione del Governo di ormeggiare di fronte alle coste agrigentine una nave da utilizzare per la quarantena dei migranti ed afferma: “La scelta del Governo di ancorare nella rada di Porto Empedocle la nave traghetto Moby Zaza, dove far fare la quarantena ai migranti che sbarcano sulle nostre coste, è una scelta inadeguata ed irresponsabile perchè non sufficiente a  far fronte alle migliaia di persone che arriveranno nelle prossime settimane e perchè potrebbe causare un grave danno d’immagine al settore turistico del territorio agrigentino.

Fratelli d’Italia chiede da tempo l’istituzione di un blocco navale, al largo delle coste libiche, che impedisca l’immigrazione illegale di massa ed interrompa la tratta di essere umani da parte degli scafisti, che spesso arrivano incontrollati sulle nostre coste costituendo un potenziale rischio per la salute e la sicurezza dei residenti.

Clamoroso è lo sbarco fantasma di pochi giorni fa a Torre Salsa in cui una parte degli extracomunitari, dileguatisi subito dopo l’approdo, rintracciati e fermati dalle forze dell’ordine, si sono rilevati essere pregiudicati e spacciatori già espulsi dal territorio italiano.

Si è passati, dunque, dai possibili arrivi delle navi da crociera, annunciati dalla Sindaca pentastellata di Porto Empedocle, alla nave dove ospitare i migranti da porre in quarantena.

Il Governo PD-Cinquestelle, tanto prodigo nel trovare risorse da destinare al fenomeno migratorio (il noleggio della Moby Zaza parrebbe costare circa 1.500.000 euro), dovrebbe  pensare ad un cospicuo ristoro economico per tutti gli operatori della filiera turistica che, già in ginocchio per gli effetti della pandemia di coronavirus, potrebbero ricevere da questa decisione il colpo di grazia definitivo”.

“Da tempo chiediamo al comune di Agrigento con lettere e note stampa di rendere “trasparente” la distribuzione dei “buoni alimentari” e di rendere pubblici i criteri adottati rendicontando, così come già fatto da altri sindaci, il contributo del governo nazionale di €444.627,41.

Ad oggi dai dati divulgati dal comune, risulta speso solo 1/3 dello stanziamento, dopo la riapertura del bando, chiuso il giorno 28 u.s. nessuna notizia si è più avuta sul sito istituzionale del comune sulla elargizione dei “buoni alimentari”.

Le famiglie degli agrigentini si rivolgono al nostro movimento per sollecitare la distribuzione di quanto dovuto, ma ancora una volta dobbiamo prendere atto che ad Agrigento il silenzio e la mancata trasparenza in atti ed attività pubbliche, la fa da padrone.

Con la presente nota, inoltre, chiediamo che fine ha fatto il contributo  deliberato dal Governo Regionale, che ha assegnato al Comune di Agrigento un ulteriore contributo di €1.179.120,00(unomilionecentosettantanovemila/00) per l’aiuto alle famiglie disagiate.

La gestione dei buoni alimentari affidata ai sindaci (più o meno sensibili agli interessi diffusi nelle varie realtà sociali da cui hanno avuto i consensi, e quindi al ceto politico di maggioranza) ha suscitato allarme per il rischio di scarsa trasparenza, di discrezionalità più o meno discriminatorie e di aiuto alla prossima campagna elettorale. Ciascun sindaco, infatti,  ha gestito come ha creduto le somme assegnate al suo Comune e i metodi prescelti sono stati i più disparati.

Ad Agrigento si è rasentato il ridicolo con assembramenti creati dalla Macchina organizzativa e Forze di Polizia chiamate a prestare il proprio servizio per mantenere l’ordine pubblico, mortificando di fatto chi doveva ricevere in fila per ore quello che doveva essere un aiuto ma che di fatto ha “mortificato” nella sua integrità umana gli Agrigentini tutti specie chi si è trovato suo malgrado a creare assembramenti non certo per volontà personale, ma solo per l’inadeguatezza della macchina organizzativa”.

L’auspicio del ministro dello sport Spadafora è per una ripartenza dal 18 maggio: le linee guida da rispettare per i siti sportivi in tempo di coronavirus sono comunque pronte e presto dovranno essere validate dal Comitato tecnico scientifico del governo. Il documento ha l’obiettivo di costituire un indirizzo generale utile ad accompagnare la ripresa dello sport, attualmente limitata alla fase degli allenamenti, a seguito del lockdown per l’emergenza Covid-19.

MISURE DI PROTEZIONE E PREVENZIONE utilizzo dei dispositivi di prevenzione del contagio (mascherine chirurgiche, guanti monouso); – pulizia e sanificazione dei luoghi e delle attrezzature; – realizzazione di segnaletica nel centro di entrata e uscita ben evidenziati; – preparazione dei locali con percorsi differenziati; – predisposizione di piani di evacuazione che evitino aggregazione in caso di necessità o urgenza; – divieto di scambio tra operatori e personale comunque presente nel sito di dispositivi (smartphone, tablet) e di attrezzi sportivi.

PRATICHE DI IGIENE lavarsi frequentemente le mani, anche attraverso appositi dispenser di gel disinfettanti; – mantenere la distanza interpersonale minima di 1 metro, preferibilmente 2, in caso di attività metabolica a riposo; – evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica, ma riporli in zaini o borse personali e, una volta a casa, lavarli separatamente dagli altri indumenti; – disinfettare i propri effetti personali evitando di condividerli (borracce, fazzoletti, attrezzi); – arrivare nel sito già vestiti adeguatamente all’attività che si andrà a svolgere e muniti di buste sigillanti per la raccolta di rifiuti potenzialmente infetti; – bere sempre da bicchieri monouso o bottiglie personalizzate; – gettare subito in appositi contenitori i fazzolettini di carta o altri materiali usati (ben sigillati).

NUOVA ORGANIZZAZIONE valutare la possibilità di riorganizzare il lavoro con l’obiettivo di ridurre il numero di operatori sportivi (ovvero sia chi pratica l’attività sia il personale autorizzato a stare nell’impianto) contemporaneamente presenti; – suddividere gli operatori in gruppi che svolgono la medesima mansione e nei medesimi luoghi; – formazione a distanza del personale; – determinare più dettagliatamente il rischio per area e la possibile dimensione degli spostamenti; – organizzare un sistema di sanificazione ad ogni cambio turno e una costante pulizia degli spazi; – indicare le corrette modalità e i tempi di aerazione dei locali; – esporre procedure informative nel sito, nelle zone di accesso, nei luoghi comuni, nelle zone di attività sportiva, nonché negli spogliatoi e nei servizi igienici; – predisporre un sistema di raccolta dedicato ai rifiuti potenzialmente infetti (come fazzoletti e mascherine).