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L’aggiornamento dei casi coronavirus in Sicilia. Sospese le attività chirurgiche non urgenti nel pubblico e nel privato. Novità su accesso in farmacia. Le messe in diretta facebook.


Secondo l’ultimo bollettino regionale pubblicato, sono 130 i casi di coronavirus in Sicilia. Dall’inizio dei controlli, i tamponi analizzati dai laboratori regionali di riferimento (ovvero i Policlinici di Palermo e Catania) sono 1.496. Sono stati trasmessi all’Istituto superiore di sanità, invece, 130 campioni (15 più di ieri giovedì). Risultano ricoverati 44 pazienti (dieci a Palermo, quindici a Catania, sei a Messina, uno a Caltanissetta, quattro ad Agrigento, due a Enna, due a Siracusa e quattro a Trapani) di cui solo 7 in terapia intensiva, mentre 82 sono in isolamento domiciliare, due sono guariti e due deceduti.
Nel frattempo la Regione Sicilia ha sospeso in tutte le strutture sanitarie le attività chirurgiche, sia negli ospedali pubblici che nelle cliniche private, come ulteriore misura per contenere l’emergenza coronavirus.

L’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, spiega: “Ho disposto ai dirigenti delle strutture sanitarie e all’Aiop, l’associazione delle cliniche private, di sospendere con decorrenza immediata tutte le attività chirurgiche non di urgenza. E ho invitato la stessa Aiop a diffondere la disposizione alle strutture di ricovero private accreditate alla Regione”. Inoltre, ancora a contenimento dell’epidemia da coronavirus, l’assessore Razza con una propria circolare ha regolamentato l’accesso ai servizi delle farmacie dell’Isola. Durante la fase di emergenza, anche nelle ore diurne si procederà come avviene ordinariamente alla sera, ovvero mediante gli sportelli posti all’esterno della farmacia o con la porta d’accesso chiusa.

E Razza aggiunge: “Questa misura riguarderà esclusivamente quelle farmacie che in questa fase non sono in grado, per ragioni strutturali, di poter adottare tutte le misure previste dalle direttive nazionali finalizzate al contenimento del contagio del virus. L’utenza non dovrà pagare alcun diritto addizionale”. Ed ancora nel frattempo la Chiesa condivide e aderisce in modo esemplare al rispetto del “restate a casa”, dispensando i fedeli dalla partecipazione e dal precetto festivo. L’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro, ha diffuso un messaggio: “Secondo le indicazioni della Cei, la Conferenza episcopale italiana, dispongo che rimangano chiuse al pubblico le chiese parrocchiali e non parrocchiali, e in generale gli edifici di culto di qualunque genere. I fedeli sono di conseguenza dispensati dall’obbligo di soddisfare al precetto festivo. Ci sembra doveroso e responsabile dare un segnale che mostri coerenza con quello che il Paese sta vivendo. Mentre ve lo chiedo (come già stanno facendo altri vescovi) ne avverto tutta la pesantezza perchè potrebbe passare il segnale che il Signore venga dopo cose quali la spesa, la farmacia. Lo ripeto: se scegliamo questa ulteriore misura è solo per tutelare la salute nostra e dei nostri fratelli e per evitare che il sistema sanitario vada in tilt. Sin da adesso vi ringrazio per la comprensione che userete nei confronti di quanto vi sto chiedendo e sono fiducioso che, con l’aiuto del Signore, riusciremo a superare questo momento di dura prova. So che molti sacerdoti si stanno organizzando con dirette facebook o altro. Mi sento di incoraggiare questi sforzi e di valorizzarli nel migliore dei modi. Tutti potete avere la certezza che i sacerdoti continueranno a esercitare il loro ministero”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Ancora sbarchi  a Lampedusa. Ieri sono avvenuti   tre sbarchi ‘autonomi’ di migranti, arrivati direttamente sull’isola.

Nel  pomeriggio una piccola imbarcazione a Cala Pulcino, altre due in porto. Si tratta in totale di 85 persone che sono state tutte radunate al Molo Favaloro, sotto l’assistenza di personale sanitario e delle Forze dell’Ordine, adeguatamente attrezzato.

Nel Centro di accoglienza ci sono già le 26 persone arrivate ieri e poste in quarantena, che come è evidente non possono entrare in contatto con altri soggetti. E sull’isola non ci sono altre sedi idonee all’accoglienza di migranti.

Il sindaco Martello chiede  al Ministro degli Interni Luciana Lamorgese di intervenire immediatamente “ con un provvedimento specifico che preveda il trasferimento diretto delle persone giunte sull’isola: dal Molo Favaloro devono essere subito trasferite in un’altra struttura al di fuori di Lampedusa, senza entrare in contatto con chi già risiede sull’isola. Bisogna tutelare la salute della cittadinanza, che sta rispettando con grandi sacrifici le disposizioni per fronteggiare l’emergenza Coronavirus contenute nel Decreto del Presidente del Consiglio@.

Per Martello, è necessario  un provvedimento “chiaro che valga anche in caso di eventuali altri sbarchi futuri. Lo dico con grande senso di responsabilità, che non intacca la vocazione all’accoglienza che Lampedusa ed i lampedusani hanno sempre dimostrato. Ma stiamo vivendo un’emergenza che impone misure severe, e queste devono essere rispettate da tutti”.

Nuova ordinanza del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, per prevenire e gestire l’emergenza epidemiologica del Coronavirus nell’Isola. Oltre al recepimento del Dpcm dello scorso 11 marzo, il governatore ha inserito altre misure restrittive sul territorio regionale in materia di trasporti pubblici, controllo negli aeroporti, esercizi commerciali, attività alimentari all’aperto, obblighi per chi arriva in Sicilia, dipendenti regionali e personale degli Enti locali.

Controlli aeroporti e porti: gli uffici di Sanità marittima, aerea e di frontiera dovranno estendere i controlli, già presenti negli altri aeroporti dell’Isola, anche a Lampedusa e Pantelleria. Per favorire la regolare prosecuzione dei servizi di traghettamento nello Stretto di Messina – per l’approvvigionamento di beni, con particolare riguardo a quelli considerati di prima necessità, e la mobilità in sicurezza delle persone nei casi consentiti – le Società di navigazione dovranno adottare un apposito «Protocollo di sicurezza».

Pulizia bus, treni e navi: Sancito l’obbligo di disinfezione giornaliera dei treni regionali e di tutto il trasporto pubblico locale via terra e via mare e prevista l’istituzione di «presidi sanitari dedicati» presso i porti di Palermo, Messina, Milazzo, Trapani e Porto Empedocle, per il controllo dei passeggeri diretti o provenienti dalle isole minori.

Ordinanze sindacali: i sindaci, d’ora in poi, prima di emettere ordinanze in materia dovranno raccordarsi, preventivamente, con il Coordinamento della presidenza della Regione, tramite l’Anci Sicilia o il dipartimento della Protezione civile regionale.
Obblighi per chi arriva in Sicilia: ulteriore stretta per l’ingresso di persone. I residenti o domiciliati nell’Isola che vi facciano rientro da altre regioni, o dall’estero, devono comunicare tale circostanza al Comune, all’Asp competente per territorio, nonché al proprio medico, con obbligo di quarantena domiciliare per due settimane, con divieto di contatti sociali, spostamento e viaggi.

Attività commerciali: per garantire, prioritariamente, la distribuzione della filiera sanitaria e di quella agro-alimentare, le imprese della Grande distribuzione dovranno predisporre, nelle aree di stoccaggio, servizi igienici, anche mobili, per assistere gli autotrasportatori. L’ingresso ai mercati ittici e ortofrutticoli è limitato ai soli operatori commerciali dei rispettivi settori. Per quanto riguarda la prosecuzione delle attività alimentari all’aperto, come i mercati rionali, la decisione spetta ai sindaci, verificate le condizioni minime di sicurezza.

Limiti acquisto merce – Per contrastare fenomeni di possibile allarme sociale, determinati dall’acquisto di ingiustificate quantità di prodotti alimentari, sanitari e farmaceutici, i responsabili degli esercizi commerciali sono tenuti a vigilare su episodi di accaparramento di merce spropositato.

Uffici regionali e comunali: nuove norme per il personale della Regione, degli enti sottoposti a vigilanza e controllo dell’Amministrazione regionale e delle società a controllo pubblico. Si fa ricorso alla modalità di «lavoro agile» e si adottano piani per la fruizione delle ferie residue dell’anno precedente. Ogni iniziativa deve essere finalizzata a coniugare la tutela della salute pubblica con la continuità dell’azione amministrativa. Si continua ad effettuare la pulizia e disinfezione straordinaria dei locali e a installare all’ingresso e lungo i corridoi dispensatori di disinfettante o antisettico per le mani. Sono sospesi gli accessi dell’utenza esterna, che resta in contatto con il personale attraverso telefono e mail istituzionali.

In Sicilia scatta la proroga, dal 31 marzo al 30 giugno, per la presentazione dell’attestato di esenzione del ticket sanitario relativo all’anno 2019/20. Lo ha stabilito l’assessore alla Salute, Ruggero Razza, attraverso un proprio decreto, che rientra tra le misure adottate dalla Regione Siciliana nell’ambito dell’emergenza nazionale Coronavirus. La decisione è stata assunta alla luce delle iniziative di contenimento intraprese in Sicilia e per scongiurare, così, eventuali affollamenti dell’utenza presso gli uffici delle Aziende sanitarie provinciali.

E’ un paziente a rischio elevato covid 19. Giunto ieri sera intorno alle 19,30, è stato visitato ed è stato accertato che il paziente è colpito da una broncopolmonite. Inevitabile, a questo punto, che i sanitari del San Giovanni di Dio, considerandolo giustamente un paziente sospetto, hanno effettuato ed inviato il tampone a Palermo per i rilievi del caso.

Ebbene, fino al momento in cui scriviamo nessuna risposta è stata data. Il paziente si trova isolato in una stanza del pronto soccorso agrigentino in attesa di conoscere le proprie condizioni di salute.

Ci chiediamo come è possibile se in un periodo di emergenza come quello che stiamo attraversando possano accadere episodi del genere.

Non riusciamo (ne vogliamo) trovare responsabili per un fatto sanitario così tanto grave, ma i dati in cui siamo in possesso sono drammaticamente questi.

A cosa serve, ad esempio, che ad Agrigento siano state montate le tende pre triage per l’emergenza covid 19, se poi per avere un risultato così importante di un sospetto caso di coronavirus occorrono non meno di 24 ore?

Ed ancora; l’Asp di Agrigento in un recente articolo nostro, ha replicato che al San Giovanni di Dio tutti i medici, soprattutto quelli più esposti, sono in possesso del kit medico professionale per affrontare eventuali casi di coronavirus.

E noi, ancora una volta, continuiamo a sottolineare che la situazione non è proprio così. Ribadiamo e sottolineiamo con forza che diversi medici del San Giovanni di Dio sono sprovvisti del materiale necessario per difendersi da eventuali contagi.

Comprendiamo tutto, la crisi, l’emergenza, le difficoltà, le fatiche.

Ma ciò che abbiamo scritto appena sopra non è tollerabile.

N.B. Abbiamo appena pubblicato l’articolo e ci è pervenuta notizia che l’esito,finalmente è arrivato. Il paziente è negativo al covid 19. 

Ma sono passate 21 ore…

di Filippo Cardinale

Purtroppo, l’ospedale di Sciacca appare più come il focolaio dei contagi del coronavirus. Gli ultimi 5 casi in provincia di Agrigento, infatti, sono tutti riconducibili al Giovanni Paolo II. Sono risultati positivi altri 4 operatori operatori sanitari in servizio in corsia e un paziente.  A confermare questo dato il direttore sanitario Gaetano Migliazzo. In particolare, un paziente in Medicina, due sanitari in Urologia e un infermiere in Anestesia.

Il quinto dei casi positivi comunicati ieri dalla Regione Siciliana sarebbe a Ribera, ma forse riconducibile anche questo a persone venute a contatto con l’ambiente ospedaliero.  I tamponi positivi a Sciacca si riferiscono a test effettuati in gran parte a medici, infermieri e ausiliari.

Filippo Cardinale

“Con l’assessore regionale per la Salute Ruggero Razza abbiamo condiviso un percorso che potrebbe portare all’individuazione dell’ospedale Fratelli Parlapiano di Ribera come Covid hospital”. Lo dichiara in una nota la presidente della sesta commissione dell’Assemblea regionale siciliana.

“Si sta valutando anche la possibilità – aggiunge La Rocca Ruvolo – di utilizzare come terapie intensive le sale operatorie non utilizzate, quindi anche quelle dell’ospedale di Ribera. Inoltre, il governo regionale, in sinergia con la commissione Salute dell’Ars, chiederà al governo nazionale di aprire un confronto per la rivisitazione del decreto Balduzzi sul riordino della rete ospedaliera e, in questo contesto, si intende chiedere l’aumento dei posti letto e il potenziamento dei servizi sanitari del nosocomio riberese per l’importanza che riveste non solo per la città ma per l’intero comprensorio.

Di questo, non a caso, abbiamo già ampiamente discusso in diverse audizioni in commissione Salute ma in questo momento la priorità, naturalmente, è data dalla difficile situazione che stiamo vivendo nel territorio e da parte nostra c’è il massimo impegno a combattere il propagarsi del Coranavirus e a trovarci pronti, in caso di un gran numero di contagiati, con strutture ospedaliere completamente dedicate a gestire l’emergenza”.

“Ringrazio ancora una volta, per quello che stanno facendo in questi giorni, tutto il personale medico e  sanitario e la struttura dirigenziale dell’Asp di Agrigento nella sua interezza. Si sta predisponendo in queste ore – annuncia La Rocca Ruvolo – una convenzione tra l’Asp agrigentina e l’Asp di nissena in modo da poter ricoverare a Caltanissetta, dove c’è il reparto di malattie infettive, i pazienti che versano in situazioni più critiche e accogliere ad Agrigento i pazienti che necessitano della terapia intensiva per il contagio da Covid-19”.

Martedì 17 e mercoledi 18 marzo prossimi, la sede centrale del Comune di Agrigento in piazza Pirandello e gli uffici di piazza Gallo saranno completamente chiusi al pubblico per consentire la sanificazione degli uffici comunali. Nei giorni successivi, con un programma concordato con i dirigenti scolastici dei vari plessi, verranno sanificati tutti gli edifici scolastici di competenza del Comune.
La Campagna di sanificazione in atto, organizzata dal Comune di Agrigento ed effettuata attraverso l’Assessorato comunale alla sanità viene coordinata dalla Protezione Civile comunale.Comune, martedi e mercoledi chiusi al pubblico gli uffici

I risultati dei nuovi tamponi hanno registrato altri cinque casi positivi riconducibili alla situazione emersa qualche giorno fa nell’ospedale di Sciacca. Sono operatori sanitari. È una delle notizie contenute nel video-comunicato del sindaco Francesca Valenti in cui fa sempre il punto della situazione, aggiornando anche sulle attività in atto .

“E’ un aumento previsto e prevedibile”, spiega il sindaco che ringrazia tutti gli operatori della Sanità che, assieme a operatori di altri settori, “lavorano giorno e notte per la tutela della nostra salute”.

“C’è grande attenzione da parte di tutte le autorità – prosegue il sindaco Valenti -. Ho avuto rassicurazioni dal Governo regionale, dal Prefetto, dalla direzione dell’Asp, che si stanno mettendo in campo tutti i possibili interventi. Ma ho chiesto e chiederò di più per Sciacca, in questo momento difficile”.

L’appello ai cittadini è sempre quello di restare a casa. “Oggi – dice ancora il sindaco – ho ricevuto una nota del Questore in cui si dice espressamente che si deve uscire per ipotesi eccezionali. Ci sono controlli, anche sulla veridicità delle dichiarazioni. Stare a casa è fondamentale per superare questo momento di difficoltà. Ognuno, responsabilmente deve fare la propria parte: solo stando uniti si vincono le battaglie”.

Continua, intanto, anche questa sera l’opera straordinaria di disinfezione nella città, con personale e mezzi della Protezione Civile e del Volontariato.

La bozza è pronta ma le modifiche potrebbero essere apportate da un momento all’altro.

Il decreto coronavirus comporterebbe il rinvio delle elezioni amministrative previste per il 24 maggio prossimo, a slittare in una domenica compresa tra il 15 ottobre e il 15 dicembre. Almeno questo si legge nel testo.

Non è escluso, quindi, che le elezioni amministrative possano svolgersi nel mese di novembre prossimo.