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E’ stata firmata l’Ordinanza che prevede, a partire da domani, domenica 24 maggio,  la riapertura dei cimiteri della Città di Agrigento con gli orari e le modalità di accesso da parte del pubblico. Per quanto riguarda i cimiteri di Bonamorone e Piano Gatta si potrà accedere dal lunedì al sabato, dalle ore 8 alle ore 18. Nelle giornate di domenica e nei festivi, l’accesso sarà consentito solamente fino alle ore 13.00.Per quanto riguarda il cimitero di Montaperto, l’accesso è previsto nelle giornate di martedì, giovedì e sabato dalle ore 12 alle ore 18.00;mercoledì e venerdì dalle ore 8 alle 13; domenica e festivi dalle ore 8 alle 13. Lunedì chiuso. Per Montaperto, martedì, giovedì e sabato dalle ore 8 alle 13, mercoledì e venerdì dalle ore 12 alle ore 18.00. Domenica e festivi, dalle ore 8 alle 13. Lunedì, chiuso.
E’ consentita la permanenza all’interno dei cimiteri per un massimo di 30 minuti, muniti di mascherina protettiva, mantenendo un distanziamento dalle altre persone di due metri. L’accesso ai cimiteri sarà regolamentato dal personale comunale.

 

Ieri, nelle prime ore della mattinata, personale dell’U.P.G.S.P. collaborato da    personale di “e-distribuzione” (ex Enel Distribuzione), si recava a Realmonte (AG) presso una nota ditta di surgelati, dove, a seguito di alcuni accertamenti tecnici espletati da personale “e-distribuzione”, si presumeva il furto di energia elettrica.

Nel frattempo una pattuglia, si poneva su uno slargo della strada comunale nei pressi della ditta, al fine di tenere sotto controllo il vano porta contatore, ubicato sul muro dell’azienda. In tale frangente, le apparecchiature tecniche di “e-distribuzione” rilevavano un modestissimo consumo di energia elettrica.

Gli operatori dell’altra pattuglia, invece, notato l’arrivo di uno dei responsabili della ditta, e con questi entravano nell’azienda, in tale frangente, veniva notato che un uomo anziano, repentinamente, armeggiava nei pressi del contatore elettrico e se ne allontanava velocemente.

A seguito di tale manovra, gli agenti ed i tecnici, constatavano l’immediato ed abnorme innalzamento dei consumi.

Ciò faceva presumere che l’oggetto asportato fosse un magnete, utilizzato in maniera fraudolenta per commettere il furto di energia elettrica, posizionandolo sulla parte superiore del contatore elettrico al fine di provocare un “errore” del 90% circa.

Gli operatori, effettuavano un’accurata perquisizione nei locali della ditta, nell’abitazione privata e in un appezzamento di terreno pertinente; nel terreno, poco distante dal contatore, veniva rinvenuto nr.1 magnete di grosse dimensioni servito a sottrarre abusivamente energia elettrica.

Gli agenti operanti procedevano al sequestro del magnete e del contatore elettrico sul quale erano presenti inequivocabili segni di “simil-strofinamento”, dati certamente dal forte attrito con la superficie.

I tre soggetti, venivano pertanto deferiti in Stato di Libertà all’Autorità Giudiziaria per il reato di “Furto Aggravato di Energia Elettrica in concorso”. Nella circostanza ed in via cautelare, venivano altresì ritirate le armi e le munizioni regolarmente detenute dai tre individui.

Pasticcerie, panifici, tabacchi e mercati del contadino potranno svolgere la loro attività anche le domeniche e i giorni festivi – Lo chiarisce la circolare n. 19 del DRPC Sicilia interpretando per omogeneità di contenuti l’art.10, comma 1 dell’ordinanza n.21 del 17 maggio 2020 che escludeva dall’obbligo di chiusura al pubblico solamente “le farmacie, le edicole, i bar, la ristorazione e i fiorai”.

Esercizi commerciali in luoghi turistici e in luoghi di culto – I Sindaci possono disporre con proprie ordinanze, nel rispetto degli obblighi di distanziamento interpersonale e di tutte le misure di prevenzione del contagio, l’apertura al pubblico durante la domenica e giorni festivi degli esercizi commerciali che si trovano nelle località turistiche e in luoghi di culto. Fanno eccezione i supermercati e gli outlet per i quali continua a valere l’obbligo di chiusura.

Scuole di danza, Parchi avventura e Parchi acquatici potranno rimanere aperti anche la domenica e i giorni festivi. Lo chiarisce la circolare n. 19 che considera tali attività assimilabili ad attività sportive riconducendo la loro disciplina a quella indicata dal DPCM del 17 maggio 2020 e alle prescrizioni delle circolari del Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico prot.16255 del 3 maggio 2020 e prot. 19361 del 21 maggio 2020. Tutte le attività in oggetto dovranno, ovviamente, essere svolte nel rispetto delle prescrizioni necessarie al contenimento del COVID.

Teatri, cinema, sale concerto – Secondo quanto previsto dal DPCM 17 maggio 2020 l’attività di spettacolo riprenderà il 15 giugno con il limite massimo di 200 spettatori per singola sala per gli spettacoli che si svolgono in luoghi chiusi e 1000 spettatori per gli spettacoli all’aperto. A tal proposito la circolare n. 19 chiarisce che per quanto riguarda la Regione Siciliana il numero di 200 persone si riferisce esclusivamente agli spettatori, restando escluso tutto il personale funzionale all’attività di spettacolo (maschere, attori, musicisti, tecnici, operatori, etc…).

Esenzioni dalla quarantena obbligatoria – Tra le categorie dei soggetti esenti dall’obbligo della quarantena va assimilato anche il personale dei ruoli dell’Avvocatura Generale dello Stato e delle Avvocature Distrettuali dello Stato. Si ricorda al proposito che l’art.19 dell’ordinanza n.21 del 17 maggio 2020 prevede che sono esonerati dall’osservanza degli obblighi di cui all’articolo che precede gli appartenenti alle seguenti categorie …. gli“b) appartenenti alle Forze dell’ordine, alle Forze armate, al Corpo dei Vigili del fuoco, il personale dei ruoli della Magistratura, i titolari di cariche parlamentari e di governo”.

Uso della mascherina – Quanto all’uso della mascherina la circolare ribadisce che si tratta di “un dispositivo di protezione individuale e che il suo uso è un segno di rispetto per le persone che ci circondano. Portarla sempre con sé, anche nei luoghi all’aperto, e indossarla quando non si può garantire una distanza interpersonale idonea a proteggere dal rischio del contagio, è un obbligo”. Pertanto, l’uso della mascherina (che copra naso e bocca) è previsto nei luoghi pubblici e nei locali dove, così come si legge anche all’art.3 del DPCM del 17 maggio 2020 – “non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza” interpersonale, ad esempio nei mercati, strade affollate, bar, etc..

E’ obbligatorio avere la mascherina sempre con sé ed immediatamente disponibile per indossarla ogni qualvolta non sia possibile mantenere adeguata distanza da altri soggetti.

A titolo esemplificativo, quindi, se si percorre una strada isolata non è necessario indossarla, mentre in una strada frequentata è obbligatorio.

Per quanto riguarda l’uso durante l’attività motoria si ricorda che l’ordinanza n.21 prevede che tale attività debba essere effettuata rispettando il distanziamento di due metri senza l’uso di mascherina che, invece, deve essere indossata al termine in caso di sussistenza delle circostanze sopra riportate. Infine, si ricorda che l’utilizzo di mascherina o altro strumento di copertura di naso e bocca non è obbligatorio per i bambini al di sotto dei sei anni e per le persone con forme di disabilità che ne rendano incompatibile l’uso.

Arrivano alcuni chiarimenti delle disposizioni contenute nell’ordinanza del presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, dello scorso 17 maggio. Le novità, contenute in una circolare firmata oggi dal capo della Protezione civile regionale Calogero Foti, riguardano: uso della mascherina; pasticcerie, panifici e tabacchi; teatri; esercizi commerciali in luoghi turistici e di culto; scuole di danza, Parchi avventura e Parchi acquatici.

Avvocati dello Stato

L’art.19, co.1 lett.b) dell’ordinanza n.21 del 17 maggio 2020 prevede che “sono esonerati dall’osservanza degli obblighi di cui all’articolo che precede gli appartenenti alle seguenti categorie ? “b) appartenenti alle Forze dell’ordine, alle Forze armate, al Corpo dei Vigili del fuoco, il personale dei ruoli della magistratura, i titolari di cariche parlamentari e di governo”. A dette categorie, e segnatamente a quella del personale dei ruoli della magistratura, va assimilata – quanto all’esonero dall’osservanza dell’obbligo di isolamento – quella del personale dei ruoli dell’Avvocatura generale dello Stato e delle Avvocature distrettuali dello Stato.

Teatri

L’art.1, co.1 lett.m) del Dpcm del 17 maggio 2020 prevede che “gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto restano sospesi fino al 14 giugno 2020. Dal 15 giugno 2020, detti spettacoli sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli spettatori, con il numero massimo di 1000 spettatori per spettacoli all’aperto e di 200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala”. Premesso quanto sopra, sono pervenuti alcuni quesiti in ordine alla circostanza se nel numero delle 200 persone indicato dal Dpcm debbano essere ricompresi o meno anche gli operatori e i lavoratori delle suddette sale. Tenuto conto dell’imminente inizio della stagione estiva e della sostanziale residualità degli spettacoli da svolgersi in luoghi chiusi, si chiarisce che nel territorio ella Regione Siciliana, con l’espressione “200 persone per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala”, si intendono esclusivamente gli spettatori, fermo restando il rispetto delle regole di distanziamento interpersonale.

In tutta Italia, viene celebrata la Giornata della Legalità, data che coincide con l’anniversario della strage di Capaci. Un lenzuolo bianco è stato steso sulla facciata del palazzo comunale di Agrigento, in piazza Pirandello.
“Ne abbiamo viste tante di passerelle in questi anni, di corone d’alloro e di icone mal costruite. L’unico modo per onorare questa ricorrenza è garantire ogni giorno una legalità che sia non ostentata, ma sostanziata da comportamenti corretti e coerenti.Così il Sindaco di Agrigento,

Ventotto anni fa l’Italia si è fermata al boato di Capaci.

In quel momento gli italiani hanno avuto la reale percezione che si stava combattendo una vera e propria guerra che vedeva coinvolti la mafia, lo Stato e purtroppo anche chi remava contro lo Stato.

In questo opaco miscuglio di responsabilità e contrapposizioni, la Sicilia da sempre combatteva  e tuttora combatte il malaffare in tutte le sue più becere espressioni.

La Sicilia ha sempre fronteggiato, checchè ne possano dire i benpensanti che vivono in altre latitudini della nazione, con i propri figli una guerra tremenda contro una piovra che a causa di non endemiche condizioni storico e sociali, subisce giornalmente.

Il Sinalp vuole oggi rendere omaggio agli uomini ed alle donne di Sicilia che hanno dato la loro vita per questa terra.

Il Sinalp, in questo giorno emblematico per tutti i siciliani, ringrazia le forze dell’ordine ed i magistrati che ogni giorno combattono una piaga dura, difficile e radicata che deve essere totalmente debellata.

Lo Stato, ma anche la Regione Siciliana con i loro organi di potere hanno l’obbligo di lottare contro il malaffare in tutti i suoi aspetti; hanno l’obbligo di combattere l’evoluzione del “sistema mafioso” che vede oggi aggredire ed appropriarsi dell’apparato burocratico ed amministrativo dando una svolta, forse meno cruenta, ma sicuramente più violenta ed aggressiva verso i cittadini e lo Stato.

Assistere inermi alla distruzione del sistema economico siciliano, linfa vitale per il prevalere della legalità giuridica e principalmente morale, non è tollerabile.

Chi governa ha il difficile compito di non far prevalere la disperazione tra il popolo, perchè questa crea humus fertile per la manovalanza delinquenziale che è il primo gradino della carriera mafiosa.

Oggi per il sindacato è importante tenere alta l’attenzione alle dinamiche disgregative che a causa di svariati fattori tra cui anche l’attuale pandemia, tendono a far prevalere l’anarchia e la violenza sociale.

Per tutto ciò la Direzione Regionale del Sinalp rende omaggio agli eroi che hanno dato la loro vita per difendere il nostro sistema democratico, liberale e sociale contro la più becera  delinquenza.

 

Partiamo subito da un presupposto: ” la libertà è un bene inalienabile dell’uomo sancito dalla nostra Costituzione “

Nonostante ciò, spesse volte però, attribuiamo significato e valore soggettivo a quello che invece dovrebbe essere un concetto oggettivo.

Nel sacro nome della libertà sono state combattute battaglie e fatte rivoluzioni,

sacrificato vite e convenzioni, assimilando al concetto di “libertà” anche quello di uguaglianza e fratellanza come ci ha insegnato la storia della rivoluzione francese nell’anno del Signore 1789, che per un decennio ha sconvolto il Paese trascinandolo in eventi estremamente complessi ed articolati fino alla proclamazione della repubblica a danno dell’Ancien Régime.

Dal 1789 ad oggi, questo concetto è stato maggiormente arricchito a volte imbellettato ed alcune volte estremizzato, quando bisognerebbe invece soffermarsi su un fatto semplice quanto efficace :”la nostra libertà finisce, dove inizia quella degli altri”

Parafrasando un detto molto usato nel periodo storico che stiamo vivendo, quante volte abbiamo mantenuto la giusta “distanza sociale” per accorgerci di quale fosse il limite da rispettare per non impedire la libertà degli altri?

Forse questa è una domanda che dovremmo porci più spesso. Anche al tempo del coronavirus.

Si, perché questo è il tempo delle privazioni, del rispetto delle nuove regole, della trasformazione sociale, della povertà nelle relazioni, della limitatezza di spazi e di luoghi, dell’impoverimento economico e culturale e tutto questo in nome della nostra tanto agognata salute. Giusto. 

Quello che invece a mio avviso dovrebbe avere maggiore attenzione, è la conseguenza di tutto quello che ha comportato questa perdita di libertà e come si sia insinuato in noi il germe della diffidenza e della paura, che inevitabilmente andrà a minare il nostro metro di giudizio, la nostra tolleranza, le nostre relazioni sociali, la nostra vita.

Quello che dovrebbe farci riflettere su come riprendere i nostri contatti sociali senza ledere la libertà degli altri nella salvaguardia della propria salute, viene fuori in modi distinti e contrapposti: a volte con arroganza, altre volte con menefreghismo, con riluttanza, con caparbietà, con giudizi tuonanti che spesso incitano alla violenza, con disturbato senso di appartenenza regionale ed alcune volte come un atteggiamento di condivisa rassegnazione letta negli sguardi quanto nelle espressioni comuni :” dobbiamo stare attenti ma non possiamo farci nulla!”

Possiamo vederci ma non possiamo toccarci; possiamo parlarci ma non senza mascherina; possiamo passeggiare ma rispettando la distanza sociale; possiamo uscire a mangiare fuori ma non se siamo amici, possiamo entrare nei negozi ma allontanarci qualora qualcuno si avvicinasse nel nostro spazio di un metro; possiamo lavorare ma rimanendo a casa; possiamo avvalerci dei mezzi pubblici ma stare attenti a rispettare la nuova gestione dei posti a sedere; possiamo nuotare ma non stare fermi in acqua….tutto e il contrario di tutto!

È inevitabile non riflettere sul come si rincorrono il concetto di libertà e il sentimento di diffidenza!

Ma siamo sicuri di poter vivere la nostra libertà se quello che ci assale è solo una inevitabile diffidenza nei confronti degli altri?

Siamo stati bravi all’inizio a far vedere quanto eravamo forti, contenuti, caparbi, i migliori a rispettare le regole; siamo stati bravi a far vedere al mondo in che modo artistico siamo stati capaci di reagire, tutti vicini anche se lontani, sotto un comune slogan che ci ha assillato per mesi : “ insieme ce la faremo” o quell’altro ancora che diceva “ stare lontani oggi per abbracciarci domani”.

Siamo davvero sicuri che sia poi così ovvio, così naturale e spontaneo ritornare alle nostre vecchie abitudini ?

Si può osare dicendo, che la paura può fare più danni di una pandemia  e più forte sarà il sentimento di paura, tanto più grande sarà la nostra diffidenza e più saremo diffidenti, tanto più sarà difficile una ripresa sociale che coinvolga anche la nostra parte emotiva nei confronti degli altri .

Se la paura e la diffidenza sono entrati a gamba tesa nella nostra vita, mi chiedo come saremo liberi di vivere la nostra libertà . 

Questo nuovo condizionamento del quale non siamo ancora del tutto consapevoli, ci imprigiona in un meccanismo stimolo-risposta al quale reagiamo in modo automatico, senza essere del tutto consci degli effetti prodotti.

No, non sarà semplice riprendere lì da dove abbiamo interrotto e sono tanti i fattori che concorrono a nostro svantaggio.

Le mutate condizioni economiche, il nuovo modo di vedere la vita con tutte le limitazioni del caso, l’incertezza di non sapere quando tutto questo potrà finire, le nuove sensazioni di inquietudine mista ad impotenza nell’affrontare questa nuova emergenza sociale ed emotiva, ci sposta più il là, dove tutto ha un vago sapore di libertà e dove non siamo ancora sicuri di voler stringere le mani di qualcuno senza essere diffidenti.

Unlimited 200 Special, questa la nuova offerta di WindTre vuole indiscutibilmente essere una delle campagne promozionali più interessanti ed intriganti dell’anno, a partire dal bundle che l’azienda ha deciso di inserire al suo interno, oltre 200 giga di internet a “caro prezzo”.

La novità più grande non riguarda tanto i contenuti offerti, quanto la possibilità di accedervi indistintamente dalla provenienza, in altre parole l’attivazione sarà accettata da qualunque operatore telefonico, se non addirittura dai già clienti di WindTre. L’unica differenza riguarderà il costo di attivazione, coloro che già possiedono un numero dell’azienda dovranno pagare 19,99 euro, tutti gli altri si limiteranno a 9,99 euro.

Lo scoglio più grande che limita l’avvicinamento alla Unlimited 200 Special, è sicuramente rappresentato dal costo fisso mensile, corrispondente nello specifico a 29,99 euro al mese. Il canone deve essere versato tramite credito residuo, ma se richiesta è presente anche la versione Easy Pay con pagamento tramite conto corrente o carta di credito. Oltre a questo non possiamo sicuramente trascurare la presenza del vincolo contrattuale di durata, pari a 24 mesi, entro il quale il cliente che richiederà la portabilità sarà costretto a pagare una penale.

Passa a WindTre: le offerte sono davvero incredibili

La promozione dimostra comunque tutta la sua bontà e qualità generale, offrendosi come più valida alternativa alle proposte delle dirette concorrenti. Nello specifico il consumatore si ritrova a poter fruire di 200 giga di internet alla velocità del 4.5G, passando anche per illimitati minuti verso ogni numero di telefono, finendo sugli ormai classici 200 SMS da inviare a chiunque si desideri.

La navigazione non presenta limitazioni particolari alla massima velocità raggiungibile.

 

Fonte: Tecnoblog

Continua il calvario della Moby Zaza che con ogni probabilità stamattina dovrebbe ritornare da Lampedusa con a bordo nuovi migranti da tenere in quarantena.

Ieri ne sono arrivati altri 137 i quali, essendo al collasso il centro di accoglienza, hanno alloggiato in una casa parrocchiale.

A preoccupare una situazione che di per se è già molto pesante, oltre al primo morto dei giorni scorsi dopo un volo di 20 metri e le isterie di 14 migranti che hanno preferito scendere dalla nave, i nuovi prevedibili prossimi sbarchi previsti nelle prossime ore.

Alcuni dei 14 migranti, tra l’altro, trasferiti nel frattempo al centro di Villa Sikania, sembra siano fuggiti e addirittura qualche famiglia siculianese ha scoperto di trovare qualcuno di loro nel proprio giardino di casa.

Inevitabili e sacrosante le proteste dei siculianesi che adesso hanno chiesto l’intervento della Prefettura onde evitare il riproporsi di incontrare nelle proprie case ospiti non certo invitati.

Il Centro Studi Pirandello, con sede in Bivona, è un Ente di formazione professionale che svolge la propria attività sin dal 1999.

All’inizio del 2016, l’Ente avviava la procedura volta ad ottenere l’accreditamento delle sedi, necessario per l’accesso alle procedure di finanziamento delle attività di formazione professionale finanziate dall’Amministrazione regionale.

Tuttavia, per un malfunzionamento della piattaforma informatica presso cui effettuare il caricamento dell’istanza, l’Amministrazione regionale non aveva concesso l’accreditamento in tempo utile per potere consentire all’Ente di accedere alla procedura di erogazione dei finanziamenti di cui al noto Avviso 8/2016.

Pertanto, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza, il Centro Studi Pirandello impugnava innanzi al TAR Sicilia, sede di Palermo, il provvedimento con cui l’Amministrazione regionale aveva denegato all’Ente la percezione dei contributi di cui al predetto Avviso 8/2016.

Con ordinanza cautelare il TAR Sicilia aveva accolto l’istanza di sospensione cautelare, con cui erano stati sospesi gli effetti dell’esclusione, e per effetto della quale l’Amministrazione aveva inserito l’ente ricorrente in graduatoria. Tuttavia, con la sentenza di merito il Giudice, seppur a mezzo di un diverso Collegio, aveva definito il processo con un rigetto legato ad un motivo procedurale. Aveva cioè ritenuto che l’Ente avrebbe dovuto impugnare tutte le graduatorie che l’Amministrazione regionale aveva emanato nel corso degli anni a seguito di tutte le impugnative proposte dai tanti Enti che avevano partecipato alla medesima procedura.

Pertanto, il Centro Studi Pirandello, con il patrocinio degli avv.ti Girolamo Rubino e Massimiliano Valenza ha impugnato la predetta sentenza con ricorso proposto innanzi al Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione siciliana, chiedendo anche la sospensione cautelare della sentenza, e spiegando che l’Ente non aveva alcun onere di impugnare tutte le graduatorie successive, in quanto tali graduatorie, seppur in esecuzione dell’ordine del TAR, avevano sempre incluso il Centro Studi Pirandello tra gli enti finanziati.

Il CGA, con ordinanza del 22 maggio 2020 ha accolto l’istanza cautelare proposta dai legali Rubino e Valenza, per l’effetto disponendo l’ammissione del Centro Studi Pirandello nel novero degli enti finanziati.

Per effetto del predetto provvedimento, dunque, il Centro Studi Pirandello potrà percepire i finanziamenti di cui alla procedura avviata con l’Avviso 8/2016.