Home / 2020 / Marzo (Pagina 48)

A seguito della grave emergenza sanitaria che il nostro Paese sta purtroppo attraversando, dichiara il dirigente nazionale di Cambiamo! Marcello Fattori, è di vitale importanza che le elezioni amministrative siciliane fissate per il 24 maggio prossimo vengano urgentemente rinviate a dopo l’estate.
L’imminenza della data del 24 Maggio costringe infatti in questi giorni tutti gli operatori politici che hanno in programma di candidarsi o che stanno curando l’organizzazione delle liste,  a frequenti incontri e contatti con centinaia di persone, con il serio rischio di contribuire ad aumentare le possibilità di contagio del Coronavirus in tutto il territorio siciliano.
Chiediamo dunque al Presidente Musumeci, conclude Fattori, di adoperarsi per allargare l’orizzonte temporale delle elezioni, lanciando in tal modo un ulteriore segnale forte che indurrebbe tutti alla prudenza,alla massima collaborazione e concentrazione per superare uniti più che mai questo triste periodo di emergenza.

Insieme alla preoccupazione per l’emergenza coronavirus e dopo gli appelli a rimanere in casa per aggirare il contagio, oggi in provincia di Agrigento c’è da fare i conti con una nuova allerta meteo.

Il Dipartimento regionale della Protezione civile ha infatti diramato fino alle ore 24 di oggi un avviso di condizioni meteo avverse con livello di attenzione gialla. Sono infatti previsti forti temporali in tutta la provincia per l’intera giornata.

La città sembra cominci a rispondere agli inviti al senso di responsabilità che arrivano da ogni parte.

La foto che pubblichiamo è stata scattata alle ore 20.15 in piazza Carmine. Mentre a San Leone Agrigento sentono il problema lontano dalla loro realta’, a Sciacca dopo i 10 casi positivi la cittadinanza si sta mobilitando. Poche persone in giro, solo alcuni giovani nei locali dove trasmettono la partita di calcio Juventus-Inter.

E’ un momento difficile per le attività commerciali, gli esercenti pagheranno cara l’emergenza coronavirus, ma anche loro si stanno rendendo conto che non ci sono alternative per prevenire i contagi e limitare rischi per la comunità tutta. I locali pubblici hanno modificato la sistemazione dei tavoli e tutti si adeguano alle nuove regole.

Nonostante il pericolo di veloce diffusione del coronavirus, nonostante tutti gli appelli e divieti, a San Leone di Agrigento (e non solo) i giovani sembrano sfidare il pericolo. Le foto di oggi sono emblematiche e dimostrano il menefreghismo di giovani e giovanissimi. Molto probabilmente, i genitori dormono sonni tranquilli, forse sicuri che la terribile emergenza possa schivare i loro figli.

I numeri del Coronavirus sono ogni giorno sempre più preoccupanti e per questo motivo, la scorsa notte, il Governo ha varato un nuovo decreto legge con cui si impongono importanti limitazioni da seguire. Le foto pubblicate sono la rappresentazione plastica dell’incoscienza. San Leone, cuore della movida agrigentina invasa sin dal pomeriggio di oggi da fiumi di giovani che prendono d’assalto locali, bar e si ritrova in massa in piazza.

Sono in molti a segnalare l’arrivo oggi dal nord di pullman, provenienti anche da zone a rischio, stracarichi di insegnanti, bidelli, studenti, impiegati tutti originari dell’agrigentino. Centinaia di persone, dunque, potenzialmente a rischio contagio.

Cosa è stato fatto? Le autorità sono intervenute? Sono state applicate le nuove regole disposte dal Governo e dal presidente della Regione Musumeci? Non sappiamo bene se sono stati identificati tutti i passeggeri ed eventualmente posti in quarantena nelle loro abitazioni.

Si spera in un controllo da parte delle autorità civili e militari.

L’arcivescovo di Agrigento, card. Francesco Montenegro, tenuto conto delle decisioni della Conferenza Episcopale Italiana in rispetto del DPCM dell’8 marzo 2020 (https://www.chiesacattolica.it/decreto-coronavirus-la-posizione-della-cei/) stabilisce

che dalla sera di domenica 8 marzo 2020 e fino al 3 aprile 2020 sono sospese le celebrazioni delle Sante Messe quotidiane comprese quelle funebri e nuziali.

Le chiese possono rimanere aperte solo per le preghiere personali. «Preghiamo il Signore – dice l’arcivescovo Montenegro – perché al più presto ci liberi da questo male».

In provincia di Agrigento, e non solo, lo conoscono tutti: il riberese Nino Tortorici, 48 anni il prossimo 14 marzo, da anni interpreta bizzarri personaggi nelle trasmissioni televisive Mediaset, in particolare in “Avanti un altro” di Paolo Bonolis dove, dopo il successo ottenuto nei panni de “il cognato dell’Alieno” adesso è un eccentrico coreagrafo.

Nino Tortorici ormai da anni ha lasciato la sua Ribera: vive e lavora a Roma. Il suo primo incontro con Paolo Bonolis risale al 1997 mentre la prima apparizione in tv risale all’aprile dello stesso anno in una puntata dello show “Tira e molla”. Dal 1998 è stato uno dei volti della trasmissione “Ciao Darwin”.

L’artista agrigentino è conosciuto anche per la sua lunga esperienza in radio: dopo aver iniziato con le radio locali nel 2000 ha collaborato con RTL 102.5, e poi ancora con Radio 2. Nel corso degli anni ha avuto modo di interagire con numerosi personaggi , tra cui Fiorello.

Nel 2010 torna a Canale 5 con Paolo Bonolis per la sesta edizione di Ciao Darwin: ad Avanti arriva qualche anno dopo sulla scia di un altro personaggio, l’Alieno, interpretato da Leonardo Tricarico: dopo l’uscita di scena di quest’ultimo, Nino – noto come il Cognato dell’Alieno – continua ad avere grande successo.

Adesso per lo showman riberese si aprono nuove ed interessanti prospettive.

Chi viene dal nord “zone allerta rossa” dovrebbe avere l’accortezza di mettersi in quarantena, così da evitare danni alla salute dei propri cari che risiedono qui in Sicilia, regione che ancora non risulta essere tra quelle con” allarme rosso”. Da amministratore comunico alla cittadinanza, che stiamo seguendo tutte le indicazioni pervenuteci dalle direttive diramate dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

A dichiararlo il Presidente allo sviluppo economico della città di Agrigento Salvatore Borsellino.

La prevenzione epidemiologica contro il coronavirus sta, di fatto, bloccando le attività. Prima la salute pubblica e l’obiettivo di bloccare la diffusione del virus. In ottemperanza al Decreto della Presidenza del Consigliodei Ministri, i sindaci stanno predisponendo i consequenziali avvisi.
In Sicilia, la sospensione è già inclusa nel decreteo emesso dalla Presidenza della Regione, Nello Musumeci.
Queste le nuove disposizioni:
Sono sospese le attività di pub, scuole di ballo, sale gioco, sale scommesse e sale bingo…. (…) con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;
E’ sospesa l’apertura dei Musei e di altri luoghi di cultura;
Lo svolgimento delle attività di ristorazione e bar hanno l’obbligo, a carico del gestore, di fare rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;
L’intero articolo 2 del nuovo DPCM, è riportato qui di seguito.
La prevenzione epidemiologica contro il coronavirus sta, di fatto, bloccando le attività. Prima la salute pubblica e l’obiettivo di bloccare la diffusione del virus. In ottemperanza al Decreto della Presidenza del Consigliodei Ministri, i sindaci stanno predisponendo i consequenziali avvisi.
In Sicilia, la sospensione è già inclusa nel decreteo emesso dalla Presidenza della Regione, Nello Musumeci.
Queste le nuove disposizioni:
Sono sospese le attività di pub, scuole di ballo, sale gioco, sale scommesse e sale bingo…. (…) con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;
E’ sospesa l’apertura dei Musei e di altri luoghi di cultura;
Lo svolgimento delle attività di ristorazione e bar hanno l’obbligo, a carico del gestore, di fare rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione;
L’intero articolo 2 del nuovo DPCM, è riportato qui di seguito.

“Coronavirus? Solo uno dei tanti effetti cui dovremo abituarci nei prossimi anni, a causa della globalizzazione selvaggia, dello scambio non controllato delle merci e della mobilità umana talvolta senza vere ragioni. La spasmodica ricerca di successo e di felicità illusoria, si riducono a niente quando si devono fare i conti con i limiti naturali dell’essere umano, con la malattia e la pandemia. L’egoismo dell’uomo sta distruggendo l’ambiente, la natura e le stesse relazioni tra le persone. Cambiamenti climatici, scarsezza di risorse materiali, di energia e persino di cibo in troppe parti del mondo, erano già indicatori chiari del fallimento di un’azione umana spregiudicata e cinica ai limiti della sopportabilità. Cosa fare? Già nelle scorse settimane avevo fatto un appello all’auto controllo e al senso di responsabilità. Avevo detto che non aveva senso chiudere le scuole e lasciare aperti porti, aereoporti, strade e luoghi affollati di incontro. Personalmente ritengo che siamo al tramonto di un ciclo della storia dell’umanità, dove consumismo, lotta del capitale e del potere per il potere, l’hanno fatta da padrone per troppo tempo. Servirà adesso tornare a mettere al centro l’uomo, la solidarietà e la sussidiarietà tra piccoli gruppi di persone. Adesso saremo costretti a ridurre le nostre frequentazioni e a modificare gli stili di vita. Un’occasione per tornare alle cose semplici, per occuparci dell’essenzialità della vita. Gli impatti economici di questa fase saranno pesantissimi e tracceranno il solco di una piena recessione per molti paesi, tra cui inevitabilmente anche l’Italia. Le grandi Città saranno quelle a risentirne di più, per cui è facile immaginare che le aree più interne, i centri più piccoli e a maggiore vocazione rurale potranno offrire maggiori occasioni per una migliore qualità della vita, lontano dagli sprechi, dalle contaminazioni e dalle bruttezze della crisi e del degrado. Sconfiggere il Coronavirus tornando alle nostre radici, ovvero a quelle di un popolo che ha dimostrato di essere in grado con coraggio di affrontare e superare avversità di ogni tipo. Dobbiamo ricercare nella nostra memoria e ascoltare la voce dei nostri antenati. Trascorrere più tempo a casa non per paura, quindi, ma per consapevolezza e senso di appartenenza alla comunità. Consumare cibi semplici e bere bevande calde, nella tradizione delle antiche ricette della nonna. Basterà seguire il buon senso usando la testa, senza farsi prendere dal panico. Avviare processi di empatia e collaborazione con l’altro a partire dai vicini continuando con gli operatori sanitari che, sempre più, dovranno lottare con abnegazione all’interno delle strutture ospedaliere per fare fronte all’emergenza. Avere la consapevolezza che attenendoci alle ordinanze con responsabilità, potremo superare questo momento di difficoltà. L’umanità come l’abbiamo vissuta è in crisi e presto c’è ne renderemo conto. Viviamo l’opportunità”.

Lo afferma Vincenzo Figuccia, deputato regionale dell’Udc.