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Il Comitato Esecutivo del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, in considerazione delle misure restrittive adottate dal Governo per il contenimento della diffusione del Covid-19, ha prorogato la sospensione dei corsi di formazione in presenza fino al prossimo 31 maggio.

In relazione invece ai corsi in streaming, ha ritenuto di dover approfondire ulteriormente la conformità dei seminari strutturati secondo questa modalità all’attuale regolamento sulla formazione professionale ed in generale alla funzione formativa.
Pertanto al momento resta confermata l’impossibilità di esaminare le domande dei corsi in streaming proposti, dal nostro e da numerosi altri Ordini regionali, per far fronte alla mancanza di un’azione di formazione ed aggiornamento in questo periodo dell’anno particolarmente difficile.

La deputata alla Camera del Movimento 5 Stelle, Rosalba Cimino, condivide la preoccupazione dei deputati siciliani che si sono fatti portavoce delle migliaia di persone residenti sull’isola ancora in attesa della cassa integrazione. «Sono tanti, troppi i lavoratori siciliani che ancora oggi attendono lo sblocco delle pratiche da parte della Regione per l’erogazione della cassa integrazione in deroga – ha spiegato – Tali ritardi hanno causato e continuano a farlo, gravi disagi alle famiglie in tutta l’Isola».

Sul caso i deputati alla Camera del Movimento 5 Stelle siciliani hanno, dopo aver firmato una interrogazione presentata al Ministero del Lavoro, sottoscritto un secondo atto ispettivo, rivolto questa volta al Ministero della Pubblica Amministrazione, rimarcando con forza la confusa gestione della Cig da parte della Regione Siciliana. Oltre a Rosalba Cimino, le firme sul documento sono di: Antonella Papiro, Angela Raffa, Davide Aiello, Leonardo Salvatore Penna, Azzurra Cancelleri, Filippo Scerra, Roberta Alaimo, Vita Martinciglio, Valentina D’Orso, Dedalo Pignatone, Vittoria Casa e Eugenio Saitta e Andrea Giarrizzo, primo firmatario. «Dal farraginoso funzionamento della piattaforma informatica – spiega il documento presentato – alla quale si è potuto accedere a partire solo da fine aprile, ai mancati trasferimenti di personale che avrebbero consentito di accelerare la gestione delle pratiche, è evidente che qualcosa a livello regionale non abbia funzionato. Queste pratiche, se portate avanti tempestivamente, avrebbero sicuramente fornito un contributo prezioso in un delicatissimo momento di emergenza economica e sociale, non solo agli stessi lavoratori, ma anche alle imprese che in molti casi stanno avanzando somme ai loro dipendenti».

L’Inps precisa che la sospensione dell’obbligo del versamento riguarda anche i contributi dovuti dagli artigiani e dagli esercenti attività commerciali con scadenza 18 maggio 2020 (I rata contribuzione sul minimale anno 2020) in presenza dei requisiti di cui ai commi da 1 a 5 dell’articolo 18 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23.

L’articolo citato prevede, ai commi 1 e 2, che “Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 33 per cento nel mese di marzo 2020 rispetto allo stesso mese del  precedente periodo d’imposta e nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del  precedente periodo d’imposta” siano sospesi, rispettivamente per i mesi di aprile e di maggio 2020, i termini dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria.

I successivi commi 3 e 4 del medesimo articolo 18 del decreto-legge in oggetto dispongono, analogamente, che “Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi superiori a 50 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, che hanno subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50 per cento  nel mese di marzo 2020  rispetto allo stesso mese del  precedente periodo d’imposta e nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del  precedente periodo d’imposta”, vengano sospesi, rispettivamente per i mesi di aprile e di maggio 2020, i termini dei  versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria.

Inoltre, il comma 5, primo periodo, del medesimo articolo prevede che la sospensione dei termini di versamento di cui ai commi precedenti operi anche per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e che hanno intrapreso l’attività di impresa, di arte o professione, in data successiva al 31 marzo 2019.

 

 

 

La festa dell’Autonomia Siciliana si celebra sul web. La Lega Giovani Sicilia ha organizzato, in data 15 Maggio 2020 alle ore 21, una diretta sulla loro pagina Facebook, al fine di stimolare una riflessione nel giorno della festa dell’Autonomia Siciliana.

L’incontro, al quale parteciperà il coordinatore federale, il deputato nazionale Luca Toccalini, prevede gli interventi dei ragazzi, che leggeranno alcuni articoli dello Statuto Speciale della Regione Siciliana alla presenza del Segretario regionale Lega Sicilia per Salvini Premier, Senatore Stefano Candiani.

Nel corso della diretta, i partecipanti avranno modo di intervenire e approfondire le importanti tematiche legate all’autonomia.

“Il nostro auspicio – sottolineano i giovani leghisti – è quello di realizzare la piena attuazione del nostro statuto, affinché non sia la scusa per arricchire pochi, ma sia seriamente il presupposto per dare sviluppo, crescita e lavoro alla nostra terra. Siamo siciliani e per questo vorremmo studiare il siciliano sia a scuola che all’università”.

Le

Il Giardino Botanico, di proprietà del Libero Consorzio Comunale di Agrigento,  si candida a divenire polo espositivo artistico e culturale.

Le suggestive grotte calcarenitiche, infatti, verranno riqualificate per diventare “gallerie espositive”.

Dunque, non solo un museo a cielo aperto,  che mantiene una collezione ben documentata di piante, di essenze arboree e di conservazione della flora, ma anche nuovo e prestigioso luogo multidisciplinare di incontro e scambio culturale, per un pubblico sempre più vario ed inclusivo, alle porte del Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi.

Un sogno che diventa realtà grazie al lavoro di un gruppo di progettazione   del Settore Tecnico dell’ex Provincia, formato dal progettista, ing. Michelangelo Di  Carlo, dal Geologo, dott. Roberto Bonfiglio e dal coordinatore  per la sicurezza, geom. Giuseppe Bonfiglio.

Il progetto, già finanziato dalla Regione Siciliana, è finalizzo alla esecuzione dei lavori di riqualificazione e messa in sicurezza della parte Nord del Giardino Botanico e per l’acquisto di attrezzature per la fruizione e la realizzazione di mostre ed eventi.

L’area interessata dall’intervento ricade nella zona centro nord del Giardino Botanico, esattamente nella suggestiva cava a monte del sito. L’area risulta essere una vecchia cava di circa 1200,00 metri quadrati, dalla quale si accede a tre grotte.  Per la bellezza naturalistica del sito, il Giardino  è stato  tra i luoghi più votati in Sicilia nel 2016, in occasione del censimento “I Luoghi del Cuore” promosso dal Fondo Ambiente Italiano (FAI).

Il Giardino, infatti, si è classificato al primo posto in provincia di Agrigento e all’ottavo in Sicilia.  Nella classifica il Giardino Botanico si è posizionato al primo posto in provincia di Agrigento, con 3911 voti (superando siti come la Valle dei Templi e la Scala dei Turchi) e ottavo in Sicilia.

Un successo che  premia il lavoro svolto nel corso del tempo, dall’ex provincia per la tutela, salvaguardia e valorizzazione di un bene di grande valenza naturalistica, nel cuore della Valle dei Templi.

Nell’area, inoltre, in occasione del Raduno interregionale Sud dei Bersaglieri, che si è svolto nell’ottobre del 2019,  è stato inaugurato un monumento al Bersagliere alla presenza delle massime autorità civili e militari della provincia e dei vertici  dell’Associazione Nazionale Bersaglieri d’Italia.

I settantamila metri quadrati di verde, incastonati nel cuore della Valle dei Templi, a poche decine di metri dalla linea delle fortificazioni dell’antica Akragas e del Parco archeologico, sono stati aperti anche in occasione della kermesse regionale “Le Vie dei tesori”.

Con il progetto dei lavori di riqualificazione e messa in sicurezza della zona si intende, così, di  poter fruire dei luoghi per la realizzazione di eventi.

Con il progetto dei lavori di riqualificazione e messa in sicurezza della zona, la suggestiva grotta, che ha sempre catturato l’interesse dei turisti e delle numerose scolaresche in visita al Giardino, diventerà una “Galleria espositiva” dove poter realizzare eventi culturali ed artistici.

Grotta

La Grotta sarà interessata da lavori di pulizia e consolidamento delle pareti interne, la pavimentazione a base cocciopesto e  la realizzazione di impianto d’illuminazione a LED da porre a pavimento senza, si sottolinea,  esecuzione di tracce.

Verrà, infine, ripristina la pavimentazioni del Belvedere, dei percorsi di accesso alla cava e della stessa cava e  ricostruiti i muri di tompagno di accesso alle grotte.

Ma, soprattutto, il  Giardino sarà finalmente inclusivo; sono previste, infatti, pedane per disabili per l’accesso.

L’intervento impreziosirà il già importante patrimonio monumentale, paesaggistico e storico – documentale dell’Ecomuseo dell’ex Provincia e contribuirà alla diffusione di una nuova cultura ambientale, più attenta e rispettosa degli equilibri indispensabili alla vita.

Fu l’ex Provincia di Agrigento, proprietaria di questa vasta estensione di terreno, a iniziare la bonifica dell’area con lo scopo di realizzare, in collaborazione con l’Università di Palermo, un luogo capace di custodire, recuperandolo o integrandolo, il patrimonio vegetale che ricopriva. nel Giardino Botanico sono presenti circa ventimila piante riferibili ad oltre 300 colture ed essenze diverse, espressioni tipiche della macchia mediterranea.

«Oggi si celebra la nostra storia, il nostro patrimonio artistico e culturale, le nostre tradizioni e la nostra capacità di custodirle e alimentarle nel tempo. Una responsabilità affidata ad ognuno di noi, alle istituzioni in particolare, ma soprattutto alle giovani generazioni. È, infatti, all’interno di ogni comunità scolastica che si alimenta la conoscenza della nostra storia e nasce la consapevolezza dei valori di cui ogni cittadino è portatore. È così che si formano, nel tempo, identità solide e sensibili ai tumultuosi mutamenti del contesto sociale e culturale con cui ogni giorno dobbiamo confrontarci.

Mi piace immaginare, per il nostro futuro, una scuola sempre più partecipata, digitale e solidale, grazie alla quale formare giovani siciliani capaci di esprimere la nostra identità nel mondo.

A loro dedico la mia riflessione di oggi: a tutti gli studenti che hanno dovuto affrontare una sfida pandemica, imprevista e difficile, dove la didattica è diventata “distanza”, spesso disagio, talvolta disuguaglianza. Ma, grazie al prezioso lavoro dei docenti ed al supporto delle famiglie, confido che ogni studente, con volontà ed impegno, sia pure in uno scenario inaspettato, sia comunque riuscito ad alimentare il proprio percorso di conoscenza e di crescita personale.

L’identità siciliana vive anche nelle tante eccellenze presenti nella nostra regione e sparse per il mondo: medici, ingegneri, scienziati, imprenditori, artisti. Uomini e donne che, con il loro sapere, il loro lavoro, la loro dedizione, rendono quotidianamente onore alla Sicilia. Oggi in particolare, il nostro grato pensiero è indirizzato ai medici, agli infermieri, ai ricercatori, ai volontari che lottano contro la pandemia da Covid-19, mettendo a servizio della comunità il loro servizio e la loro dedizione. Di questa Sicilia siamo fieri e da questa Sicilia, solidale e forte, ripartiamo con rinnovata speranza e motivata fiducia verso i giovani che la Scuola prepara a divenire protagonisti di domani».

“Questo settantaquattresimo anniversario dello Statuto siciliano difficilmente potrà essere dimenticato, grazie ad un Presidente della Regione nella migliore delle ipotesi miope. Invece di preoccuparsi di arginare il nuovo disastro annunciato dell’avvento di almeno cinquantamila nuovi disoccupati e dell’aumento della povertà individuale e familiare – spiega Andrea Piraino, Presidente di Unità Siciliana-LeApi – invece di lanciare un grande progetto di riforma della regione per guidarne la rinascita dopo il Covid19, approfitta della situazione per mettere ‘a posto ‘secondo un mero calcolo di sopravvivenza politica la maggioranza d’aula. Ed ecco un posto in giunta – all’Assessorato che deve diffondere e difendere l’identità siciliana- per un uomo della Lega, partito la cui azione politica  non è mai stata  ispirata alla solidarietà nazionale, ma ostile al Sud e alla Sicilia.

Eppure nelle scorse settimane Unità Siciliana-Le Api aveva  dato pubblicamente a Musumeci un consiglio politico di grande spessore, suggerendogli  l’azzeramento di questa giunta con la costituzione di un governo di emergenza nel quale inserire le migliori rappresentanze dei settori economico-sociali della Sicilia.

Invece, alla vigilia del 74°anniversario dell’approvazione dello Statuto arriva questa bomba istituzionale che saboterà  l’intera storia dell’Autonomia siciliana la quale, pur con tutti i difetti noti che vanno corretti, costituisce un dono prezioso che abbiamo il dovere di consegnare arricchito alle generazioni future.

Se Musumeci voleva passare alla storia, quest’anno ha buone possibilità di riuscire: o per aver celebrato la fine della stagione autonomistica o per aver subito l’inizio di una rinascenza del Popolo siciliano che finalmente ritornerà ad essere protagonista del proprio destino, spazzando via questa attuale classe politica sempre più ripiegata in se stessa e preoccupata solo della propria sopravvivenza.”

Una data che rimarrà certamente impressa nel nostro immaginario collettivo è quella del 5 marzo 2020, giorno in cui le scuole in tutta Italia venivano chiuse. Ricorderemo la reazione di ciascuno di noi a secondo del proprio ruolo e quindi del proprio punto di vista. Ecco: il punto di vista. Di chi, da docente,si è trovato immerso in quella che potremmo definire la “Tempesta perfetta”: scuole chiuse, didattica a distanza, pandemia…. Trascorsi i primi giorni, in cui la confusione è regnata sovrana, molti insegnanti hanno cominciato a contattare gli alunni con strumenti non sempre idonei, ma di facile accesso e disponibilità (come whatsapp) per poi passare, attraverso l’intervento delle singole scuole, anch’esse per lo più impreparate all’evento, a piattaforme digitali condivise con tutto l’ambiente scolastico. E ancora confusione… Le ore di lezione, in modalità sincrona (lezioni in video conferenza) e asincrona (con la registrazione delle lezioni da inviare alle classi virtuali) non finivano mai. E così ci si è resi conto, docenti e alunni, che alla mancata libertà fisica, causata dal lockdown, si aggiungeva anche l’impossibilità, paradossalmente, di porre fine, nell’arco di una giornata, alle ore di attività didattiche che superavano di gran lunga le tradizionali cinque ore  di lezione tradizionale. E allora di nuovo ci si è rimessi in riga e i Collegi dei docenti, prontamente convocati online, hanno riformulato programmi, percorsi, orari… .E così fra tentativi ed errori, con una guida  del MIUR traballante e incerta, si è arrivati a metà maggio a tre settimane dalla fine delle attività didattiche. Questo impegno volontario e continuo da parte dei docenti italiani, che fine farà? Sarà relegato tra le tante immagini che costellano questa tragica esperienza assieme ai carri dell’esercito, diventati carri funebri o assieme a quelle di medici e infermieri, bardati di mascherine, eroi nazionali di un popolo ma soprattutto di una classe politica che tende ad avere la memoria corta? Non a caso tra i settori che più hanno sofferto in questa pandemia sono stati la sanità e la scuola, proprio quei settori in cui i vari governi che si sono succeduti negli anni, hanno maggiormente risparmiato con percentuali di PIL ( 8,9% per la sanità, 3,9% per la scuola) inferiore alla media dei Paesi europei. E allora la CGIL agrigentina chiede al governo di avere fiducia nella sua scuola,di instaurare un dialogo con i suoi protagonisti e con il territorio in cui questa scuola si colloca. Una scuola dove il buon senso pedagogico prevalga sulle mode, sulle burocrazie e sugli eccessi amministrativi -normativi, che privilegi lo studente rispetto al curricolo, la domanda alla risposta e che sia in grado di garantire l’uguaglianza di opportunità a tutti i suoi studenti. Una scuola in cui nessun governo abbia paura di mettere veramente mano alla riforma Gentile e che sappia far emergere uomini e donne dotati non solo di conoscenze ma anche e soprattutto di strumenti critici per interpretare la realtà. Tali richieste valgono a maggior ragione oggi, nella consapevolezza che la conoscenza, il diritto all’istruzione e alla formazione rappresentano la precondizione necessaria per la ripartenza e per il futuro del Paese, per cui ancora di più a e con ancora più forza la CGIL chiede  al governo, un impegno straordinario alla ripresa delle attività didattiche, al momento opportuno,  “in presenza” in condizione di sicurezza e qualità e per il rilancio del settore attraverso un piano pluriennale di investimenti che consenta di recuperare ritardi e carenze rispetto alla media dei Paesi europei.

A causa di un cedimento improvviso della carreggiata durante i lavori di manutenzione straordinaria in corso sul tracciato è stato necessario istituire nel tardo pomeriggio di oggi il senso unico alternato all’altezza del km 6+800 della SP n. 32 Ribera-Cianciana in direzione Ribera. Il cedimento è stato causato dalla presenza di acqua nel sottosuolo di origine non ancora definita. Sul posto si è recata subito la squadra di pronto intervento del Settore Infrastrutture Stradali del Libero Consorzio (capocantoniere Cacciatore, cantonieri Muscarnera, Marchica e Cardella coordinati dal capocantoniere Catalano).

Dopo una breve chiusura al traffico per consentire l’intervento dei mezzi di lavoro il tratto interessato dal cedimento è stato transennato e messo in sicurezza, con l’istituzione del divieto di transito per i mezzi pesanti, mentre, come già evidenziato, in considerazione della piena visibilità del tratto in rettilineo è tuttora possibile il transito in senso unico alternato delle autovetture sulla porzione di carreggiata non interessata dal cedimento.

E’ previsto già domattina il sopralluogo dell’ing. Filippo Napoli, funzionario tecnico responsabile del comparto ovest della viabilità provinciale, e del geologo del Libero Consorzio dr. Roberto Bonfiglio, per valutare, unitamente ai tecnici dell’impresa che sta effettuando i lavori di manutenzione straordinaria sulla stessa SP n. 32, gli interventi immediati da effettuare per il ripristino in tempi brevi della normale transitabilità.

 

“Sono tanti, troppi i lavoratori siciliani che ancora oggi attendono lo sblocco delle pratiche da parte della Regione per l’erogazione della cassa integrazione in deroga. Tali ritardi hanno causato e continuano a farlo, gravi disagi alle famiglie in tutta l’Isola. Bisogna al più presto fare chiarezza ed è per tale ragione che dopo una prima interrogazione presentata al Ministero del Lavoro, adesso, attraverso un secondo atto ispettivo, rivolto questa volta al Ministero della Pubblica Amministrazione, rimarchiamo con forza la confusa gestione da parte della Regione Siciliana”. Così, in una nota congiunta, i deputati siciliani del Movimento 5 Stelle Antonella Papiro, Angela Raffa, Davide Aiello, Leonardo Salvatore Penna, Azzurra Cancelleri, Filippo Scerra, Roberta Alaimo, Vita Martinciglio, Valentina D’Orso, Rosalba Cimino, Dedalo Pignatone, Vittoria Casa e Eugenio Saitta, co-firmatari dell’atto parlamentare presentato a prima firma del deputato Andrea Giarrizzo.
“Dal farraginoso funzionamento della piattaforma informatica, – continuano i parlamentari – alla quale si è potuto accedere, così come da verbali sindacali, a partire solo da fine aprile, ai mancati trasferimenti di personale che avrebbero consentito di accelerare la gestione delle pratiche, è evidente che qualcosa a livello regionale non abbia funzionato”.
“Queste pratiche – concludono i Cinquestelle – se portate avanti tempestivamente, avrebbero sicuramente fornito un contributo prezioso in un delicatissimo momento di emergenza economica e sociale, non solo agli stessi lavoratori, ma anche alle imprese che in molti casi stanno avanzando somme ai loro dipendenti. Disagi e ritardi che non sono passati inosservati, soprattutto al Governo e al Movimento 5 Stelle. Per questo motivo, adesso, attraverso il nuovo decreto cosiddetto Rilancio, le ulteriori 9 settimane di Cig in deroga che le imprese potranno richiedere fino a ottobre saranno gestite direttamente dall’Inps, saltando il passaggio con le Regioni. Lo prevede la norma frutto dell’accordo con i governatori per accelerare l’erogazione del beneficio che entra nel dl Rilancio. L’impresa farà domanda direttamente all’Inps che, in 15 giorni dall’arrivo dell’istanza erogherà un anticipo dell’assegno del 40 per cento”.