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Il Comune di Palermo impiegherà i percettori del reddito di cittadinanza in attività utili alla collettività. I Puc (Progetti utili alla collettività) erano stati già definiti a febbraio ma sono stati bloccati dal Ministero del Lavoro per l’emergenza coronavirus.Palermo si prevede di coinvolgere circa 12.500 persone, che provengono da famiglie beneficiarie del reddito di cittadinanza (che in totale sono 27.000).

Saranno impiegati per un tempo che va dalle 8 alle 16 ore settimanali in:
– gestione mercatini
– gestione musei e spazi culturali
– gestione aree verdi
– gestione spiagge
– interventi straordinari di pulizia “leggera” di alcune aree della città.

Le associazioni di utenti e consumatori della provincia di Agrigento CITTADINANZATTIVA e UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI, danno voce ai cittadini\utenti del Comune di Casteltermini che lamentano da tempo  precarie condizioni di fruibilità dei servizi postali, poiché l’ Ufficio preposto è ormai da tempo paragonabile ad un cantiere aperto.

Premesso che risulta pressochè impossibile contattare telefonicamente e a mezzo fax la direzione provinciale di Poste Italiane alla quale, ancora prima di un comunicato stampa, le scriventi associazioni, come sono in uso fare  sul piano della forma  avrebbero voluto inoltrare una richiesta d’incontro.

I cittadini ed utenti di Casteltermini, con particolare riguardo per gli anziani,  che hanno necessità di usufruire dei servizi allo sportello, si trovano a poter  accedere – due persone per volta,  causa pandemia – nel container provvisorio  ormai divenuto quasi definivo , allestito per la ricezione del pubblico, nel solo orario antimeridiano, dalle 8,20 alle 13,35, tranne il sabato, dove è stata predisposta una chiusura anticipata di un’ora.

Gli utenti  in turno in attesa, oltre a creare potenziali assembramenti, si trovano a dovere sopportare le intemperie e l’incuria della zona adiacente gli uffici, causa la presenza di materiale edile, che denota lavori non eseguiti del tutto con  evidenti fattori di pericolosità per l’utenza circostante, soprattutto per i bambini.

Del caso, le associazioni CITTADINANZA ATTIVA e UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI hanno già interessato il Comune di Casteltermini, sollecitando  gli organismi preposti ad intervenire al fine di segnalare a Poste Italiane il prolungato disservizio, nonché intimare contestualmente l’immediata bonifica dell’area interessata e completare i lavori di ristrutturazione degli uffici, che procedono a rilento. Si chiede altresì il ripristino del consueto orario lavorativo degli uffici (8,20 – 19,05), in modo da diluire l’utenza ed evitare assembramenti. Tutto ciò, in ossequio alle normative vigenti, per prevenire rischi da contagio di Covid 19

Auspichiamo che il Comune di Casteltermini e Poste Italiane si adoperino con urgenza affinchè risolvano tale problematica.

Lo scorso febbraio personale militare della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Porto  Empedocle, al Comando del Capitano di Fregata Gennaro Fusco, su ordine del Procuratore della Repubblica Dott. Luigi Patronaggio, ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo di urgenza che ha ad oggetto il sito “Scala dei Turchi”, in quanto vi è un concreto pericolo per i turisti e per i bagnanti, in considerazione dei numerosi crolli che hanno interessato l’area negli ultimi mesi. Provvedimento convalidato dal GIP nei giorni successivi e confermato di recente dai Giudici del Tribunale del Riesame di Agrigento.

In considerazione dell’allentamento delle misure di contenimento della diffusione del virus Covid-19 a seguito dell’entrata nella “Fase 2” dell’emergenza, sono stati intensificati i controlli da parte dei militari dipendenti della Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Porto Empedocle, congiuntamente alle Guardie del Comando del Corpo Forestale della Regione Siciliana – Distaccamento di Agrigento, nelle giornate si sabato e domenica che hanno fatto registrare un’affluenza consistente di avventori lungo la spiaggia che conduce alla marna bianca.

Nonostante la presenza dei cartelli monitori indicanti il divieto di ingresso alla famosa scogliera, a tutt’oggi oggetto di sequestro, gli agenti operanti hanno accertato la presenza sulla marna bianca di diversi soggetti che sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria in quanto si sono resi responsabili del reato di violazione dei sigilli.

In particolare, nove i soggetti fermati e denunciati a piede libero dalla pattuglia della Guardia Costiera, ulteriori soggetti sono stati identificati dagli Agenti del Corpo Forestale.

Addirittura quattro di tali soggetti, di cui due minorenni, sono stati sorpresi ad effettuare un servizio fotografico in dispregio ai divieti imposti a seguito dell’applicazione della misura cautelare anche per ragioni di tutela della pubblica incolumità.

Il Comandante Fusco auspica che venga data la massima diffusione affinchè gli avventori della Scala dei Turchi siano informati sui divieti attualmente esistenti  su tale bene paesaggistico, la cui possibilità di ripristino della fruizione in condizioni di sicurezza è allo studio di un tavolo tecnico che coinvolge le diverse Amministrazioni interessate.

Il consigliere comunale di Agrigento Marco Vullo interviene dopo aver constatato personalmente lo stato di degrado e di abbandono in cui versa la zona di Contrada Cugno Vela nella frazione di Villaseta ad Agrigento chiedendo all’Amministrazione Firetto di attivarsi subito con la scerbatura e la pulizia della zona,ormai ridotta ai minimi termini e ridare un decoro che oggi non esiste.

“Devo intervenire ancora una volta documentando con delle foto lo stato di degrado di Cugno Vella che a causa dell’incuria,del degrado può diventare un focolaio infettivo per gli abitanti del quartiere.

Come documentato dalle foto,la mancata pulizia ha fatto sì che nel giro di poco tempo,l’erbacce sono diventate un problema sanitario per i cittadini,anche perché la zona è densamente abitata.

Invito il Sindaco Firetto e l’Assessore all’ecologia Hamel ad intervenire celermente attraverso le ditte per un intervento straordinario di pulizia e di decoro che non può e non deve aspettare.

Il quartiere di Villaseta come tanti altri quartieri satellite della città necessitano di un intervento massiccio di scerbatura e di disinfestazione per evitare pericoli sanitari e di contagio per i cittadini e le loro famiglie.

Tornerò fra qualche giorno a fare una verifica dei luoghi,sperando che l’amministrazione non perda ulteriore tempo per garantire i livelli minimi di vivibilità e di sicurezza” –  conclude Marco Vullo.

Il decreto “RILANCIA ITALIA” prevede disposizioni di Finanza e Tributi degli enti locali e, così come vi avevo assicurato, nella giunta di venerdi ci siamo occupati di Tosap e di utilizzazione di suolo pubblico.
Sono destinatarie dell’esonero dal pagamento, le imprese di pubblico esercizio di cui all’art. 5 della legge n. 287/1991, titolari di concessioni o di autorizzazioni concernenti l’utilizzazione del suolo pubblico.
Il rilancia Italia ha previsto di aiutare le attività produttive e nello specifico tutte quelle attività che hanno o che possono utilizzare spazi esterni al fine di garantire sicurezza ai cittadini ed agli esercenti e nello stesso tempo garantire la ripresa delle attività.
Il decreto prevede che gli spazi utilizzati all’esterno fino al 31 ottobre – a seguito di specifica richiesta da parte dell’esercente – non debbono avere un corrispettivo in termini di tassa.
A tal proposito il sindaco di Naro Mariagrazia Brandara ha dichiarato: La legge è già operativa e si applica immediatamente.
Volontà di questa Amministrazione è consentire gli ampliamenti e le nuove concessioni.
Al fine di dare indicazioni agli uffici preposti, ho incaricato l’assessore al ramo, Serena Cremona, di predisporre la proposta di delibera di Giunta per l’approvazione dello specifico atto di indirizzo. La delibera è stata votata all’unanimità”.

Ringraziamo il Consorzio Turistico Valle dei Templi per averci voluto coinvolgere in questo progetto che può dare un consistente contributo al turismo agrigentino.

Abbiamo partecipato alle riunioni propedeutiche in videoconferenza fin dall’inizio e diversi nostri associati hanno deciso di aderire individualmente con i loro alberghi.
Noi ci siamo… e sosteniamo il progetto, in maniera convinta, insieme alle altre associazioni ed organizzazioni della filiera turistica agrigentina.
E’ bello vedere questa unione di intenti, insieme siamo tutti più forti e possiamo raggiungere grandi risultati.

“AGRIGENTO C’È” può contare sulle capacità di tanti professionisti del turismo agrigentino che hanno aderito al progetto.
Ora attendiamo risposta dal comune di Agrigento di come e se vorrà sostenere il progetto.
Noi crediamo che sia interesse di tutta la città sostenere “AGRIGENTO C’È” in quanto ogni turista in più che verrà ad Agrigento porterà finanze esterne al sistema economico cittadino.
Quindi un interesse di tutta la città di Agrigento, non riguarda solo gli operatori del turismo.
E’ per questo motivo che, a nostro avviso, il Sindaco dovrebbe sostenere il progetto “AGRIGENTO C’È”.

Lo dichiara il presidente dell’Assohotel Confesercenti di Agrigento Paolo Pullara.

 

Lo afferma il deputato regionale l’On. Carmelo Pullara capogruppo Popolari e Autonomisti all’Ars che ha incontrato, per discuterne, una delegazione del Movimento Partite Iva Italiane Unite.

“In questo particolare momento di necessario rilancio e sostegno -dichiara Pullara – è quanto mai necessario venire incontro ai titolari di bar, pub, ristoranti, gelaterie ed esercizi commerciali similari dando loro la possibilità di estendere, gratuitamente, l’attività di ristorazione su piazze e marciapiedi, favorendo un importante settore commerciale della nostra regione che oggi si trova in grande difficoltà.

In questi giorni ho incontrato -aggiunge Pullara- la Responsabile Regionale del Movimento Partite IVA Italiane Unite, Cristina Puglisi Rossitto in compagnia del coordinatore del comune di Licata Elia Di Prima e stabilendo un percorso di collaborazione sul “fare”, mi hanno sollecitato a farmi portavoce chiedendo al Presidente della Regione, nonché al competente Assessore Regionale alle attività produttive, di proporre all’ANCI, in rappresentanza dei Comuni Siciliani, oltre che l’immediata estensione del suolo pubblico da concedere alle attività commerciali, Ristoranti, Bar, Pizzerie, Gelaterie etc. anche l’anticipazione della ZTL al 1 Giugno per favorire il rilancio del settore.

Rendere disponibili i luoghi pubblici, le piazze, i marciapiedi, le strade e i vicoli, dove poter sistemare tavolini e sedie, estendendo così la superficie commerciale concessa, aiuterà gli esercizi di ristorazione nel rigoroso rispetto delle misure di distanziamento sociale e a non chiudere e a mantenere la propria quota di clienti per il maggior numero di posti a sedere.

La sicurezza pubblica -aggiunge Pullara- rimane sempre la massima priorità, ma la misura sosterrebbe e aiuterebbe gli esercizi di ristorazione a lavorare e a conservare posti di lavoro e mantenere vive le piazze e le strade di numerosi centri storici siciliani, spingendo i cittadini a riprendere la consuetudine dei consumi al ristorante o nei bar.

Si tratta di provvedimenti -conclude Pullara- che, unitamente alla sospensione del canone per l’occupazione di spazi e di aree pubbliche e alla deroga di limiti per le dimensioni dei plateatici darebbero ossigeno a migliaia di lavoratori e piccoli imprenditori siciliani.

Sono certo che i tre attori cui chiedo di interessarsi ed adoperarsi, porgendo le idee che provengono da sinergie, Presidente della Regione, Assessore Regionale alle attività produttive, ANCI, non avranno difficoltà a trovare il necessario raccordo per andare incontro alle necessità di un comparto che richiede rilancio e sostegno. Questa è la politica del fare con l’attenzione al territorio nel segno di un regionalismo maturo e fattivo non assistenzialistico, che può trovare sinergie con i movimenti che mettono a base temi specifici e concreti di categorie produttive.”

“Ci auguriamo che il governo Musumeci, finalmente, si ricordi di stabilizzare i catalogatori regionali: quasi 400 unità di personale, tutti lavoratori altamente specializzati, selezionati con procedura concorsuale e in attesa di transitare nei ruoli dell’assessorato regionale dei Beni culturali, settore nel quale già lavorano. Anzi, sarebbe il caso di dire che i Beni culturali si reggono su queste persone”.

Lo chiede la deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Roberta Schillaci. “Si attende ancora di applicare la legge regionale 24/2007 – ricorda Schillaci – che prevede proprio la stabilizzazione di questo personale addetto alla catalogazione. La condizione richiesta dalla legge, ovvero che si verifichino le condizioni formalizzate dal piano triennale del fabbisogno del personale, è stata soddisfatta in seguito alla delibera di giunta 361/2019. Anche l’attività di catalogazione è stata definita strategica nel 2018 con nota del dipartimento dei Beni culturali. C’è da ricordare che assumendo direttamente questo personale la Regione risparmierebbe quasi 1,4 mln € ogni anno. Non dovrebbero quindi esserci più scuse per dare finalmente una svolta conclusiva alla vicenda di questi lavoratori, che attendono risposte da 13 anni”, conclude la deputata, che si rivolge anche al nuovo assessore ai Beni culturali affinché “intervenga con i necessari provvedimenti senza perdere altro tempo, dimostrando che veramente tra i suoi intendimenti c’è quello di proseguire l’opera avviata dal compianto Tusa, come ha dichiarato”.

Ancora una volta il Tribunale Amministrativo Palermitano,  chiamato a pronunciarsi su un ricorso avente ad oggetto un’indennità risarcitoria richiesta dal Dipartimento regionale dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana per il presunto danno arrecato al paesaggio, nel Comune di Agrigento, frazione di San leone, a seguito dell’edificazione di opere abusive, ha condiviso le argomentazioni proposte dall’Avv. Michele Cimino e dell’Avv. Troja  coadiuvati dal Dott. Oscar Di Rosa e dalla Dott.ssa Giulia Seminara.

È stata considerata illegittima la sanzione ex art. 167 del D.Lgs. n.42/2004 irrogata dal Dipartimento regionale dei beni culturali e dell’identità siciliana al proprietario di un immobile a San Leone.
Il Tar Sicilia-Palermo, con sentenza breve del 20 maggio 2020, ha accolto la tesi del ricorrente, e ha annullato il provvedimento emesso dall’Amministrazione Regionale con cui si contestava una presunta violazione del vincolo paesaggistico, confermando un orientamento ormai granitico sul punto. La pronuncia del T.A.R. Palermo ha infatti ritenuto fondata la censura, proposta in via principale dallo Studio legale Cimino & partners, con cui è stata dedotta la sopravvenienza del vincolo paesaggistico rispetto a quello archeologico. E pertanto l’illegittimità della sanzione ex art. 167 D.lgs. 42/04.

Il collegio giudicante ha infatti statuito che alla luce dell’art. 1 della l. 24 novembre 1981 n. 689, nessuno possa essere assoggettato a sanzioni amministrative se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima della commissione della violazione, che, in ipotesi di vincolo apposto successivamente alla costruzione abusiva, esclude “l’irrogazione di sanzioni amministrative pecuniarie, discendenti dalla norme disciplinanti lo stesso, a carico dell’autore dell’abuso edilizio”.

Il TAR Palermo, con dovizia di particolari pronunciandosi anche in merito alle memorie depositate e non condivise dall’Avvocatura di Stato ha poi ricostruito la normativa vincolistica concernente la Valle dei Templi di Agrigento, giungendo alla conclusione che la zona B della valle dei Templi di Agrigento di cui al decreto Gui-Mancini del 1968 doveva presumersi non gravata da alcun vincolo paesaggistico ex lege (che viceversa era stato verosimilmente introdotto ex novo e con effetti ex nunc dalla l. n. 431 del 1985).

L’Avv. Giorgio Troja sul punto dichiara: “questa sentenza, che si aggiunge alle già tante pronunce emanate in tal senso dal TAR Palermo,  evidenzia una situazione tanto attuale quanto preoccupante in cui versano molti abitanti di Agrigento, proprietari di edifici costruiti tra la fine degli anni ‘70  e inizi anni ’80, che ancora oggi  forse per mancata conoscenza dell’orientamento giurisprudenziale in materia e delle ragioni giuridiche a sostegno dell’illegittimità  dei provvedimenti dell’Amministrazione preferiscono far fronte  alle sanzioni comminate dall’Assessorato, piuttosto che impugnare i provvedimenti.

I giudici amministrativi, sposando la tesi difensiva, hanno così statuito
che l’immobile, realizzato negli anni 70 in Zona B del D.M. “Gui-Mancini”, non potesse essere oggetto di alcun provvedimento sanzionatorio, essendo stato apposto solo successivamente il vincolo paesaggistico (L.431/1985) alle preesistenti zone di interesse archeologico, annullando la sanzione pecuniaria e scongiurando il pagamento della sanzione da parte del ricorrente.