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Non abbiamo ricevuto ma pubblichiamo un post su facebook di una giovane dottoressa. E rispondiamo anche

Questo il testo scritto da una giovane dottoressa che lavora a Brescia nella sua pagina di facebook:

“La più bella città dei mortali”, anzi no, dei prossimi morti per Covid-19.

Da agrigentina, ma ancor più da medico, trovo VERGOGNOSA questa iniziativa.
Parliamo di raccolta fondi, di donazioni di ventilatori, di assunzioni di medici, di collette per la spesa per i più bisognosi, ma per poi farne cosa? Raccogliere firme per ostacolare tutto?

Lavoro a Brescia, una delle città più colpite d’Italia da questa tragedia immane e mi trovo anche io in un ospedale monoblocco. Ciò che sto apprezzando più di questa città è la flessibilità nonchè collaborazione di sanitari di tutte le categorie ed in primis dei cittadini, che non si sarebbero mai sognati di intraprendere una raccolta firme del genere dinnanzi una tragedia di questo calibro.
Quando un nostro caro sarà costretto ad essere sballottolato in un reparto a Enna, Caltagirone o Siracusa perchè nella nostra città (nonché capoluogo di Provincia) non avremo posti per i pazienti affetti da Covid, ma lo stesso nostro caro non avrà neanche il tempo per raggiungere in ambulanza il suddetto Ospedale dato che l’evoluzione repentina della sua insufficienza respiratoria potrebbe farlo morire durante il tragitto (e lo dico perchè fino a ieri ero di turno in una unità Covid e non basandomi su notizie lette su fanpage.it o su www.mipiacitu), la colpa sarà della nostra Agrigento “arretrata e priva di servizi”! Ah si, dimenticavo, la colpa sará anche dei politici e ancor di più dei medici che non hanno ricoverato un paziente nel loro ospedale.

Dunque ancora una volta saremo sicuramente bravissimi ad attribuire la colpa agli altri e non a noi stessi, la vera ROVINA della nostra città!

Se non siete del mestiere, non prendetevi responsabilità che non potete sostenere!
Per un medico non poter curare un malato in fin di vita è un dolore al cuore, non è una sconfitta lavorativa qualunque!
Vite spezzate, sogni infranti, ma ve ne rendete conto?

NOI MEDICI non siamo abituati allo smart working, noi vogliamo essere concreti e se ciò comporta rischiare la nostra pelle, LO FACCIAMO, ci assumiamo il rischio!

Ragazzi, soprattutto in momenti del genere, ben vengano proposte costruttive e non assurdità di questo calibro, vi prego!!
Piuttosto raccogliete fondi per comprare ventilatori e DPI o raccogliete firme per velocizzare la realizzazione di questi reparti!”

 

Risponde il Direttore.

 Gentile dottoressa,

mi permetto di rispondere a questo suo post che tante polemiche e tanto clamore sta suscitando nella nostra terra che, sembrerebbe, lei abbia dimenticato anche la posizione geografica.

Ovvio, ognuno di noi è libero di esprimere qualsiasi pensiero, per carità, ma è altrettanto vero che ognuno di noi possa o non condividere tutto ciò che viene scritto, letto e reso pubblico.

Speravo, visto che lei ha scritto questo post sulla sua pagina di fb il primo aprile, si trattasse di uno scherzo; ed invece, purtroppo, non è stato così. Il suo pensiero ha spaccato l’opinione pubblica, tra pro, contro e silenzi che a volte sono anche d’oro.

Mi permetta di dire che lei parla a vanvera, dimostrando di non conoscere la nostra realtà, se non per i più classici e miseri luoghi comuni che ruotano attorno ad essa.

Le ricordo, in merito alla questione sollevata, che erano state proposte soluzioni alternative rispetto a trasformare l’intero San Giovanni di Dio come centro Covid 19 (e non solo il terzo piano), ma ormai quello che è fatto è fatto.

Lei dovrebbe sapere meglio di me che il nostro ospedale (e non quello suo, visto che prende le distanze addirittura anche dai suoi colleghi i quali, le assicuro, hanno quantomeno la stessa, identica dignità, umana e professionale, rispetto alla sua) rappresenta il punto di riferimento della nostra provincia con molte specialità mediche il cui trasferimento comporta molti disagi ai pazienti nonché un aumento di mortalità per patologie gravi non COVID 19.

Non comprendo, la sua ira nei confronti di chi non la pensi come lei ma soprattutto non accetto il fatto che si permetta di dire: “vergognatevi!”

Mi scusi, dottoressa, ma lei chi è? Quale titolo ha per scrivere discutibili (eufemismo) frasi del genere? Quale titolo ha per dire a chicchessia di vergognarsi?

Per questa vicenda, oltre ai medici, hanno sollevato numerosissime perplessità autorevoli Istituzioni, sindacati, personale sanitario, gente comune e persino io, che appartengo alla categoria dei giornalisti. Anche Sua Eccellenza il Cardinale Francesco Montenegro ha espresso ragionevolissimi dubbi circa l’apertura del centro Covid 19 al San Giovanni di Dio esortando i vertici di quell’Asp che lei tanto ama, a prendere decisioni alternative. E allora, deve vergognarsi anche S.E. il Cardinale Montenegro?

Dottoressa, come si permette di dire di vergognarsi a tanti medici, infermieri e personale sanitario (almeno coloro che non la pensano come lei) che si sacrificano almeno quanto lei quotidianamente per assistere in maniera ottimale i pazienti? Senza lamentarsi!!!

Dottoressa, lei sostiene che Agrigento è arretrata e priva di servizi; per quanto riguarda i servizi mi trova perfettamente d’accordo. Ma non le è consentito (anche perché non ha alcun titolo) di definirci arretrati, anche perché mi pare di capire che lei non provenga da Oxford.

Dottoressa, la prego, anzi la esorto; non faccia come spesso capita a tanti, che quando cambiano aria diventano miracolosamente tutt’altre persone quasi a rinnegare le proprie origini.  Non è nel suo caso, per carità, ma noi questa gente la definiamo ”arrinanzata”.

Ed ancora, dottoressa, avendo percepito il fatto che lei non ne sia a conoscenza, la rendo edotta che anche ad Agrigento abbiamo le nostre eccellenze!

Dottoressa, le ricordo che la tanto decantata sanità lombarda, dove le cosiddette strutture private, a cui vanno il 60% delle risorse pubbliche, è in parte responsabile di questa ecatombe, frutto di errori grossolani.

Le criticità in ambito sanitario esistono anche li, dove lei oggi presta servizio. A tal proposito le racconto un fatto (non da prendere come esempio, per carità) ma che dovrebbe farla riflettere molto. Una mia amica, un anno fa, si è recata presso il pronto soccorso dell’Humanitas di Rozzano (che lei dovrebbe conoscere) per una colecistite acuta; dimessa dopo le prime cure i sanitari dell’Humanitas le hanno dato appuntamento dopo due anni per eseguire l’intervento!!!

Dottoressa, mi perdoni: e lei, per quanto sopra, non riesce a provare vergogna?

A proposito, dottoressa; vuol sapere come è finita alla mia amica? Ebbene, qualche giorno dopo è stata operata ad Agrigento da un chirurgo “arretrato, che dovrebbe vergognarsi ecce cc… “

Dottoressa, le dico: ad Agrigento, abbiamo un grande bisogno di persone come lei, non arretrate, che non si vergognano, coraggiose e dedite al proprio lavoro.

Dottoressa, torni nella sua terra, nella quale il suo prezioso bagaglio professionale potrà sicuramente contribuire a migliorare la qualità dei nostri servizi carenti.

Dottoressa, concludo. Ho letto sempre nella sua pagina fb che ha tessuto le lodi all’Asp agrigentina e di cui tutti dovremmo esserne fieri (peccato che non possa gioire anche lei perché appartiene ad un’altra Asp) per il semplice fatto che “i lavori procedono a passo spedito per ultimare il centro Covid 19 ad Agrigento”.

Dottoressa, lei è a conoscenza del fatto che appena 50 giorni addietro ad Agrigento è morta una giovane donna di malaria?

Ovviamente io sono il primo a vergognarmi del fatto che al San Giovanni di Dio possa mancare ancora oggi, nel 2020, un reparto di malattie infettive. Lei lo sapeva?

Lodi, lodi, lodi alla Sanità siciliana e a tutti i direttori generali dell’Asp agrigentina che si sono succeduti, distratti dal pensare di aprire un reparto così delicato.

Dottoressa, concludo. In questo momento, cause politiche (come le definisce lei…) impediscono a chicchessia di nominare il nuovo direttore generale all’Asp di Agrigento.

Vuol farci un pensierino?

Cordialità

Lelio Castaldo

11 COMMENTI
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    philips 4 Aprile 2020

    Preciso e coerente come al solito, ma caro Lelio quando alcuni nostri vanno al Nord si vergognano di essere siciliani, io ho lavorato al Nord e ho sempre sostenuto orgogliosamente di essere siciliano e girgintanu. Per distrarti, mentre stavamo scarificando alcune strade a Segrate, evidentemente facendo un pò di polvere, da un portone un signore (eufemismo)si affaccia facendo un gran casino per la polvere. Dal suo accento capisco che è uno dei nostri e chiedo: ma lei è siciliano? alla risposta affermativa lo arringo in dialetto battezzandolo dalla testa ai piedi ( non posso scrivere il discorso). Il signore si ritira senza nemmeno salutarmi..

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    sicarru 4 Aprile 2020

    Meraviglia la veemenza con cui il, solitamente gentile, Direttore Castaldo ha utilizzato nei confronti di una ragazza che, al contrario di qualcuno, è veramente sul fronte del COVID19, tirando in ballo i Don Bosco, i Luciano Lama, gli Enzo Biagi, i Veronesi, etc. Comunque, nessun problema, il punto COVID19 della provincia di Agrigento si farà a Linosa

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    Giuliana Cimino 4 Aprile 2020

    Egregio Signor Castaldo,

    Ho sempre seguito la sua attività giornalistica con grande stima e proprio per questo mai mi sarei immaginata una tale bassezza di contenuti. Sono commossa da come il post di una semplice dottoressa “arrinanzata” abbia scatenato ad un noto ed esperto giornalista della provincia non poco rancore, semplicemente per aver esercitato la mia libertà di pensiero, non riferendomi a persona alcuna, ne rinnegando minimamente le mie origini (ho avuto davvero tutto questo potere destabilizzante da farvi immaginare cose mai dette?).
    Dunque mi sa che a questo punto il problema non è mio.
    Mi commuovo dinnanzi il suo diplomatico e signorile modo di comunicare con una donna di un’etá per cui potrebbe anche esserle figlia.
    Ah dimenticavo, se ritiene di avere i requisiti potrebbe pensare anche lei di diventare il prossimo direttore dell’Asp di Agrigento, così da risolvere egregiamente tutti i problemi esistenti.

    Le auguro una buona serata ed una Santa Pasqua.
    Cordialitá.

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      Francesco 5 Aprile 2020

      Dottoressa Cimino condivido il suo pensiero. Certuni si dovrebbero vergognare per aver invitato alla raccolta di fonti per i ventilatori e poi lanciare la raccolta firme per non far aprire il reparto Covid 19 al S.G. di dio di Agrigento. Questo sicuramente a volere di dotti politici, medici e chiesa compresa.. Non sembra ma nella nostra realtà ci sono poteri occulti molto radicati difficili da espugnare. Ma vergognatevi davvero politici, sindacalisti e finti preti.

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    Angela 4 Aprile 2020

    Sorprende che una dottoressa che lavora a Brescia possa tessere le lodi ai vertici dell’ASP di Agrigento!
    Immagino che forse sia l’unica persona.
    Quanto prima sapremo che la sua è una difesa interessata….

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    Gabriella Miceli 5 Aprile 2020

    Resto basita e indignata nel leggere i contenuti e la tipologia di linguaggio di questi commenti da parte del giornalista Lelio Castaldo, che considero un professionista nel settore, e spero vivamente si ravveda per quanto scritto !!! Mi lascia indifferente la pochezza dei pochi illustri sconosciuti che per 10 secondi di apparenza hanno voluto commentare scrivendo senza comprendere minimamente. Siamo in democrazia il contraddittorio è una forma lecita e giusta, ma l’offesa No !!! Siamo stati in tanti, e dico tanti dai cittadini ai medici a sindaci a deputati regionali, a complimentarci con la dott.ssa Cimino, persona che gode in pieno della mia stima, la quale in questo momento si trova ad affrontare direttamente il nemico Corona Virus ed essendo un medico preparato può parlare con cognizione. Preferisco fermarmi qui, aggiungere altro sarebbe solo inutile. Al giornalista Lelio Castaldo dico solo di fare più attenzione la prossima volta ad esprimere il proprio pensiero di disappunto nei modi e nelle forme comunicative più idonee e rispettose. Una serena domenica delle Palme.
    Gabriella Miceli

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    Filippo 5 Aprile 2020

    Adesso credo che si stia esagerando e qualcuno voglia nascondersi dietro un dito. Ma c’è un rapporto di parentela tra la dottoressa Cimino e chi ha realizzato il centro COVID ad Agrigento?
    Se si, ecco spiegato l’intervento Interessato a favore dell’ASP

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    Giovanni 5 Aprile 2020

    Causa COVID19 vendesi avviata attività noleggio televisori per stanze degenza ospedali…..

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