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Alla luce delle migliaia di persone che dal Nord sono tornate, e continuano a tornare, in Sicilia e degli ultimi sbarchi di migranti a Lampedusa, interviene il vice coordinatore di Fratelli d’Italia di Agrigento, Giuseppe Milano, che afferma: “È inaudito che il Governo Conte non intervenga immediatamente per evitare che altre migliaia di persone, irresponsanbili e sostanzialmente incontrollate, si spostino dalle zone del nord Italia a maggior rischio di contagio per rientrare in Sicilia, sottoponendo la nostra Regione ad un possibile aumento esponenziale di casi di coronavirus.

Se ciò non bastasse, la situazione sanitaria in Sicilia viene ancora più appesantita dallo sbarco di centinaia di migranti, 83 portati stamattina da Lampedusa a Porto Empedocle per essere destinati nelle strutture di accoglienza, che dovranno essere ovviamente posti in quarantena e agli accertamenti del caso.

Si chiede  ai cittadini di rimanere a casa limitando gli spostamenti solo per motivi lavoro, di salute e per fare la spesa e poi si consente tutto questo.

Occorrono misure e controlli più stringenti, come il blocco delle navi, dei treni e degli autobus a lunga percorrnza se necessario, e soprattutto che le regole vengano fatte rispettare”

“Torno a chiedere ancora una volta che in Sicilia si proceda senza esitazione all’assunzione a tempo determinato per i tecnici di laboratorio, di radiologia e della prevenzione, così come già previsto per infermieri, medici ed operatori sociosanitari. Mi chiedo come mai per questi operatori in prima linea e senza alcuna garanzia, ai limiti dello sfruttamento legalizzato, il governo nazionale e il governo regionale non abbiano previsto un piano straordinario di assunzioni a tempo determinato e/o la trasformazione dei contratti a questi stessi operatori sanitari che già lavorano nelle aziende ospedaliere con prestazioni a partita iva.  Nei giorni scorsi ho sentito deputati nazionali quali Giorgio Trizzino, Carmelo Miceli e Giusi Bartolozzi per perorare questa causa che anche loro reputano legittima, doverosa e indispensabile. La lotta contro l’epidemia da covid-19 la stiamo combattendo tutti e senza divisioni. Chiedo, quindi, all’assessore regionale Ruggero Razza, con il quale ho già parlato, di avviare le procedure per l’assunzione a tempo determinato per tutti questi tecnici e operatori sanitari, incessantemente al lavoro nell’ambito degli accertamenti diagnostici che ne fa i primi soggetti ad essere sovraesposti al virus. È indispensabile potenziare l’organico per questo personale sanitario che è sottodimensionato, come chiedono anche gli ordini e le associazioni professionali, vista l’eccezionale mole di lavoro che si riversa su tutta la sanità e soprattutto su chi è in prima linea. Tutto ciò a maggior ragione se la pandemia Covid-19, secondo il quadro epidemiologico dell’Istituto superiore di Sanità, deve ancora raggiungere il picco nel meridione, dove continuano ad arrivare dal nord treni carichi di cittadini che vogliono rientrare. Gli ospedali siciliani stanno vivendo una situazione di grave emergenza. È questa l’occasione per evitare disparità di trattamento e inaccettabili diseguaglianze tra il personale sanitario”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana.

Un’attività improvvisa che di fatto mira a svuotare le stanze di degenza del Giovanni Paolo II. Notizia confermata al telegiornale di RMK, dal vicepresidente della Commissione Salute,  il deputato Carmelo Pullara.  Pullara ha detto che si tratta di una specifica disposizione data dal direttore generale facente funzioni dell’Asp Alessandro Mazzara che all’ospedale di Sciacca non verranno più accettati nuovi ricoveri, ad eccezione dei casi considerati urgentissimi.

Per quanto riguarda le sale operatorie, esse si stanno adibendo a posti letto da terapia intensiva. Solo una delle sale operatorie rimarrà disponibile per eventuali interventi chirurgici urgenti.

Al Giovanni Paolo II non ci sono posti disponibili al momento nel reparto di rianimazione. Appare sempre più evidente che la struttura ospedaliera di Sciacca sia assurta al profilo di focolaio.

Notizie che dipingono sempre più un quadro generale che non è semplice né rassicurante.

Purtroppo, dobbiamo ancora segnalare che apprendiamo per vie traverse, grazie alla disponibilità di fonti che naturalmente consideriamo più che accreditate, in un ambito generale di difficoltà ad ottenere informazioni che non appare proprio un ossequio alla trasparenza, soprattutto se si pensa che si parla di situazioni piuttosto delicate.

Non sfugge a nessuno che l’ospedale di Sciacca che è quello dove sono stati accertati ben 16 dei 18 casi di contagio registrati in provincia di Agrigento. Ospedale trasformato in focolaio, e che per questa ragione, naturalmente, è interessato in queste ore anche da lavori di sanificazione e disinfezione nelle varie unità operative, in una situazione nella quale sono sempre di più gli operatori sanitari che, costretti alla riservatezza e a non rivelare la loro identità, non nascondono più i loro timori per il rischio di potere venire a contatto con soggetti affetti da virus.

Domani, domenica 15 marzo, alle ore 11:30, l’Arcivescovo di Agrigento, cardinale Francesco Montenegro, celebrerà la Messa, senza il popolo, nella Cattedrale di Agrigento. La celebrazione, al fine di favorire la partecipazione spirituale dei fedeli, sarà trasmessa in diretta streaming sulla pagina Facebook dell’Arcidiocesi di Agrigento al seguente link:

https://www.facebook.com/arcidiocesidiagrigento/

Ad Agrigento è morto Mario Baldacchino, personalità di rilievo in ambito sociale, politico, conosciuto e apprezzato per le straordinarie doti umane, già assessore comunale alle Politiche sociali nella giunta presieduta da Calogero Sodano. Lo stesso Sodano, nell’esprimere tristezza e profondo cordoglio, ricorda Mario Baldacchino “come il migliore assessore alle Politiche sociali degli ultimi 50 anni ad Agrigento, dinamico, attento, sempre pronto ad intervenire e ad assecondare le tante istanze cittadine con preparazione ed efficacia”. I funerali, in ragione di quanto disposto a contenimento dell’emergenza coronavirus, non saranno celebrati. Alla famiglia Baldacchino, al fratello Lillo, ai familiari tutti, vive condoglianze anche di sicilia24h.it

Ad Agrigento, da oggi pomeriggio, sabato 14 marzo, e fino al prossimo 25 marzo, è sospesa la ZTL in via Atenea. La decisione è stata adottata dall’Amministrazione comunale per consentire in tutte le ore del giorno e della notte la consegna di farmaci e merci di prima necessità oltre che per la consegna della spesa a domicilio per molte famiglie di anziani residenti nel centro storico.

Si informa che la Capitaneria di Porto – Guardia Costiera di Porto   Empedocle a seguito delle recenti disposizioni normative tese a contenere la diffusione del COVID-19 ha adottato appropriate misure organizzative interne mantenendo la piena efficienza dei servizi essenziali. Tra queste, la modifica delle modalità di accesso presso gli Uffici da parte dell’utenza.

In considerazione che il DPCM datato 11/03/2020 ha anche sospeso la fornitura di alcuni servizi erogati dagli Uffici pubblici considerati non urgenti e necessari, limitando gli spostamenti dei cittadini solo per situazioni di effettiva ed improrogabile necessita, si raccomanda agli utenti di recarsi presso gli uffici della Capitaneria di Porto esclusivamente per reali esigenze indifferibili e che non siano in contrasto con le disposizioni del Decreto in parola. Per le rimanenti esigenze si potrà fare ricorso alle già previste modalità telematiche.

La Capitaneria di Porto di Porto Empedocle manterrà al momento invariato l’orario di ricezione al pubblico ma esclusivamente per le attività essenziali: si potrà accedere esclusivamente uno per volta attendendo il proprio turno al di fuori della struttura, l’utente dovrà mantenere la distanza minima di sicurezza di 1 metro da altri soggetti ed osservare rigorosamente le misure igienico-sanitarie esposte. All’interno dei locali sono disponibili gel igienizzanti per le mani che dovrà essere utilizzato prima di recarsi allo sportello dell’Ufficio.

Per effetto delle disposizioni ministeriali si informa che sono sospese fino a nuove disposizioni tutte le tipologie di esami in sede locale, anche se precedentemente programmati.

Si confida nella preziosa e proficua collaborazione di ciascuno, nella certezza della comprensione per il particolare momento emergenziale che tutta la nazione sta attraversando.

L’Arcidiocesi di Agrigento ha concesso alla Società T. la locazione di un locale annesso alla Chiesa di San Pietro di Agrigento, per lo svolgimento di attività commerciale, ed  il comodato d’uso della Chiesa di San Pietro e proprie pertinenze unicamente per finalità turistiche e culturali, con espressa esclusione di ogni attività commerciale.

Tuttavia, in assenza di alcun titolo autorizzativo, né da parte del Comune di Agrigento né da parte dell’Arcidiocesi di Agrigento, la società  che ha in gestione i locali in questione, aveva disposto la posa di ombrelloni, tavoli e sedie a servizio della propria attività commerciale proprio davanti l’ingresso della Chiesa di San Pietro.

Il Comune di Agrigento, nel 2017 ha contestato alla società T. l’occupazione abusiva di suolo pubblico (per circa 60 mq) dello spazio antistante la Chiesa di San Pietro ed ha irrogato la conseguente sanzione.

A questo punto la società T si opponeva alla contestazione del Comune di Agrigento proponendo ricorso davanti il Giudice di Pace di Agrigento, sostenendo, tra l’altro, che lo spazio anti tastante la chiesa fosse di proprietà esclusiva dell’Arcidiocesi e che ne avesse la disponibilità in forza del contratto di comodato d’uso.

Il Giudice di Pace di Agrigento però ha declinato la propria giurisdizione ritenendo che spettasse al Giudice Amministrativo giudicare la controversia.

A questo punto, nel giugno 2019, la società T ha riproposto il giudizio davanti al TAR Palermo, notificando per la prima volta il proprio ricorso anche all’Arcidiocesi di Agrigento chiamandola in garanzia e per il risarcimento dei danni asseritamente subiti.

Il Cardinale Francesco Montenegro quale legale rappresentante dell’Arcidiocesi di Agrigento ha conferito il mandato all’Avv. Girolamo Rubino per resistere al giudizio instaurato dalla società T.

L’Avv. Girolamo Rubino, in particolare, ha proposto diverse eccezioni preliminari, sostenendo tra l’altro il difetto di giurisdizione poiché la questione in realtà afferisce a diritti soggettivi che non possono essere risolti nemmeno in via incidentale dal Giudice Amministrativo.

La Sezione I del TAR Palermo, Presidente e Relatore della causa il dott. Calogero Ferlisi, in accoglimento delle difese dell’Avv. Rubino ha osservato che: <<l’Arcidiocesi di Agrigento … ha preso precisa posizione in ordine alla propria titolarità dominicale, specificando di essere la dante causa della comodataria società Temenos tenuta all’uso della “Chiesa di San Pietro e delle sue pertinenze” esclusivamente per fini turistici e culturali, non “ai fini della somministrazione di alimenti e bevande, per come desumibile di converso del verbale in questione”; sicché – prosegue l’Arcidiocesi – nemmeno “l’eventuale accertamento e riconoscimento della proprietà della piazza, potranno in futuro permettere l’utilizzo dello stesso per fini diversi da quelli per cui è stato concesso il bene”.

In tale contesto sostanziale e processuale, fondatamente l’Arcidiocesi di Agrigento evidenzia .. che la T… a fondamento delle proprie pretese, sottintende, in buona sostanza, la lesione di una posizione di diritto soggettivo … Tali profili esulano, ad avviso del Collegio, dalla giurisdizione del Giudice amministrativo>>.

Per effetto della predetta pronuncia, ed in ragione del conflitto negativo di giurisdizione insorto tra TAR e Giudice di Pace la questione dovrà essere risolta dalla Corte di Cassazione che stabilirà quale giudice dovrà giudicare la controversia.

Nella seduta di Giunta Regionale di ieri 12/02/20, dedicata interamente all’emergenza Coronavirus in Sicilia, sono stati decisi tutta una serie di importanti interventi.

Tra questi quello tra i più importanti credo sia l’individuazione sul territorio siciliano di aree sanitarie esistenti che si occuperanno in via esclusiva del trattamento dei pazienti affetti dal Covid 19.

Sin qui tutto bene, finalmente il governo siciliano fa qualcosa per riparare ai danni fatti alla sanità in tanti anni di disinteresse, ma la cosa che mi ha amareggiato e vedere che sono state individuate strutture in tutte le provincie siciliane tranne in quella di Agrigento.

Due sono le cose: ho la nostra provincia ne è già dotata e quindi non abbiamo bisogno di nulla ed allora chiedo venia, oppure si sono dimenticati che esiste la provincia di Agrigento cosa che penso sia più probabile.

Ricordo che solo pochi giorni addietro il sindaco di Ribera aveva richiesto di poter utilizzare l’ospedale Parlapiano proprio per destinarlo a tale attività; leggo ancora oggi che la deputata regionale La Rocca assieme all’assessore per la salute Ruggero Razza “abbiamo condiviso un percorso che potrebbe portare all’individuazione dell’ospedale Fratelli Parlapiano di Ribera come Covid hospital” . Solo ieri hanno deciso ed oggi si parla di percorsi che potrebbero portare…..

Non sono più i tempi e i giorni delle incertezze, occorre agire subito, diversamente diventa tutto inutile o quasi.

Mi auguro solo che il coronavirus arresti la sua corsa e che le misure attuate sino adesso dal governo siano veramente efficaci.