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Palermo, mafia, decimato il clan Fontana; 91 arresti tra il capoluogo siciliano e Milano

 

Il rione Acquasanta del capoluogo siciliano è rimasto, però, il centro del potere dei Fontana. Un potere mafioso ripercorso da un indagine biennale dei finanzieri del Nucleo speciale di Polizia valutaria, guidati dal colonnello Saverio Angiulli e coordinati dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Amelia Luise e Dario Scaletta. Nell’inchiesta, a cui ha lavorato anche Roberto tartaglia, oggi al Dap e prima alla Commissione antimafia, sono coinvolti degli insospettabili come Daniele Santoianni, ex broker di una società fallita e concorrente del Grande fratello 10 o il commercialista milanese Paolo Remo Attilio Cotini.

In carcere per mafia finiscono i fratelli Gaetano, Giovanni, Angelo (tutti e tre avevano un ruolo direttivo nella famiglia mafiosa che fa parte del mandamento dell’Acquasanta ) e Rita Fontana. Il ruolo direttivo viene contestato anche a Michele e Giovanni Ferrante. Arrestata pure la madre dei Fontana, Angela Teresi,sempre per mafia: avrebbe gestito la cassa del mandamento.

Custodia cautelare in carcere anche per la compagna di Gaetano Fontana, Michela Radogna (non per mafia), per il drappello degli uomini più fidati che agivano agli ordini dei Fontana e per coloro che si occupavano di imporre il pizzo, gestire la raccolta delle scommesse sportive, vendere droga e truccare le corse dei cavalli in giro per l’Italia.  Gli animali sarebbero stati dopati per vincere le gare o i fantini avversari convinti con le minacce a frenare la corsa dei cavalli in maniera che gli uomini dei Fontana andassero all’incasso delle vincite. C’è tutto questo nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Piergiorgio Morosini. Avrebbero trasportato i soldi in contanti da Palermo a Milano dove sarebbero stati investiti in diverse attività commerciali, tra cui la gioielleria “Luxury Hours” sequestrata nei mesi scorsi nel quadrilatero della moda milanese.

Nel blitz di oggi sono stati posti sotto sequestro beni per circa 15 milioni di euro, fra immobili e attività commerciali (bar, imprese di imballaggi e manutenzioni nautiche, ditte di distribuzione di caffè, centri di scommesse on line, negozi di frutta verdura e una fabbrica di ghiaccio). Sotto sequestro una dozzina di cavalli spediti a gareggiare negli ippodromi di Siracusa, Torino, Villanova D’Albenga (Savona), Milano e Modena.

I fratelli Fontana sono figli di Stefano, reggente della famiglia dell’Acquasanta e oggi deceduto, che ha passato il bastone del comando a Gaetano. Dal 2010, dopo avere finito di scontare una condanna per mafia, era sottoposto alla sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno a Milano. Ed è annunciando la sua prossima scarcerazione che i picciotti del racket iniziarono a minacciare chi non voleva pagare il pizzo.

Nell’inchiesta si torna a parlare dei Cantieri navali di Palermo, da sempre al centro degli interessi del clan. Ora le infiltrazioni sarebbero avvenute in alcune cooperative a cui veniva imposta l’assunzione di personale poi capace di orientarne le scelte generali. Infiltrazioni pure al mercato ortofrutticolo con alcuni grossisti costretti a pagare il pizzo per aiutare i detenuti o vendere la merce ai prezzi imposti dalla mafia.

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