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I finanzieri del Nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo hanno eseguito 24 misure cautelari di cui 4 custodie cautelari in carcere, 12 arresti domiciliari e 8 obblighi di dimora. Coinvolti nell’inchiesta funzionari della Regione Sicilia e imprenditori accusati a vario titolo di associazione a delinquere, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, corruzione, falso in atto pubblico, rivelazione di segreto d’ufficio, soppressione e occultamento di atti pubblici.

(ANSA).

L’Istituto nazionale per le malattie infettive “Lazzaro Spallanzani” di Roma ha comunicato la positività del tampone per il coronavirus di un secondo allievo Vigile del fuoco residente a Piacenza. L’allievo è stato a Roma in caserma insieme ad altri 170 colleghi residenti in varie regioni di Italia che hanno partecipato ad un corso di formazione per istruttori aeroportuali. Tra i 170 vi sono anche 3 Vigili del fuoco in servizio a Lampedusa che, pertanto, essendo stati a Roma in caserma circa una settimana, sono stati posti in quarantena a casa propria dopo essere rientrati venerdì scorso a Lampedusa.

Per consentire alla Sicilia di diventare competitiva e attrattiva per gli investimenti servono più stanziamenti per le infrastrutture, dall’Alta velocità all’inserimento effettivo nel Corridoio Scan-Med, dalla logistica portuale al miglioramento delle strade. Lo afferma l’Ance Sicilia secondo cui, però, occorre anche un poderoso sforzo di potenziamento amministrativo, di dotazione di strumenti tecnici e di formazione del personale delle stazioni appaltanti per evitare che, come accaduto finora, buona parte delle gare venga aggiudicata con insopportabile lentezza.

E’ uno dei temi che il presidente nazionale di Ance, Gabriele Buia, affronterà domani, 5 marzo, alle ore 10,30, presso la sede di Ance Palermo, a Palazzo Forcella De Seta, al numero 21 del Foro Umberto I, nell’incontro che avrà con il sistema imprenditoriale di Ance Sicilia, il governatore Nello Musumeci e l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone.

Gli imprenditori edili siciliani puntano l’indice, in particolare, sugli iter infiniti che rallentano o bloccano le aggiudicazioni delle gare d’appalto.

E’ pur vero che in Sicilia nel 2019 ci sono state più gare che in passato, che per quelle pubblicate sulla Gazzetta ufficiale della Regione siciliana le aggiudicazioni fra il 2018 e il 2019 sono salite dal 38 al 52,51%, che gli Urega hanno quadruplicato le loro performance aggiudicando il 70% degli incanti (dal 17,65% del 2017); ma, in generale, restano sempre troppo poche le gare che arrivano a conclusione in tempi accettabili.

L’Osservatorio annuale delle costruzioni, elaborato dall’Ance Sicilia, indica che nel 2019, grazie all’impegno del governo Musumeci, i bandi di gara di competenza regionale pubblicati sulla Gazzetta ufficiale sono saliti a 228 (+4,11%) per 357mln di euro (+24,02%) rispetto ai 219 per 288mln del 2018; ma, a confronto con i livelli pre-crisi, il calo dal 2007 è del 71,81% per numero di bandi e dell’81,58% per importi proposti al mercato. Meno positivo è il risultato se si sommano anche i bandi di competenza di Stato e sue Partecipate: in tutto sono stati pubblicati 1.413 avvisi (+0,43%) anche se di importo maggiore (1,79mld, +28,40%).

Il presidente di Ance Sicilia, Santo Cutrone, ribadisce che “occorre investire molto di più in opere pubbliche, ma non basta stanziare fondi e bandire gare d’appalto, se poi la macchina burocratica non è efficiente e i cantieri non si aprono”.

In proposito, l’Osservatorio dell’Ance Sicilia evidenzia i progressi fatti, così come il tanto che manca. Nel periodo 2018/2019, su 219 gare di competenza regionale per 288mln, ne sono state aggiudicate nei sedici mesi successivi solo 115 per 184mln, con una perdita per il mercato di 104mln. Guardando poi alle 1.407 gare bandite complessivamente nel 2018 da Stato, aziende pubbliche, Regione ed enti locali per 1,4mld di euro, ben 1.200 gare, l’85,28%, per 1,14mld non risultano aggiudicate nei sedici mesi successivi. Dal 1999 al 2018 sono 5.877 le gare pubblicate sulla Gurs per 6mld e 91mln di cui non risulta l’aggiudicazione nei sedici mesi successivi.

“In più si pensi – aggiunge Cutrone – che ci sono altri 5mld stanziati per opere cantierabili censite da Ance Sicilia e che da anni non vengono appaltate”.

Cutrone lancia l’allarme anche alla luce dei recenti annunci del governo nazionale relativi alle infrastrutture del “Piano per il Sud 2030” e alle opere che saranno sbloccate dai provvedimenti economici per fronteggiare l’emergenza coronavirus: “Spero che una maggiore qualificazione e competenza delle stazioni appaltanti  – conclude il presidente di Ance Sicilia – e un controllo dei loro risultati, come quello attuato dal governo regionale sugli Urega, possano contribuire a migliorare l’attuale stato dell’edilizia siciliana, considerato che a fine 2019 il comparto ha visto appena 1.786 imprese attestate Soa, con una perdita nell’ultimo anno di altre 53 importanti realtà produttive”.

 

 

 

Anche al carcere “Pasquale Di Lorenzo” di Agrigento sono state adottate delle misure preventive anti – coronavirus. Tra l’altro, il direttore, Valerio Pappalardo, ha provvisoriamente limitato gli ingressi in visita ad una sola persona per ciascun detenuto. Nel frattempo, dagli esami radiologici eseguiti dall’Azienda sanitaria provinciale è emerso che nessuno, tra detenuti, polizia penitenziaria, personale civile e religioso, è affetto da tubercolosi.

La Procura antimafia di Palermo impugna 10 assoluzioni e 5 condanne emesse lo scorso 25 luglio nell’ambito dell’inchiesta nell’Agrigentino cosiddetta “Montagna”. I dettagli.


Lunedì 22 gennaio del 2018, all’alba, tra Agrigento e provincia, i Carabinieri del Comando provinciale hanno imperversato armati di 56 mandati di cattura lanciati dalla Procura antimafia di Palermo nell’ambito dell’inchiesta cosiddetta “Montagna”. L’uragano delle ordinanze di custodia cautelare ha travolto i vertici dei mandamenti di Cosa Nostra agrigentini, tra Santa Elisabetta e Sciacca, 16 famiglie mafiose della provincia, e anche affiliati delle province di Caltanissetta, Palermo, Enna, Ragusa e Catania. A Palermo, al palazzo di giustizia, innanzi al giudice per le udienze preliminari, Marco Gaeta, 54 imputati sono stati giudicati in abbreviato. Il procuratore aggiunto, Paolo Guido, e i pubblici ministeri Geri Ferrara, Claudio Camilleri e Alessia Sinatra, il 4 febbraio del 2019, nel corso della requisitoria, hanno invocato 54 condanne per 637 anni di carcere. Invece, il giudice Gaeta, il 25 luglio scorso ha sentenziato: 35 condanne, per oltre tre secoli di reclusione, e 19 assoluzioni. Ebbene, adesso gli stessi magistrati inquirenti hanno impugnato, proponendo ricorso in Corte d’Appello, 10 delle 19 assoluzioni, e 5 delle 35 condanne.
I dieci assolti in primo grado che subiranno un processo di secondo grado sono:
Adolfo Albanese di Caltavuturo,
Giuseppe Blando di Favara,
Pasquale Fanara di Favara,
Giovanni Gattuso di Castronovo di Sicilia,
Angelo Giambrone di Santo Stefano Quisquina,
Roberto Lampasona di Santa Elisabetta,
Vincenzo Mangiapane, 66 anni, di Cammarata,
Domenico Maniscalco di Sciacca,
Pietro Stefano Reina di San Giovanni Gemini,
e Vincenzo Spoto di Bivona.
E poi sono state impugnate 5 delle 35 condanne inflitte in primo grado, e quindi compariranno in Appello:
Gerlando Valenti di Favara, già condannato a 6 anni e 8 mesi, e poi Stefano Valenti di Favara 6 anni e 8 mesi, Salvatore Di Gangi di Sciacca 17 anni, Francesco Giordano di Niscemi 6 anni, e
Giovanni Antonio Maranto di Polizzi Generosa, condannato dal Tribunale a 12 anni.
Inoltre, la Procura antimafia di Palermo, in occasione di una nuova istruttoria dibattimentale in Corte d’Appello, intende ascoltare anche i collaboratori di giustizia Giuseppe Quaranta, di Favara, ex referente della famiglia Fragapane, e i ragusani Carmelo Battaglia e Concetto Errigo. Ed ancora, i magistrati ricorrenti in Appello ritengono da acquisire gli atti dell’inchiesta “Passepartout” che, tra gli altri, ha provocato l’arresto dell’ex assistente parlamentare Antonino Nicosia e del presunto boss Accursio Dimino, entrambi di Sciacca.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

E’ stato presentato questa mattina  nei saloni del Castello di Racalmuto, la conferenza stampa di presentazione del nuovo servizio “porta a porta” del Comune di Racalmuto.

L’incontro, organizzato dall’amministrazione comunale e dall’Iseda, impresa aggiudicataria del servizio, si è svolto alla presenza, fra gli altri, del sindaco Vincenzo Maniglia, dell’arch. Michele Genuardi per  conto dell’Iseda e del Responsabile unico del procedimento del Comune di Racalmuto Ignazio Romano.

Nel corso della conferenza stampa, sono stati presentati alla cittadinanza, i dettagli del nuovo servizio di raccolta differenziata, che partirà prossimamente e che vedrà l’avvio con la distribuzione dei kit a partire dal 16 marzo prossimi.  Il servizio di distribuzione dei mastelli e di tutto il materiale informativo relativo alla raccolta differenziata sarà operativo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 18 e il sabato dalle 9 alle 13. i locali scelti sono quelli dell’ex mattatoio comunale di Piazza Fontana, 1 a Racalmuto. Si inizierà il 16 marzo con gli utenti i cui cognomi iniziano con le lettere A, B e C. per informazioni si potrà contattare il numero verde 800.550064. Gli amministratori locali e i rappresentanti dell’Iseda, hanno fornito f tutti i dettagli inerenti il nuovo porta a porta, i calendari per i conferimenti giornalieri, tutto il materiale informativo e le brouchure che saranno successivamente consegnate ai cittadini insieme ai mastelli prima dell’avvio effettivo del nuovo servizio.

Nella ceramica un’immaginifica visione, dalla metafora apparente,  di un itinerario nella Valle dei Templi, una passeggiata archeologica tra le opere dell’arte classica.

La ceramica “Passeggiata archeologica” in terracotta smaltata, (misure: cm. 10×14) che ho avuto occasione di realizzare, insieme ad altri oggetti alcuni anni fa, in un laboratorio del vicentino, vuole indicare per immagini, la sintesi di un itinerario nella Valle dei Templi

Una sintesi di simboli, un itinerario fantastico tra le opere dell’arte classica e dintorni; dintorni perché il Pino di Pirandello, (con l’urna cineraria nella roccia sottostante), si trova in località Caos, poco oltre  in uno sperone della costa, affacciato sul mare, verso occidente.

L’itinerario può partire dalle pale di ficodindia, pianta sempre presente nel paesaggio, che un frutto all’interno dolce e succoso in  una miriade di piccoli semi, mentre all’esterno, forse a difesa delle sue  bontà, e pieno di  spine aculei, in quantità.

A destra il Tempio della Concordia in una visione singolare: sei colonne doriche sulla facciata, con la trabeazione, il  frontone e il timpano.

Costruzione in tufo arenario che con la complicità dei raggi dorati del tramonto offre in un momento  un’immagine unica, un ricordo perenne.

A fianco due conci disgiunti,  resti archeologici.

Poi il Pino di Pirandello, come lo ricordiamo  di  quando stava sulla costa marina del Caos; nell’ autunno del 1997, a causa di un fortunale, perse la chioma

Luigi Pirandello giovinetto, all’ombra del pino e  difronte al vasto mare, che chiamò africano, fantasticava e immaginava i percorsi che avrebbe compiuto nella sua esistenza. Tornò altre volte a meditare, ma volle tornare sotto quel pino, scrisse nel testamento, in cenere e dentro un’urna, e murato in una rozza pietra del Caos.

Scendendo nell’itinerario un Vaso Attico. Sono opere di grande bellezza compositiva nell’immagine incisa, e sono di fine qualità nella materia. La forma del vaso è nella tradizione classica, composta ed essenziale.

Sono vasi del V secolo a.C., e Il Museo Archeologico di Agrigento, anch’esso nella Valle, ne conserva alcuni magnifici esemplari.

Nella base le colonne spezzate del tempio di Hera Lacinia o Giunone e poi un piccolo vaso per gli unguenti. Ancora un piatto che sarà stato istoriato e con dei bei disegni  di bella fattura.  Ora il Telamone, una figura imponente posta a reggere le possenti trabeazioni e le mura del grandioso Tempio di Giove.

Nel sito vi sono le tracce per affermare che il Tempio di Giove è stato il più grande e imponente di tutti i templi  dell’antichità.

Ritorniamo ai fichidindia che verdeggiano lungo le coste e negli angoli di strade e contrade; sono un perenne arredamento di verde, un’incantevole soluzione cromatica, insieme ai mandorli e ulivi, nell’arsura dell’estate siciliana.

Al centro del riquadro non vi è immagine, vi abita il pensiero e il ricordo di questa singolare  passeggiata archeologica.

Toto Cacciato

A Palermo la Guardia di Finanza, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica, ha eseguito un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, per circa 25 mila euro, a carico di un dipendente del Gruppo Parlamentare Sicilia Futura. Le investigazioni, svolte mediante l’analisi della documentazione acquisita nel corso delle indagini, hanno dimostrato che il dipendente pubblico, “agevolato dall’incarico di addetto ai pagamenti, e quindi con accesso diretto ai conti correnti del gruppo parlamentare, si è appropriato, senza alcuna autorizzazione, di somme per 25mila euro versate dall’Assemblea Regionale quale contributo in favore della compagine parlamentare”. In esecuzione del provvedimento, i Finanzieri hanno proceduto ad immediati accertamenti patrimoniali procedendo al sequestro di un immobile di proprietà dell’indagato, ubicato a Termini Imerese.