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Nell’ambito dello stato d’attuazione degli interventi in emergenza covid 19, l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, coordinata dal direttore generale Alessandro Mazzara e dal direttore sanitario, Gaetano Mancuso, ha finora concretizzato: all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento 12 posti di terapia intensiva nella cosiddetta “Recovery Room”, con isolamento dell’areazione delle stanze degenze covid 19 al terzo piano. Poi all’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera sono in creazione 10 posti di terapia intensiva al complesso operatorio del primo piano. Il completamento è previsto entro il 4 aprile. Poi all’ospedale “Giovanni Paolo secondo” di Sciacca 10 posti di terapia intensiva nel reparto di Rianimazione. Poi all’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì sono in creazione 6 posti di terapia intensiva nel reparto di Rianimazione entro il 2 aprile. Poi all’ospedale “San Giacomo d’Altpopasso” di Licata 6 posti di terapia intensiva nel complesso operatorio. Il tutto è con sistema di aerazione separata e mai centralizzata, con canali antimicrobici e filtrazione assoluta.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (domenica 29 marzo), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: 

Agrigento, 75 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 61 (19, 3, 4);

Catania, 368 (136, 16, 23);

Enna, 181 (92, 1, 10);

Messina, 266 (129, 8, 15);

Palermo, 216 (78, 14, 6);

Ragusa, 27 (7, 3, 2);

Siracusa, 66 (35, 18, 3);

Trapani, 70 (26, 0, 1).

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana. Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.

Dopo qualche giorno di ricovero presso l’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, il medico del lavoro 71enne di Palma di Montechiaro Lorenzo Vella non ce l’ha fatta a superare la sua battaglia contro il coronavirus.

Era ricoverato al centro Covid dal 19 marzo dello stesso nosocomio, le sue condizioni si sono aggravate e non c’è stato purtroppo nulla da fare. Questa è la quinta vittima nelle ultime settimane decedute all’ospedale nisseno.

L’uomo avrebbe contagiato anche la moglie ed il figlio.

 

 

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 13.814.
Di questi sono risultati positivi 1.460 (+101 rispetto a ieri), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.330 persone (+88).

Sono ricoverati 522 pazienti (+10 rispetto a ieri), di cui 71 in terapia intensiva (uguale), mentre 808 (+67) sono in isolamento domiciliare, 65 guariti (+5) e 65 deceduti (+8).

“Ci sembra necessario, in questa fase di grande confusione, fare chiarezza sul fatto che rispetto a quanto annunciato a livello nazionale e a livello regionale i Comuni, al momento, non hanno ricevuto un euro e non sanno né quando né quante risorse avranno a disposizione nei prossimi giorni. Attendiamo, nel più breve tempo possibile, una data certa sull’accreditamento dei fondi da parte del Governo nazionale e da parte del Governo regionale per evitare che gli annunci positivi si trasformino in un boomerang che colpisca i sindaci. I nostri concittadini in gravissime difficoltà a causa dell’emergenza economico-sociale causata dalla pandemia da Covid-19 hanno bisogno di risposte immediate e concrete”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia a conclusione del Consiglio regionale dell’Associazione, svoltosi stamattina in videoconferenza, convocato per esprimere le proprie considerazioni relative all’annuncio del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte relativo allo stanziamento dei 400 milioni di euro da destinare ai Comuni, a sostegno delle famiglie in difficoltà e dei 100 milioni di euro per i generi di prima necessità, annunciati dal presidente della Regione, Nello Musumeci.
“Evidenziamo, inoltre, – continua il presidente Orlando – che i 4,3 miliardi di euro, annunciati ieri dal presidente Conte, rappresentano, solo un’anticipazione dei trasferimenti statali ordinari, già spettanti ai comuni, che li percepiscono nel primo semestre di ogni anno. Aggiungiamo, inoltre, che per molti enti si tratta di risorse finanziarie insufficienti rispetto alle attuali necessità di cassa relative all’erogazione dei servizi e al pagamento degli stipendi dei dipendenti. ”.
“In merito, invece, ai 100 milioni di euro stanziati dalla Regione Siciliana a sostegno delle famiglie in difficoltà e annunciati nei giorni scorsi dal presidente Musumeci – conclude Orlando – chiediamo che tali risorse posano essere erogate nei tempi più stretti”.

Il Covid 19 arriva, purtroppo, anche a Porto Empedocle. A farne le spese il marito del primo cittadino Ida Carmina, il quale, qualche giorno addietro, aveva saputo che due suoi colleghi di ufficio avevano avuto dei sintomi tipici del Covid 19 e successivamente risultati positivi al tampone.

Dopo avere avuto una leggera febbre la moglie ha ritenuto opportuno fare effettuare il tampone al marito, mercoledi scorso. Oggi è arrivato l’esito: positivo.

Nel frattempo la stessa sindaca Carmina ha deciso di porsi in autoisolamento anche per proteggere tutta la gente, eventualmente, che attualmente ruota attorno a lei, a cominciare dai ragazzi della protezione civile.

Sentita poco fa telefonicamente, Ida Carmina nel confermare che rimarrà in isolamento fiduciario, continuerà a lavorare regolarmente da casa “per continuare a stare vicina a Porto Empedocle – ha sottolineato – soprattutto in questo momento così difficile. La cosa strana – ha concluso Ida Carmina – è che pur essendomi sottoposta al tampone mercoledi scorso, ancora oggi, domenica, non ho ricevuto alcun risultato…”

E noi aggiungiamo che è semplicemente vergognoso ciò che sta accadendo alla sindaca di Porto Empedocle. Dopo oltre quattro giorni ancora non è nelle condizioni di sapere anche la sua situazione sanitaria.

Un in bocca a lupo a Ida Carmina e a suo marito, con la speranza che tutto ciò finisca nel più breve tempo possibile.

Dopo le ultime affermazioni dell’onorevole Pullara sul Consorzio Tre Sorgenti e la cessione delle reti idriche, il sindaco Ettore Di Ventura risponde pubblicamente facendo chiarezza sui fatti.

Carissimo on.le Pullara,

ho avuto modo di leggere la sua accorata nota sul commissariamento del Consorzio Tre Sorgenti, nella quale Ella manifesta la sua “disperazione” per l’eventuale scioglimento e si lascia trasportare nelle oramai consuete accuse a me e al collega sindaco di Licata, oramai scomparso dai suoi radar di egemonia e controllo.

Prima di entrare nel merito della questione, mi consenta di complimentarmi con lei. In tempi di contagi, virus ed emergenze sanitarie e sociali, Ella riesce ad occuparsi di tutto e a trovare il tempo per tutto e tutti.

Ma andiamo ai fatti.

Come dovrebbe ben sapere, in provincia di Agrigento, corrente l’anno 2007, venne affidata alla Girgenti Acque la gestione del Servizio Idrico Integrato. Quasi tutti i comuni, compresi Canicattì e Licata, in ossequio alla legge consegnarono alla stessa le proprie condotte idriche e fognarie.

La correttezza di tale cessione è stata più volte ribadita, in ultimo addirittura dalla Corte Costituzionale, che con sentenza del maggio 2017 ha bocciato la Legge Regionale n. 19 del 2015.

Da quel lontano 2007, le risorse idriche del consorzio Tre Sorgenti servono solo il Comune di Palma di Montechiaro. Si osservi che la cronaca di quegli anni non ricorda nessun Suo intervento per opporsi alla gestione privata e solo adesso pare folgorato sulla strada, non di Damasco, ma dell’acqua pubblica.

Eppure già allora Ella era un esponente di primo  piano della classe politica  di governo agrigentina e licatese. Impegno riconosciuto e a tal punto apprezzato (dai suoi referenti) da garantirle importanti incarichi nella sanità pubblica siciliana. La stessa sanità siciliana che oggi si è rivelata non in grado di fronteggiare l’emergenza coronavirus, che ha carenza di reparti di rianimazione, di posti di terapia intensiva, di posti letto, medici, respiratori, tamponi e quanto altro serva per fronteggiare il virus. Ma non voglio parlare del Suo ruolo nella sanità, oggi.

Ritornando al tema del Consorzio Tre Sorgenti, la nomina di Vincenzo Corbo a Presidente dello stesso, ha permesso di fare in poche settimane, con l‘accordo dei sindaci tra cui il sottoscritto, ordine e pulizia nei conti, soprattutto nel rapporto “dare e avere” con Siciliacque e Girgenti Acque.

Grazie a tale lavoro, i Comuni che hanno ceduto le reti non saranno chiamati a rispondere dei debiti del Tre Sorgenti. Altresì, Vincenzo Corbo ha provato ad interloquire con la struttura commissariale di Girgenti Acque e con i soggetti istituzionali nazionali e regionali che hanno compiti e funzioni nell’ambito della gestione delle risorse idriche, allo scopo di rilanciare il ruolo del Consorzio e ritrovarne una nuova mission.

Non avendo trovato, negli interlocutori, disponibilità in tal senso, si è coerentemente dimesso. Consumato tale passaggio, l’assemblea dei sindaci, con il solo voto contrario del sindaco di Palma di Montechiaro, ha deliberato la cessione degli impianti del Tre Sorgenti, soprattutto a tutela delle nostre comunità. Questa è la cronaca dei fatti che Ella dovrebbe conoscere.

On.le Pullara, anziché attaccare me e il sindaco di Licata, nella sua qualità di capogruppo di maggioranza al Parlamento siciliano, avrebbe tutti gli strumenti e la forza per fare revocare il commissariamento del Tre Sorgenti. Perché non lo fa, se è così convinto di ciò che afferma con tanta veemenza e sicumera?

Signor onorevole, con le sue frequenti esternazioni su tutto e tutti, soprattutto su questa porzione di territorio agrigentino, rischia di passare non per il deputato che cura e si interessa del proprio collegio, ma per il “barone” che vuole imperversare e tutto controllare, senza nulla dare. Si informi un po’ meglio e non si fidi ciecamente di certi personaggi locali, che Manzoni avrebbe chiamato “bravi“, solo perché (forse) hanno i voti.

Le rinnovo le mie cordialità e le auguro (anzi lo auguro più a noi) che possa spendere il suo tempo per fare un buon lavoro al servizio delle nostre comunità.”

Firmato un nuovo Dpcm per l’emergenza alimentare:possibilità, per i Comuni, di usufruire di 4,3 miliardi del Fondo di solidarietà nazionale a cui si aggiungono 400 milioni per chi non ha i soldi per fare la spesa.

“Abbiamo superato 10.000 vittime, è un numero che ci colpisce. Si allarga la ferita nella nostra comunità nazionale, per questo permettetemi di esprimere vicinanza alle famiglie dei familiari”.
Ha esordito così, dopo aver letto i dati giornalieri della protezione civile, il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, nella conferenza stampa di ieri sera tenuta insieme al ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri. Ha, poi, aggiunto un dato positivo: “Oggi segnaliamo il numero più alto di guariti. Ci confronteremo ad inizio settimana con gli esperti e confidiamo che ci portino buone notizie. Ha, indi, proseguito: “Non stiamo girando lo sguardo dall’altra parte, siamo assolutamente consapevoli che in questo momento ci sono tante persone che soffrono, non eravamo abituati a stare a casa ed a limitare gli spostamenti. Ma ci sono anche tante sofferenze materiali”.
“Lo Stato c’è, ha continuato, abbiamo lavorato intensamente con il ministro Gualtieri e con gli altri ministri per varare un PROVVEDIMENTO DI GRANDE IMPATTO. Coinvolgiamo i Comuni, i SINDACI che sono le prime sentinelle, le prime antenne per quanto riguarda le necessità dei cittadini, allora CI AFFIDIAMO A LORO. Abbiamo appena firmato un Dpcm che dispone “subito la possibilità di usufruire di 4,3 MILIARDI del fondo di solidarietà nazionale” per il soccorso alimentare: disponiamo subito un anticipo del 66% che sarebbe SPETTATO ai Comuni, a maggio.

“Con ORDINANZA DELLA PROTEZIONE CIVILE aggiungiamo a questo fondo 400 MILIONI, un ulteriore anticipo che destiniamo agli 8000 comuni del nostro territorio COL VINCOLO di darlo alle persone che non hanno i soldi per fare la spesa. Da qui nasceranno buoni spesa ed erogazioni di generi alimentari” , ha affermato…”Siamo vicini alle persone bisognose, dobbiamo aiutare chi è maggiormente in difficoltà”
“Noi confidiamo che già dall’inizio della settimana prossima i sindaci siano nella condizione, attraverso servizi sociali ed associazioni di volontariato, di consegnare direttamente generi alimentari alle persone bisognose.
NON VOGLIAMO LASCIARE NESSUNO SOLO, ABBANDONATO A SE STESSO.

FACCIO UN APPELLO ALLA GRANDE DISTRIBUZIONE PERCHE’ POSSA AGGIUNGERE UN 5%, ADDIRITTURA UN 10% DI SCONTO A CHI ACQUISTA CON QUESTI BUONI SPESA .

“Vi chiedo di comprendere il nostro sforzo, ha concluso, Conte, la macchina dello Stato richiede procedimenti complessi, stiamo facendo l’impossibile”.”La ministra Catalfo e l’Inps stanno lavorando senza sosta. Vogliamo mettere tutti i beneficiari della Cassa integrazione nella condizione di accedervi subito, entro il 15 aprile e, se possibile, anche prima”, ha aggiunto.

Sembra opportuno sottolineare, come peraltro ha fatto lo stesso Premier, che i 4,3 miliardi di euro stanziati, sono un anticipo di soldi che lo Stato deve alle amministrazioni comunali e lo stesso dicasi per i 400 milioni.

I 4,3 miliardi di euro previsti dal DPCM non sono altro che un anticipo del Fondo di solidarietà comunale, pari al 66% della somma che avrebbe dovuto essere erogata a maggio.
Questi soldi, dunque, lo Stato li avrebbe, comunque, dovuto consegnare ai comuni, ne ha solo anticipato la fruizione.
Ed un anticipo, ha detto chiaramente il capo dell’esecutivo, sono anche i 400 milioni aggiunti con ordinanza della protezione civile.

Tra l’altro solo per questi ultimi il Premier ha parlato di un vincolo di destinazione ovvero la creazione di buoni spesa e finanziamento della consegna di alimenti e generi di prima necessità da far compiere agli attori della filiera della solidarietà a favore dei cittadini in difficoltà.

Se ne dovrebbe arguire che i comuni possono usufruire dei 4,3 miliardi senza vincolo di destinazione delle somme?
E, tornando, invece, ai 400 milioni: a chi è attribuita la titolarità di vigilare sul rispetto del vincolo di destinaszione? E quali le modalità, previste per i controlli?

Ed andando ancora a ritroso, cos’è il Fondo di solidarietà comunale?
Esso è il fondo per il finanziamento dei Comuni, alimentato con una quota del gettito IMU di spettanza dei comuni stessi. Esso è stato istituito dalla legge di stabilità per il 2013 (legge 228/2012) in ragione della nuova disciplina dell’imposta municipale propria (IMU), introdotta dalla medesima legge n. 228/2012, che ha attribuito ai comuni l’intero gettito IMU, ad esclusione di quello derivante dagli immobili ad uso produttivo, che rimane destinato allo Stato.

SUL FRONTE SCUOLE ED UNIVERSITA’ . Conte ha confermato quanto già detto dal ministro Azzolina : non c’è una prospettiva di tornare alle attività didattiche ordinarie nella scuola e nell’università per il 3 aprile.

SUL FRONTE UE. “Mi batterò fino all’ultima goccia di sudore, fino all’ultimo grammo di energia per ottenere una risposta europea, forte, vigorosa e coesa” ha detto il premier Conte.

 

Il sindaco di Sciacca Francesca Valenti ha reso noto questa mattina che l’Azienda Sanitaria Provinciale gli ha comunicato che a Sciacca cè un nuovo caso positivo da coronavirus.

Si tratta del ventesimo da quando è scoppiata l’epidemia. Il sindaco non ha fornito ulteriori particolari.
Pare, comunque, che si tratti di un ulteriore caso, come quello di ieri, di un soggetto giovane il cui contagio sia avvenuto fuori dal contesto della struttura ospedaliera di Sciacca.

Rispetto a ieri alle ore 19 del giorno 27 marzo, l’aumento di 3 casi è dovuto a 1 soggetto di Sciacca e 2 di Licata. Ecco la ripartizione per i Comuni agrigentini:

AGRIGENTO  7
ARAGONA  1
CAMASTRA 1
CANICATTI’  2
FAVARA  3
LAMPEDUSA E LINOSA 1
LICATA  8 (+ 2 rispetto al 28 marzo)
MENFI  4
MONTALLEGRO
PALMA DI MONTECHIARO 3
RAFFADALI  1
RIBERA  6
SANTA MARGHERITA DI BELICE  2
SCIACCA 20 (+ 1 rispetto al 28 marzo)
SICULIANA  1