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Chi viene dal nord “zone allerta rossa” dovrebbe avere l’accortezza di mettersi in quarantena, così da evitare danni alla salute dei propri cari che risiedono qui in Sicilia, regione che ancora non risulta essere tra quelle con” allarme rosso”. Da amministratore comunico alla cittadinanza, che stiamo seguendo tutte le indicazioni pervenuteci dalle direttive diramate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

A dichiararlo il Presidente allo sviluppo economico della città di Agrigento Salvatore Borsellino.

La prevenzione epidemiologica contro il coronavirus sta, di fatto, bloccando le attività. Prima la salute pubblica e l’obiettivo di bloccare la diffusione del virus. In ottemperanza al Decreto della Presidenza del Consigliodei Ministri, i sindaci stanno predisponendo i consequenziali avvisi.
In Sicilia, la sospensione è già inclusa nel decreteo emesso dalla Presidenza della Regione, Nello Musumeci.
Queste le nuove disposizioni:
Sono sospese le attività di pub, scuole di ballo, sale gioco, sale scommesse e sale bingo…. (…) con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;
E’ sospesa l’apertura dei Musei e di altri luoghi di cultura;
Lo svolgimento delle attività di ristorazione e bar hanno l’obbligo, a carico del gestore, di fare rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;
L’intero articolo 2 del nuovo DPCM, è riportato qui di seguito.
La prevenzione epidemiologica contro il coronavirus sta, di fatto, bloccando le attività. Prima la salute pubblica e l’obiettivo di bloccare la diffusione del virus. In ottemperanza al Decreto della Presidenza del Consigliodei Ministri, i sindaci stanno predisponendo i consequenziali avvisi.
In Sicilia, la sospensione è già inclusa nel decreteo emesso dalla Presidenza della Regione, Nello Musumeci.
Queste le nuove disposizioni:
Sono sospese le attività di pub, scuole di ballo, sale gioco, sale scommesse e sale bingo…. (…) con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;
E’ sospesa l’apertura dei Musei e di altri luoghi di cultura;
Lo svolgimento delle attività di ristorazione e bar hanno l’obbligo, a carico del gestore, di fare rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;
L’intero articolo 2 del nuovo DPCM, è riportato qui di seguito.

“Coronavirus? Solo uno dei tanti effetti cui dovremo abituarci nei prossimi anni, a causa della globalizzazione selvaggia, dello scambio non controllato delle merci e della mobilità umana talvolta senza vere ragioni. La spasmodica ricerca di successo e di felicità illusoria, si riducono a niente quando si devono fare i conti con i limiti naturali dell’essere umano, con la malattia e la pandemia. L’egoismo dell’uomo sta distruggendo l’ambiente, la natura e le stesse relazioni tra le persone. Cambiamenti climatici, scarsezza di risorse materiali, di energia e persino di cibo in troppe parti del mondo, erano già indicatori chiari del fallimento di un’azione umana spregiudicata e cinica ai limiti della sopportabilità. Cosa fare? Già nelle scorse settimane avevo fatto un appello all’auto controllo e al senso di responsabilità. Avevo detto che non aveva senso chiudere le scuole e lasciare aperti porti, aereoporti, strade e luoghi affollati di incontro. Personalmente ritengo che siamo al tramonto di un ciclo della storia dell’umanità, dove consumismo, lotta del capitale e del potere per il potere, l’hanno fatta da padrone per troppo tempo. Servirà adesso tornare a mettere al centro l’uomo, la solidarietà e la sussidiarietà tra piccoli gruppi di persone. Adesso saremo costretti a ridurre le nostre frequentazioni e a modificare gli stili di vita. Un’occasione per tornare alle cose semplici, per occuparci dell’essenzialità della vita. Gli impatti economici di questa fase saranno pesantissimi e tracceranno il solco di una piena recessione per molti paesi, tra cui inevitabilmente anche l’Italia. Le grandi Città saranno quelle a risentirne di più, per cui è facile immaginare che le aree più interne, i centri più piccoli e a maggiore vocazione rurale potranno offrire maggiori occasioni per una migliore qualità della vita, lontano dagli sprechi, dalle contaminazioni e dalle bruttezze della crisi e del degrado. Sconfiggere il Coronavirus tornando alle nostre radici, ovvero a quelle di un popolo che ha dimostrato di essere in grado con coraggio di affrontare e superare avversità di ogni tipo. Dobbiamo ricercare nella nostra memoria e ascoltare la voce dei nostri antenati. Trascorrere più tempo a casa non per paura, quindi, ma per consapevolezza e senso di appartenenza alla comunità. Consumare cibi semplici e bere bevande calde, nella tradizione delle antiche ricette della nonna. Basterà seguire il buon senso usando la testa, senza farsi prendere dal panico. Avviare processi di empatia e collaborazione con l’altro a partire dai vicini continuando con gli operatori sanitari che, sempre più, dovranno lottare con abnegazione all’interno delle strutture ospedaliere per fare fronte all’emergenza. Avere la consapevolezza che attenendoci alle ordinanze con responsabilità, potremo superare questo momento di difficoltà. L’umanità come l’abbiamo vissuta è in crisi e presto c’è ne renderemo conto. Viviamo l’opportunità”.

Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato regionale dell’Udc.

Lo riferisce l’Ansa. Per l’uomo, che era già affetto da una serie patologie pregresse ed è in gravi condizioni, era stata richiesta la disponibilità al ricovero all’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, dove, però, non erano disponibili posti in Rianimazione.

La fuga di notizie di ieri che ha coinvolto la regione Lombardia ha creato il panico nel panico.

Chiudere i confini della regione del nord, in entrata e in uscita, ha “costretto” a decine, centinaia e forse migliaia di suddisti residenti al nord a prendere il primo mezzo per scappare via dalla Lombardia e recarsi al sud.

Un sud dove la Sicilia, purtroppo, è la prima regione a spopolarsi per recarsi al nord, (anche per rendere tanto onore), e ben sappiamo che il numero di paisani residenti nelle regioni ad altissimo rischio come la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Veneto è abbastanza numeroso.

Il presidente della Regione Musumeci è stato chiaro: “Tutti in autoquarantena coloro i quali in fretta ed in furia, sono scesi al sud”.

A noi, umili operatori della comunicazione, non ci resta altro che appellarci a tutta questa gente (conterranea) incontrollata che prende il proprio mezzo per scappare via al sud.

Il problema potrebbe essere mio, dei miei familiari, dei miei vicini di casa, dei miei amici. Va bene, fin qui ci siamo. Ma a tutta questa gente scappata letteralmente dal nord non posso non ricordare che, in caso sciagurato di contrazione di questo maledetto virus, ad essere colpiti, prima di noi, saranno i propri familiari, i propri genitori, i propri nonni e i propri nipotini.

Ed è per questo che scriviamo e rivolgiamo questo articolo a tutti i nostri compaesani che, in queste ore, stanno rientrando nelle propria terra. Abbiate rispetto per la comunità, delle regole, dei decreti legislativi; fate uscire a 360 gradi tutto il vostro (nostro) senso di rispetto per il prossimo che da sempre ci contraddistingue. Non siete come i ladri, che scappano; siete gente perbene pronta a percepire il reale pericolo che può scaturire.

Amici “paisani”, nessuno gioisce per la vostra situazione, nessuno punta il dito su di voi; anzi, vi siamo vicini e si spera che tutta questa orribile vicenda del coronavirus possa concludersi il prima possibile, senza conseguenze catastrofiche.

Non possiamo esimerci, però, dal raccomandarvi che la vostra fuga dal nord possa andare a compromettere quella del profondo sud, quella della nostra Sicilia, quella della nostra provincia.

Vi chiediamo, pertanto, cari conterranei, di rispettare le regole vigenti dopo il provvedimento intrapreso dal presidente della Regione Nello Musumeci.

Ma più che ai decreti e alle nuove normative, leggi e leggine, facciamo appello a voi, amici conterranei ed al vostro senso di responsabilità; dicibile o indicibile che sia, vi ricordiamo che provenite da una zona, considerata rossa, dalla quale potrebbe potenzialmente scaturire un vero e proprio caos per tutti noi, per la nostra amata terra, per i nostri cari, per i vostri cari!

Rispettate le regole, chiamate i medici di famiglia, isolatevi e state chiusi in casa per tutto il tempo che necessita o impone la situazione.

In questo modo, con questo grande senso di responsabilità, potrete contribuire a non alimentare il problema coronavirus nella nostra terra, già abbastanza compromessa dai fatti di Sciacca e dai casi dell’intera regione. Fate in modo di non far diventare la Sicilia la seconda regione italiana affetta da coronavirus.

Grazie, fraterni amici!

Il sindaco di Sciacca Francesca Valenti ha diffuso una dichiarazione video attraverso la propria pagina Facebook, nel quale nel fare il punto della situazione riguardante l’emergenza coronavirus e nel confermare i nuovi casi positivi che si sono registrati in ospedale (sono in isolamento e al momento stanno bene), ha voluto anche lanciare un appello alla città e rinnovare i consigli ad osservare tutte le indicazioni per evitare di correre rischi di contagiarsi.

Un appello al buon senso da parte di tutti, com’è giusto che sia, in un momento di difficoltà. “La situazione è sotto controllo .- ha detto il primo cittadino – contribuiamo tutti ad evitare ulteriore panico e allarmismo, rispettiamo le regole che le autorità sanitarie hanno indicato, nell’interesse di tutti”

 

Si tratterebbe, stando alle prime notizie che al momento non sono state ufficializzate, di pazienti, familiari che li assistono e operatori socio sanitari del reparto di medicina.

Sarebbero invece negativi i tamponi per i medici dello stesso reparto, ovvero i sanitari che si presume stavano maggiormente a contatto con il collega che per primo ha contratto il contagio. Resta inteso che, stando così le cose, il reparto di medicina resta in isolamento. Nessuna delle persone risultate positive al momento risulta avere sintomi gravi. Stanno insomma bene, anche se tutto il reparto è abbastanza preoccupato della situazione che si è venuta a creare.

Nelle prossime ore, il sindaco farà un appello alla popolazione. Al punto in cui siamo, le raccomandazioni a rimanere a casa sono quanto più necessarie.

(corrieredisciacca.it)

Il sindaco di Sciacca Francesca Valenti a breve comunicherà alla popolazione di Sciacca le ultimissime novità e le relative nuove disposizioni che dovranno essere adottate nelle prossime ore.

Nel frattempo, la consiglire comunale a Sciacca Carmela Santangelo, nella qualità di presidente della commissione comunale alla Sanità, precisa che “le accuse rivolte al medico (potenziale paziente 1 a Sciacca, ndr) sono state completamente errate in quanto il virus era già presente nella comunità di Sciacca ed ha colpito in maniera feroce”.

Noi prendiamo spunto di queste parole, che attualmente sembrano assolutamente inopportune, e nello stesso tempo invitiamo la consigliera comunale, che si erge a profondo conoscitore del problema, di riferire a tutta la popolazione (più del sindaco!) dove e come sta tutta la verità.

Non si vuole colpevolizzare nessuno ma nello stesso tempo non si possono non fare alcune considerazioni; l’assoluta coincidenza temporale, da quando il medico trovato positivo al coronavirus ha messo piede a Sciacca e i casi successivi di contagio; perchè ad essere colpiti sono medici e infermieri dello stesso ospedale dove la donna presta servizio?

E comunque, se la consigliere comunale è a conoscenza di nuove verità (è inquietante pensare che il virus era presente a Sciacca molto prima del caso della dottoressa), farebbe bene a riferire, puntino per puntino, come stanno le cose.

In questo momento non è assolutamente il caso di rilasciare mezze frasi o mezze verità.