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A fronte della crisi sociale e sanitaria provocata dall’emergenza coronavirus, le aziende del Gruppo Moncada, con in testa la capogruppo Moncada Energy, recepito il parere della Direzione dell’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, hanno deliberato l’acquisto di attrezzature ed apparecchiature da donare all’Ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento per un valore di oltre 100mila euro, che saranno consegnate entro la fine del mese di marzo. Nello specifico si tratta di sei macchinari funzionali alla respirazione ed alla ventilazione dei pazienti in terapia intensiva, con l’obiettivo di fornire un concreto aiuto nel contenere e contrastare le patologie derivanti dal contagio del virus. Tale implementazione, ovviamente, è in aggiunta a tutte le implementazioni poste in atto già dalla stessa Azienda sanitaria. L’amministratore del Gruppo Moncada, Salvatore Moncada, afferma: “Stiamo vivendo tutti una situazione non felice, anche sul piano economico. Tuttavia, comprendendo la gravità di quanto sta accadendo, riteniamo sia giusto dare un concreto apporto di mezzi al nostro territorio per contrastare le conseguenze collegate alla diffusione del virus. Solo se resteremo uniti, non lasciandoci prendere dallo sconforto e, soprattutto, solamente se sapremo comprenderci gli uni con gli altri, dimostrando spirito collaborativo e ponendo in essere atteggiamenti rispettosi nei confronti del prossimo, riusciremo a vincere questa battaglia contro un nemico invisibile, che fa paura, ma che può certamente essere sconfitto applicando le direttive nazionali e regionali sulla prevenzione. Solo così saremo pronti qualora la situazione dovesse diventare critica. Il Gruppo Moncada si augura che questo gesto possa essere da esempio per tutte le altre realtà imprenditoriali che, trovandosi nella condizione di poterlo fare, contribuiscano a rendere più attrezzate e fornite le strutture ospedaliere del territorio agrigentino, consentendo alle stesse di fronteggiare al meglio l’emergenza mediante un aumento della capacità assistenziale”.

“In questi giorni di emergenza va rivolto un plauso a quanti si prodigano per aiutare le persone sole o in difficoltà.  Un elogio particolare al Comitato di quartiere  Fontanelle Insieme che ha fornito numeri utili per la consegna di  farmaci e beni di prima necessità a domicilio e ha indicato un sistema da adottare in ogni condominio per mettersi a disposizione di  quanti sono impossibilitati a muoversi perché ammalati o immunodepressi. Azioni e iniziative di solidarietà sono preziose in questo momento e gesti come questi possono essere replicati in ogni quartiere”.

In relazione all’intervento esplicativo di ieri, del Governo, tutti i mercati all’aperto sono chiusi.  Il mercato settimanale del venerdì in piazza Ugo La Malfa non verrà effettuato così come non si effettueranno i mercatini settimanali al Villaggio Peruzzo e al Villaggio Mosè. Il Decreto del Governo parla chiaro e purtroppo questa è una delle limitazioni previste. La violazione del Decreto costituisce reato penale. La misura è volta  ad evitare che si creino aree affollate nelle quali è più facile la diffusione del contagio.

Gli albergatori agrigentini, spinti dal grande senso di responsabilità e nel rispetto della sicurezza per la salute pubblica, hanno deciso di chiudere le attività. La decisione, seppur intrisa di disagio e sofferenza, è frutto della consapevolezza che ciascuno di noi, in questo particolare momento di emergenza per il territorio, è chiamato a dare il proprio contributo per provare a contrastare e contenere la diffusione del Coronavirus. Il Decreto del 10 marzo accompagnato dall’appello del Presidente del Consiglio dei Ministri di restare a casa, impone alle nostre coscienze di cittadini prima e di imprenditori dopo, di assumere comportamenti adeguati al difficile momento. Per mettere in sicurezza l’economia occorre prima mettere in sicurezza la salute.

 

 

Al ventesimo giorno dell’emergenza coronavirus, l’Italia, ormai in quarantena da Aosta a Palermo, supera la quota simbolo di 10mila contagiati, 1.004 dei quali guariti, e registra il più elevato numero di vittime: 168 in un solo giorno, 135 dei quali in Lombardia. Ecco perché dalle Regioni del Nord, Lombardia e Veneto su tutte, è giunto un nuovo appello per un’ennesima stretta: “Chiudete tutto per 15 giorni”. I governatori propongono che restino in funzione solo i servizi essenziali mentre, ad eccezione di generi alimentari, farmacie e parafarmacie, negozi e attività produttive siano chiuse subito. “E’ il tempo della fermezza. Bisogna chiudere tutto adesso per ripartire il prima possibile. Le mezze misure non servono” – ripetono i presidenti di Regione e l’opposizione parlamentare, da Salvini a Meloni.

La grave situazione che stiamo vivendo non può e non deve vederci inermi di fronte alle grandi difficoltà che tutte le famiglie della nostra provincia stanno affrontando.

La difficile situazione di non poter vivere come eravamo abituati, sia pure nella già precaria

condizione in cui versava la nostra economia, deve vederci reagire per fare tutto il possibile affinché la difficile situazione non diventi drammatica.

Per questo, nei limiti del possibile, chiediamo al Governo nazionale e regionale di mettere in atto le misure necessarie per aiutare la popolazione tutta, soprattutto le fasce più deboli, ad affrontare al meglio il momento presente.

Si acceleri nell’assunzione di nuovo personale sanitario per permettere in tempo di fronteggiare la già precaria realtà sanitaria presente; si concedano contributi straordinari ai comparti già in ginocchio;  si mettano in atto tutte le misure possibili a sostegno dei lavoratori e delle famiglie in difficoltà.

Auspichiamo che tutti ci rendiamo conto che le misure restrittive sugli spostamenti sono necessari e siamo chiamati a cambiare le nostre abitudini; siamo chiamati a capire che va tutelata sia la nostra di salute come quella degli altri, per questo evitare di andare in giro o frequentare luoghi affollati non è il caso, soprattutto i giovani capiscano che è necessario evitare, San Leone, locali, e centri nei quali diventa pericoloso anche un semplice incontrarsi e stare in luoghi con molta gente.

Certi, per la provvidente e benevola azione di Dio che non abbandona il suo popolo, ci rialzeremo e meglio di prima continueremo la nostra vita e daremo il nostro contributo allo sviluppo di questa bellissima nostra terra.

Un provvedimento di sequestro di beni per un valore di circa 6 milioni di euro è stato eseguito dalla Dia, la Direzione investigativa antimafia, nei confronti dell’imprenditore di Castelvetrano Nicolò Clemente, ritenuto vicino al boss latitante Matteo Messina Denaro. A carico di Clemente stata proposta anche la sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. Il provvedimento è stato emesso dalla sezione misure di Prevenzione del tribunale di Trapani, su proposta del Direttore della Dia. Nell’ambito delle indagini, svolte dalla Dia di Trapani e coordinate della Dda di Palermo, sono state sequestrate due imprese, la Clemente costruzioni e la Calcestruzzi srl. L’imprenditore è stato già stato arrestato per associazione mafiosa, ed il processo è tuttora in corso dinanzi al Tribunale di Marsala.

ZONE INTERESSATE DAL DECRETO

1) Ci sono differenze all’interno del territorio nazionale? No, per effetto del dpcm del 9 marzo le regole sono uguali su tutto il territorio nazionale e sono efficaci dalla data del 10 marzo e sino al 3 aprile.

2) Sono ancora previste zone rosse? No, non sono più previste zone rosse. Le limitazioni che erano previste nel precedente dpcm del 1° marzo (con l’istituzione di specifiche zone rosse) sono cessate. Ormai, con il dpcm del 9 marzo, le regole sono uguali per tutti.

SPOSTAMENTI

1) Cosa si intende per “evitare ogni spostamento delle persone fisiche”? Ci sono dei divieti? Si può uscire per andare al lavoro? Chi è sottoposto alla misura della quarantena, si può spostare? Si deve evitare di uscire di casa. Si può uscire per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni essenziali. Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e locali. La veridicità delle autodichiarazioni sarà oggetto di controlli successivi e la non veridicità costituisce reato. È comunque consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. Senza una valida ragione, è richiesto e necessario restare a casa, per il bene di tutti. È previsto anche il “divieto assoluto” di uscire da casa per chi è sottoposto a quarantena o risulti positivo al virus.

2) Se abito in un comune e lavoro in un altro, posso fare “avanti e indietro”? Sì, è uno spostamento giustificato per esigenze lavorative.

3) Ci sono limitazioni negli spostamenti per chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5? In questo caso si raccomanda fortemente di rimanere a casa, contattare il proprio medico e limitare al massimo il contatto con altre persone.

4) Cosa significa “comprovate esigenze lavorative”? I lavoratori autonomi come faranno a dimostrare le “comprovate esigenze lavorative”? È sempre possibile uscire per andare al lavoro, anche se è consigliato lavorare a distanza, ove possibile, o prendere ferie o congedi. “Comprovate” significa che si deve essere in grado di dimostrare che si sta andando (o tornando) al lavoro, anche tramite l’autodichiarazione vincolante di cui alla FAQ n. 1 o con ogni altro mezzo di prova , la cui non veridicità costituisce reato. In caso di controllo, si dovrà dichiarare la propria necessità lavorativa. Sarà cura poi delle Autorità verificare la veridicità della dichiarazione resa con l’adozione delle conseguenti sanzioni in caso di false dichiarazioni.

5) Come si devono comportare i transfrontalieri? I transfrontalieri potranno entrare e uscire dai territori interessati per raggiungere il posto di lavoro e tornare a casa. Gli interessati potranno comprovare il motivo lavorativo dello spostamento con qualsiasi mezzo (vedi faq precedente).

6) Ci saranno posti di blocco per controllare il rispetto della misura? Ci saranno controlli. In presenza di regole uniformi sull’intero territorio nazionale, non ci saranno posti di blocco fissi per impedire alle persone di muoversi. La Polizia municipale e le forze di polizia, nell’ambito della loro ordinaria attività di controllo del territorio, vigileranno sull’osservanza delle regole.

7) Chi si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza potrà rientrarvi? Sì, chiunque ha diritto a rientrare presso il proprio domicilio, abitazione o residenza, fermo restando che poi si potrà spostare solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

8) È possibile uscire per andare ad acquistare generi alimentari? I generi alimentari saranno sempre disponibili? Sì, si potrà sempre uscire per acquistare generi alimentari e non c’è alcuna necessità di accaparrarseli ora perché saranno sempre disponibili.

9) È consentito fare attività motoria? Sì, l’attività motoria all’aperto è consentita purché non in gruppo.

10) Si può uscire per acquistare beni diversi da quelli alimentari? Si, ma solo in caso di stretta necessità (acquisto di beni necessari, come ad esempio le lampadine che si sono fulminate in casa).

11) Posso andare ad assistere i miei cari anziani non autosufficienti? Sì, è una condizione di necessità. Ricordate però che gli anziani sono le persone più vulnerabili e quindi cercate di proteggerle dai contatti il più possibile.

TRASPORTI

1) Sono previste limitazioni per il transito delle merci? No, nessuna limitazione. Tutte le merci (quindi non solo quelle di prima necessità) possono essere trasportate sul territorio nazionale. Il trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può spostarsi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci.

2) I corrieri merci possono circolare? Sì, possono circolare.

3) Sono un autotrasportatore. Sono previste limitazioni alla mia attività lavorativa? No, non sono previste limitazioni al transito e all’attività di carico e scarico delle merci.

4) Esistono limitazioni per il trasporto pubblico non di linea? No. Non esistono limitazioni per il trasporto pubblico non di linea. Il servizio taxi e di ncc non ha alcuna limitazione in quanto l’attività svolta è considerata esigenza lavorativa.

UFFICI E DIPENDENTI PUBBLICI

1) Gli uffici pubblici rimangono aperti? Sì, su tutto il territorio nazionale. L’attività amministrativa è svolta regolarmente. In ogni caso quasi tutti i servizi sono fruibili on line. E’ prevista comunque la sospensione delle attività didattiche e formative in presenza di scuole, nidi, musei, biblioteche.

2) Il decreto dispone per addetti, utenti e visitatori degli uffici delle pubbliche amministrazioni, sull’intero territorio nazionale, la messa a disposizione di soluzioni disinfettanti per l’igiene delle mani. Nel caso di difficoltà di approvvigionamento di tali soluzioni e conseguente loro indisponibilità temporanea, gli uffici devono rimanere comunque aperti? Gli uffici devono rimanere comunque aperti. La presenza di soluzioni disinfettanti è una misura di ulteriore precauzione ma la loro temporanea indisponibilità non giustifica la chiusura dell’ufficio, ponendo in atto tutte le misure necessarie per reperirle.

3) Il dipendente pubblico che ha sintomi febbrili è in regime di malattia ordinaria o ricade nel disposto del decreto-legge per cui non vengono decurtati i giorni di malattia? Rientra nel regime di malattia ordinaria. Qualora fosse successivamente accertato che si tratta di un soggetto che rientra nella misura della quarantena o infetto da COVID-19, non si applicherebbe la decurtazione.

4) Sono un dipendente pubblico e vorrei lavorare in smart working. Che strumenti ho? Le nuove misure incentivano il ricorso allo smart working, semplificandone l’accesso. Compete al datore di lavoro individuare le modalità organizzative che consentano di riconoscere lo smart working al maggior numero possibile di dipendenti. Il dipendente potrà presentare un’istanza che sarà accolta sulla base delle modalità organizzative previste.

PUBBLICI ESERCIZI

1) Bar e ristoranti possono aprire regolarmente? È consentita l’attività di ristorazione e bar dalle 6.00 alle 18.00, con obbligo a carico del gestore di predisporre le condizioni per garantire la possibilità del rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, con sanzione della sospensione dell’attività in caso di violazione.

2) Si potranno comunque effettuare consegne a domicilio di cibi e bevande? Il limite orario dalle 6.00 alle 18.00 è riferito solo all’apertura al pubblico. L’attività può comunque proseguire negli orari di chiusura al pubblico mediante consegne a domicilio. Sarà cura di chi organizza l’attività di consegna a domicilio – lo stesso esercente ovvero una cosiddetta piattaforma – evitare che il momento della consegna preveda contatti personali.

3) Sono gestore di un pub. Posso continuare ad esercitare la mia attività? Il divieto previsto dal DPCM riguarda lo svolgimento nei pub di ogni attività diversa dalla somministrazione di cibi e bevande. È possibile quindi continuare a somministrare cibo e bevande nei pub, sospendendo attività ludiche ed eventi aggregativi (come per esempio la musica dal vivo, proiezioni su schermi o altro), nel rispetto delle limitazioni orarie già previste per le attività di bar e ristoranti (dalle 6.00 alle 18.00) e, comunque, con l’obbligo di far rispettare la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.

4) Cosa è previsto per teatri, cinema, musei, archivi, biblioteche e altri luoghi della cultura? Ne è prevista la chiusura al pubblico su tutto il territorio nazionale.

SCUOLA

1) Cosa prevede il decreto per le scuole? Nel periodo sino al 3 aprile 2020, è sospesa la frequenza delle scuole di ogni ordine e grado. Resta la possibilità di svolgimento di attività didattiche a distanza, tenendo conto, in particolare, delle specifiche esigenze degli studenti con disabilità.


UNIVERSITA’

1) Cosa prevede il decreto per le università? Nel periodo sino al 3 aprile 2020, è sospesa la frequenza delle attività di formazione superiore, comprese le università e le istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica, di corsi professionali, master e università per anziani. Resta la possibilità di svolgimento di attività formative a distanza, tenendo conto, in particolare, delle specifiche esigenze degli studenti con disabilità. Non è sospesa l’attività di ricerca.

2) Si possono tenere le sessioni d’esame e le sedute di laurea? Sì, potranno essere svolti ricorrendo in via prioritaria alle modalità a distanza o comunque adottando le precauzioni di natura igienico sanitaria ed organizzative indicate dal dpcm del 4 marzo; nel caso di esami e sedute di laurea a distanza, dovranno comunque essere assicurate le misure necessarie a garantire la prescritta pubblicità.

3) Si possono tenere il ricevimento degli studenti e le altre attività? Sì. Corsi di dottorato, ricevimento studenti, test di immatricolazione, partecipazione a laboratori, etc., potranno essere erogati nel rispetto delle misure precauzionali igienico sanitarie, ricorrendo in via prioritaria alle modalità a distanza. Anche in questo caso particolare attenzione dovrà essere data agli studenti con disabilità.

4) Cosa si prevede per i corsi per le specializzazioni mediche? Dalla sospensione sono esclusi i corsi post universitari connessi con l’esercizio delle professioni sanitarie, inclusi quelli per i medici in formazione specialistica, e le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e medica. Non è sospesa l’attività di ricerca.

5) Cosa succede a chi è in Erasmus? Per quanto riguarda i progetti Erasmus+, occorre riferirsi alle indicazioni delle competenti Istituzioni europee, assicurando, comunque, ai partecipanti ogni informazione utile.


CERIMONIE ED EVENTI

1) Cosa prevede il decreto su cerimonie, eventi e spettacoli? Su tutto il territorio nazionale sono sospese tutte le manifestazioni organizzate nonché gli eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, anche se svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico (quali, a titolo d’esempio, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati).

2) Si può andare in chiesa o negli altri luoghi di culto? Si possono celebrare messe o altri riti religiosi? Fino al 3 aprile sono sospese su tutto il territorio nazionale tutte le cerimonie civili e religiose, compresi i funerali. Pertanto è sospesa anche la celebrazione della messa e degli altri riti religiosi, come la preghiera del venerdì mattina per la religione islamica. Sono consentiti l’apertura e l’accesso ai luoghi di culto, purché si evitino assembramenti e si assicuri la distanza tra i frequentatori non inferiore a un metro.

TURISMO

1) Cosa prevede il decreto per gli spostamenti per turismo? Sull’intero territorio nazionale gli spostamenti per motivi di turismo sono assolutamente da evitare. I turisti italiani e stranieri che già si trovano in vacanza debbono limitare gli spostamenti a quelli necessari per rientrare nei propri luoghi di residenza, abitazione o domicilio. Poiché gli aeroporti e le stazioni ferroviarie rimangono aperti, i turisti potranno recarvisi per prendere l’aereo o il treno e fare rientro nelle proprie case. Si raccomanda di verificare lo stato dei voli e dei mezzi di trasporto pubblico nei siti delle compagnie di trasporto terrestre, marittimo e aereo.

2) Come trova applicazione la limitazione relativa alle attività di somministrazione e bar, alle strutture turistico ricettive? Le strutture ricettive possono svolgere attività di somministrazione e bar anche nella fascia oraria dalle ore 18 alle ore 6, esclusivamente in favore dei propri clienti e nel rispetto di tutte le precauzioni di sicurezza di cui al dpcm dell’8 marzo.

3) Come si deve comportare la struttura turistico ricettiva rispetto ad un cliente? Deve verificare le ragioni del suo viaggio? Non compete alla struttura turistico ricettiva la verifica della sussistenza dei presupposti che consentono lo spostamento delle persone fisiche.

AGRICOLTURA

1) Sono previste limitazioni per il trasporto di animali vivi, alimenti per animali e di prodotti agroalimentari e della pesca? No, non sono previste limitazioni.

2) Se sono un imprenditore agricolo, un lavoratore agricolo, anche stagionale, sono previste limitazioni alla mia attività lavorativa? No, non sono previste limitazioni.

L’aggiornamento dei casi coronavirus in Sicilia. L’intervento dell’assessore Razza: “Sono già 19mila i rientri registrati”. A lavoro per l’aumento dei posti letto.


Sono 62 i casi di coronavirus in Sicilia, e l’aggiornamento è, purtroppo, sempre in evoluzione all’aumento anche se assai contenuto rispetto ad altre regioni di Italia. Dall’inizio dei controlli, i laboratori regionali di riferimento, ovvero i Policlinici di Palermo e Catania, hanno analizzato 955 tamponi, di cui 881 negativi e 12 in attesa dei risultati. Al momento, quindi, sono stati trasmessi all’Istituto superiore di sanità 62 campioni, di cui 16 già validati da Roma (cinque a Palermo e undici a Catania). Risultano ricoverati 19 pazienti (sette a Palermo, cinque a Catania, due a Messina, uno a Caltanissetta, tre ad Agrigento e uno a Enna) di cui uno in terapia intensiva per precauzione, mentre 41 sono in isolamento domiciliare e 2 sono guariti. Nel frattempo, a fronte dell’emergenza coronavirus, in Sicilia incombe la necessità di reperire il più possibile altri posti letto. In ragione di ciò si è svolta una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica al Palazzo del Governo a Catania, convocato dal prefetto Claudio Sammartino. E a margine del tavolo, l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, ha affermato: “Per la Regione Siciliana è indispensabile proseguire nell’opera di reperimento di posti letto, come stiamo facendo, e di realizzazione di ulteriori terapie intensive, come si sta verificando in questi giorni. Siamo forti dell’esperienza delle Regioni del Nord, e abbiamo dei giorni di ritardo nella crescita del fenomeno rispetto a loro che ci permette di preparare meglio le strutture. Ci sono oltre 19mila siciliani rientrati nell’Isola che si sono registrati sul sito messo a disposizione dalla Regione. E’ il segno che si è colta la consapevolezza e l’importanza di fare sapere che si è sul territorio, e mi attendo comportamenti conseguenti. Questa è una situazione che impegna i cittadini in prima persona, e non soltanto le istituzioni. E sono i cittadini che, in maniera ordinata e disciplinata, devono rispettare le regole e le disposizioni che arrivano dalle Istituzioni. Occorre l’impegno collettivo di tutta la società per arginare il fenomeno del contagio che può essere rallentato”- conclude Razza. Ed a proposito di regole e disposizioni delle Istituzioni, la Regione Sicilia ha appena lanciato un altro messaggio di sensibilizzazione, pubblicato, tra l’altro, sulla copertina della pagina Facebook del presidente della Regione, Nello Musumeci. E si legge: “Io resto a casa. Evitiamo i contatti per evitare i contagi. Condividi la responsabilità. Rispetta le regole”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Ciao Simona come stai?
Sono tempi duri, lo so.
Tempi duri per noi giornalisti che dobbiamo stare sempre sul pezzo senza però dimenticarci del codice deontologico e che dobbiamo ricordare di avere un solo padrone, il lettore al quale dobbiamo la verità ma anche la tutela dal danno che una notizia può provocare; tempi duri per noi mamme, che dobbiamo proteggere i nostri figli e spiegare loro cosa sta accadendo responsabilizzandoli ma senza allarmarli; tempi duri in cui dobbiamo avere tanta paura ma mostrarla con parsimonia, disperarci in silenzio e piangere da soli, continuare a dirci che “andrà tutto bene” e crederci fino in fondo. Perché se non ci crediamo fino in fondo, finiamo per morire ogni giorno un po’.
Io ti conosco, so come sei fatta, quanta forza metti in tutto quello che fai, sempre in equilibrio tra ottimismo e buonsenso e ti immagino mentre rispondi a tutti, provi a rassicurare tutti, mentre ti metti a disposizione di chi ha bisogno, come sempre, senza mai dimenticare che la vita è fatta di responsabilità dalle quali non possiamo assolutamente abdicare.
E siamo qui, a domandarci reciprocamente come stiamo e quel “come va?” che è sempre più difficile da chiedere senza temere la risposta. Che in questo momento di crisi, finalmente riusciamo ad ascoltare la risposta a quella domanda che non è più di rito, o un intercalare, ma una necessità, una necessità di sentirsi confortati da quel “sto bene, grazie”.
Che in questi giorni sembriamo tutti estranei, ma le persone che amiamo, le amiamo più forte che si può, e ci voleva un momento di crisi per capire fino in fondo quanto ci stanno a cuore alcune persone e nel sacrificio di star loro lontani, mostriamo tutto l’amore di cui siamo capaci.
Chissà da te come va, chissà se sarete più bravi degli altri a mettere da parte la superficialità e la disattenzione, mostrando dovere civico, responsabilità e amore per la vita.
Sembra tutto così surreale  … già lo so, ci scriverai su un libro! Sono sicura che ci stai già pensando e dentro ci saranno gli stati d’animo che – ne sono sicura – ancora non hai raccontato a nessuno.
Vorrei poterti guardare negli occhi, adesso, per scoprire che ci credi ancora. 
Vorrei poterti parlare per capire  come commenti le notizie che giungono all’improvviso mentre guardi un film. 
E poi vorrei sapere se i tuoi sogni sono rimasti intatti. Perché alla fine tu mi hai insegnato a tenerli stretti quei sogni, che le tempeste si dominano con lucidità e determinazione e che vince chi resiste. 
Resistere, per esistere. 
Da tempo ce lo dici, prima ancora di questa crisi. 
Questa crisi che mostra tutti i nostri lati deboli: la sanità che fa fatica a reggersi sulle proprie gambe, l’economia sempre più in ginocchio, ma disattenzione di chi non ha la percezione del pericolo, di questo pericolo invisibile che ci angoscia, ci fa tremare e ci fa sperare. 
Emmanuel Kant diceva che se hai qualcosa di buono da fare (niente ozio), qualcuno da amare (senza essere egoista) e qualcosa in cui sperare (discrete dosi di ottimismo) allora meriti di essere felice. 
Oggi la felicità risiede nell’amore per la vita, nel fare responsabilmente e nello sperare senza riserve. Oggi vorrei stringerti la mano, dirti che ti stimo, come sempre, darti tutto il supporto che serve e raccontarti di quella volta in cui fummo capaci di uscire da quella situazione così difficile io e te, di quando ce l’abbiamo fatta e poi abbiamo pianto di felicità.
Stammi bene, e come dici sempre tu, resistiamo.
Aspetto tue; e se ti svegli e hai ancora paura, ridammi la mano.

 

Firmato
Simona Stammelluti 

 

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