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Mercoledì 27 maggio, alle 10:00, nella Cattedrale di Agrigento, sarà celebrata la Messa Crismale, rinviata – a causa delle misure di contenimento del contagio da coronavirus – dalla sua collocazione abituale durante la Settimana santa. Durante la Concelebrazione saranno benedetti gli sacri  utilizzati durante l’anno per amministrare i sacramenti e i presbiteri e diaconi rinnovano le promesse fatte nel giorno della loro ordinazione.

Date le circostanze, in ossequio alle disposizioni emanate a seguito del Protocollo dello scorso 7 maggio tra il Governo e la CEI alla celebrazione prenderanno parte solo 200 persone individuate per rappresentanza tra i presbiteri, i diaconi, i religiosi ed  i fedeli laici.

Diretta streaming. La celebrazione potrà essere seguita in diretta streaming sul canale youtube dell’Arcidiocesi di Agrigento al seguente link:

https://youtu.be/pcG3ibySJgQ

Un’antica ancora di piombo di epoca ellenistico-romana del IV-III secolo avanti Cristo è stata recuperata, nei giorni scorsi, nei fondali di San Vito Lo Capo, nel Trapanese, grazie alla Soprintendenza del mare della Regione Siciliana. L’ancora di piccole dimensioni, a ceppo fisso, con cassetta quadrangolare e perno centrale, presenta una decorazione a rilievo di delfino su uno dei due bracci. L’immagine del mammifero è associata ad Afrodite Euploia ed è uno dei simboli marini più benauguranti per la navigazione.

«Ancora una volta, dai nostri fondali – sottolinea il governatore Nello Musumeci – emergono importanti reperti delle civiltà più lontane. Fin dall’antichità, le città sorte sulle sponde del Mediterraneo hanno intrecciato la loro vita, la loro storia e i loro commerci con la Sicilia. L’unicità del nostro patrimonio archeologico è una risorsa importantissima. Il nostro compito e la nostra responsabilità è riportare alla luce queste queste testimonianze, tutelarle e valorizzarle, rendendole fruibili al mondo intero».

A segnalare la presenza dell’ancora, e la necessità di metterla in sicurezza, era stato il gestore di un diving della zona, Marcello Basile. La Soprintendenza del mare ha organizzato le operazioni di recupero, coinvolgendo il Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza (con il quale esiste un Protocollo di intesa per le attività di ricerca e tutela dei reperti archeologici sommersi). L’operazione è stata effettuata in collaborazione con la Sezione navale di Trapani. Il reperto è stato recuperato a una profondità di 19 metri e l’ancora è stata portata a Palermo, nella sede degli uffici della Soprintendenza al Roosvelt.

«I nostri fondali e il nostro mare – sottolinea l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana Alberto Samonà – continuano a rivelarsi un inesauribile serbatoio di memoria. Grazie alla sensibilità dei privati che vivono quotidianamente il mare e all’azione di collaborazione fra la Soprintendenza e la Guardia di Finanza, è stato possibile recuperare questo reperto di eccezionale valore storico e culturale. Questo ritrovamento ci inorgoglisce e ci ricorda che essere depositari di una ricchezza così grande, qual è il nostro patrimonio storico-culturale, vuol dire innanzitutto custodirlo, tutelarlo e valorizzarlo».

«L’operazione di recupero – aggiunge il soprintendente del Mare Valeria Li Vigni – ha testimoniato una forte attenzione da parte dei diving che potremmo definire le nostre ‘sentinelle della cultura’ che, oltre ad avere un ruolo didattico e ricreativo rivolto agli appassionati dei fondali marini, svolgono una funzione di tutela di quei reperti che costituiscono motivo di attrazione e valorizzazione alla visita. L’esigenza di prelevare l’ancora è stata dettata dai tentativi di depredazione che erano stati segnalati e quindi dall’esigenza di salvaguardare una testimonianza della nostra storia».

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 15 di oggi, così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.
Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 38 (0 ricoverati, 102 guariti e 1 deceduto);
Caltanissetta, 18 (3, 144, 11);
Catania, 608 (29, 365, 98);
Enna, 67 (5, 325, 29);
Messina, 286 (29, 221, 57);
Palermo, 341 (24, 201, 34);
Ragusa, 28 (0, 62, 7);
Siracusa, 30 (3, 189, 29);
Trapani, 14 (0, 120, 5).
Il prossimo aggiornamento avverrà domani.

Doveva essere un normale controllo e per alcuni poliziotti del Commissariato di Palma di Montechiaro è diventato un vero e proprio incubo.

I poliziotti avevano individuato un gruppo di giovani ed hanno deciso di effettuare un controllo di routine. Quando hanno chiesto i documenti di riconoscimento ad una 19enne, G.I. quest’ultima è andata in escandescenze ed ha cominciato ad aggredire a calci e pugni le Forze dell’Ordine.

Immediatamente è stata bloccata, ma tanto non è servito ad evitare che i poliziotti incassassero dei pugni ed anche qualche morso. Portati in ospedale i medici hanno stabilito per i due una prognosi di sette giorni ciascuno.

La irascibile giovane è stata posta agli arresti domiciliari.

Premesso che più della metà dei lavoratori siciliani posti in cassa integrazione in deroga ancora non ha ricevuto alcuna indennità dopo tre mesi di fermo produttivo, da lunedì prossimo circa la metà dell’intera platea di 130mila soggetti corre il rischio di restare senza alcuna forma di reddito fino al prossimo mese di settembre”.

Lo denuncia Antonino Alessi, presidente dei Consulenti del lavoro di Palermo, che spiega: “La Cig in deroga finanziata dal ‘Cura Italia’ ha coperto un primo periodo di nove settimane, per alcuni da febbraio a fine aprile; ma il successivo periodo di cinque settimane previsto dal Dl ‘Rilancio’, che deve ancora essere richiesto dalle imprese all’Inps, coprirebbe comunque fino a fine maggio. Il prossimo periodo di Cig in deroga di quattro settimane previsto dal governo, per la maggior parte dei settori, potrà essere fruito solo tra settembre e ottobre, sempre che sarà trovata la copertura finanziaria. Da lunedì prossimo 1 giugno, quindi, e per tutta la durata dell’estate ci sarà un ‘buco’ non coperto da alcuna indennità”.

“Questo significa – osserva Alessi – che tutte le piccole attività economiche più colpite dalle misure di protezione sanitaria e per le quali la ripartenza sarà molto più lenta – dai bar e ristoranti al commercio non alimentare fino agli artigiani – bene che vada potranno reimmettere in servizio non oltre il 50% della propria forza lavoro. Ma non potendo ancora licenziare (percorso che consentirebbe ai soggetti coinvolti di usufruire della Naspi), tali imprese saranno costrette a mantenere in organico questo personale in esubero, però a casa e senza retribuzione”.

“Infatti, queste aziende – sottolinea Antonino Alessi – , che già hanno pagato il salatissimo conto economico del ‘lockdown’ e si sono indebitate – almeno quelle che ci sono riuscite – solo per potere fare fronte a bollette, affitti, precedenti forniture e le scadenze di giugno, non potranno permettersi anche di pagare a vuoto il resto dei lavoratori mantenuti a casa e non potranno fare altro che porli in permesso non retribuito o dichiararli assenti, con il rischio di dovere pure sostenere l’onere contributivo”.

“Di conseguenza – analizza il presidente dei Consulenti del lavoro di Palermo – se in fase di conversione in legge del Dl ‘Rilancio’ non sarà inserito un ulteriore periodo di tre mesi di cassa integrazione in deroga, o comunque uno strumento di protezione sociale ed imprenditoriale, per il periodo fra giugno e settembre, in Sicilia decine di migliaia di lavoratori quest’estate non avranno accesso ad alcuna forma di reddito”.

“Le correzioni necessarie sono tante – aggiunge Alessi – . Una soluzione ci sarebbe, ed è la prevista ‘sovvenzione per il pagamento dei salari’ pari all’80% della retribuzione mensile lorda. Ma il Dl ‘Rilancio’ delega la gestione della misura alle Regioni. Con i tempi che abbiamo visto, per il carico di lavoro e la dislocazione degli operatori in smartworking, l’aiuto potrebbe arrivare verosimilmente a marzo 2021, per i fortunati imprenditori che potranno resistere finanziariamente fino ad allora. Ci vorrebbe invece un meccanismo automatico. Così come – conclude il presidente dei Consulenti del lavoro di Palermo – il testo del decreto, lungi dal semplificare, ridurre i tempi e rendere automatica la proroga della Cig in deroga, ripete, aggravandolo, l’errore di procedura del ‘Cura Italia’: le aziende che dovranno adesso chiedere la proroga saranno tenute nuovamente ad allegare l’informativa ai sindacati, che però doveva essere inviata entro tre giorni dalla ‘comunicazione preventiva’. Ma come si fa a comunicare preventivamente ai sindacati un periodo di cassa integrazione che è già avvenuto? Aiutateci ad aiutare”.

“Le sentenze non si commentano ma si eseguono. ‘Dura lex, sed lex’. Piuttosto la responsabilità è di chi ha voluto tipizzare l’omicidio stradale e l’ammisione automatica al rito abbreviato. La vera giustizia Alessio e Simone la troveranno in Paradiso”.

Lo dice il Commissario straordinario del Comune di Vittoria Filippo Dispenza, a margine della sentenza del Gup del Tribunale di Ragusa di condanna a 9 anni per Rosario Greco, autore del duplice omicidio stradale in cui persero la vita i due cuginetti di Vittoria, Alessio e Simone D’Antonio. Il comune di Vittoria si è costituito parte civile nel processo contro Rosario Greco chiedendo la modifica del capo d’imputazione in ‘omicidio volontario sorretto da dolo eventuale’ e un risarcimento esemplare di un milione di euro. Il Gup ha deciso che il risarcimento del comune di Vittoria avverrà in separata sede con un nuovo giudizio civile.

(ANSA).

Il Gup di Ragusa, Ivano Infarinato, ha condannato a nove anni di carcere Rosario Greco, l’uomo che l’11 luglio dell’anno scorso, alla guida del suo Suv, travolse e uccise i due cuginetti Alessio e Simone D’Alessio, mentre giocavano davanti all’uscio di casa. Il pm Fabio D’Anna aveva chiesto 10 anni. A Greco è stata pure confiscata l’auto. Il risarcimento per il comune di Vittoria che si era costituito parte civile invece avverrà in separata sede con un nuovo giudizio civile. Rosario Greco al momento della sentenza non era in aula, dove erano presenti invece i genitori dei due bambini Alessio e Simone D’Antonio e gli zii. L’imputato era accusato di omicidio stradale plurimo aggravato dall’alterazione psicofisica dovuta all’utilizzo di sostanze alcoliche e stupefacenti e nell’udienza dello scorso 19 maggio il pm Fabio D’Anna aveva chiesto la sua condanna a 10 anni.

“Il giudice ha fatto un ulteriore sconto rispetto alla richiesta del pm. Non sono queste le pene che si applicano ad un criminale. Ci saremmo aspettati una condanna più severa”.

Così Tony D’Antonio, padre di Simone, ha commentato la sentenza del Gup.

(ANSA)

Sono tre i nuovi contagi che si registrano in Sicilia per il coronavirus nelle ultime 24 ore. Una persona è deceduta. Aumentano i guariti. 397 i nuovi contagi in Italia. 78 i morti. I dati scendono e aumenta l’ottimismo per una riapertura delle regioni dal 3 giugno.
Le due ondate da nord a sud dei mesi scorsi che hanno interessato la Sicilia hanno prodotto danni che sono stati successivamente contenuti dall’autodenuncia e dall’osservanza della quarantena. Possiamo sperare in comportamenti corretti anche in futuro. I timori restano e conosceremo le decisioni che saranno adottate. Tante preoccupazioni rimangono in questa ripresa delle attività e tiene in allarme anche il rischio default dei Comuni per le conseguenze della crisi sanitaria. Servono risorse e provvedimenti mirati. A rischio sono i servizi destinati ai cittadini. Siamo stati finora attivi sul territorio nel contrastare l’ emergenza nelle fasi più critiche. Ora il Governo dovrà metterci nelle condizioni di continuare ad assolvere ai nostri  compiti e a dare riscontro ai cittadini, in particolare alle fasce più deboli”.
Lo ha dichiarato il sindaco di Agrigento Lillo Firetto.

Sabato sarebbero dovuti arrivare i primi charter da Milano e Bologna, invece è tutto chiuso: cancellati i collegamenti aerei, gli operatori chiedono un intervento del Governo e della Regione Sicilia per poter ripartire a fine giugno. Antonio Martello (a.d. Sogni nel Blu): “Senza sostegno, costi alle stelle e pochi arrivi”.

Mentre l’Italia riparte e Governo e Regioni pianificano come sfruttare al massimo i mesi estivi per contenere il più possibile gli effetti del blocco causato dal covid-19, da Lampedusa gli operatori del turismo lanciano un forte grido d’allarme: sabato scorso sarebbero dovuti arrivare i primi charter da Milano e Bologna invece l’isola è ferma, le prenotazioni sono a quota zero, le compagnie aeree hanno cancellato i voli e gli alberghi restano chiusi, fermi ormai dalla fine della scorsa stagione e con le casse vuote, essendo venuto a mancare il cash flow assicurato da anticipi a caparre che mettevano le aziende in condizione di avviare lavori e manutenzioni annuali.

“Ci hanno lasciati ancora una volta da soli, nel disinteresse generale, sia dello Stato che della Regione Sicilia. Dal Governo nessun aiuto per un’isola di frontiera come la nostra” denuncia  Antonio Martello, imprenditore alberghiero e amministratore di Sogni nel Blu, uno dei principali tour operator isolani, che chiede: “Abbiamo bisogno di essere messi in condizione di poter lavorare, abbiamo bisogno di ossigeno per ripartire, di immediate e concrete misure di sostegno economico e che venga ripristinata la rete di collegamenti aerei con la terraferma, senza la quale nessun turista potrà mai sbarcare a Lampedusa. Sappiamo che sarà già difficile recuperare, da noi la stagione dura pochi mesi”.

L’isola, va ricordato, è Covid 0, è perfettamente fruibile e da qui si guarda con attenzione a quello che succede nel Paese, soprattutto nelle regioni del centro nord Italia che da sempre rappresentano lo zoccolo duro del mercato turistico locale: “Siamo preoccupati perché la cosiddetta zona rossa è quella da cui proviene la maggior parte dei turisti che scelgono le nostre isole – spiega Martello – ma mentre anche quelle regioni si stanno dando da fare per ripartire, noi siamo fermi al palo nel disinteresse generale”.

In assenza di voli diretti, gli operatori stanno valutando se e come far ripartire i charter: “Vorremmo poter ricominciare a fine giugno. Per non lasciare nulla al caso, con grande sacrificio e attingendo alle ultime disponibilità economiche, le strutture alberghiere dell’isola si stanno adeguando alle disposizioni sanitarie che chiedono sanificazioni e ridefinizione degli spazi in base alle norme di distanziamento”.

La richiesta di un intervento dello Stato trova ragione anche nei costi che l’impresa locale deve sostenere per portare i turisti a Lampedusa in assenza di una adeguata rete di collegamenti.  “Un charter che parte mezzo vuoto per disposizioni sanitarie – spiega Martello – costringerà il tour operator a recuperare ciò che è perso dalle tariffe, con l’inevitabile aumento del costo del biglietto per chi vola. Le tariffe cresceranno almeno del 60%. A conti fatti, un biglietto di andata e ritorno potrebbe costare fra i 600 ed i 700 euro. Motivo per cui, un numero nettamente ridotto di vacanzieri deciderà di raggiungere l’isola ed oltre al fatturato perso, ricadranno sulle nostre spalle anche i costi dell’invenduto”.

Così, mentre si fa di tutto per evitare ricadute negative dal fenomeno migratorio che puntualmente ritorna, anche se in maniera meno invasivo per il turismo, Lampedusa chiede di non perdere un anno della sua vita e di lavoro considerando che le imprese, quelle che sopravvivranno, potrebbero tornare in attività solo fra dodici mesi, con grave disagio per le famiglie dei lavoratori che godono delle sole tutele riservate agli stagionali.

Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento, grazie al Servizio Edilizia Scolastica guidato dal Dirigente Teresa De Leo, si afferma leader in Sicilia per l’attività di programmazione per gli interventi sugli edifici scolastici delle ex province. Il riconoscimento è avvenuto in occasione dell’incontro in video-audio conferenza con l’Assessorato regionale all’Istruzione ed alla Formazione e con la task force del MIT (Ministero delle Infrastrutture e Trasporti) che ha avuto luogo nei giorni scorsi per gli “Incontri bilaterali per la programmazione degli interventi di edilizia scolastica di Città Metropolitane e Liberi Consorzi Comunali per il prossimo quinquennio 2020-2025”. Questo Ente è stato portato ad esempio per efficace e corretta azione nel proporre interventi che, nella loro totalità, sono stati ammessi a finanziamento. A certificare il grado di efficienza, del Libero Consorzio Comunale di Agrigento è stata l’assegnazione delle maggiori risorse finanziarie rispetto a quello di tutte le altre ex province e città metropolitane dell’isola.

Complessivamente sono stati assegnati 49.608.082,22 euro  più del doppio di quanto ottenuti dalla seconda provincia in Sicilia. Le somme si riferiscono a ben 59 interventi di adeguamento sismico ed impiantistico degli edifici scolastici. Il riconoscimento rivolto al Libero Consorzio Comunale di Agrigento non è stato limitato alla sola procedura oggetto della video conferenza, ma è riferito all’ottimo lavoro di programmazione iniziato a far data dal 2015 ed è esteso a tutti i “comportamenti virtuosi” posti in essere anche in altre procedure finalizzate all’ottenimento dei diversi finanziamenti che si sono resi disponibili in materia di edilizia scolastica.

Un’ulteriore conferma dell’efficacia e dell’efficienza del Settore Edilizia Scolastica è testimoniata dal fatto che tutti gli interventi proposti nelle varie candidature per l’accesso ai finanziamenti regionali e nazionali sono andati a buon fine. Questi i finanziamenti nel frattempo ottenuti: Indagini diagnostiche- Piano 2015- MIUR, n. 4 interventi per euro 25.283,30; Indagini diagnostiche- Piano 2019- MIUR, n. 30 interventi per euro 300.000,00; Verifiche di vulnerabilità sismica –  del PO Fesr Sicilia 2014-2020; n. 8 interventi per euro 287.729,24; Mutui BEI 2018, 8 interventi per euro 29.272.550,00; Piano 2019 di cui al D.M. 175 del 2020, n. 4 interventi per euro 9.767.450,00; Fondo comunitario 1D.M. n. 607/2017 – PO Fesr 2014-2020 due interventi per euro 9.593.550,00; Fondo progettazione enti locali- MIT- D.M. 46/19, tre  interventi per euro 361.519,68.

Il totale dei 59 interventi raggiunge un importo complessivo di euro 49.608.082,22. Naturalmente il merito di quanto sopra va ascritto in via principale all’impegno profuso da tutta la struttura dell’Edilizia Scolastica: in primis dalla P.O. Arch. Daria Grillo che ha svolto con dedizione e competenza una efficace e fondamentale attività di propulsione e di coordinamento di tutti i gruppi di lavoro ed il cui imminente collocamento a riposo comporterà una rilevante perdita professionale ed umana per l’Ente. Inoltre un particolare riconoscimento va ai capigruppo Architetti Casimiro Gerardi, Alfonso Giulio ed Alessandro Tuttolomondo che hanno messo in campo, con diligenza e passione, tutta la loro esperienza e professionalità per la valorizzazione ed il recupero degli edifici scolastici alla cura degli stessi assegnati, validamente supportati dal personale tecnico che li ha affiancati; e non ultimo dal personale amministrativo ed ausiliario che ha fornito il massimo della collaborazione. Le soddisfazioni raccolte ed i riconoscimenti esterni ottenuti costituiscono la riprova del valore altamente strategico rivestito dal Servizio Edilizia Scolastica e dell’efficace attività posta in essere all’interno dell’Ente.