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“La macchina sanitaria regionale, in un momento di grande difficoltà in tutto il Paese, si sta muovendo con prontezza e competenza per fronteggiare l’eventuale epidemia in Sicilia”. Lo afferma la presidente della commissione Salute dell’Ars, Margherita La Rocca Ruvolo, a margine di un incontro con l’assessore per la Salute Ruggero Razza.

L’ufficio di presidenza della sesta commissione dell’Ars – composto dalla presidente La Rocca Ruvolo, dai vice presidenti Carmelo Pullara e Francesco Cappello e dal segretario Francesco De Domenico – oggi si è riunito con l’assessore per fare il punto della situazione sull’emergenza Coronavirus.

“E’ stato illustrato dall’assessore – spiega La Rocca Ruvolo – il piano che la Regione Siciliana sta mettendo in atto per intervenire in maniera tempestiva in caso di espansione del virus nell’Isola. Sono stati già liberati centinaia di posti letto ed è stato predisposto un piano che, nelle varie aziende sanitarie provinciali, consentirà di avere a disposizione 1.000 posti, entro una settimana, per poter eventualmente ricoverare pazienti con il Covid-19. Inoltre, 150 dei 500 posti di terapia intensiva previsti nella rete ospedaliera saranno dedicati a pazienti che necessitano di ricovero per il contagio dal virus. Abbiamo chiesto di utilizzare anche come terapie intensive le sale operatorie non utilizzate.

L’assessore ha riferito che sarà varato in Sicilia un piano di assunzioni straordinario di personale medico e sanitario e che sono già stati ordinati tutti i dispositivi di protezione individuali per il personale medico e sanitario. Intanto, sono circa 21mila le persone venute dal Nord che si sono registrate sul sito della Regione Siciliana e la maggior parte appartiene alla fascia di età tra i 20 e i 30 anni, si sta procedendo con un monitoraggio della situazione”.

La Guardia di Finanza e la Sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo hanno confiscato beni per 17 milioni di euro a Francesco Abbate, 65 anni, conosciuto come “il monaco”, già condannato per usura, esercizio abusivo dell’attività finanziaria e trasferimento fraudolento di valori. Abbate è stato arrestato per usura una prima volta nel 1997 e una seconda nel 2013, quando furono sequestrati beni e disponibilità finanziarie dell’indagato. Nel 2019, dopo una condanna definitiva a 7 anni di reclusione, Abbate è stato ristretto in carcere. La Guardia di Finanza ha ricostruito il giro d’affari dell’uomo, che avrebbe prestato denaro ad usura, con tassi di interesse dal 25 al 250%, ad almeno 30 vittime che hanno collaborato con gli investigatori. Sono stati confiscati 42 immobili, 10 diritti di usufrutto o nuda proprietà di immobili, un’autovettura, 15 tra conti correnti, carte di credito e polizze vita, oggetti preziosi e orologi di pregio, il tutto per un valore complessivo di circa 17 milioni di euro.

“La diffusione del contagio del Coronavirus sta minacciando la salute pubblica e la tenuta del sistema economico. In questo particolare momento occorre adottare comportamenti nuovi nel segno della coesione, della prudenza e del senso di responsabilità da parte di tutti: cittadini ed attività artigianali ed imprenditoriali”. Per i vertici provinciali della CNA di Agrigento è fondamentale “osservare le disposizioni governative al fine di contrastare e contenere in modo più efficace l’avanza del virus. Interi settori si sono fermati e la maggior parte delle imprese – affermano il presidente Francesco Di Natale e il segretario Claudio Spoto – registra cali mai sperimentati in precedenza. Siamo tutti chiamati ad un sacrificio individuale per il bene della collettività. Niente allarmismi, niente assalto ai supermercati o ad altre attività, così come puntualmente suggerito dalle Istituzioni competenti – affermano Di Natale e Spoto – noi dal canto nostro chiediamo, ma ne siamo sicuri, che gli operatori economici, che producono e/o erogano servizi di prima necessità, manterranno una linea di condotta improntata sulla linearità e serietà che la circostanza impone, evitando paventate speculazioni. La CNA in tutti i suoi livelli, mantiene dall’inizio della crisi un’interlocuzione costante con i governi, nazionale e regionale, e con le Istituzioni impegnate. Abbiamo contribuito – aggiungono il presidente e il segretario – a fornire un quadro aggiornato delle complesse situazioni che devono fronteggiare le imprese e proposto interventi per alleviare le difficoltà di artigiani, imprenditori e professionisti alle prese con il sostanziale blocco dell’attività. E ovviamente continueremo ad essere sul campo, ad operare, per non lasciare soli, in questa delicata fase emergenziale,  i nostri associati, per dare loro tutte le informazioni e i chiarimenti rispetto alle novità che si susseguono e agli adempimenti richiesti. Ed in questa ottica, tenuto conto delle ulteriori misure restrittive – concludono Di Natale e Spoto –  abbiamo riorganizzato i nostri servizi, sia quelli destinati alle imprese sia quelli a beneficio dei cittadini, attraverso l’utilizzo degli strumenti tecnologici.  E’ stata allestita anche una  task force nazionale e regionale, quest’ultima formata da un componente per ciascuna  sede  provinciale, per monitorare e cercare di dare risposte, pur in un quadro di obiettiva complessità, alle esigenze avanzate dai territori e dalle imprese” .

L’ospedale Civico di Partinico, in provincia di Palermo, sarà interamente destinato ad accogliere i pazienti affetti da coronavirus. Così ha disposto la direttrice dell’Azienda sanitaria di Palermo, Daniela Faraoni, che spiega: “L’ospedale di Partinico consentirà in tempi brevissimi l’insediamento di due reparti di terapia intensiva, collocati al primo e secondo piano, di cui uno a pressione negativa., e per i quali sono state già acquistate le apparecchiature. Non dovranno più essere accolti pazienti nei reparti di Pediatria, Ostetricia e Ginecologia: quelli attualmente ricoverati dovranno essere trasferiti all’ospedale dei Bianchi di Corleone. Stop a nuovi pazienti anche per il reparto di Diabetologia e di Ortopedia: i degenti saranno trasferiti negli ospedali Ingrassia di Palermo e Cimino di Termini Imerese. L’Ingrassia dovrà accogliere anche i ricoverati della Cardiologia di Partinico che sarà destinata esclusivamente alle necessità dei pazienti affetti da coronavirus. Più complesso è il trasferimento dei degenti della Medicina e della Chirurgia: l’Azienda sanitaria ha raggiunto al momento un accordo di temporanea assegnazione negli ospedali di Alcamo e Corleone”.

“Le nuove disposizioni del Governo nazionale e la dichiarazione di pandemia da parte dell’Oms per il Coronavirus richiedono misure drastiche a tutti i livelli anche in Sicilia: il Csa-Cisal chiede al Governo regionale, all’Anci e a tutti gli enti locali di chiudere immediatamente tutti gli uffici pubblici non essenziali, come musei e impianti sportivi, così da lasciare a casa i dipendenti e limitare al massimo i pericoli di contagio”. Lo dice Giuseppe Badagliacca del Csa-Cisal.

“Non è più il momento delle mezze misure – continua il Csa-Cisal – E’ necessario adottare provvedimenti drastici e coraggiosi, a maggior ragione lì dove non sono state effettuate le sanificazioni e non sono stati acquistati guanti e mascherine: non basta limitare l’accesso al pubblico, bisogna chiudere gli uffici così da lasciare a casa anche i lavoratori. Musei, impianti sportivi e uffici non essenziali vanno chiusi, che senso ha costringere i dipendenti a recarvisi senza che possano svolgere alcuna attività, mettendoli peraltro a rischio? Per i servizi essenziali, invece, bisogna applicare il lavoro agile e lo smart working. Se si vuole fermare la pandemia, questo è il primo e ineludibile passo”.

L’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, è intervenuto nel merito dei rientri in Sicilia, e, in aggiornamento, ha reso noto: “Sono oltre 20mila le persone rientrate in Sicilia che si sono iscritte alla piattaforma online della Regione e che sono state informate sui comportamenti da tenere. Sono oltre 8.000 quelle arrivate dalla Lombardia e di questi 6.000 dalla provincia di Milano. Quasi il 50% dei registrati ha un’età compresa tra i 20 e i 30 anni. Quando il presidente Nello Musumeci ha chiesto a tutti coloro che rientrano in Sicilia di restare a casa, lo ha fatto soprattutto perché questo enorme afflusso di persone, fatto di tanti ragazzi, non devono andare in giro, ma restare a casa. Chi si è registrato ha dimostrato la volontà di rispettare le regole ma avuto anche accesso, prima di entrare sulla pagina per la registrazione, a tutte le informazioni fondamentali sui comportamenti che oggi fanno la differenza”.

Il comandante provinciale dei Carabinieri di Palermo, Arturo Guarino, e altri 8 ufficiali in servizio Comando di piazza Verdi, sono risultati positivi al coronavirus. Versano in normali condizioni di salute. Il contagio è stato asintomatico. Sono tutti in isolamento da giorni e si avviano alla conclusione del periodo di quarantena. Tutti si sono sottoposti al tampone dopo che un collega del Comando è risultato positivo al rientro dalla settimana bianca in Trentino con tappa all’aeroporto di Verona. Non vi è certezza che sia stato lui a contagiare i colleghi che adesso sono in quarantena. Il militare rientrato è stato subito trasferito a casa in via precauzionale, ma avrebbe contagiato il collega di stanza, poi rimasto al lavoro. Quando il carabiniere è rientrato dal Trentino non proveniva, ancora in quel momento, da una zona rossa. Dunque aveva libertà di movimento.

Il sindaco di Agrigento, Calogero Firetto, ha annunciato che domani venerdì si procederà alle opere di disinfezione della città. Nelle prossime ore gli accorgimenti. E intanto si procede a disinfettare il carcere “Pasquale Di Lorenzo” ad Agrigento, in contrada Petrusa.

Il direttore, Valerio Pappalardo, e il comandante, Giuseppe Lo Faro, a fronte dell’emergenza coronavirus e a tutela di detenuti e personale, hanno concordato con un’impresa specializzate l’esecuzione di una operazione di disinfezione di tutti gli ambienti del carcere. La sanificazione sarà compiuta sabato mattina.

Il presidente della Regione, Nello Musumeci, in quarantena domiciliare dopo il contatto con Zingaretti, è risultato negativo anche al secondo tampone. Così annuncia lo stesso Musumeci che aggiunge: “E’ un bel sollievo. Vi confesso dopo cinque giorni di auto-isolamento e soprattutto la consapevolezza di restituire serenità ai miei familiari ed ai miei più stretti collaboratori. Non mi sono fermato un solo attimo in questi lunghi giorni di quarantena volontaria, continuando a lavorare da casa. Ora mi sento più libero di muovermi nell’assolvimento delle prioritarie funzioni di governo. Ringrazio i tantissimi cittadini che in questi giorni hanno voluto manifestarmi il loro affetto e la loro vicinanza. Andiamo avanti, più determinati di prima”.

Un uomo di 59 anni, dipendente dell’Azienda sanitaria provinciale di Caltanissetta, è morto al mattino di oggi all’ospedale Sant’Elia per una polmonite interstiziale bilaterale. Il paziente è giunto ormai in condizioni critiche ed è stato ricoverato nel reparto di Rianimazione, dove è deceduto qualche ora dopo. I medici lo hanno sottoposto al tampone per verificare se fosse affetto da Covid-19, come prevede il nuovo protocollo sanitario che ha esteso le verifiche a tutti i casi di polmonite indipendentemente dall’area di origine del paziente. Il tampone è risultato positivo.