Home / 2020 / Marzo (Pagina 54)

Un vasto incendio è divampato nella notte all’interno di un deposito di auto sito in contrada Mose, tra Agrigento e Favara. Una ventina le auto distrutte ovviamente non marcianti.

Sul posto sono dovuti intervenire i Vigili del Fuoco del comando di Agrigento i quali, non senza fatica, sono riusciti a domare l’incendio.

Indagano i Carabinieri e non viene esclusa nessuna pista.

A seguito del nuovo decreto dello scorso 4 marzo emanato dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte sulle nuove misure da adottare per prevenire la diffusione del coronavirus, il prefetto di Agrigento, Dario Caputo, ha presieduto un vertice con le Forze dell’ordine e le Autorità sanitarie agrigentine.

A conclusione, lo stesso prefetto Caputo afferma: “Attualmente la provincia di Agrigento è considerata priva di fattori di preoccupazione sul piano epidemiologico, e gli agrigentini devono attenersi alle disposizioni attuate dal nuovo decreto. Le persone appartenenti alle categorie maggiormente esposte come gli anziani o quanti sono affetti da patologie croniche o in stato di immunodepressione congenita o acquisita devono evitare di uscire, al di fuori dei casi di stretta necessità, evitando comunque i luoghi affollati nei quali si è impossibilitati a mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro. Per quanto riguarda la gestione degli ospedali è stata richiamata l’attenzione su due novità introdotte dal decreto per rafforzare la prevenzione del contagio nei confronti delle persone che accompagnano i pazienti o che si recano in visita agli ammalati. Per quanto riguarda gli accompagnatori dei pazienti, il decreto del 4 marzo ha introdotto su tutto il territorio nazionale il divieto di permanere nelle sale d’attesa dei dipartimenti emergenze e accettazione e nei pronto soccorso. In merito all’accesso di parenti e visitatori nelle strutture ospedaliere e di lungodegenza, nelle residenze sanitarie assistite e nelle strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, è già in vigore la disposizione per cui l’accesso deve essere limitato ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura, tenuta ad adottare le misure necessarie a prevenire possibili trasmissioni di infezioni. Dunque invitiamo tutti gli agrigentini a volersi attenere alle disposizioni il cui scopo è unicamente quello di contribuire a proteggere la salute di tutti”.

A Licata la Guardia di Finanza ha arrestato Ebrima Ceesay, 29 anni, immigrato dal Gambia e residente in città, sorpreso in possesso, a bordo di un’automobile, di alcuni ovuli di eroina per complessivi 22 grammi di droga. Il Tribunale di Agrigento ha convalidato l’arresto ed ha applicato all’africano l’obbligo di dimora a Licata, con divieto di uscire da casa prima delle 7 e con l’obbligo di rientrare entro le 21.

Aggredita e rapinata una donna di Ravanusa di 79 anni da un balordo che non ha esitato un solo istante a colpirla selvaggiamente dopo che la donna ha tentato di reagire.

Il fatto è avvenuto ieri mattina in pieno centro di Ravanusa; il malvivente dopo avere bussato alla porta dell’anziana signora, ha subito mostrato le proprie intenzioni. Alla reazione della donna ha il malvivente le ha sferrato un pugno in faccia facendola crollare a terra e portando a termine la sua intenzione: rubare una collana d’oro.

Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri di Ravanusa e Campobello di Licata coordinati dalla Procura della Repubblica di Agrigento.

“Non è una vacanza” ricorda il dirigente Luigi Costanza, che invita tutti ad un senso di responsabilità. Già da questa mattina i docenti di tutte le scuole agrigentine sono riuniti per elaborare un piano di lavoro con la metodologia della didattica a distanza.

Grazie alla tecnologia, alla buona volontà dei docenti saranno assegnati compiti ed esercitazioni da seguire a casa. Il nuovo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con cui si stabilisce la sospensione delle attività didattiche fino al 15 marzo rende praticamente «obbligatorio» il ricorso alla didattica a distanza attraverso gli strumenti e le piattaforme che docenti e alunni hanno a disposizione.

“Questi giorni – riferisce Costanza – potranno servire a interiorizzare meglio concetti contenuti già svolti ed allo stesso tempo dedicare più tempo per ulteriori approfondimenti”.

“La chiusura delle scuole in tutta Italia a causa del Coronavirus sta causando enormi disagi ai genitori che lavorano e non sanno a chi affidare i propri figli. Il Governo Conte sta valutando alcune misure per andare incontro alle esigenze delle famiglie, ma chiediamo al Governo Musumeci di attivarsi immediatamente per i lavoratori regionali, ancor prima che lo faccia Roma, ricorrendo  ai congedi parentali e allo smart working”.
Lo dicono Giuseppe Badagliacca e Angelo Lo Curto del Siad-Cisal, che continuano: “Chiediamo al presidente Musumeci di concedere ai lavoratori regionali il congedo parentale per uno dei due genitori, in caso di figli con meno di 14 anni – continua il Siad-Cisal – ma anche di ricorrere al lavoro agile, allo smart working e al telelavoro per tutti i dipendenti, senza distinzione alcuna, avvalendosi anche delle
convenzioni Consip per le apparecchiature informatiche”.

“Nelle zone rosse i cantieri sono fermi, in quelle gialle sono rallentati dal tardato arrivo delle forniture. In Italia il settore delle costruzioni, che attiva l’80% del sistema industriale nazionale e si concentra per il 70% sul mercato interno, si sta bloccando, con gravi conseguenze negative per il Pil del Paese”.

E’ l’allarme lanciato da Gabriele Buia, presidente nazionale dell’Ance, nell’incontro a Palermo con le imprese dell’Ance Sicilia e col governo regionale. Buia, riferendosi al confronto in corso col governo nazionale sull’impatto economico dell’emergenza coronavirus, ha illustrato la piattaforma Ance: “Chiediamo subito ammortizzatori sociali in deroga per le imprese, la sospensione dei pagamenti fiscali e contributivi e la riapertura dei cantieri per spendere 70 mld già disponibili, di cui 16 per il Sud”.

Il problema, gli è stato chiesto dai giornalisti, è come farlo, dato che la burocrazia poi blocca tutto: “Nel governo si parla di commissari straordinari e di modello Genova – ha risposto Buia – . Abbiamo detto al premier Conte che se oggi ci vogliono 10-15 anni per fare una grande opera, i due terzi del tempo passano per le autorizzazioni fra il progetto e il bando di gara. Quindi bisogna snellire questo percorso, piuttosto che derogare alle norme sulle gare. Per noi – ha continuato Buia – ricorrere a misure straordinarie non significa derogare al Codice degli appalti come hanno fatto per il commissario di Genova, perché simili procedure vanno bene in caso di disastri che richiedono risposte immediate. Non va bene neppure il modello utilizzato per il cratere del terremoto, il cui commissario di fatto non ha poteri e non ha potuto spendere nulla. Secondo noi – ha sottolineato Buia – per l’emergenza in corso occorre semmai che la velocità diventi la normalità. Cioè, ridurre i tempi delle procedure a monte della gara, con un modello commissariale tipo quello adottato per la Napoli-Bari, col quale, all’interno del Codice degli appalti e con regole chiare e procedure trasparenti, si è riusciti a ridurre di 2 anni l’iter burocratico per le autorizzazioni fra i progetti e i bandi, ambito circoscritto alla sola pubblica amministrazione nel quale non intervengono né le imprese né si corre il rischio di corruzione. Poi si facciano le gare regolarmente, a norme vigenti e con tutti i dovuti controlli, perché non vogliamo scorciatoie alle procedure di aggiudicazione. Anzi, reiteriamo la richiesta di qualificare le stazioni appaltanti e di avere nelle commissioni di gara due funzionari pubblici e uno dell’Anac”.

“Oggi si blocca tutto – secondo Buia – perchè i funzionari, col ginepraio di leggi e interpretazioni, temono di incappare nel reato di abuso d’ufficio e nel danno erariale e prima di firmare aspettano una sentenza del giudice. E, soprattutto, si preoccupano di eventuali interventi dell’Anac. Non si può bloccare l’intera filiera in attesa delle autorizzazioni. Per prevenire tutto ciò, chiediamo al legislatore di ridefinire i parametri dell’abuso d’ufficio e del danno erariale, e che l’Anac non intervenga prima del bando, ma venga nei cantieri, accanto alle imprese durante l’esecuzione dei lavori”.

Infine, Gabriele Buia sollecita l’avvio di un piano straordinario per le piccole e medie opere, per le manutenzioni degli edifici pubblici, per il rischio sismico e idrogeologico e, in particolare in Sicilia, anche per il completamento del piano delle fognature e dei depuratori.

Da parte sua, il governatore Nello Musumeci ha dichiarato che “in Sicilia i nemici sono la legge nazionale vigente e la burocrazia. Alla Regione l’ultimo concorso risale al 1991: su 13mila dipendenti regionali il più giovane ha 51 anni. Per lo più sono poco motivati, si preoccupano dell’Anac e sono lenti. Per ovviare, almeno sul fronte della viabilità disastrata, provai un anno e mezzo fa a chiedere al governo nazionale o di restituire poteri e fondi alle province o di nominare un commissario: l’allora ministro mi chiese di indicare un nome, feci quello del provveditore regionale Gianluca Ievolella, un dirigente statale, ma da allora non si è fatto nulla”.

“Ecco che oggi – ha incalzato Musumeci – di fronte a questa nuova emergenza torno a chiedere a Palazzo Chigi un piano straordinario di investimenti pubblici al Sud e in Sicilia con la concessione di poteri commissariali tipo Genova per la riapertura dei cantieri, non solo di quelli delle incompiute, ma anche di tutte le nuove opere finanziate con i fondi Ue, Fsc e dell’edilizia scolastica”.

Musumeci è convinto che “l’Anas non sia più in grado di risolvere situazioni di emergenza in tempi brevi: il ponte Himera interrotto da 5 anni è l’emblema della sua inefficienza”.

Infine, l’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, nell’elencare alcune importanti interventi che la Regione conta di porre in gara entro giugno, ha osservato: “Ci sono in campo grandi opere per 1,2 mld, ma in questi cantieri la produzione non raggiunge il 24% perché il sistema delle imprese è fragile, vanno aiutate”.

Carmelo Castronovo e Rosario Manganella comunicano: “La senatrice a vita, Liliana Segre, è da ieri sera cittadina onoraria della Città di Favara.

Lo ha deciso ieri sera, il Consiglio Comunale all’unanimità dei presenti (17 su 24) con delibera n 20 del 04/03/2020.

La proposta – inviata al Sindaco, alla Giunta municipale ed a tutti i consiglieri comunali – era stata avanzata, in data 28 novembre 2019, con protocollo n.52230 di pari data dall’Istituto Studi e Ricerca Calogero Marrone e dalla sezione A. N. P. I. di Favara.

Ieri sera, ripetiamo, la felice conclusione che premia la storia di Liliana Segre ed il suo trentennale impegno civico rivolto, soprattutto, ma non solo, ai giovani, ai quali ha raccontato cosa significhi vivere nei campi di concentramento,

L’ Istituto Marrone e L’A.N.P.I. esprimono viva soddisfazione per la decisione unanime da parte degli inquilini degli scranni dell’Aula Falcone Borsellino, cui va il vivo ringraziamento delle nostre Associazioni, dei soci e, crediamo, dei cittadini.

Il 7 dicembre 1943, in località Selvetta di Viggiù – come racconta lo storico Franco Giannantoni – Liliana Segre, all’epoca tredicenne, veniva arrestata assieme al padre Alberto.

Il 30 gennaio 1944 vennero caricati sul carro bestiame, sito nel famigerato “binario 21” di Milano, con direzione Auschwitz.

Liliana, arrivata nel campo di concentramento, fu separata dal padre che non vide mai più.

Dopo gli orrori di Auschwitz, finalmente la liberazione avvenuta il primo maggio 1945.

Per molti anni, Liliana Segre non parlò con nessuno di quanto visto in quel campo di concentramento, quasi a volere cancellare quella brutta pagina della sua vita.

Solo più tardi, inizierà a girare per le scuole, a partecipare a conferenze e manifestazioni varie con il solo scopo di raccontare il vissuto e non alimentare l’odio.

Significativa una sua citazione “Coltivare la memoria è un vaccino prezioso contro l’indifferenza”.

Ma ritorniamo per un momento alla seduta del Consiglio comunale di ieri sera, nella quale è intervenuto solo il consigliere Calogero Castronovo che ha tracciato una breve storia della senatrice a vita, Liliana Segre, una figura, ha detto, Castronovo da imitare e far conoscere alle nuove generazioni.

Una sola nota in negativo: l’assenza di gran parte degli assessori e della sindaca”.

I casi di coronavirus in Sicilia. Attivati altri 7 laboratori per le analisi. Chiesti a Roma 100 posti di terapia intensiva in più. L’intervento di Razza sull’utilizzo degli ospedali dismessi.


E adesso sono 21 i casi di coronavirus in Sicilia, secondo quanto comunicato all’Unità di crisi nazionale dal tavolo regionale di aggiornamento, presieduto dall’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, e con l’Anci Associazione dei Comuni, Prefetture, Protezione civile e Province di Palermo, Catania e Messina. Dall’inizio dei controlli, i laboratori regionali di riferimento, ovvero i Policlinici di Palermo e di Catania, hanno eseguito 440 tamponi, di cui 404 negativi e 15 in attesa dell’esito degli esami. Dunque, dalla Sicilia sono stati trasmessi all’Istituto superiore di sanità 21 campioni, di cui 4 già validati, e sono 3 a Palermo e 1 a Catania. Risultano ricoverati in ospedale, e nessuno è in terapia intensiva, 6 pazienti: 3 a Palermo e 3 a Catania. Altri 15 sono in isolamento domiciliare. Nel frattempo, per accelerare le analisi sui cittadini che necessitano del test al coronavirus tramite il tampone rino-faringeo, l’assessorato regionale alla Sanità ha attivato altri 7 laboratori su tutto il territorio regionale. Però la conferma dei test sui tamponi spetta sempre ai due laboratori di riferimento che (ripetiamo) sono i laboratori di Palermo e di Catania. Poi da Palermo o da Catania i test sono trasferiti all’Istituto superiore di Sanità per la validazione finale. Ancora nel frattempo, l’assessore regionale alla Sanità, Razza, ha chiesto al governo Conte a Roma di attivare in Sicilia 100 posti in più per la terapia intensiva non escludendo nuove assunzioni di medici e infermieri per affrontare al meglio una possibile emergenza da coronavirus in Sicilia. E Razza spiega: “Dobbiamo essere pronti ad eventuali nuovi scenari. Oggi i posti complessivi di terapia intensiva sono circa 400, e occorre rimediare dopo i tagli sconsiderati alla Sanità degli anni passati”. Poi, in riferimento ai controlli sanitari a coloro che giungono in Sicilia, l’assessore ha affermato: “L’Usmaf, l’Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera, ci ha assicurato che si stanno intensificando in maniera significativa i controlli negli aeroporti: ma non basta che siano fatti i controlli negli aeroporti se non sono fatti nelle stazioni ferroviarie e nei porti. Su questo dobbiamo avere dal governo centrale una risposta e sono certo arriverà in tempi ragionevoli”. Infine l’assessore alla Salute ravvisa la possibilità di rendere operativi in Sicilia gli ospedali dimessi per aumentare il numero dei posti letto.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Al Comune di Palermo, appena scosso dall’inchiesta sul presunto “comitato d’affari” di stampo corruttivo, il sindaco Leoluca Orlando ha presentato la nuova giunta. Gli assessori aumentano da 8 a 11, con soltanto due donne. Orlando ha trattenuto la delega al Turismo come segnale nell’ambito della fase critica legata al coronavirus.
Ecco nomi e deleghe:
Fabio Giambrone: vice sindaco, Personale, Polizia municipale, Coime, Decoro urbano e Servizi demografici.
Giusto Catania: Urbanistica, Mobilità, Ambiente, Rapporti Amat.
Roberto D’Agostino: Bilancio, Tributi, Patrimonio, Cimiteri e Beni confiscati.
Adham Darawsha: Cultura, Spazi museali, Toponomastica, Partecipazione democratica, Consulte.
Vincenzo Di Dio: Edilizia privata, Centro storico.
Giovanna Marano: Scuola, Lavoro, Parità di genere, Decentramento, Circoscrizioni, Partecipazione istituzionale.
Sergio Marino: Ville e giardini, Verde, Rapporti con rap e Reset.
Giuseppe Mattina: Attività sociali, Edilizia residenziale pubblica, Rapporti con Iacp.
Paolo Camassa Petralia: Sport, Politiche giovanili, Innovazione, Rapporti con Sispi, Relazioni internazionali all’interno dei progetti strategici di competenza del sindaco.
Leopoldo Piampiano: Attività Economiche, Mercati,Suap, Diritti degli Animali, Sanità, Igiene.
Maria Prestigiacomo: Rigenerazione Urbana, Mare e Coste, Lavori Pubblici, Protezione Civile, Sicurezza luoghi di lavoro, Manutenzione Immobili Comunali, Scuole e Impianti Sportivi, Rapporti funzionali con Amap e Amg Energia.