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“Apprendiamo che sono arrivati ieri mattina a Malpensa, provenienti da Hong Kong, 370 ventilatori polmonari per terapia intensiva e subintensiva e 5000 monitor multiparametrici contrattualizzati da Consip con Althea Italia spa, che saranno immediatamente distribuiti presso le Regioni destinatarie secondo un piano condiviso tra il Commissario straordinario per l’emergenza sanitaria e le singole Regioni.
Complessivamente, ai 352 ventilatori già consegnati, si aggiungono pertanto queste 370 unità; ai 414 monitor consegnati in precedenza, si aggiungono le 5.000 unità appena pervenute. Sono numeri importanti perciò vogliamo sapere quanti e quali di questi approvvigionamenti perverranno all’Asp di Agrigento per essere in grado di rispondere prontamente ad eventuali esigenze di emergenza che ci auguriamo di non dover affrontare. Ci auguriamo che i 30 ventilatori   richiesti dall’Asp arrivino subito dando una immediata risposta al nostro territorio.
Non è certamente pensabile che la provincia di Agrigento non benefici sin da subito di una quota di tali forniture che risultano ancor più necessarie alla luce della dotazione storica di partenza certamente insufficiente rispetto ad altre strutture sanitarie. Ciò assume importanza vieppiù che i generosidei privati scontano, ci dicono, dei tempi di consegna particolarmente lunghi rispetto alle attuali esigenze”.

“Rispetto agli effetti devastanti e perduranti che la pandemia sta generando sui sistemi produttivi, si rileva la necessità di adottare, in modo ormai inderogabile, una concreta ed immediata misura finalizzata ad alleggerire la pressione fiscale nei confronti delle imprese”.  CNA Sicilia, nella giornata di oggi,  ha indirizzato una lettera al Governatore Musumeci, all’Assessore regionale alle Autonomie Locali, Bernardette Grasso, e al Presidente dell’Anci Sicilia, Leoluca Orlando, per sollecitare, ciascuno per il ruolo di competenza, un incisivo intervento che promuova una iniziativa organica destinata alle Amministrazioni comunali, deputate a deliberare sui tributi locali.  “Di fronte ad uno scenario che giorno dopo giorno si fa sempre più complesso e drammatico – scrivono i vertici regionali della Confederazione – si rende necessaria, alla luce anche delle recenti disposizioni con cui si assegna  maggiore liquidità ai Comuni,  l’adozione di misure di sostegno alle imprese, tramite provvedimenti urgenti ad ogni livello, per tendere la mano al  nostro tessuto economico, ormai al collasso, e mitigare le gravi ricadute sociali che ne deriverebbero. A questo proposito, con il coinvolgimento attivo di ANCI Sicilia – sottolineano il presidente Nello Battiato e il segretario Piero Giglione –    chiediamo di intervenire presso i Sindaci dei Comuni della nostra regione, fatte salve le autonomie di ogni Ente Locale, affinché si arrivi subito alla sospensione del pagamento dei tributi locali  a carico delle imprese, Tari, Imu, Tosap, tassa sulla pubblicità, rinviandone la riattivazione alla fine dell’emergenza sanitaria, con cancellazioni e/o riduzione in base anche all’effettiva fruizione del servizio. Le CNA Territoriali della Sicilia, dal canto loro, sono già impegnate in una interlocuzione costante con le Amministrazioni di riferimento al fine di individuare adeguate soluzioni per fare fronte alle criticità che stanno attraversando ed investendo l’intero comparto produttivo. La nostra Confederazione sta collaborando, a tutti i livelli, per consentire alla nostre comunità di contenere e sconfiggere l’epidemia in corso e assicura – concludono Battiato e Giglione – totale collaborazione alle Istituzioni Pubbliche  per la fase di rilancio che si aprirà, si spera, quanto prima”.

Si è tenuta ieri la 1^ riunione dell’ unità di crisi covid-19 dell ‘ASP di Agrigento: presenti il direttore sanitario dell ‘Asp , i capi dipartimento di chirurgia e di medicina ed urgenza, l ‘ Ordine provinciale dei Medici ed Odontoiatri e i Direttori delle unità operative di anestesia e rianimazione. Dopo  attenta e analitica disamina delle opportunità organizzative atte ad affrontare al meglio il diffondersi del contagio COVID-19 si è convenuto di condividere quanto proposto dai Direttori delle unità di anestesia e rianimazione , peraltro già prospettato dalla direzione Asp, i quali ritengono che è necessario al fine di ottimizzare gli organici a disposizione di concentrare gli eventuali pz COVID DA TRATTARE presso gli ospedali di Agrigento e di Sciacca. Nell’ ipotesi di ulteriore necessità di posti gli ospedali di Ribera, Canicattì e Licata potranno far fronte alle necessità mediche e chirurgiche dei distretti orientali e occidentali della provincia.

L’impegno meritorio dei Carabinieri agrigentini anche nell’ambito sociale, soprattutto nei casi di solitudine, a fronte dell’emergenza sanitaria in corso: a Porto Empedocle, una donna sola in casa, con problemi di deambulazione, non sapendo come potere andare a comprare i farmaci necessari, ha telefonato al 112, e il comandante della locale Stazione ha preso i medicinali in farmacia e li ha consegnati personalmente. E poi, a Favara, una donna anziana, sola nella sua abitazione, si è ritrovata la casa allagata a causa della rottura di tubo dell’acqua. Dopo una telefonata ai Carabinieri sul posto è giunta una pattuglia che ha interrotto l’erogazione dell’acqua aiutando la donna ad eliminare il grosso dell’allagamento. Gli stessi militari hanno reperito un tecnico per la riparazione.

Nell’ambito dello stato d’attuazione degli interventi in emergenza covid 19, l’Azienda sanitaria provinciale di Agrigento, coordinata dal direttore generale Alessandro Mazzara e dal direttore sanitario, Gaetano Mancuso, ha finora concretizzato: all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento 12 posti di terapia intensiva nella cosiddetta “Recovery Room”, con isolamento dell’areazione delle stanze degenze covid 19 al terzo piano. Poi all’ospedale “Fratelli Parlapiano” di Ribera sono in creazione 10 posti di terapia intensiva al complesso operatorio del primo piano. Il completamento è previsto entro il 4 aprile. Poi all’ospedale “Giovanni Paolo secondo” di Sciacca 10 posti di terapia intensiva nel reparto di Rianimazione. Poi all’ospedale “Barone Lombardo” di Canicattì sono in creazione 6 posti di terapia intensiva nel reparto di Rianimazione entro il 2 aprile. Poi all’ospedale “San Giacomo d’Altpopasso” di Licata 6 posti di terapia intensiva nel complesso operatorio. Il tutto è con sistema di aerazione separata e mai centralizzata, con canali antimicrobici e filtrazione assoluta.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati alle ore 17 di oggi (domenica 29 marzo), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: 

Agrigento, 75 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto);

Caltanissetta, 61 (19, 3, 4);

Catania, 368 (136, 16, 23);

Enna, 181 (92, 1, 10);

Messina, 266 (129, 8, 15);

Palermo, 216 (78, 14, 6);

Ragusa, 27 (7, 3, 2);

Siracusa, 66 (35, 18, 3);

Trapani, 70 (26, 0, 1).

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana. Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.

Dopo qualche giorno di ricovero presso l’Ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, il medico del lavoro 71enne di Palma di Montechiaro Lorenzo Vella non ce l’ha fatta a superare la sua battaglia contro il coronavirus.

Era ricoverato al centro Covid dal 19 marzo dello stesso nosocomio, le sue condizioni si sono aggravate e non c’è stato purtroppo nulla da fare. Questa è la quinta vittima nelle ultime settimane decedute all’ospedale nisseno.

L’uomo avrebbe contagiato anche la moglie ed il figlio.

 

 

Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 13.814.
Di questi sono risultati positivi 1.460 (+101 rispetto a ieri), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 1.330 persone (+88).

Sono ricoverati 522 pazienti (+10 rispetto a ieri), di cui 71 in terapia intensiva (uguale), mentre 808 (+67) sono in isolamento domiciliare, 65 guariti (+5) e 65 deceduti (+8).

“Ci sembra necessario, in questa fase di grande confusione, fare chiarezza sul fatto che rispetto a quanto annunciato a livello nazionale e a livello regionale i Comuni, al momento, non hanno ricevuto un euro e non sanno né quando né quante risorse avranno a disposizione nei prossimi giorni. Attendiamo, nel più breve tempo possibile, una data certa sull’accreditamento dei fondi da parte del Governo nazionale e da parte del Governo regionale per evitare che gli annunci positivi si trasformino in un boomerang che colpisca i sindaci. I nostri concittadini in gravissime difficoltà a causa dell’emergenza economico-sociale causata dalla pandemia da Covid-19 hanno bisogno di risposte immediate e concrete”. Ha dichiarato Leoluca Orlando, presidente di ANCI Sicilia a conclusione del Consiglio regionale dell’Associazione, svoltosi stamattina in videoconferenza, convocato per esprimere le proprie considerazioni relative all’annuncio del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte relativo allo stanziamento dei 400 milioni di euro da destinare ai Comuni, a sostegno delle famiglie in difficoltà e dei 100 milioni di euro per i generi di prima necessità, annunciati dal presidente della Regione, Nello Musumeci.
“Evidenziamo, inoltre, – continua il presidente Orlando – che i 4,3 miliardi di euro, annunciati ieri dal presidente Conte, rappresentano, solo un’anticipazione dei trasferimenti statali ordinari, già spettanti ai comuni, che li percepiscono nel primo semestre di ogni anno. Aggiungiamo, inoltre, che per molti enti si tratta di risorse finanziarie insufficienti rispetto alle attuali necessità di cassa relative all’erogazione dei servizi e al pagamento degli stipendi dei dipendenti. ”.
“In merito, invece, ai 100 milioni di euro stanziati dalla Regione Siciliana a sostegno delle famiglie in difficoltà e annunciati nei giorni scorsi dal presidente Musumeci – conclude Orlando – chiediamo che tali risorse posano essere erogate nei tempi più stretti”.

Il Covid 19 arriva, purtroppo, anche a Porto Empedocle. A farne le spese il marito del primo cittadino Ida Carmina, il quale, qualche giorno addietro, aveva saputo che due suoi colleghi di ufficio avevano avuto dei sintomi tipici del Covid 19 e successivamente risultati positivi al tampone.

Dopo avere avuto una leggera febbre la moglie ha ritenuto opportuno fare effettuare il tampone al marito, mercoledi scorso. Oggi è arrivato l’esito: positivo.

Nel frattempo la stessa sindaca Carmina ha deciso di porsi in autoisolamento anche per proteggere tutta la gente, eventualmente, che attualmente ruota attorno a lei, a cominciare dai ragazzi della protezione civile.

Sentita poco fa telefonicamente, Ida Carmina nel confermare che rimarrà in isolamento fiduciario, continuerà a lavorare regolarmente da casa “per continuare a stare vicina a Porto Empedocle – ha sottolineato – soprattutto in questo momento così difficile. La cosa strana – ha concluso Ida Carmina – è che pur essendomi sottoposta al tampone mercoledi scorso, ancora oggi, domenica, non ho ricevuto alcun risultato…”

E noi aggiungiamo che è semplicemente vergognoso ciò che sta accadendo alla sindaca di Porto Empedocle. Dopo oltre quattro giorni ancora non è nelle condizioni di sapere anche la sua situazione sanitaria.

Un in bocca a lupo a Ida Carmina e a suo marito, con la speranza che tutto ciò finisca nel più breve tempo possibile.