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La chiusura delle scuole e le lezioni a distanza. Tra i vari Istituti scolastici agrigentini impegnati nella didattica a distanza vi è l’Istituto Salvatore Quasimodo di Agrigento, diretto dalla dirigente scolastica, Nellina Librici, che afferma: “Viviamo un momento di incertezze e di paura ma la mia scuola e tutto il corpo docente si sono attivati attraverso piattaforme multimediali, audio-lezioni, classroom e quant’altro per non lasciare da soli gli alunni e le loro famiglie, nella speranza che tutto ritorni come prima”.

Si è conclusa la raccolta fondi ” DoniAmo Sicilia” , campagna di crowdfunding che ha consentito l’acquisto di due ventilatori polmonari per la cura dei pazienti affetti da covid19.

In una settimana è stata raccolta una somma superiore a 12000 euro, impegnata per l’acquisto dei due macchinari che, a seguito dell’ interlocuzione con l’Assessorato Regionale alla Sanità,  sono stati destinati  all’Ospedale Cervello di Palermo ed al Cannizzaro di Catania, due tra le strutture ospedaliere più coinvolte in questo periodo di forte espansione del virus.
Promotori dell’iniziativa i giovani del movimento siciliano di Forza Italia che, alla generosità ed alla condivisione dei molti sostenitori che hanno ben accolto la loro proposta, rispondono esprimendo la loro più sincera gratitudine.
La vice coordinatice regionale Lilly Di Nolfo e la responsabile del direttivo regionale e consigliere comunale Giorgia Iacolino  così commentano: ” E’ stato un segnale autentico di disponibilità di tanti giovani a sostegno della sanità siciliana nella realizzazione del piano Covid per pazienti critici. I due ventilatori acquistati, unitamente ai monitor ed alle altre attrezzature occorrenti,consentiranno di allestire altrettanti posti letto di terapia intensiva in ospedali della nostra Sicilia, così importanti per salvare vite umane. L’ iniziativa “DoniAmo”, coordinata dal nostro responsabile regionale Andrea Mineo che ne ha dato l’impulso, è stata anche adottata e riproposta nelle altre regioni italiane come best practice dai colleghi del movimento giovanile: questo è per noi motivo di orgoglio. Siamo una grande comunità. “

“Ai lavoratori si chiede competenza, coraggio, determinazione, capacità di resistere a turni massacranti e ad una pressione psicologica oggi incalcolabile, ma chi di competenza non può liquidarli con una semplice pacca sulla spalla quando questi invocano più sicurezza per sé, per i propri familiari, per gli utenti serviti ogni giorno con abnegazione”.

Il segretario generale della Cisl Fp pe rle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, Floriana Russo Introito, interviene così nei confronti della Direzione generale della Seus rispetto al momento attraversato dagli operatori sanitari, coinvolti in prima linea contro il diffondersi del Sars-Cov-2.

“Senza alcuna retorica – dice – i lavoratori sono in trincea a combattere una guerra senza armi per difendersi e per difendere familiari ed utenza. Qualsiasi cosa facciate è sempre troppo poco”.

In particolare, dice il segretario, i dispositivi di protezione individuale come mascherine, guanti, visiere, risultano oggi troppo pochi e centellinati e vengono “usati solo se si ha il sospetto che un paziente sia affetto da Covid. Troppo poco perché qui, oggi, siamo tutti potenziali portatori e come già successo, si viene chiamati per un’appendicite per poi risultare positivo. In verità – continua – per evitare il contagio e quindi lavoratori ad altissimo rischio della stessa vita e per evitare le possibili e conseguenti malattie e quarantene che lascerebbero l’azienda sguarnita di dipendenti l’unico modo è fornire i Dpi per tutte le chiamate”.

Non solo, ma, come già  successo, chi  si trova oggi in attesa del responso del tampone perché è stato esposto al Covid a causa di motivi di servizio, “non volendo assolutamente mettere a repentaglio la salute dei propri cari si chiede  dove potrebbe trascorrere in sicurezza questo periodo, poiché non tutti possiedono una seconda casa. Inoltre – continua Russo Introito – è oggi più che mai necessario, a causa del rischio di dimezzare il personale in servizio, ottenere un percorso prioritario nell’ accesso all’effettuazione dei tamponi per il personale già esposto”.

I dispositivi di protezione, continua il segretario, sono ovviamente necessari anche al Pronto soccorso “dove vengono utilizzate, per giorni, mascherine utili ad un solo turno di lavoro e non vengono fornite tute monouso nè occhiali”. Strumenti che sono necessari per la tutela degli operatori, ma che sono anche un obbligo per il datore di lavoro.

Gli operatori in servizio oggi, evidenzia il segretario generale, sono inoltre “lasciati a gestire, ciascuno guidato solo dal proprio intuito, una situazione già difficile qualora fossero preparati ad affrontarla”. Questo nonostante lo stesso direttore dell’azienda sostenga in note pubbliche che “nessun lavoratore” debba “correre rischi inutili” e che si aspetta “da tutti, per il buon nome della Seus, un comportamento ineccepibile come sempre dimostrato nelle emergenze”.

“Dagli annunci – conclude Russo Introito – bisogna passare ai fatti, dando, innanzitutto, il buon esempio. Lei definisce gli operatori parte di una grande ‘famiglia’: questi chiedono di essere considerati tali anche e soprattutto per la cura che si deve loro come lavoratori e le continue allusioni a provvedimenti disciplinari a cui fa costantemente riferimento nelle sue note, a causa dei pochi dpi a disposizione e della mancanza di quanto su richiesto, costringe il personale a scegliere tra la minaccia reale di perdere la vita e quella di perdere il lavoro. Non è certamente il modo adatto per comportarsi con i membri della propria ‘famiglia’”.

Si intensifica l’attività di vigilanza della Polizia Municipale di Sciacca, con personale e nuova strumentazione, per il rispetto delle ultime misure di contrasto e contenimento della diffusione del coronavirus Covid-19. Dalla prossima settimana, comunica il Comando “Giovanni Fazio”, sarà utilizzato anche un drone per controllare dall’alto il territorio comunale e intervenire nell’immediatezza in caso di situazioni vietate per legge, come gli assembramenti. Il servizio sarà attivato grazie alla collaborazione del cameramen saccense Accursio Puleo e dopo la recente autorizzazione ai Comuni dell’Enac.

Negli ultimi giorni, l’attività della Polizia Municipale si è concentrata sulla verifica degli spostamenti consentiti dalle norme e sulla sicurezza degli esercizi commerciali (autorizzati a stare aperti in quanto attività essenziali).

I dati forniti dal Comando “Giovanni Fazio” ci dicono che, dal 12 al 26 marzo sono state controllate 921 persone, sia a piedi sia su auto o moto, a cui è seguita la segnalazione all’autorità giudiziaria di 29 soggetti per spostamento ingiustificato. I controlli delle attività commerciali sono stati 320 per la verifica del rispetto delle normative sanitarie (sanificazione degli ambienti, dispositivi di protezione per il personale, distanze sociali dei clienti ecc.).

Da ieri sera, ricorda la Polizia Municipale, sono scattate le nuove sanzioni con verbali che vanno da 400 a 3.000 euro.

Trecentomila euro dai deputati del M5S all’Ars per la lotta contro il Coronavirus. Lo hanno deciso i  parlamentari 5 stelle di Palazzo dei Normanni, che metteranno in questi  giorni a disposizione della Protezione civile e delle 9 Asp siciliane questa somma, accantonata grazie alla canonica rinuncia da parte loro a una fetta del proprio stipendio mensile.
 Alla Protezione civile saranno destinati 100 mila euro, alle  Asp isolane le restanti 200 mila. Per queste ultime saranno acquistate e messe immediatamente a loro disposizione le attrezzature e i presidi sanitari che in questo momento mancano nelle rianimazioni e terapie intensive: ventilatori polmonari ed ecografi polmonari portatili, in primis.
“Abbiamo deciso – affermano  i deputati 5 stelle – di non dare materialmente le somme alle Asp, ma di comprare noi direttamente le attrezzature di cui hanno disperato bisogno, secondo le indicazioni dei medici in prima linea, e questo per evitare che le solite pastoie burocratiche possano rallentare i processi di acquisizione, che devono essere invece velocizzati al massimo. In questo momento anche poche ore possono fare la differenza e salvare una vita o no”.
“Negli ospedali –  proseguono i parlamentari  – manca tantissimo, ma le cose di cui c’è disperato bisogno nelle terapie intensive sono soprattutto i ventilatori polmonari e gli ecografi polmonari portatili che possono essere un validissimo ausilio nel caso in cui non sia possibile  usare le Tac, che nei giorni a venire rischiano di essere ingolfate dai prevedibili aumenti di contagi. La portabilità delle attrezzature, inoltre, consente di effettuare esami anche lontano dalle terapie intensive”.
“La politica – sottolineano i deputati –  in frangenti come questi deve andare anche oltre ai suoi ruoli istituzionali e, se può, dare segnali tangibili e concreti ai cittadini che stanno soffrendo terribilmente questa tremenda emergenza. Se anche una sola delle attrezzature che doneremo agli ospedali riuscirà a salvare una vita, saremo felicissimi”.
“L’emergenza Coronavirus – conclude il capogruppo Giorgio Pasqua, che fa parte della commissione Salute dell’Ars – sta mettendo a nudo tantissime delle carenze della sanità siciliana, cosa che abbiamo sempre denunciato, specie per le rianimazioni. Quando si è costretti a sottolineare il ‘ve l’avevamo detto’, è sempre molto brutto, perché significa che qualcosa è andato molto storto. Non è questo, comunque, il momento delle polemiche, siamo a fianco e a disposizione di chi in questo momento è al timone della nave in tempesta, ma è chiaro che a bocce ferme, quando sarà tornato finalmente il sereno,  tante cose andranno riviste e gran parte della sanità ripensata”.

Il deputato di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana, Mario Caputo ha presentato un ordine del giorno per chiedere al Governatore Siciliano, Nello Musimeci di intervenire presso il Governo Nazionale per la sospensione della decisione del Ministro degli Esteri di destinare 50 milioni di euro alla banca centrale tunisina. La somma servirà allo Stato tunisino per fare fronte all’impatto socioeconomico dell’emergenza Covid 19. L’iniziativa e è finalizzata a chiedere provvedimenti più congrui per gli italiani che sono già emotivamente ed economicamente colpiti da questa drammatica situazione. Il Parlamentare ha chiesto la rimodulazione delle iniziative del Governo Italiano verso politiche interne a tutela della popolazione e delle attività economiche italiane, senza comunque abbandonare le iniziative politiche di cooperazione con altri stati.

“E’ un momento difficile per gli italiani – dichiara Caputo  – che in questo momento hanno bisogno di rassicurazione e presenza concreta dello Stato. Chi ha subito la chiusura delle attività è in ginocchio e ha bisogno di liquidità. C’è bisogno dei dispositivi di protezione per chi è in prima linea a combattere la battaglia contro il Virus. Il Cura Italia è inadeguato e insufficiente per le esigenze della popolazione. Stanziare 50 milioni di euro in favore della Banca Centrale Tunisina, in questo momento, crea un sentimento di sfiducia per chi è duramente colpito. In epoca diversa sarebbe stato apprezzato come merita. E’ senza dubbio un’iniziativa lodevole e rientra nei rapporti di collaborazione e cooperazione, ma oggi abbiamo un’emergenza senza precedente che impone di rivedere ogni iniziativa”.

Ieri, personale del locale Commissariato di P.S. di Licata dava esecuzione ad ordinanza emessa dall’Ufficio di Sorveglianza di Palermo  e sottoponeva il licatese  M. A. Classe  ’72  alla misura della libertà vigilata per anni uno,  in sostituzione della misura di sicurezza della Casa Lavoro alla quale era in atto sottoposto.
Poiché precedentemente ristretto in Casa Circondariale di altra regione per rapina aggravata , in ossequio agli obblighi imposti dal Dpcm, veniva posto in quarantena fiduciaria presso la propria abitazione ed invitato ad autodenunciarsi alle autorità sanitarie competenti.

ATTIVITA’ POLIZIA DI PREVENZIONE:

Nell’ ambito dell’attività di “Controllo del Territorio in Provincia”, sono stati conseguiti i seguenti risultati:

•Persone identificate n. 210
•Persone controllate al C.E.D.n. 197
•Veicoli controllati n. 096
•Contravvenzioni C.d.S. n. 000
•Posti di controllo n. 021
•Documenti ritirati n. 000
•Veicoli sequestrati n. 000

•Controllo persone sottoposte a misure n. 084

Anche nel contesto emergenziale il TAR Palermo con decreto cautelare ha sospeso l’ordine di demolizione adottato dal Comune di Canicattì nei confronti del sig. A.P.

Il sig. A.P. nel 2016 aveva ottenuto da parte del Comune di Canicattì l’autorizzazione edilizia per la realizzazione di due strutture prefabbricate, quali pertinenze di un fabbricato già precedentemente realizzato e regolarmente assentito.

Tuttavia, solo dopo l’ultimazione dei lavori oggetto dell’autorizzazione edilizia, il Comune ha intimato l’integrale demolizione delle opere prefabbricate ritenendo che il titolo autorizzativo fosse in realtà decaduto in precedenza e che vi fossero delle difformità rispetto al materiale impiegato rispetto al progetto originario.

A questo punto il sig. A.P. con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino, Vincenzo Airo’ e Tanja Castronovo ha proposto ricorso innanzi al TAR Palermo per chiedere l’annullamento, previa la sospensione in via cautelare, dell’ordine demolitorio adottato dal Comune.

In particolare gli Avv.ti Rubino, Airo’ e Castonovo hanno dedotto l’illegittimità dell’operato del Comune sotto molteplici profili osservando, tra l’altro, che il Comune anche in ragione dell’affidamento in precedenza ingenerato in capo al privato non poteva asserire l’intervenuta decadenza del titolo edilizio in assenza di un precedente atto formale e quando le opere erano già state ultimate.

Inoltre i difensori hanno chiarito che le contestate difformità, in realtà, risultano del tutto irrilevanti e, rispetto al progetto approvato, non hanno alcuna incidenza sui parametri urbanistici ed edilizi.

In ragione delle particolari disposizioni introdotte dall’art. 84 co. 1 del D.L. n. 18/2020, dal DPCDM del 19.3.2020 per far fronte all’emergenza causata dal Covid-19, il TAR Palermo ha deciso la domanda cautelare precedentemente fissata per l’udienza camerale del 25.03.2020 con decreto monocratico.

Il TAR Palermo, pur nel contesto emergenziale, ritenendo sussistenti le ragioni di eccezionalità ed urgenza dedotte dagli avv.ti Rubino, Airo’ e Castronovo, ha provvisoriamente sospeso l’ordinanza di demolizione in attesa della prossima trattazione in sede collegiale.

Il grido d’allarme lo aveva lanciato qualche giorno addietro e i numeri, purtroppo, gli danno inesorabilmente ragione.

Nel reparto di Cardiologia dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento i pazienti ed i ricoveri sono diminuiti in modo assai significativo.

“Il tutto – spiega il primario dott. Giuseppe Caramanno – perché alcuni pazienti stanno sottovalutando i sintomi dell’infarto ritardando di conseguenza il ricovero o addirittura rimangono a casa per paura di essere contagiati dal Covid 19. Purtroppo, in molti di questi casi, le conseguenze possono essere disastrose”.

Il dott. Caramanno è fortemente preoccupato di questa situazione e rivolge un invito a tutti coloro che presentano i più classici sintomi dell’infarto. Dice: “Coloro i quali avvertono i sintomi come il dolore toracico o difficoltà respiratorie devono immediatamente chiamare il 118 che a sua volta provvederà l’eventuale ricovero in ospedale dove ci sono a disposizione professionisti che tratteranno tempestivamente al meglio tutte le patologie cardiache. Il tutto – conclude Caramanno – nel pieno rispetto delle regole atte a proteggere tutti da eventuali contagi da Covid 19”.