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In tutti gli ospedali agrigentini sono in fase di installazione le tende di pre-triage utili a fronteggiare eventuali casi sospetti di coronavirus evitando l’ingresso dei pazienti con sintomi simili al coronavirus nel pronto soccorso. Le tende sono rese a disposizione dal Dipartimento della Protezione Civile e sono allocate nell’area esterna in prossimità dei pronto soccorso. Tale “posto medico avanzato” rientra fra le prime misure preventive previste dal Governo Regionale recentemente annunciate dall’assessore alla Salute, Ruggero Razza. All’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento il montaggio della tenda è concluso, e la struttura è quindi operativa.

E’ un 55enne agrigentino, operatore socio sanitario, al quale il Gup del Tribunale di Agrigento Luisa Turco ha chiesto il rinvio a giudizio per l’ipotesi di reato di violenza sessuale e reati inerenti a comportamenti razziali nei confronti della moglie, una extracomunitaria.

I reati che si contestano all’uomo risalgono all’anno scorso e, secondo le indagini, avrebbe aggredito più volte la giovane moglie sia fisicamente che verbalmente costringendola a sopportare penosissime condizioni di vita e impedendole di professare il suo credo religioso.

La moglie si ribellava al fatto di non voler fare l’amore durante il periodo del Ramadan ma l’operatore sanitario agrigentino avrebbe risposto: “Tu sei mia moglie e fai quello che ti dico io”.

L’udienza del dibattimento è stata fissata per il prossimo 8 giugno essendo stata accolta la richiesta della Procura della Repubblica di Agrigento a firma del Pubblico Ministero Elenia Manno.

“La commissione Antimafia all’Ars faccia la sua parte aprendo un dossier sugli arresti al Comune di Palermo”: lo chiede il Movimento 5 Stelle dopo l’inchiesta “Giano Bifronte”, che proietta pesantissime ombre sulla gestione delle pratiche in un settore particolarmente delicato come quello dell’edilizia privata.

I deputati regionali Antonio De Luca e Roberta Schillaci, membri della commissione, hanno presentato una specifica richiesta al presidente Fava. “L’obiettivo è acquisire – spiega De Luca – ulteriori elementi utili ad approfondire la questione. Vanno sentiti in audizione il sindaco Leoluca Orlando, la giunta, i consiglieri comunali, i funzionari e quanti altri possano fornire informazioni per capire meglio con quali anomalie procedurali si sia giunti a quello che potrebbe essere l’ennesimo ‘sacco’ edilizio per Palermo, una piaga che metterebbe ancora una volta la città nelle mani di palazzinari e speculatori, sotto l’ala di politici compiacenti”.

“Il caso merita un grande approfondimento – aggiunge Schillaci – anche perché è evidente che i controlli anticorruzione al Comune non hanno funzionato. Bisogna verificare se è attuata pienamente la legge anticorruzione e queste verifiche andrebbero fatte anche in altri settori dell’amministrazione comunale e non solo in quello dell’edilizia privata. Probabilmente, verrebbe fuori dell’altro. Il sindaco Orlando si attivi perché se serve purificare determinati settori amministrativi, questo va fatto presto. In mancanza di un’azione concreta, vi sarebbe una ‘culpa in vigilando’ del primo cittadino, al quale dovremmo chiedere le dimissioni immediate”.

“La storia si ripete – dichiara il deputato regionale Giampiero Trizzino – e il cemento si conferma ‘fil rouge’ capace, come sempre, di attivare la parte malsana della politica palermitana, contro i legittimi interessi di tutti i cittadini e a scapito dell’ambiente. Non c’è dubbio che le regole vadano riscritte, per assicurare una normativa certa e ineludibile ai cittadini di Palermo così come a tutti i siciliani. In tal senso è pronto il disegno di legge di riforma urbanistica, al quale come Movimento abbiamo lavorato incidendo fortemente sul testo finale. Un ddl che non può più attendere e che va sottoposto il prima possibile al vaglio dell’Ars”.

“Una vicenda grave di corruzione – sottolinea il consigliere comunale M5S a Palermo, Antonino Randazzo – su cui occorre che sia fatta chiarezza a tutti i livelli istituzionali. Ringrazio i nostri portavoce all’Ars per avere immediatamente proceduto a portare il caso in commissione Antimafia”.

Cari amici del Partito Democratico, abbiamo assistito al banale teatrino sul tesseramento, ma cosa vi aspettavate? Noi abbiamo grande stima per molti di voi, vi fa onore il coraggio e la caparbietà di rimanere, nonostante tutto, in quel partito, stanco, gretto e antistorico.
Fate un atto di coraggio, riedifichiamo assieme la casa dei riformisti, venite con noi, ritrovate le ragioni del vostro impegno, ritrovate il senso della vostra presenza nella storia. Rinnovate il vostro cuore e la vostra passione, in un partito giovane, semplice, nascente.
Noi abbiamo preparato le fondamenta, con voi potremmo costruire una struttura forte e solida per un rinnovamento integrale della politica nel nostro paese.
Noi siamo un partito inclusivo, femminista, europeista, riformista, ecologista, laico, fondato sui valori cristiani e sociali della costituzione. Nulla ci divide, tranne la vostra caparbietà di rimanere ancorati ad un’idea di partito superata, troppo coniugata al passato e poco coniugata al futuro.
Probabilmente non canteremo assieme bandiera rossa ma bella ciao, non avremo un drappo rosso ma fucsia o se preferite verde, di un verde brillante, come segno di speranza e riconciliazione.
Aiutiamoci vicendevolmente a ripudiare le barbarie del novecento, lasciamo il passato alle nostre spalle, è questo il vero atto di coraggio.
Rimanere dove siete non è eroismo ma caparbietà, noi vi aspettiamo e sappiamo in cuor nostro che prima o poi arriverete e faremo festa, perché noi vi amiamo e speriamo ci amiate un po’ anche voi.
Viva l’Italia, Viva il riformismo, Viva tutto quello che ci unisce, Viva Italia Viva!
Giorgio Bongiorno, a nome di tutti i giovani del comitato Italia Viva Agrigento Sturzo.

Vox Italia, emergente realtà politica fondata da Diego Fusaro, tesse con cura anche il territorio siciliano.
E’ Marco Arcuri il nuovo vice segretario politico della Sicilia Occidentale che, raggiunto al telefono, ci racconta quando segue.

Perchè Vox Italia?

“E’ stato uno stimolo interessante fin dall’inizio.
In un panorama nazionale, dove non esiste più un profilo chiaro tra destra e sinistra, accolgo volentieri l’idea di poter scegliere l’innovazione tenendo fermi i valori che ci hanno resi italiani.
Un posizionamento, quello di VOX, che apre a idee di cambiamento fondate però sui valori certi che ci contraddistinguono come popolo”.

Vox Italia partecipa alle amministrative di Agrigento?

“Certamente si. Sebbene il panorama politico non sia completamente disegnato il partito sta operando già da Ottobre 2019 per la creazione di una propria lista.
Lo scenario delle amministrative è sicuramente quello più difficile ma anche il più vicino alla gente.
Vox parteciperà cercando di colmare le incertezze di un centro destra assente che non ha saputo esprimere nessuna posizione chiara.
Ancora ieri c’era un articolo che paventava unione nelle forze di centrodestra, ma che in realtà, nasconde solo un grande imbarazzo nei posizionamenti”

Cosa ne pensa della attuale situazione dei candidati

Reputo che non tutti gli attuali candidati siano all’altezza di rappresentare la città.
Il nostro posizionamento sarà assolutamente selettivo per la condivisione dei programmi e delle idee di Vox Italia.
Sicuramente, nelle prossime settimane, saremo in grado di dare il nostro appoggio al candidato sindaco che meglio saprà garantire la rinascita della città di Agrigento.

 

La Polizia di Stato è stata impegnata oggi in un’operazione che ha provocato l’arresto di 11 persone, tra imprenditori e funzionari pubblici messinesi e trapanesi, indagate di corruzione, rivelazione di segreto d’ufficio e fittizia intestazione di beni.

L’indagine della Squadra Mobile, coordinata dalla Procura di Messina capitanata da Maurizio De Lucia, è iniziata la notte di Capodanno del 2019, quando la saracinesca di una tabaccheria del quartiere Camaro di Messina è stata danneggiata con colpi di arma da fuoco. Sarebbe stata, secondo gli inquirenti, una intimidazione a scopo estorsivo. Sono così iniziati gli accertamenti che hanno svelato un sistema di corruzione che avrebbe coinvolto uffici pubblici come il Genio Civile di Messina.

Complessivamente sono 14 gli indagati. Tra le persone arrestate vi è anche un autista giudiziario in servizio al Tribunale di Messina, al quale si contesta la rivelazione di segreti d’ufficio allorchè avrebbe fornito a uno degli indagati informazioni su indagini in corso e sui movimenti di un magistrato.

La Procura antimafia di Palermo notifica 21 avvisi di conclusione indagini ad altrettanti indagati, quasi tutti di Licata, nell’ambito delle inchieste “Assedio” e “Halycon”.

Licata

Lo scorso 19 giugno i Carabinieri del Comando provinciale di Agrigento, capitanati dal colonnello Giovanni Pellegrino, sono stati in stato di assedio. E l’operazione è stata intitolata “Assedio”. I militari, coordinati dalla Procura antimafia di Palermo, hanno imperversato tra Licata e Campobello di Licata. S

ono state arrestate sette persone, tra presunti vertici e affiliati alle famiglie mafiose di Cosa Nostra di Licata e di Campobello di Licata. E poi il 31 luglio successivo, i Carabinieri del Ros e, ancora, del Comando provinciale di Agrigento hanno arrestato altri 7 indagati per, a vario titolo, associazione a delinquere di stampo mafioso e concorso esterno all’associazione mafiosa. L’inchiesta, cosiddetta “Halycon”, ruota intorno alla famiglia di Cosa Nostra di Licata, che sarebbe assurta a punto di riferimento anche per altri clan mafiosi di altre province siciliane, al fine soprattutto di infiltrare le iniziative imprenditoriali.

Inoltre, alcuni dei presunti affiliati licatesi si sarebbero inseriti, come “Maestri venerabili”, in due logge massoniche, avvalendosi, tra l’altro, dei rapporti con Lucio Lutri, insospettabile funzionario della Regione Siciliana già – come accertato dai Carabinieri – “Maestro Venerabile” di una loggia massonica con sede a Palermo. Ebbene, adesso la Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, tramite il procuratore aggiunto Calogero Ferrara ed i sostituti Claudio Cammilleri ed Alessia Sinatra, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini delle due inchieste antimafia, “Assedio” e “Halycon”.

I destinatari della notifica dell’avviso, anticamera della richiesta di rinvio a giudizio, sono 21: Angelo Bellavia, 66 anni di Licata; Vincenzo Bellavia, 36 anni di Licata; Giacomo Casa, 66 anni di Licata; Antonino Cusumano, 44 anni di Licata; Giuseppe Galanti, 62 anni di Licata; Angelo Graci, 33 anni di Licata; Angelo Lauria, 56 anni di Licata; Giovanni Lauria, 80 anni di Licata; Vito Lauria, 50 anni di Licata; Lucio Lutri, 61 anni di Mistretta; Antonino Massaro, 61 anni di Licata; Marco Massaro, 36 anni di Licata; Giovanni Mugnos, 64 anni di Licata; Angelo Occhipinti, 66 anni di Licata; Salvatore Patriarca, 42 anni di Vittoria; Giuseppe Puleri, 41 anni di Campobello di Licata; Alberto Riccobene, 53 anni di Palma di Montechiaro; Giuseppe Scozzari, 48 anni di Licata; Raimondo Semprevivo, 48 anni di Licata; Gabriele Spiteri, 47 anni di Licata; e Vincenzo Spiteri, 53 anni di Licata.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

A Realmonte oggi riunione operativa con l’assessore regionale Toto Cordaro dopo il sequestro del sito della Scala dei Turchi. Dettagli e interventi.


Dopo il sequestro preventivo d’urgenza del sito della Scala dei Turchi a Realmonte – disposto dalla Procura della Repubblica di Agrigento, eseguito dalla Capitaneria di Porto Empedocle, ed in attesa della convalida da parte del giudice per le indagini preliminari del Tribunale – l’assessore regionale a Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, in accordo con il presidente della Regione, Nello Musumeci, ha organizzato oggi lunedì 2 marzo una riunione operativa al Comune di Realmonte. Allorchè la Procura agrigentina ha riconosciuto gli atti di proprietà del privato Ferdinando Sciabbarrà come solo dichiarativi e non costitutivi, ed ancora allorchè il sito è del demanio regionale con vincolo paesaggistico, la Regione Siciliana e la Soprintendenza ai beni culturali e paesaggistici sono adesso i due custodi giudiziari della Scala dei Turchi. E, come prospettato dal procuratore Luigi Patronaggio, in tale contesto saranno predisposti gli interventi a tutela della zona e a difesa della pubblica incolumità, ovvero ciò che non è avvenuto finora. Ed ecco perché il sequestro preventivo d’urgenza, ed ecco perché l’ipotesi di reato di occupazione abusiva del demanio pubblico che grava su Sciabbarrà. All’incontro odierno a Realmonte, non solo al Municipio ma anche con un sopralluogo successivo a Scala dei Turchi, partecipano, insieme a Cordaro, il capo della Protezione civile della presidenza della Regione Calogero Foti, il comandante della Capitaneria di Porto Empedocle, Gennaro Fusco, ossia il delegato dal procuratore Luigi Patronaggio all’esecuzione del decreto di sequestro, il sindaco di Realmonte, Calogero Zicari, e poi i due custodi giudiziari nominati dal provvedimento di sequestro, e quindi: il dirigente regionale della Struttura territoriale dell’ambiente di Agrigento-Caltanissetta, Olimpia Campo, e il Soprintendente ai Beni culturali e paesaggisti di Agrigento, Michele Benfari. Il confronto di oggi segue una seduta tecnica all’assessorato per definire gli ambiti di competenza dei vari uffici, tra Cordaro e i dirigenti generali dei dipartimenti regionali Ambiente e Beni culturali, Giuseppe Battaglia e Sergio Alessandro. Lo stesso assessore Cordaro commenta: “Non appena ci è stato notificato il decreto di sequestro, ci siamo immediatamente attivati per coordinare gli interventi da effettuare. Il governo Musumeci ha sempre considerato prioritaria la tutela del bene rispetto ad ogni altro aspetto: la Scala dei Turchi, infatti, è un monumento che va ammirato e non calpestato, o peggio vandalizzato. Il provvedimento della magistratura non potrà che favorire questo percorso che mira a regolare la fruizione dell’area, coniugando il diritto del visitatore con la conseguente esigenza della salvaguardia del sito”.

Angelo Ruoppolo (teleacras)

Nello scorso fine settimana, nell’ambito di specifici servizi finalizzati al contrasto alle cd. “stragi del sabato sera”, le pattuglie dipendenti questa Sezione e Distaccamenti accertavano che 3 conducenti guidavano in guida in stato di ebbrezza alcolica.

In particolare, venivano deferiti alla locale Procura della Repubblica, durante i posti di controllo effettuati lungo la S.S.640, presso la Rotonda degli Scrittori:

  • G., di anni 30, residente a Agrigento, con un valore di 1,01 g/l;
  • S., di anni 44, residente a Canicattì, con un valore di 0,85 g/l;
  • G., di anni 65, residente a Favara, con un valore di 0,87 g/l.

Nel corso degli specifici servizi in totale venivano accertate 67 infrazioni, ritirate 4 patenti di guida e 3 carte di circolazione, decurtati 139 punti-patente.