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Accordo nella maggioranza sul decreto Scuola. Al termine di un vertice convocato dal premier Giuseppe Conte nella tarda serata di domenica, il Governo e i partiti che lo sostengono hanno trovato una mediazione sul concorso per i precari. La selezione si terrà, ma dopo l’estate e non sarà più un test a risposta multipla, ma una prova scritta. Intanto per 32 mila docenti ci saranno contratti a tempo determinato, con le nomine dalle graduatorie d’istituto, che dovranno essere aggiornate.
Dal premier Giuseppe Conte “soddisfazione”. “La sua proposta è stata accolta dalla maggioranza sul concorso straordinario per i docenti. Resta la prova selettiva in entrata per l’assunzione di 32 mila insegnanti – spiegano fonti di Palazzo Chigi -. Si terrà dopo l’estate e sarà in forma scritta, con consegna di un elaborato, senza il quiz a risposta chiusa. Una soluzione che permette di combattere il precariato garantendo la meritocrazia”.
“Bene la soluzione sul concorso straordinario per la scuola”, commenta la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, che si definisce “soddisfatta”.
“Vogliamo ridurre il precariato, per dare più stabilità alla scuola, e vogliamo farlo attraverso una modalità di assunzione che garantisca il merito – spiega -. La proposta del Presidente del Consiglio va in questa direzione, confermando il concorso come percorso di reclutamento per i docenti”.
“Ora occorre lavorare rapidamente, insieme al Parlamento, per tradurre la misura in una norma da introdurre nel decreto scuola, dimostrando che la maggioranza ha a cuore la qualità del sistema di istruzione e, di conseguenza, gli studenti, che ne sono i principali protagonisti”, aggiunge Azzolina.
“Con la mediazione trovata questa sera ha vinto non una parte politica, ma il buon senso. La soluzione individuata ci convince perchè va nella direzione che abbiamo sempre auspicato. Ringraziamo dunque la maggioranza, la Ministra e il Presidente del Consiglio per il grande lavoro fatto”, affermano dal Pd dopo il vertice a cui hanno partecipato per il partito Nicola Oddati, Anna Ascani e Andrea Marcucci.

Rubavano di tutto, cavi di rete, batterie, autovetture e rame.

Una lunga e complessa indagine che ha portato alla individuazione di una banda che da anni era riuscita a provocare un forte allarme sociale.

In carcere 8 persone, 3 agli arresti domiciliari e 4 obblighi di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

L’associazione criminale aveva due basi operative, una a Partinico e l’altra a Camporeale, in provincia di Palermo. Il bacino di “utenza” le province di Agrigento, Trapani e Palermo.

Nel corso delle indagini è emerso anche che uno degli arrestati dovrà rispondere del reato di atti sessuali con minore. Di fatto accompagnava a casa del proprio figlio, posto agli arresti domiciliari, una giovanissima 14enne per consumare rapporti sessuali.

Quella che vedete in basso, non è una foto presa dal web ma uno screenshot del mio smartphone e se fate un controllo, vi accorgerete che esiste anche sul vostro. Noi siamo quelli che…fino a quando non ci sbattiamo la faccia, si può sempre girare dall’altra parte, far finta che il problema non ci riguardi, disquisire a vanvera su problemi etici e far cadere tutto nel dimenticatoio degli argomenti trattati e delle soluzioni mai trovate. 

Lungi da me l’idea di creare mero allarmismo, ma sappiamo tutti che i giganti che gestiscono le comunicazioni e le informazioni, tracciano ogni nostro movimento sia quando siamo noi stessi a dare l’autorizzazione che in casi in cui siamo costretti a farlo, pena la non concessione di fruire di alcune applicazioni utili o propedeutiche ad altre. Questo consente  a chi ha in mano potentissimi strumenti, di incamerare miliardi di informazioni pubbliche e private sul nostro conto, appropriandosi in questo modo delle nostre vite.

Ultimamente siamo stati costretti a sorbirci l’ultima perla della tecnologia che (dicono) dovrebbe servire a tracciare immediatamente con quante e quali persone siamo entrate in contatto per il controllo sul contagio del Covid 19, qualora fossimo soggetti già malati.  Che iniziativa lodevole!!

Ci hanno anche detto che che si tratta di una applicazione gratuita e facoltativa, da scaricare eventualmente a nostra discrezione dall’autorità sanitaria pubblica competente. Ci hanno infinocchiato dicendoci che come sempre è stato fatto per il nostro bene, per la salvaguardia della nostra salute e per individuare e circoscrivere i contagi.

Ebbene, come si può constatare, Il colosso Google ha già inserito d’ufficio nei nostri smartphone tutto quello che serve per essere tracciati ulteriormente, dicendoci addirittura di rispettare la nostra privacy perché si avvarrà solamente di ID casuali che ha rilevato il nostro dispositivo e non del nostro nome e cognome, come gentile concessione! Ci avvisa anche che “la geolocalizzazione deve essere attiva per poter rilevare i dispositivi Bluetooth nelle vicinanze, ma per le notizie di esposizione al covid 19, non viene usata la posizione del dispositivo” (?) 

Ma siamo per caso impazziti? 

Il contagio del virus ha servito su un piatto d’argento la scusante per caricare una pistola pronta a sparare da tempo e lo Stato è addirittura contento d’aver  fornito uno strumento di prevenzione a beneficio della popolazione.

Si, siamo davvero impazziti!

Si sta concedendo un lasciapassare diretto e gratuito dentro le nostre vite, facendoci credere che anche questo è stato fatto per il nostro bene e noi, pecore senza dignità dobbiamo anche ringraziare!

Vorrei sapere in che misura dovremmo essere grati allo Stato per averci venduto in questo modo?!!!

Anzi azzarderei anche una proposta: “ potremmo tenere un diario personale col nostro codice ID già assegnato, dove andremmo ad aggiornare tutti i dati relativi a cosa siamo, cosa facciamo, chi incontriamo, cosa pensiamo, dove mangiamo, quante volte ci laviamo, quanto dormiamo, cosa scriviamo ed anche quanto pesiamo, provvedere alla nostra marchiatura a fuoco e richiedere come supplemento alla nostra fatica, l’inserimento di un microchip nel nostro cervello in modo che sia direttamente collegato ai mega sistemi operativi dei colossi delle informazioni, in modo da non fare fatica a scrivere.

Non sono più sicura che sollevare la questione morale ed etica sia la cosa giusta fa fare, dovremmo invece opporci incondizionatamente, senza alcuna remora a tutti i tentativi di irretirci, dì abbindolarci, lasciando cadere ogni nostra forma di vittimismo e rassegnazione che ci fanno essere schiavi del sistema asserviti al potere e che ci tolgono ogni dignità di esseri umani.

Quante volte dobbiamo ancora far finta di nulla? Quante volte ancora dobbiamo credere che non siamo nelle condizioni di poter far nulla ed assistere allo scempio per poi lamentarci a cose già avvenute?

Basta con tutti questi discorsi sul sesso degli angeli e piuttosto cominciamo e renderci conto che per fare le necessarie rivoluzioni non è necessario impugnare le armi….bisogna invece “impugnare il cervello” sede naturale della nostra intelligenza e tenderla come arma verso chi tenta di fare di noi delle marionette  senza anima né dignità. Naturalmente se qualcuno  è  contento di far muovere i fili della propria vita ad altri, può solo archiviare questo articolo e le relative prese di coscienza, in qualche cassettino della propria memoria a breve termine e continuare a girarsi dall’altra parte.

Basta che poi non si lamentino.

Ci si dovrà attenere ai protocolli previsti dalle linee guida aggiornate e approvate dalla Conferenza delle Regioni per l’allenamento in sicurezza di clienti e istruttori. Corsi e lezioni dovranno tener conto del distanziamento, per evitare il più possibile gli assembramenti e gestire meglio i nuovi obblighi di legge.

In particolare, le principali novità riguardano le distanze da tenere (almeno 2 metri quando si fanno esercizi in palestra, almeno 7 metri quadrati come superficie di acqua a persona nelle vasche, almeno 1 metro e mezzo per le persone sedute su sdraio e lettini se non sono conviventi); la disinfezione degli attrezzi dopo che ogni cliente li ha usati, altrimenti meglio non usarli (idem per galleggianti, sdraio e lettini in piscina); l’uso di scarpe ‘dedicate’ per chi va in palestra e il ricorso agli spogliatoi ridotto all’osso.

Previsti gel disinfettanti ed eventualmente termoscanner per misurare la temperatura corporea, con dati registrati e conservati per 14 giorni. All’interno si accede con la mascherina, che non va usata per l’attività fisica. Mentre gli allenatori dovranno indossare mascherina e guanti.

Ecco nel dettaglio le regole per le palestre:

1. Predisporre una adeguata informazione sulle tutte le misure di prevenzione da adottare.
2. Redigere un programma delle attività il più possibile pianificato (per esempio con prenotazione) e regolamentare gli accessi in modo da evitare condizioni di assembramento e aggregazioni; mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni.
3. Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura maggiore di 37,5 °C.
4. Organizzare gli spazi negli spogliatoi e docce in modo da assicurare le distanze di almeno 1 metro (ad esempio prevedere postazioni d’uso alternate o separate da apposite barriere), anche regolamentando l’accesso agli stessi.
5. Regolamentare i flussi, gli spazi di attesa, l’accesso alle diverse aree, il posizionamento di attrezzi e macchine, anche delimitando le zone, al fine di garantire la distanza di sicurezza: almeno 1 metro per le persone mentre non svolgono attività fisica, almeno 2 metri durante l’attività fisica (con particolare attenzione a quella intensa).
6. Dotare l’impianto di dispenser con soluzioni idroalcoliche per l’igiene delle mani dei frequentatori, clienti, ospiti in punti ben visibili, prevedendo l’obbligo dell’igiene delle mani all’ingresso e in uscita.
7. Dopo l’utilizzo da parte di ogni singolo soggetto, il responsabile della struttura assicura la disinfezione della macchina o degli attrezzi usati.
h. Gli attrezzi e le macchine che non possono essere disinfettati non devono essere usati.
8. Garantire la frequente pulizia e disinfezione dell’ambiente, di attrezzi e macchine (anche più volte al giorno ad esempio atra un turno di accesso e l’altro), e comunque la disinfezione di spogliatoi (compresi armadietti) a fine giornata.
9. Non condividere borracce, bicchieri e bottiglie e non scambiare con altri utenti oggetti quali asciugamani, accappatoi o altro.
10. Utilizzare in palestra apposite calzature previste esclusivamente a questo scopo.
11. Tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli appositi armadietti; si raccomanda di non consentire l’uso promiscuo degli armadietti e di mettere a disposizione sacchetti per riporre i propri effetti personali.
12. Per quanto riguarda il microclima, è fondamentale verificare le caratteristiche di aerazione dei locali e degli impianti di ventilazione e la successiva messa in atto in condizioni di mantenimento di adeguati ricambi e qualità dell’aria indoor.
13. Tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli appositi armadietti.

“Il governo Conte ha intenzione di passare l’estate a vessare gli italiani in spiaggia di giorno, con i protocolli di sicurezza e mantenendo le distanze, ma di lasciar sbarcare, senza controllo, sulle stesse spiagge, i clandestini la sera?”
Così l’on. Savarino sul mega sbarco  a Palma di Montechiaro.
” Non si arrivi al paradosso che mentre chiudiamo le frontiere agli Italiani, il Virus torni dal mare! Torno a chiedere al governo Conte e adesso, anche al Prefetto di Agrigento, di aumentare i controlli in mare e tutelare la salute dei miei concittadini.
I siciliani sono stati bravi, la Sicilia é arrivata a contagio zero, non si vanifichino tutti gli sforzi compiuti fino ad oggi, per assenza di controllo sugli sbarchi. “

Carissimo amico e Sindaco di Siculiana Leonardo Lauricella, in questi giorni il tuo mandato si appresta ad arrivare alla naturale data di scadenza.
Con tutta l’Amministrazione comunale e con quanti ti hanno lealmente sostenuto sei riuscito a conseguire importanti risultati in termini di iniziative ,di interventi, già avviati e da avviare, ed il lavoro portato avanti ha consentito alla nostra Comunità di intercettare finanziamenti per oltre 8 milioni di Euro.
Nel corso dell’emergenza Covid hai dimostrato, ancor di più quanto vali, quanto hai a cuore la tua comunità ed il tuo impegno e la tua presenza sono stati apprezzati da tutti i siculianesi.
Oggi Siculiana è chiamata nuovamente ad affrontare una problematica che per anni ci ha reso unico “agnello sacrificale” in Provincia di Agrigento.
La nostra piccola comunità, che per anni si è dimostrata accogliente e solidale, è chiamata ancora una volta ad essere gravata da un carico sproporzionato rispetto al numero di abitanti, una presenza che diventa ancor più pesante in periodo di emergenza sanitaria.
Come se non bastasse in questi giorni, oltre agli spiacevoli avvenimenti che si sono verificati in pieno centro urbano, stiamo assistendo al verificarsi di sbarchi incontrollati che interessano le nostre coste.
Negli anni la costa siculianese, la nostra bellissima spiaggia di Torre Salsa, sono state luogo di sbarchi “fantasma”. Oggi, in pieno giorno, le spiagge di Palma di Montechiaro sono state interessate da uno sbarco con un numero altissimo di soggetti provenienti dall’Africa e domani, visto che il bel tempo è arrivato, chissà a quale spiaggia toccherà la stessa sorte, forse di nuovo ad una delle nostre.
Posso testimoniare quanto è grande il tuo sconforto per non aver mai avuto, nonostante note e richieste di informazioni e di attenzione per la nostra comunità ed il nostro territorio, risposte puntuali e risolutive, ma credimi non riesco a concepire e ad accettare che nella nostra amatissima Nazione le Istituzioni a tutti i livelli non riescano ad instaurare un rapporto improntato sulla condivisione, correttezza e lealtà.
Non riesco ad accettare e a concepire come dal 2014 ad oggi, lo Stato non sia riuscito a programmare interventi per pianificare forme di ospitalità diffusa atte a rendere protagonisti dell’accoglienza, proporzionalmente con la realtà locale, tutti i Comuni della Provincia.
Non riesco ad accettare che a distanza di anni, non si riesca ad elaborare una strategia atta a controllare i tratti di costa che notoriamente sono interessati dagli sbarchi “fantasma”.
Lo abbiamo richiesto per anni, lo ha chiesto il Sindaco che ti ha preceduto, lo hai chiesto tu, sono cambiati diversi Prefetti, ma oltre alle rassicurazioni, l’unico Comune chiamato a dare il proprio contributo è rimasto il nostro e le spiagge delle nostra Riserva naturale continuano a portano i segni dei numerosi arrivi dal mare.
Credo fermamente che un Sindaco, un’Amministrazione comunale, tutta la collettività hanno il diritto di immaginare e decidere quale futuro vogliono costruire insieme per la propria città.
Caro Leonardo, se questo non è consentito, perchè, senza coinvolgimento alcuno delle istituzioni locali, i territori devono subire scelte calate dall’alto, forse è il caso di fare una seria valutazione su quello che ognuno di noi rappresenta.
Questo vale per i cittadini e vale anche per chi amministra.
Se non siamo in grado di capire qual è il futuro che ci aspetta, o se peggio ancora, il nostro futuro è stato scritto in sedi lontane dal nostro Comune, abbiamo il dovere di fermarci, riflettere e decidere cosa vogliamo essere e dove vogliamo continuare a vivere.
Se il nostro Comune dovrà continuare ad essere luogo di accoglienza, che accoglienza non è, e  luogo di sbarchi “fantasma”, lo vogliamo sapere, hanno il diritto di saperlo quanti ancora pensano di costruirsi una famiglia qui, quanti pensano di poter investire qui, ognuno di noi ha il diritto di saperlo.
Lo dicevo all’inizio, il tuo mandato scadrà tra qualche giorno, da amico ti invito a compiere il gesto più bello e significativo che puoi fare per la tua comunità, non avvalerti della proroga concessa, consegna la tua fascia tricolore al Prefetto nella sua qualità di rappresentante del Governo nazionale e del Ministero dell’Interno in Provincia Agrigento, motivando in maniera dettagliata le tue ragioni e quelle di una comunità che per anni, senza ricevere mai premi ed elogi, in silenzio ha dovuto subire.
Una comunità che ha sempre contestato i numeri e mai le persone, una comunità che non è mai stata razzista e che mai si è contraddistinta in negativo per episodi di violenza o intolleranza.
Sono fiero di essere un siculianese, lo dobbiamo essere tutti, per quello che abbiamo dato in questi anni. Per questa ragione, per il bene che ti voglio Leonardo ti chiedo di offrirci  l’ennesima occasione per essere orgogliosi del nostro Sindaco.
Fiero di essere stato il tuo Vicesindaco per anni, il tuo amico

Il Ministero della Salute reinserisce il dott. Gaetano Di Giovanni nell’elenco dei soggetti idonei alla nomina di Direttore Generale delle Aziende sanitarie locali.

Il Dott. Gaetano Di Giovanni– attuale Presidente dell’UREGA di Agrigento e Dirigente Amministrativo del Settore III del Comune di Agrigento – ha presentato domanda per l’inserimento nell’elenco dei soggetti idonei alla nomina di Direttore Generale delle Aziende sanitarie locali.

Tale Elenco nazionale viene aggiornato ogni due anni. All’aggiornamento è preposta una Commissione di esperti di altissimo livello chiamata a valutare l’esperienza dirigenziale maturata negli ultimi sette anni dai candidati e i titoli formativi e professionali posseduti.

Esclusivamente coloro che sono inseriti nel suddetto elenco possono partecipare alle selezioni indette dalle Regioni per il conferimento degli incarichi di direttore generale della aziende sanitarie locali, delle aziende ospedaliere e degli altri enti del Servizio Sanitario Nazionale.

In data 1° aprile 2020 è stato pubblicato il suddetto elenco.

Tuttavia, il dott. Gaetano Di Giovanni – nonostante i numerosissimi titoli vantati – non è stato inserito in tale elenco.

Pertanto, il dott. Di Giovanni– assistito dall’avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia – ha presentato apposito ricorso innanzi al TAR Lazio Roma, chiedendo l’annullamento degli atti con i quali era stato escluso dal suddetto elenco.

In particolare, con il ricorso, è stata contestata la mancata valutazione di due diversi Master di Primo Livello vantati dal Dott. Di Giovanni nonché la mancata valutazione di una pubblicazione (segnatamente un libro) in materia di Conferenza di Servizi.

Con il ricorso è stata anche chiesta l’adozione di una misura cautelare (c.d. sospensiva) giacchè i provvedimenti impugnati erano idonei a determinare un danno grave e irreparabile. Ed infatti, a brevissimo, verranno indette le selezioni per il conferimento degli incarichi di direttore generale delle ASP siciliane ancora vacanti.

Ebbene, il Ministero della Salute – prima che si tenesse innanzi al TAR Lazio l’udienza fissata per il 09.06.20 – condividendo le tesi degli avv.ti Girolamo Rubino e Giuseppe Impiduglia, con provvedimento del 22 maggio 2020, ha rettificato il punteggio attribuito al dott. Di Giovanni, inserendo lo stesso nel suddetto elenco.

Per effetto di tale inserimento, il dott. Gaetano Di Giovanni rientra nel novero dei soggetti cui potrà esser conferito l’incarico di Direttore Generale del Servizio Sanitario.

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato ad oggi, in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Attualmente sono ancora contagiate 1.453 (-59 rispetto a ieri). Di questi, 100 pazienti (-4) sono ricoverati – di cui 9 in terapia intensiva (0) – mentre 1.353 (-55) sono in isolamento domiciliare.

I guariti sono 1.701  (+61 rispetto a ieri). Nessun decesso che rimangono, complessivamente dall’inizio della pandemia, 269.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 133.249 (+1.336 rispetto a ieri), su 117.242 persone. Di queste sono risultate positive complessivamente  3.423.

Fratelli d’Italia si ribella al continuo arrivo incontrollato di migranti sulle coste agrigentine, questo l’intervento del Dirigente nazionale, Calogero Pisano: “La notizia dello sbarco di 400 clandestini avvenuta oggi a Palma di Montechiaro, sotto gli occhi increduli dei bagnanti, è di una gravità inaudita.

Siamo di fronte ad una vera è propria invasione di clandestini, inaccettabile per uno Stato sovrano che vede violati in continuazione i propri confini, peraltro con una facilità disarmante, che rappresenta un serio pericolo dal punto di vista sanitario e della sicurezza per i siciliani.

Ci chiediamo, quanti altri Stati al mondo accetterebbero una situazione del genere senza muovere un dito?

Fratelli d’Italia chiede da tempo l’istituzione di un blocco navale di fronte le coste africane, sotto l’egida dell’ONU, per fermare le ONG e le navi fantasma che portano, senza alcun controllo, migliaia di persone sulle nostre coste, e più volte ha evidenziato pubblicamente come la scelta di utilizzare navi dove ospitare per la quarantena i migranti fosse inadeguata per fermare il fenomeno migratorio..

Si vergognino i deputati di maggioranza agrigentini che, rimanendo sostanzialmente in silenzio innanzi ad un potenziale pericolo per i propri cocittadini, avallano le scelte scellerate di un Governo che continua a dimostrarsi sordo e strafottente innanzi agli appelli dei residenti ed incapace a tutelare la salute dei siciliani e a difendere il suolo nazionale.

Forse una poltrona è più importante della salute e della sicurezza degli agrigentini?”.

“Da un lato c’è l’aspetto umano, dall’altro la necessità di difendere quello sanitario vista l’emergenza Covid-19 ancora in atto. Proprio per questo motivo ho deciso che un presidio del Coc venisse allestito in piazza Castello in attesa che tutti i soggetti sbarcati siano indivuduati e fermati dalle forze dell’ordine”.

Il sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino, si è immediatamente adoperato subito dopo l’arrivo dei trecento migranti sulla spiaggia della città del Gattopardo e, con l’ausilio dell’Associazione di protezione civile locale “I Falchi” ha fatto arrivare delle ciambelle e dell’acqua ai migranti e del caffè e altri liquidi alle forze dell’ordine presenti in massa.
“Ho allertato anche la Polizia Municipale – continua il sindaco – che ha dato manforte alla Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza nel recuperare i migranti in fuga. Anche questa volta il comune palmese ha dato prova di essere preparato a qualsiasi problema”.