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Domani, domenica 15 marzo, alle ore 11:30, l’Arcivescovo di Agrigento, cardinale Francesco Montenegro, celebrerà la Messa, senza il popolo, nella Cattedrale di Agrigento. La celebrazione, al fine di favorire la partecipazione spirituale dei fedeli, sarà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook dell’Arcidiocesi di Agrigento al seguente link:

https://www.facebook.com/arcidiocesidiagrigento/

Ad Agrigento è morto Mario Baldacchino, personalità di rilievo in ambito sociale, politico, conosciuto e apprezzato per le straordinarie doti umane, già assessore comunale alle Politiche sociali nella giunta presieduta da Calogero Sodano. Lo stesso Sodano, nell’esprimere tristezza e profondo cordoglio, ricorda Mario Baldacchino “come il migliore assessore alle Politiche sociali degli ultimi 50 anni ad Agrigento, dinamico, attento, sempre pronto ad intervenire e ad assecondare le tante istanze cittadine con preparazione ed efficacia”. I funerali, in ragione di quanto disposto a contenimento dell’emergenza coronavirus, non saranno celebrati. Alla famiglia Baldacchino, al fratello Lillo, ai familiari tutti, vive condoglianze anche di sicilia24h.it

Ad Agrigento, da oggi pomeriggio, sabato 14 marzo, e fino al prossimo 25 marzo, è sospesa la ZTL in via Atenea. La decisione è stata adottata dall’Amministrazione comunale per consentire in tutte le ore del giorno e della notte la consegna di farmaci e merci di prima necessità oltre che per la consegna della spesa a domicilio per molte famiglie di anziani residenti nel centro storico.

Si informa che la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Porto   Empedocle a seguito delle recenti disposizioni normative tese a contenere la diffusione del COVID-19 ha adottato appropriate misure organizzative interne mantenendo la piena efficienza dei servizi essenziali. Tra queste, la modifica delle modalità di accesso presso gli Uffici da parte dell’utenza.

In considerazione che il DPCM datato 11/03/2020 ha anche sospeso la fornitura di alcuni servizi erogati dagli Uffici pubblici considerati non urgenti e necessari, limitando gli spostamenti dei cittadini solo per situazioni di effettiva ed improrogabile necessita, si raccomanda agli utenti di recarsi presso gli uffici della Capitaneria di Porto esclusivamente per reali esigenze indifferibili e che non siano in contrasto con le disposizioni del Decreto in parola. Per le rimanenti esigenze si potrà fare ricorso alle già previste modalità telematiche.

La Capitaneria di Porto di Porto Empedocle manterrà al momento invariato l’orario di ricezione al pubblico ma esclusivamente per le attività essenziali: si potrà accedere esclusivamente uno per volta attendendo il proprio turno al di fuori della struttura, l’utente dovrà mantenere la distanza minima di sicurezza di 1 metro da altri soggetti ed osservare rigorosamente le misure igienico-sanitarie esposte. All’interno dei locali sono disponibili gel igienizzanti per le mani che dovrà essere utilizzato prima di recarsi allo sportello dell’Ufficio.

Per effetto delle disposizioni ministeriali si informa che sono sospese fino a nuove disposizioni tutte le tipologie di esami in sede locale, anche se precedentemente programmati.

Si confida nella preziosa e proficua collaborazione di ciascuno, nella certezza della comprensione per il particolare momento emergenziale che tutta la nazione sta attraversando.

L’Arcidiocesi di Agrigento ha concesso alla Società T. la locazione di un locale annesso alla Chiesa di San Pietro di Agrigento, per lo svolgimento di attività commerciale, ed  il comodato d’uso della Chiesa di San Pietro e proprie pertinenze unicamente per finalità turistiche e culturali, con espressa esclusione di ogni attività commerciale.

Tuttavia, in assenza di alcun titolo autorizzativo, né da parte del Comune di Agrigento né da parte dell’Arcidiocesi di Agrigento, la società  che ha in gestione i locali in questione, aveva disposto la posa di ombrelloni, tavoli e sedie a servizio della propria attività commerciale proprio davanti l’ingresso della Chiesa di San Pietro.

Il Comune di Agrigento, nel 2017 ha contestato alla società T. l’occupazione abusiva di suolo pubblico (per circa 60 mq) dello spazio antistante la Chiesa di San Pietro ed ha irrogato la conseguente sanzione.

A questo punto la società T si opponeva alla contestazione del Comune di Agrigento proponendo ricorso davanti il Giudice di Pace di Agrigento, sostenendo, tra l’altro, che lo spazio anti tastante la chiesa fosse di proprietà esclusiva dell’Arcidiocesi e che ne avesse la disponibilità in forza del contratto di comodato d’uso.

Il Giudice di Pace di Agrigento però ha declinato la propria giurisdizione ritenendo che spettasse al Giudice Amministrativo giudicare la controversia.

A questo punto, nel giugno 2019, la società T ha riproposto il giudizio davanti al TAR Palermo, notificando per la prima volta il proprio ricorso anche all’Arcidiocesi di Agrigento chiamandola in garanzia e per il risarcimento dei danni asseritamente subiti.

Il Cardinale Francesco Montenegro quale legale rappresentante dell’Arcidiocesi di Agrigento ha conferito il mandato all’Avv. Girolamo Rubino per resistere al giudizio instaurato dalla società T.

L’Avv. Girolamo Rubino, in particolare, ha proposto diverse eccezioni preliminari, sostenendo tra l’altro il difetto di giurisdizione poiché la questione in realtà afferisce a diritti soggettivi che non possono essere risolti nemmeno in via incidentale dal Giudice Amministrativo.

La Sezione I del TAR Palermo, Presidente e Relatore della causa il dott. Calogero Ferlisi, in accoglimento delle difese dell’Avv. Rubino ha osservato che: <<l’Arcidiocesi di Agrigento … ha preso precisa posizione in ordine alla propria titolarità dominicale, specificando di essere la dante causa della comodataria società Temenos tenuta all’uso della “Chiesa di San Pietro e delle sue pertinenze” esclusivamente per fini turistici e culturali, non “ai fini della somministrazione di alimenti e bevande, per come desumibile di converso del verbale in questione”; sicché – prosegue l’Arcidiocesi – nemmeno “l’eventuale accertamento e riconoscimento della proprietà della piazza, potranno in futuro permettere l’utilizzo dello stesso per fini diversi da quelli per cui è stato concesso il bene”.

In tale contesto sostanziale e processuale, fondatamente l’Arcidiocesi di Agrigento evidenzia .. che la T… a fondamento delle proprie pretese, sottintende, in buona sostanza, la lesione di una posizione di diritto soggettivo … Tali profili esulano, ad avviso del Collegio, dalla giurisdizione del Giudice amministrativo>>.

Per effetto della predetta pronuncia, ed in ragione del conflitto negativo di giurisdizione insorto tra TAR e Giudice di Pace la questione dovrà essere risolta dalla Corte di Cassazione che stabilirà quale giudice dovrà giudicare la controversia.

Nella seduta di Giunta Regionale di ieri 12/02/20, dedicata interamente all’emergenza Coronavirus in Sicilia, sono stati decisi tutta una serie di importanti interventi.

Tra questi quello tra i più importanti credo sia l’individuazione sul territorio siciliano di aree sanitarie esistenti che si occuperanno in via esclusiva del trattamento dei pazienti affetti dal Covid 19.

Sin qui tutto bene, finalmente il governo siciliano fa qualcosa per riparare ai danni fatti alla sanità in tanti anni di disinteresse, ma la cosa che mi ha amareggiato e vedere che sono state individuate strutture in tutte le provincie siciliane tranne in quella di Agrigento.

Due sono le cose: ho la nostra provincia ne è già dotata e quindi non abbiamo bisogno di nulla ed allora chiedo venia, oppure si sono dimenticati che esiste la provincia di Agrigento cosa che penso sia più probabile.

Ricordo che solo pochi giorni addietro il sindaco di Ribera aveva richiesto di poter utilizzare l’ospedale Parlapiano proprio per destinarlo a tale attività; leggo ancora oggi che la deputata regionale La Rocca assieme all’assessore per la salute Ruggero Razza “abbiamo condiviso un percorso che potrebbe portare all’individuazione dell’ospedale Fratelli Parlapiano di Ribera come Covid hospital” . Solo ieri hanno deciso ed oggi si parla di percorsi che potrebbero portare…..

Non sono più i tempi e i giorni delle incertezze, occorre agire subito, diversamente diventa tutto inutile o quasi.

Mi auguro solo che il coronavirus arresti la sua corsa e che le misure attuate sino adesso dal governo siano veramente efficaci.

Nel quadro del più ampio progetto di tutela della vita umana in mare e dell’ambiente marino e costiero che vede fortemente impegnato il Corpo delle Capitanerie di Porto, gli uomini della Guardia Costiera di Porto Empedocle – Nucleo Port State Control, hanno emanato nella giornata del 04 marzo u.s. il provvedimento di detenzione ai sensi della Direttiva 2013/38 della Comunità Europea recepita dall’ordinamento legislativo italiano con il D.Lgs 67 del 2015 a carico della nave carico generale denominata “UTA”.

Il provvedimento di fermo emanato in data 04.03.2020 è stato adottato in quanto l’unità, successivamente ad una ispezione approfondità effettuata dagli ispettori PSC guidati dal  Capitano di Fregata Gennaro FUSCO risultava essere in condizioni sub-standard secondo le normative internazionali per la sicurezza della navigazione.

L’unità battente bandiera Panama è stata infatti sottoposta a fermo a causa delle gravi carenze riguardanti la preparazione dell’equipaggio alle emergenze, il malfunzionamento della pompa incendio di emergenza e per carenze al sistema di gestione della qualità.

Al momento l’unità risulta ancora ferma nel porto di Porto Empedocle, in attesa che vengano ripristinati gli standard minimi per poter essere nuovamente autorizzati a navigare. L’unità dovrà essere sottoposta ai controlli da parte degli ispettori del Registro di Panama (NASHA), responsabile del rilascio della certificazione di sicurezza e  del rilascio del certificato sicurezza gestione qualità.

Giova ricordare che il Nucleo PSC della Capitaneria di Porto di Porto Empedocle, guidata dal Capitano di Fregata Gennaro Fusco ha da sempre  profuso notevoli sforzi nella lotta al fenomeno delle “carrette” del mare, ovvero navi sub-standard  che, in difformità delle convenzioni internazionali, navigano con gravissimo rischio per la sicurezza della navigazione e dell’ambiente marino nonché per la sicurezza e per le condizioni di vita delle persone che sulle navi vivono e lavorano.

Infatti dopo gli importanti risultati ottenuti nell’anno 2019, che hanno fatto registrare il vivo apprezzamento da parte del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, dall’inizio dell’anno sono già 3 le navi ispezionate dal Nucleo PSC.

“Ho ricevuto diverse segnalazioni dal personale sanitario locale, costretto a dover fronteggiare al temibile Coronavirus senza le dovute precauzioni. Diversi medici, infermieri e operatori sanitari in genere, prestano il loro prezioso contributo alla comunità, pur sapendo di essere sprovvisti delle misure minime utili a garantire la loro salvaguardia. Non dispongono delle cosiddette mascherine filtranti FFP2 o FFP3, le uniche veramente efficaci a garantire la protezione dai virus, ma semplicemente di pochissime mascherine monouso, che a causa di carenza vengono utilizzate più e più volte. È opportuno fare chiarezza su questa vicenda. Se infatti le mascherine filtranti FFP2 e FFP3 hanno un’efficacia filtrante del 92% e del 98%, quelle chirurgiche servono a poco, in quanto dispositivi medici che nascono con lo scopo di proteggere il paziente in situazioni specifiche, per esempio in sala operatoria, e non il personale sanitario. Non hanno un bordo di tenuta sul volto ma uno specifico sistema filtrante per aerosol solidi e liquidi, a differenza dei DPI, e quindi non progettate per difendere chi le indossa dai virus”. A riferirlo è il Vicepresidente della VII Circoscrizione di Palermo, Fabio Costantino.
“Una situazione gravosa – continua il Vicepresidente –  che coinvolge tutte le Asp siciliane. È bene ricordare a questo punto che la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità prescrive le mascherine filtranti FFP2 e FFP3 idonee per proteggersi da ‘agenti biologici aerodispersi’ come i virus. A riconoscerlo non è solo l’OMS ma anche le autorità italiane come il ministero della Salute e l’Ispesl, lo statunitense National Institute for Occupational Safety and Health (Niosh) e l’ente di normazione italiano (Uni)”.
“La sanità regionale – conclude Costantino – è stata ampiamente logorata e adesso ne stiamo pagando le conseguenze; non ci resta che  salvaguardare quanti ne fanno parte, ovvero i tanti operatori sanitari che nonostante tutto continuano la loro missione fornendo assistenza e sussistenza. È necessario garantire loro i mezzi indispensabili affinché non corrano il rischio di essere infettati ed infettare di conseguenza. È necessario garantire loro la sicurezza necessaria e non ulteriori paure che potrebbero compromettere l’intero operato. Si mettano in condizione di tutelare la loro salute e quella dei cittadini”.

Al fine di rendere un servizio utile ed efficace per tutta la Cittadinanza e ringraziando quanti si sono già attivati con grande spirito di altruismo, chiediamo che tutte le iniziative in favore dei cittadini vengano convogliate al Centro operativo Comunale (C.O.C.) che potrà gestire al meglio tutte le iniziative e le azioni di solidarietà.

Diversi esercizi commerciali hanno dato la disponibilità per il recapito a domicilio dei generi alimentari e farmaceutici in questo periodo di grave emergenza, nel quale è indispensabile ridurre al minimo i contatti interpersonali. Attualmente i seguenti esercizi commerciali, in gran parte di Fontanelle, già effettuano il recapito a domicilio:

le farmacie tramite FederFarma N° 800189521

macelleria Calandra 0922.602085  (Fontanelle)

frutta e verdura Fratelli Modica  0922.602363 (Fontanelle)

pescheria “Il buon pesce” di Lillo Principato  329.8845591 (Fontanelle)

supermercato “Il Centesimo”  0922.619951   (App scaricabile Ciao Spesa) Fontanelle

supermercato “Il Centesimo”  0922.651658 (Cannatello)

bottiglieria Condorelli  0922.606004 (Cannatello)

 

Nel ringraziare tutti gli esercenti commerciali e le farmacie che si sono già rese disponibili

Estendiamo l’invito a tutti gli altri operatori commerciali che volessero fare altrettanto offrendo la possibilità del recapito a domicilio dei propri prodotti.

Chi volesse farlo può telefonare al C.O.C. ai seguenti numeri, chiedendo di essere inseriti nella lista degli esercizio commerciali che effettuano consegna a domicilio. I numeri sono:

0922.590516,  0922.590468,  0922.590460  e sono attivi dalle ore 8.00 alle ore 20.00.

La stessa richiesta può essere inviata per e-mail al seguente indirizzo: ufficio.gabinetto@comune.agrigento.it