Home / 2020 / Marzo (Pagina 58)

L’assessore all’Ecologia Nello Hamel   , in relazione a quanto pubblicato da Claudio Lombardo, sul mancato avvio del servizio porta a porta nel quartiere di Zingarello  ed, in particolare, sulle presunte affermazioni della società Iseda che avrebbe dichiarato di non essere a conoscenza dell’iniziativa di Hamel, ha precisato che si tratta di affermazioni che non rispondono a verità.  La società Iseda era stata infatti regolarmente informata  con PEC della richiesta del  nuovo servizio   su Zingarello e la società Seap, competente per territorio, aveva, in precedenza, alla presenza dei funzionari comunali manifestato il suo assenso all’attivazione del servizio porta a porta a Zingarello.

Inoltre sull’altra notizia riportata che riferiva che la società restava ancora in attesa del riscontro del Comune su una variante conseguente all’aumento di 5 mila utenze individuate con la lotta all’evasione, l’assessore Hamel ritiene, qualora tali espressioni fossero state effettivamente formulate,  che si tratta di un fatto molto grave che espicita la volontà aziendale di premettere qualsiasi attività di collaborazione alla accettazione della richiesta di una variante

L’assessore all’Ecologia Hamel  rigetta quindi il tentativo di screditare il suo operato definendolo un’iniziativa personale.

La Cisl Funzione Pubblica di Agrigento, tramite la dirigente Floriana Russo Introito, ha chiesto al sindaco di Comitini, Nino Contino, di adottare le misure che il sindacato ritiene necessarie per garantire la salute a cinque lavoratrici, e, soprattutto, di valutare la possibilità di ruotare il personale, essendo il Comune di Comitini dotato di altri lavoratori della medesima categoria. Più nel dettaglio, Floriana Russo Introito spiega: “Cinque lavoratrici donne tra i 52-58 anni, impegnate in attività su strada per cinque ore al giorno, a volte impossibilitate persino ad utilizzare i servizi igienici, sono sottoposte a carichi di lavoro che non sono in grado di reggere. Abbiamo chiesto più volte al sindaco Nino Contino di prendere provvedimenti per questa situazione, ma ad oggi non ci risulta abbia adottato qualsivoglia misura”.

Tre docenti del dipartimento di Agricoltura dell’Università di Catania, che sono stati ad un congresso a Udine, sono risultati positivi al test del Covid-19. Così ha reso noto il rettore Francesco Priolo, che ha aggiunto: “La conferma definitiva dovrà avvenire tramite la validazione dei centri nazionali preposti, e i colleghi risultati positivi sono tutti a casa sotto osservazione e nessuno di loro versa in gravi condizioni. L’Università, di concerto con le autorità sanitarie regionali, ha disposto la chiusura delle sedi del dipartimento di via Santa Sofia e via Valdisavoia, fino al prossimo 7 marzo per provvedere alla disinfezione dei locali. L’attività didattica sarà ripresa il 9 marzo. Il ministero dell’Università e della Ricerca e le autorità sanitarie regionali sono state tempestivamente informate in merito alla situazione, al fine di valutare e concordare eventuali ulteriori misure restrittive da adottare.

Il Tar Catania, in accoglimento delle tesi degli Avvocati Girolamo Rubino, Vincenzo Airo’ ed Alessio Costa ha affermato l’illegittimità dell’ordine di ripristino irrogato dal Comune di Pachino nei confronti della Società O. s.r.l. titolare di un capannone destinato ad attività commerciale, senza aver preventivamente valutato la possibilità di sanare le opere mediante il pagamento della sola sanzione pecuniaria.
Nel 2012, il Comune di Pachino aveva rilasciato in favore della Società O. s.r.l. un permesso di costruire con modifica della d’uso dell’immobile da agricola a commerciale.
Il titolo edilizio era poi stato autorizzato dagli uffici comunali nel 2016.
Dopo la realizzazione delle opere e la stipula di due contratti di locazione con i gestori di attività commerciali, tuttavia, il Comune aveva disposto l’annullamento del cambio di destinazione d’uso.
La Società aveva pertanto presentato ricorso innanzi al TAR Catania contestando l’operato del Comune.
La fase cautelare ed in primo grado venivano definiti in senso positivo per la Società che, in pendenza del giudizio, ha potuto onorare gli impegni contrattuali assunti con i titolari delle attività commerciali che hanno così potuto avvalersi legittimamente dei locali del capannone per l’esercizio delle proprie attività.
Dopo circa 3 anni dall’apertura delle due attività commerciali, il CGA, accogliendo l’appello del Comune di Pachino ha affermato la legittimità dell’annullamento del cambio di destinazione d’uso concesso in precedenza alla Società.
A questo punto, appreso l’esito del predetto giudizio, la Società titolare del capannone, con articolata nota ha invitato il Comune di Pachino ad avviare apposito procedimento amministrativo al fine di valutare l’esistenza dei presupposti per l’applicabilità dell’art. 38 TU edilizia, con riferimento alla possibilità di sanare l’intervento edilizio in questione o, in alternativa, applicare una sanzione pecuniaria, avente i medesimi effetti del permesso di costruire in sanatoria.
Il Comune di Pachino, in riscontro alla richiesta della Società ha irrogato la sanzione ripristinatoria asserendo che, data la possibilità tecnica di eseguire la demolizione, questa fosse la naturale conseguenza dell’intervenuta abusività delle opere realizzate sulla scorta di un titolo ormai annullato.
Avverso l’ordine di demolizione la Società O. s.r.l., con il patrocinio degli Avvocati Girolamo Rubino, Vincenzo Airo’ e Alessio Costa ha presentato nuovamente ricorso innanzi al TAR Catania per chiederne l’annullamento previa la sospensione.
I difensori della Società, tra l’altro, hanno dedotto che ai sensi dell’art. 38 del T.U. Edilizia, a seguito dell’annullamento del permesso di costruire, il Comune ha la possibilità di irrogare, alla luce della posizione incolpevole del privato e degli investimenti effettuati nonché della posizione dei terzi coinvolti, la sanzione pecuniaria in luogo di quella demolitoria.
Ed ancora i difensori della Società O. s.r.l. hanno sostenuto che nel caso di specie, l’irrogazione della sanzione pecuniaria in luogo di quella demolitoria, sia quella più idonea a soddisfare l’interesse pubblico; giacché oltre al ritorno economico per il Comune, attualmente in difficoltà finanziarie, verrebbero salvaguardati i numerosi posti di lavoro e l’indotto economico che ruotano intorno al capannone in questione.
Inoltre, hanno sostenuto i legali della Società, la definizione della vicenda mediante il pagamento della sanzione pecuniaria, scongiurerebbe un ulteriore contenzione di tipo risarcitorio che la Società O. s.r.l. si vedrebbe costretta ad intraprendere per la perdita dell’investimento realizzato confidando nella legittimità dei titoli che poi sono stati annullati.
In accoglimento delle tesi degli Avvocati Rubino, Airo’ e Costa, la Sezione I del TAR Catania, con ordinanza cautelare, ha affermato l’erroneità dell’operato del Comune “che si è limitato all’esame della possibilità “tecnica” di ripristino ma che, secondo condiviso orientamento giurisprudenziale formatosi sull’art. 38 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 – indirizzo evocato dalla parte ricorrente … – occorre comunque valutare l’opportunità di ricorrere alla demolizione, dovendosi comparare l’interesse pubblico al recupero dello status quo ante con il rispetto delle posizioni giuridiche soggettive del privato incolpevole, che aveva confidato nell’esercizio legittimo del potere amministrativo, e che appare ragionevole l’opzione ermeneutica a mente della quale l’individuazione dei casi di impossibilità non può arrestarsi alla mera impossibilità (o grave difficoltà), tecnica, potendo anche trovare considerazione ragioni di equità o al limite di opportunità”.
Il TAR Catania, ha perciò ritenuto che “al sommario esame della fase cautelare, il ricorso presenta profili suscettibili di favorevole valutazione, e che, pertanto, l’istanza di sospensione può essere accolta ai fini del riesame della fattispecie da parte dell’Amministrazione resistente”.
Per effetto della predetta pronuncia il Comune di Pachino dovrà riesaminare la vicenda al fine di valutare, in relazione dei diversi interessi coinvolti, la possibilità di irrogare la più mite sanzione pecuniaria, così potendo salvaguardare la posizione dei privati e delle attività coinvolte.

A Siculiana, in occasione delle elezioni amministrative del 24 maggio, il movimento politico “Noi ci siamo” ha scelto il candidato a sindaco. Si tratta di Santo Lucia, 51 anni, dipendente della Provincia di Agrigento, già consigliere comunale, vice Sindaco, presidente del Consiglio comunale in diverse consiliature, presidente e attualmente componente del Comitato di gestione dell’Inps. Il movimento politico “Noi ci siamo” sottolinea: “A Santo Lucia si devono alcune iniziative di successo quali ‘Siculiana città degli sposi’ e ‘Siculiana e cultura’. Santo Lucia si è dichiarato disponibile a guidare un progetto politico all’insegna della trasparenza, dell’onestà e del miglioramento, e ha rimarcato che tali connotazioni hanno già caratterizzato la condotta del movimento ‘Noi ci siamo’, assicurando un metodo democratico e partecipativo sin dal 2015. Con l’approssimarsi del termine ultimo per la formazione delle liste elettorali, un lavoro di dialogo e di confronto sarà avviato assieme alle altre rappresentanze civiche politicamente attive sul territorio, con l’obiettivo di convergere su tutti i punti del programma che dovranno rappresentare i cardini dello sviluppo nel nostro territorio”.

All’Ati, all’assemblea territoriale idrica agrigentina, composta da tutti i sindaci della provincia, si è dimesso il commissario nominato dalla Regione a seguito della mancata approvazione del piano d’ambito, ossia del piano di gestione del servizio idrico e fognario nel territorio agrigentino. Le dimissioni del commissario ad acta sono annunciate dalla sindaca di Montevago e deputato regionale dell’Udc, Margherita La Rocca Ruvolo, che aggiunge: “Abbiamo deciso di accelerare la procedura per l’approvazione dello statuto del nuovo gestore che sarà una società pubblica consortile. Poi sarà incaricato un notaio per costituire tale società pubblica consortile. Alcuni Comuni hanno chiesto di poter gestire direttamente ciascuno in modo autonomo, quindi in house, il servizio idrico. E attendono l’autorizzazione. Si tratta di 17 Comuni: Alessandria della Rocca, Aragona, Bivona, Burgio, Cammarata, Camastra, Cianciana, Joppolo Giancaxio, Menfi, Palma di Montechiaro, Sambuca di Sicilia, San Biagio Platani, San Giovanni Gemini, Sant’Angelo Muxaro, Santa Margherita Belice, Santa Elisabetta e Santo Stefano di Quisquina.

E’ stata formalizzata nelle scorse ore, negli uffici del Commissariato di Pubblica sicurezza di Porto Empedocle, la denuncia contro ignoti, per il gesto di danneggiamento aggravato avvenuto all’interno del cantiere dove la ditta Euro Costruzioni stava realizzando un’isola di prossimità per conto della società Realmarina che ha in appalto il servizio di raccolta differenziata in città.

Dai rilievi effettuati, è risultato infatti che  l’armatura in metallo e legno che in via Crispi a poche decine di metri dalla Capitaneria di Porto, sarebbe servita come base per la realizzazione di una delle 6 isole di prossimità da realizzare in territorio empedoclino, era stata smontata e danneggiata.

Verosimilmente, proprio grazie alle telecamere di sorveglianza della vicina Capitaneria, si potrà, nelle prossime ore e a seguito della denuncia alla Polizia, capire qualcosa di come sono andate le cose. L’amministratore delegato della Euro Costruzioni, nella denuncia, ha anche spiegato che, un giorno addietro, sul proprio profilo Facebook, un residente della via Crispi, aveva pubblicato alcune foto che ritraevano dall’alto i luoghi dove si stavano realizzando le prime opere per l’isola di prossimità di fronte la Capitaneria e accanto la biblioteca comunale.

 

Non ce l’ha fatta un giovane chef di Porto Empedocle, Carlo Costanza di 25 anni, coinvolto in un incidente stradale avvenuto quattro giorni addietro nel centro di Milano. Secondo una prima ricostruzione, Costanza, a bordo del suo scooter si è schiantato contro una autovettura.

Trasportato all’ospedale Niguarda di Milano il suo cuore ha resistiti altri tre giorni. Troppo gravi le ferite riportate; ieri la morte.

Si spezza così un sogno. Carlo Costanza, dopo avere studiato in istituti di primissima classe culinaria, aveva proseguito il suo lavoro per diventare uno chef stellato.