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Il bonus vacanze sarà fruibile per gli italiani con reddito Isee non superiore a 40 mila euro. E’ quanto prevede il dl rilancio approvato ieri sera dal Cdm.

Rispetto alle previsioni scende quindi il tetto di 50 mila euro. Restano i termini di utilizzo dal 1° luglio al 31 dicembre 2020, per il pagamento di servizi offerti in ambito nazionale dalle imprese turistico ricettive, nonché dagli agriturismo e dai bed &breakfast in possesso dei titoli prescritti dalla normativa nazionale e regionale per l’esercizio dell’attività turistico ricettiva.

Rimangono inalterate le cifre del bonus che è attribuito nella misura massima di 500 euro per ogni nucleo familiare, di 300 euro per i nuclei familiari composti da due persone e di 150 euro per quelli composti da una sola persona. Inoltre resta la percentuale di fruizione come sconto dell’80%, d’intesa con il fornitore presso il quale i servizi sono fruiti e per il 20% in forma di detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi.

Viene precisato che le spese debbono essere sostenute in un’unica soluzione in relazione ai servizi resi da una singola impresa turistico ricettiva, da un singolo agriturismo o da un singolo bed & breakfast.

Ed inoltre, il pagamento del servizio deve essere corrisposto senza l’ausilio, l’intervento o l’intermediazione di soggetti che gestiscono piattaforme o portali telematici diversi da agenzie di viaggio e tour operator.

Il decreto rilancio prevede un corposo rifinanziamento della cassa integrazione, estende il periodo dalle 9 settimane del decreto Cura-Italia a 14, da usufruire tra il 23 febbraio e il 31 agosto di quest’anno. Viene poi istituito un Fondo di Garanzia per spingere l’anticipazione degli ammortizzatori sociali da parte delle banche.

Confermato anche il bonus partite Iva per altri due mesi. Si allungano fino a 30 giorni i congedi parentali retribuiti e raddoppia a 1200 il bonus babyistter per chi ancora non ne ha usufruito, dando la possibilità di utilizzare la somma anche per pagare i centri estivi.

Drammatico episodio questa mattina a Vittoria, dinanzi la sede del locale commissariato della Polizia di Stato.

Un disabile pensionato ultrasettantenne si è dato fuoco, sulla propria carrozzina ed è morto carbonizzato dopo essersi cosparso con del liquido infiammabile. Inutili i soccorsi con cui in qualche modo si cercava di evitare la tragedia spegnendo le fiamme. Ancora non si conosce il suo nome, né il movente.

Gli artigiani siciliani incassano la cassa integrazione grazie a Fsba, il fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato. Sono già stati bonificati nei conti correnti dei dipendenti di imprese artigiane ben 19.916 assegni per un totale di 9 milioni e 600 mila euro.

Un successo, un motivo di orgoglio per il fondo istituito da Cgil, Cisl e Uil e Cna Confartigianato, Casartigiani e Claai.

“Siamo riusciti a portare a termine una operazione enorme avendo a disposizione una struttura potenziata con il contributo di risorse umane messe a disposizione dalle organizzazione sindacali e datoriali. Con una buona organizzazione abbiamo evaso tutte le pratiche, riuscendo così a dare una boccata di ossigeno agli artigiani siciliani che ne hanno fatto richiesta. Viene premiata la tradizionale solidarietà artigiana e la capacità e l’efficienza che abbiamo saputo mettere in campo, recuperando i ritardi determinati da  una presunta  incertezza applicativa delle norme di legge dovuta a pratiche di disinformazione”. È quanto affermano i vertici siciliani delle organizzazioni sindacali e datoriali del settore.

Le somme sono state accreditate nei conti correnti indicati in fase di richiesta. In questi mesi di emergenza coronavirus, il numero delle aziende artigiane che hanno fatto domanda è triplicato. “Prima della pandemia erano meno di tremila le aziende che versavano i contributi al fondo, eppure adesso stiamo erogando l’assegno ai lavoratori di più di novemila imprese, che hanno fatto domanda di cassa integrazione. Siamo riusciti – dicono i vertici delle sigle di Fsba – a coprire la cassa integrazione di marzo quasi esclusivamente con le risorse che nel tempo erano state messe da parte con i contributi di legge versati dalle aziende artigiane iscritte alla bilateralità. Adesso con i contributi (anche se rateizzati) delle nuove aziende iscritte e con le risorse stanziate nel nuovo decreto, saremo nelle condizioni di assicurare anche l’assegno dei mesi di aprile e di maggio”.

 

Il “Bonus Covid-19” per il personale dell’Asp di Agrigento al momento è solo un miraggio, la Cisl Fp chiede chiarezza e provvedimenti celeri all’Azienda.

La segretaria generale Floriana Russo Introito, il segretario aziendale Angelo Farruggia e il responsabile del Dipartimento Sanità pubblica e privata, Giovanni Farruggia, hanno infatti sollecitato (da ultimo con una nota inviata al direttore amministrativo Mazzara, dopo non aver ricevuto risposte dal direttore sanitario Mancuso) informazioni “in merito alle spettanze economiche previste dai decreti nazionali e regionali per gli operatori sanitari impiegati nell’emergenza Covid e non. Come già segnalato nelle precedenti note – continuano – molte aziende sanitarie siciliane hanno già erogato indennità relative a prestazioni aggiuntive, bonus e altre formule economiche accessorie previste”.

La Cisl, in particolar modo, evidenzia come i protocolli nazionali e regionali prevedano esplicitamente l’individuazione e la destinazione di specifiche risorse finalizzate a remunerare le particolari condizioni dei lavoratori impegnati nell’emergenza Covid-19 negli Enti e Aziende del servizio sanitario nazionale.

“A tal proposito – continua la nota – chiediamo di sapere quali siano i criteri per l’individuazione delle figure preposte al fine di autorizzare l’erogazione delle somme, oltre a conoscere le eventuali tempistiche di erogazione delle somme poiché, ad oggi, non sono ancora stati erogati i 100 euro relativi alle presenze del mese di marzo e preannunciati dal presidente del Consiglio Conte ad inizio della pandemia. Si ricorda che nel momento di piena emergenza – continuano – tutti gli operatori sanitari, tecnici e amministrativi hanno garantito con spirito di dedizione e tenacia tutte le attività necessarie richieste, mettendo a repentaglio la propria sicurezza ed incolumità”. Il sindacato inoltre chiede di conoscere “se l’azienda abbia recepito tutte le indicazioni dettate dai protocolli suddetti; quali siano le unità operative identificate come Covid ( quindi gli operatori coinvolti); le tempistiche di erogazione e se esista un fondo che possa permettere l’eventuale erogazione anticipata delle risorse previste”.

La Cisl Fp, infine, in considerazione della chiusura del servizio mensa presso l’ospedale di Agrigento a causa dell’emergenza Covid-19, chiede si dia attuazione a quanto previsto dal contratto e dal regolamento interno della struttura, affinché si riconoscano ai lavoratori, in sostituzione del servizio mensa e sulla base delle presenze mensili, dei buoni pasto da spendere nelle strutture convenzionate con la ditta fornitrice.

 

 

In un momento molto difficile per l’economia e l’editoria, da Agrigento arriva la “sfida” di chi vuole pensare in grande.

Il libraio Alessandro Accurso Tagano, titolare della celebre “Mercante di Libri” di via Atenea, ha infatti creato una propria casa editrice (la Accurso Tagano editore) che è già sul mercato con una sua pubblicazione e adesso è al lavoro su nuovi titoli di autori locali.

“Ho una libreria da cinque anni – spiega Accurso Tagano – e ho capito che per continuare a fare cultura ad Agrigento dovevo dare una svolta alla mia attività. Le opzioni erano due: aprire un caffè letterario, quindi allargare il tutto inserendo altro, o fondare una piccola casa editrice per dare voce ai piccoli autori locali che voce non hanno. Ho scelto questa seconda opzione”.

Come scegliere quali libri pubblicare? “Alla base – continua – ci deve essere sempre la qualità del libro e lo studio del mercato, per far sì che i libri circolino non solo ad Agrigento ma in tutta l’Italia. Non saremo monotematici ma molto vari nei generi e negli argomenti, passeremo dalla satira ai gialli, dalla poesia alle fiabe per bambini. Il logo, disegnato dall’architetto Gianluca Ginex, ha proprio questo significato, la Sicilia e il megafono che dà voce ai nuovi scrittori”.

La “Accurso Tagano Editore” ha già editato, proprio nei giorni drammatici della diffusione del Covid-19, il libro “Abbecedario della Satira Agrigentina”, che raccoglie una tavola per ogni lettera dell’alfabeto realizzata da Alfonso Cartannilica, autore della celebre pagina social “Satira Agrigentina”. Il libro è disponibile presso la libreria “Il Mercante di Libri”.

E’ andato inoltre in stampa già un secondo testo, un romanzo giallo, scritto dal dottor Renato Schembri che sarà presentato nelle prossime settimane.

Il distanziamento sociale nei ristoranti. Il documento Inail-Iss raccomanda di rimodulare la disposizione dei tavoli e dei posti a sedere, definendo un limite massimo di capienza predeterminato che preveda uno spazio di norma non inferiore a quattro metri quadrati per ciascun cliente, fatta salva la possibilità di adottare altre misure organizzative, come per esempio le barriere divisorie. La prenotazione obbligatoria viene indicata come ulteriore strumento di prevenzione, utile anche per evitare assembramenti di persone in attesa fuori dal locale. Durante il servizio, infatti, non è evidentemente possibile l’uso di mascherine da parte dei clienti. Lo stazionamento protratto, inoltre, in caso di soggetti infetti da Sars-CoV-2 può contaminare superfici come stoviglie e posate. Lo spazio per ogni cliente nei ristoranti deve più che triplicare passando da 1,2 metri a quattro mentre dovrà essere eliminato il servizio a buffet. Nel documento di Inail e Iss sulla ristorazione si sottolinea anche l’importanza dell’introduzione della prenotazione obbligatoria. ” Il layout dei locali di ristorazione – si legge – andrebbe rivisto garantendo il distanziamento fra i tavoli – anche in considerazione dello spazio di movimento del personale – non inferiore a 2 metri e garantendo comunque tra i clienti durante il pasto (che necessariamente avviene senza mascherina), una distanza in grado di evitare la trasmissione di droplets e per contatto tra persone, anche inclusa la trasmissione indiretta tramite stoviglie, posaterie. Va definito un limite massimo di capienza predeterminato, prevedendo uno spazio che di norma dovrebbe essere non inferiore a 4 metri quadrati per ciascun cliente, fatto salvo la possibilità di adozioni di misure organizzative come, ad esempio, le barriere divisorie. La turnazione nel servizio in maniera innovativa e con prenotazione preferibilmente obbligatoria può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti di persone in attesa fuori dal locale”. Vanno eliminati – si legge ancora – modalità di servizio a buffet o similari.

Le regole per i parrucchieri. Lunedì ci sarà il primo banco di prova per il secondo step della Fase 2, anche se le difficoltà già si intravedono: i documenti tecnici riguardanti negozi, bar, ristoranti, spiagge, estetisti e parrucchieri fissano paletti molto stringenti. Questi ultimi, ad esempio, potranno essere aperti anche domenica e lunedì, dovranno allestire degli spazi all’aperto per far attendere i clienti e distanziare le postazioni di due metri. Non sarà possibile neanche leggere una rivista e lo shampoo sarà obbligatorio, così come mascherine, guanti e visiere per i lavoratori e mascherine per i clienti. Tutte norme che, come quelle per bar e ristoranti, hanno già suscitato le reazioni delle associazioni di categoria che le hanno bollato come “irricevibili” e “del tutto inapplicabili”. Molti hanno già detto che a queste condizioni non potranno riaprire, perché soprattutto per chi ha locali piccoli sarà impossibile far rispettare il distanziamento sociale senza andare in perdita.”

Prenotazione obbligatoria negli stabilimenti balneari. Stabilimenti aperti con entrata su prenotazione , ombrelloni distanziati di almeno cinque metri, piscine chiuse e igienizzazione dei lettini se si danno a un nuovo utente. “Per consentire un accesso contingentato agli stabilimenti balneari e alle spiagge attrezzate si legge in una nota dell’Inail – viene suggerita la prenotazione obbligatoria, anche per fasce orarie. Si raccomanda, inoltre, di favorire l’utilizzo di sistemi di pagamento veloci con carte contactless o attraverso portali/app web. Vanno inoltre differenziati, ove possibile, i percorsi di entrata e uscita, prevedendo una segnaletica chiara. Per garantire il corretto distanziamento sociale in spiaggia – prosegue – la distanza minima consigliata tra le file degli ombrelloni è pari a cinque metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila a quattro metri e mezzo. È opportuno anche privilegiare l’assegnazione dello stesso ombrellone ai medesimi occupanti che soggiornano per più giorni. In ogni caso è necessaria l’igienizzazione delle superfici prima dell’assegnazione della stessa attrezzatura a un altro utente, anche nel corso della stessa giornata. È da evitare, inoltre, la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo e, per lo stesso motivo, deve essere inibito l’utilizzo di piscine eventualmente presenti all’interno dello stabilimento”.

Distanza lettini sulla battigia due metri – Per lettini e sdraie non posizionati sotto l’ombrellone dovrà essere garantita la distanza di almeno due metri. La distanza minima tra le file degli ombrelloni sarà pari a cinque metri mentre sarà di 4,5 metri sulla stessa fila. Sdraio e lettini dovranno essere distanti di almeno due metri e le distanze potranno “essere derogate per i soli membri del medesimo nucleo familiare o co-abitante”. Per le cabine, va vietato l’uso promiscuo ad eccezione dei membri del medesimo nucleo familiare o per soggetti che condividano la medesima unità abitativa. E’ da vietare – si legge nel documento – l’attività ludico sportiva, i giochi di gruppo, le feste e gli eventi. Saranno chiuse le piscine e per la fruizione di servizi igienici e docce andrà rispettato il distanziamento sociale di almeno 2 metri, a meno che non siano previste barriere separatorie fra le postazioni.

Prenotazione mare anche per fasce orarie – Per favorire un accesso contingentato negli stabilimenti “la prenotazione, anche per fasce orarie, preferibilmente obbligatoria, può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti, favorendo altresì un’agevole registrazione degli utenti, anche allo scopo di rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi”.

Bambini in spiaggia con distanziamento sociale – “Deve essere garantita vigilanza sulle norme di distanziamento sociale dei bambini in tutte le circostanze”- Lo si legge nel documento Inail-Iss sulla balneazione e gli stabilimenti balneari nella fase due dell’emergenza da Covid 19. Nel documento si ricorda anche che bisogna nel complesso ” evitare promiscuità nell’uso di qualsiasi attrezzatura da spiaggia, possibilmente procedendo all’identificazione univoca di ogni attrezzatura”.

Su spiagge libere decisioni locali – Tenendo conto delle specifiche caratteristiche delle spiagge libere “dovranno essere localmente definite puntualmente le modalità di accesso e di fruizione, individuando quelle più idonee ed efficaci”. Dovranno essere affissi nei punti di accesso alle spiagge libere – si legge – cartelli in diverse lingue contenenti indicazioni chiare sui comportamenti da tenere, in particolare il distanziamento sociale di almeno un metro ed il divieto di assembramento. Va mappato e tracciato il perimetro di ogni allestimento (ombrellone/sdraio/sedia), – ad esempio con posizionamento di nastri – che sarà codificato rispettando le regole previste per gli stabilimenti balneari, per permettere agli utenti un corretto posizionamento delle attrezzature proprie nel rispetto del distanziamento ed al fine di evitare l’aggregazione. Tale previsione permetterà di individuare il massimo di capienza della spiaggia anche definendo turnazioni orarie e di prenotare gli spazi codificati, anche attraverso utilizzo di app/piattaforme on line.Tale modalità favorirà anche il contact tracing nell’eventualità di un caso di contagio. Dovranno poi” essere valutate disposizioni volte a limitare lo stazionamento dei bagnanti sulla battigia per evitare assembramenti”. Devono essere assicurate opportune misure di pulizia della spiaggia e di igienizzazione delle attrezzature comuni, come ad esempio i servizi igienici, se presenti. È opportuno, ove possibile, conclude il documento, affidare la gestione di tali spiagge ad enti/soggetti che possono utilizzare personale adeguatamente formato, valutando altresì la possibilità di coinvolgimento di associazioni di volontariato, soggetti del terzo settore, etc., anche al fine di informare gli utenti sui comportamenti da seguire”.

Palestre e sport di base.“Le riapriremo massimo entro il 25 maggio, se possibile anche prima. Deve partire tutto lo sport di base, devono riaprire tutti quei centri che sono una grande risorsa nelle città italiane”, ha annunciato il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora in Parlamento sottolineando che il governo è pronto a trovare risorse per tutte quelle realtà che potrebbero avere problemi ad attuare il protocollo di sicurezza. Perché anche in questo caso si tratta di indicazioni molto complesse tanto che l’Unione Italiana Sport (Uisp) ribadisce che proprio sul tema della sicurezza “continuano a mancare la chiarezza necessaria per subordinare i relativi comportamenti dei vari soggetti sportivi alla riapertura”.

Il ricambio di aria. Un altro aspetto di rilievo è il ricambio di aria naturale e la ventilazione dei locali confinati, anche in relazione ai servizi igienici, che spesso sono privi di possibilità di aerazione naturale.

«Riaprire le sale cinematografiche dell’Isola e renderle sicure ed efficienti». Con questo obiettivo il governo Musumeci ha deliberato di stanziare cinque milioni di euro da destinare all’assegnazione di contributi a fondo perduto. Potranno beneficiarne il pubblico e il privato, le micro e piccole imprese, gli enti locali territoriali e soggetti no-profit. Con le somme messe a disposizione si potrà procedere a: riattivare i cinema chiusi o dismessi; realizzare nuove sale o trasformare quelle esistenti per aumentarne il numero degli schermi; ristrutturare e adeguare gli impianti tecnologici, le apparecchiature e gli arredi.

Ogni soggetto potrà presentare un solo progetto. I contributi variano da cinquantamila a centomila euro e coprono dal 70 per cento alla totalità dell’investimento, in base alla tipologia dell’ente beneficiario. Spetta al dipartimento regionale dei Beni culturali provvedere a redigere un apposito bando, da pubblicare nei prossimi giorni. Nell’Isola sono 230 i cinema, tra i quali numerosi multi-sala.

«La Sicilia – evidenzia il presidente della Regione Nello Musumeci – ha bisogno di spazi culturali accessibili e a norma di legge, luoghi di incontro e di confronto, formativi e di aggregazione sociale. E la Regione deve sostenere finanziariamente proprietari e gestori. Ecco perché dopo aver pensato alle sale teatrali stiamo pensando alle sale cinematografiche. Quando in un paese “chiude” un cinema è un pezzo della nostra stessa vita che va via. Abbiamo il dovere di arrestare questo triste fenomeno e in questa direzione va la nostra iniziativa».

Molto ricco anche il pacchetto previsto per le imprese. Il “pezzo forte” è la cancellazione della rata Irap di giugno per le imprese fino a 250 miloni di euro di ricavi, che dovrebbe fare risparmiare a quasi 2 milioni di imprese almeno 4 miliardi di euro.

Sempre per le aziende arriva anche un credito di imposta al 60% per i canoni di affitto pagati dalle imprese fino a 5 milioni di ricavi o che hanno subito una perdita fino al 50% del fatturato ad aprile.

Per le piccole imprese fino a 5 milioni arriva anche un meccanismo di contributi a fondo perduto, con quote variabili a seconda del fatturato. Introdotta in extremis anche una detrazione al 30% per gli aumenti di capitale nelle imprese con fatturato compreso tra 5 e 50 milioni di euro.

Nel decreto rilancio anche il già da tempo annunciato bonus per l’acquisto di biciclette, monopattini, segway e per l’utilizzo di servizi in sharing, ad esclusione delle auto condivise.

L’incentivo rispetto alle previsioni scende al 60% del valore dell’acquisto entro il limite confermato di 500 euro. Il buono è valido per gli acquisti effettuati dal 4 maggio in avanti, per tutto l’anno, entro i 120 milioni stanziati ad hoc. Si tratta di 70 milioni che erano già previsti dal decreto Clima per il bonus mobilità (che prevedeva in cambio la rottamazione di un veicolo inquinante), cui si sommano altri 50 milioni.

Dal 2021 in avanti, per usufruire dell’incentivo torna a esser necessaria la rottamazione (anche effettuata durante quest’anno). Rientrano in gioco rispetto alla vigilia anche le modifiche al codice della strada che introducono le bike lane e la “casa avanzata”, spazio dedicato alle biciclette agli stop e ai semafori.