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“Occorre chiarire in maniera definitiva, senza lasciare spazio a incertezze organizzative, se debba essere l’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento il centro di riferimento per i malati Covid o se invece sia preferibile adottare una decisione differente individuando una idonea struttura al di fuori del complesso Ospedaliero.
E’ necessario avere l’assoluta certezza che un eventuale reparto Covid all’interno del presidio ospedaliero San Giovanni di Dio possegga i dovuti standard qualitativi e quantitativi in termini di presidi sanitari a disposizione, e soprattutto che venga garantita la totale sicurezza del personale sanitario.
Bisogna chiarire definitivamente se i locali adibiti ad accogliere tali malati presentino i dovuti standard in termini di sicurezza al fine di non rischiare il diffondersi dell’infezione in altri reparti anche attraverso la creazione (qualora assente) di sistemi di areazione a pressione negativa.
Chiediamo quindi che non vengano scartate a priori soluzioni alternative alla luce del fatto che la struttura ospedaliera di Agrigento è un centro di riferimento, non solo provinciale, per svariate discipline.
Qualora la situazione emergenziale dovesse rendere necessario utilizzare altri reparti, o peggio in caso di diffusione dell’infezione all’interno del nosocomio, si metterebbe a rischio la dovuta risposta sanitaria ai pazienti affetti da altri quadri patologici che devono ovviamente continuare ad avere la corretta attenzione in termini di sicurezza, diagnosi e cura.
Questo quadro necessita di essere chiarito e condiviso all’esterno per conoscere le reali condizioni di assistenza.
A quanto sopra detto si aggiunge la necessità di sapere se e quando verrà avviato il tampone sul personale ospedaliero nonché i tempi dei soggetti da sottoporre a tampone perché in conclusione del periodo di quarantena, così come previsto dall’ordinanza del Presidente della Regione Siciliana n. 7 del 2020.
Si ritiene infine che la perdurante assenza della nomina del Direttore Generale, soprattutto in un momento di tale difficoltà, non sia ulteriormente tollerabile.
 Per tali ragioni ho indetto quest’oggi alle ore 14 una riunione in videoconferenza con il presonale dell’asp, l’Assessore Regionale alla Sanità alla presenza dei sindaci dei Comuni su cui insistono presidi ospedalieri dell’asp di Agrigento. In maniera tale da avere definitiva chiarezza e punti fermi sulla importante questione”.

Il Comune di Agrigento informa che in relazione al permanere dell’emergenza epidemiologica da COVID -19, (Coronavirus), in linea con le disposizioni contenute nel Decreto legge n.18 del 17 marzo 2020, e della correlata riorganizzazione delle modalità di lavoro finalizzate al contenimento del contagio, è stata disposta l’apertura al pubblico di due sportelli polifunzionali per garantire l’erogazione dei cosiddetti servizi essenziali dei Servizi demografici, e precisamente

Sportello polifunzionale per i servizi Anagrafici

Sportello polifunzionale per lo Stato Civile:

entrambi gli sportelli, per il mese di aprile, saranno aperti al pubblico nella sola giornata di giovedì di ogni settimana dalle ore 9,00 alle ore 12,30.

L’accesso e lo stazionamento presso la sala ove sono ubicati gli sportelli e gli uffici del servizio demografico è consentito esclusivamente ad un numero massimo di 4 persone per volta, mantenendo una distanza tra loro di almeno un metro. I cittadini dovranno recarsi presso lo sportello o l’ufficio uno per volta e mantenere una distanza di almeno un metro tra loro e l’addetto allo sportello.

Non sono consentiti assembramenti davanti agli uffici. I cittadini dovranno mantenere una distanza di un metro tra loro e l’operatore dell’ufficio.

La quinta persona di Menfi che ha contratto il coronavirus e che ha preoccupato la comunità belicina, fa parte dello stesso gruppo dei precedenti quattro che avevano avuto contatti con l’ospedale di Sciacca e che negli ultimi giorni è stata in isolamento.

Si tratta di una persona anziana che adesso si trova ricoverata all’ospedale di Castelvetrano. Lo ha detto oggi in un videomessaggio il sindaco di Menfi Marilena Mauceri, che nell’occasione ha invitato la cittadinanza a non uscire di casa.

Da un report della Polizia municipale è emerso che molte persone sono ancora in giro per il paese, incurante dei messaggi di questi giorni. Molti dei menfitani sottoposti a controllo risulta che escano di casa con frequenza quasi giornaliera.

«Il Consorzio autostrade siciliane ha stabilito la sospensione totale del pedaggio per tutti gli utenti delle autostrade isolane. Lo aveva già fatto nei confronti di medici, infermieri e operatori del 118 impegnati nella battaglia contro il coronavirus. In seguito i pagamenti erano stati sospesi anche per gli autotrasportatori, settore fondamentale per l’approvvigionamento di beni di prima necessità e derrate alimentari. Oggi arriva l’ulteriore estensione della gratuità, un’azione in linea con le aspettative degli automobilisti nel pieno di un’emergenza inedita e drammatica come quella che stiamo vivendo».

Lo ha annunciato l’assessore regionale alle Infrastrutture Marco Falcone, che ha reso nota la sospensione totale dei pedaggi sulla rete autostradale siciliana gestita dal Cas alla luce dell’emergenza coronavirus.

Amedeo Fuliano, segretario regionale della Fials, scrive all’assessore regionale alla Sanità Ruggero Razza segnalando il grave pericolo che incombe sulla apertura del centro Covid al San Giovanni di Dio. Nello stesso tempo Fuliano chiede a Razza il perchè dalle mancata nomina del direttore generale dell’Asp di Agrigento. Ecco il testo della lettera:

“Gentile Assessore, questa organizzazione sindacale FIALS, che ha già rappresentato le crescenti preoccupazioni dei lavoratori dell’ASP di Agrigento, in relazione alla diffusa carenza dei prescritti DPI, fa proprio il grido di allarme di quanti: medici, esperti e giornalisti hanno denunciato l’inopportunità a che l’ospedale di Agrigento venga individuato quale centro per far fronte all’emergenza COVID 19.

Ciò non solo perché un ospedale monoblocco, qual è il S.G. di Dio, costituisce lo “strumento” perfetto per la diffusione delle malattie infettive ma anche e soprattutto perché le carenze strutturali dell’ospedale di Agrigento sono varie, arcinote e gravi : carente è il sistema fognario; carente è, da sempre, il sistema dei “ traffici e percorsi” a causa dei frequentissimi guasti che affliggono gli ascensori e la cui conseguenza è quella di non potere sempre garantire lo spostamento di  persone, rifiuti, biancheria sporca e pulita, vitto ecc. nel rispetto delle più elementari norme di igiene e profilassi; ed infine, ma non per ordine di importanza, le note e preoccupanti carenze del sistema di ventilazione/condizionamento che potrebbe agire come un vero e proprio innesco epidemico.

Ma vi è di più, ed infatti nel caso in cui a seguito della realizzazione del centro COVID 19, all’interno dell’ospedale di Agrigento quest’ultimo divenisse un focolaio di infezione, non sarebbe più possibile assistere in sicurezza i pazienti acuti, primi fra tutti : infartuati, politraumatizzati, affetti da ictus o altre gravi urgenze con le drammatiche conseguenze che è facile immaginare.

Altresì, non possiamo esimerci di associarci all’appello dei 38 sindaci della provincia di Agrigento che si sono rivolti anche al Presidente della Repubblica affinché venga immediatamente nominato il direttore generale dell’ASP di Agrigento. Ciò anche in considerazione del fatto che scelte così importanti e nevralgiche, dalle quali possono dipendere le sorti della popolazione di una intera provincia, non possono essere assunte, con tutto il rispetto per la persona che sta gestendo indubbiamente un momento difficilissimo, da un direttore facenti funzioni”.

 

 

 

 

Angeli tristi sopra il cielo di Agrigento.

 

Racconto visionario di Mario Gaziano al tempo del coronavirus

Così fu, così  è: ritrovare la mia essenza dell’eternità  tra le nuvole  alte e incerte sopra il cielo grigio della nostra Agrigento,Agrigento da sempre e per sempre.

Un infinito  stormo di angeli –  grandi ali spiegate, azzurre,bianche,rossofuoco- mi accoglie con occhi  tristi, pieni di luci,  luci pallide e malinconiche , di un arcobaleno  opaco e offuscato.Oggi.

Angeli tristi sopra Agrigento (fratelli o compagni  degli Angeli sopra Berlino,sopra Madrid,sopra Parigi, sopra i cieli del mondo…)Angeli del mondo senza sorriso  .

E la mia essenza- dell’animo e dello spirito-  in  mezzo a loro, a transumare i percorsi impossibili dell’aria,del vento,della pioggia,del sole rovente …e coglierne  uno  col volto basso sulla  statua  della chiesa del Purgatori,con il suo frontale barocco, là, triste, accanto alla statua che sorregge, nell’eternita’ dell’infinito tempo, la bandiera tricolore  del nostro grande Paese, cucita dalle donne Pirandello, e che un coraggioso antiborbonico,  arrampicandosi,  la legò proprio al braccio della statua dell’angelo ,malinconico  e consapevole.

Giovane povero antiborbonico! ,

Anche lui tra i mille,diecimila angeli su Agrigento,  che cercano di proteggere da sempre  la nostra città: Agrigentum.Akragas,Girgenti,Kerkent,Agrigento.

Angeli tristi che nulla possono,che non proteggono amori nuovi e dimenticati, come gli angeli sopra Berlino.

E la mia anima,vola, vola ancora ,trascinata  da una moltitudine  estrema  di angeli con le indefinibili  ali, spiegate, sopra il campanile del Duomo:dritti,silenziosi,muti, a guardare in giù una città oramai stanca e nostalgica. Come nostalgico è il mio cuore, mio e di tutti.

E poi aleggiare sulla Madonnina della Immacolata,dove i coraggiosi vigili del fuoco   depositano corone di fiori. proprio sull’altezza degli angeli del cielo agrigentino ,che essi nell’affanno del coraggio  non vedono,ma che sono visti e protetti  dagli angeli buoni del nostro cielo.

Angeli buoni e tristi: ora   per mano mi conducono – nell’aria offuscata- sopra il mare africano di Pirandello,per raccogliere il profumo dei mille personaggi pirandelliani reali e irreali,nel tempo e fuori dal tempo.Essi, sì, eterni.

Volare,aleggiare,sorvolare con un esercito di angeli sopra e accanto a me, sempre con me: con le loro ali spiegate a proteggere il cielo agrigentino.

A proteggere  vecchietti di Villa Betania e di tutte le altre case di riposo…dove ospiti in vita attendono solo di essere raccolti, amorevolmente e pietosamente, dagli angeli buoni.

E, ancora,   essere  sul cancello di Bonamorone e poi di Piano Gatta,o del piccolo cimitero di Montaperto dove riposa il povero soldato americano ormai dimenticato:  ad ascoltare nel silenzio le parole dei nostri genitori,dei nostri amici,dalla infanzia  alla anziana maturità, che ora sono anch’essi angeli ritrovati, centinaia di migliaia, luminosi e abbaglianti,da secoli e per secoli.

Angeli buoni e tristi perchè Agrigento è triste, Agrigento è chiusa ed amara.

Ed ora  Santa Marta,Santa Croce, e dentro la chiesa preziosa di Santo Spirito.

Spirito Santo con noi. E sfiorare le stradine di Montaperto e le case di Fontanelle,Monserrato Villaseta e del Càos …un volo per l’eternità, sopra il tempo stesso,sopra la realtà e la irrealtà.

Sprofondare ciecamente nell’amore per la propria città….,città reale e dimenticata…,

e ancora un tuffo ,dentro l’esercito di angeli, nel mare infinito del cielo e dell’ eternità…immensa condivisa  identità …nella serenità e nella tristezza, perchè la loro e la nostra Agrigento vive il tempo nero e scuro, il tempo del coronavirus.

Vita eterna agli angeli sopra Agrigento..a proteggerla. A proteggere i poveri e, anche un po’, i meno poveri,gli anziani in solitudine e i ragazzini buoni,  e,di più,  i ragazzini  malati e in sofferenza.

Cielo e terra. Angeli e cittadini: una grande affollatissima chimera ,un visionario  sogno di serena eternità

Per Agrigento da sempre e per sempre.

 

  Mario Gaziano 29 marzo 2020

Personale dell’ Upgsp con l’ausilio della Guardia di Finanza tramite l’utilizzo di due cani cinofili,accertava e contestava  la violazione di cui all’Art.75 D:P:R: 309/90  a carico di M. C., Agrigentino di 41 anni , in quanto sul veicolo sul quale viaggiava,a seguito di perquisizione veniva  trovato  “UN MOZZICONE DI UNO SPINELLO CONTENENTE PRESUMIBILMENTE SOSTANZA STUPEFACENTE” .

Inoltre , é stato necessario estendere la perquisizione all’abitazione ,in quella circostanza M.C. e la sua convivente  M.S.V. agrigentina classe ’85 cercavano di impedire il lavoro degli operatori e  inveivano contro i poliziotti con frasi ingiuriose e oltraggiose pertanto , venivano denunciati in stato di libertà per “RESISTENZA, MINACCE E OLTRAGGIO a P.U.

Dopo Salemi, Villafrati e Agira, adesso Troina, in provincia di Enna, è il quarto Comune siciliano “zona rossa”. Così ha deciso, con una propria ordinanza, il presidente della Regione Nello Musumeci. Fino al 15 aprile nel centro montano dell’entroterra vigerà il divieto di accesso e di allontanamento dal territorio comunale e la sospensione di ogni attività degli uffici pubblici, a eccezione dei servizi essenziali e di pubblica utilità. Potranno entrare e uscire dal paese solo gli operatori sanitari e socio-sanitari, il personale impegnato nell’assistenza alle attività inerenti l’emergenza, nonché esclusivamente per l’ingresso e l’uscita di prodotti alimentari, di prodotti sanitari, di beni e servizi essenziali. Il provvedimento si è reso necessario per evitare il diffondersi del contagio del Covid-19, dopo che gli uffici dell’Azienda sanitaria hanno segnalato ben 94 casi di positività al Coronavirus, essenzialmente circoscritti tra pazienti ed operatori del Centro di assistenza per disabili “Oasi”.

Non c’è più tempo da perdere!!!!, alla luce dell’ultimo decreto del Governo Nazionale rispetto alla criticità legata allo stato di bisogno di molti cittadini  attraverso l’erogazione di buoni alimentari demandata ai comuni, appare del tutto evidente che siamo di fronte ad una situazione talmente grave che non possiamo fare finta di niente.

Occorre immediatamente, cosi come già hanno fatto alcuni Sindaci Siciliani e cosi come anche sollecitato dalla Presidenza del Consiglio Comunale a mezzo Web, SOSPENDERE SUBITO il pagamento di tutti i  tributi locali e di tutte le procedure di accertamento in itinere per gli anni passati.

In vista della pesante crisi economica che coinvolgerà inevitabilmente le numerose attività commerciali Agrigentine, i piccoli imprenditori gli autonomi, le P.Iva e le tante famiglie e cittadini che saranno costretti a subire, rimanendo a casa, questo pesante fardello di crisi economica, necessita con assoluta urgenza che il Comune di Agrigento con intesta il Sindaco della Città dare un segnale di vicinanza alla collettività attraverso iniziative volte ad alleggerire la comunità Agrigentina.

Il Sindaco e la Giunta si attivino con celerità facendo proprie le nostre indicazioni, nonché quelle che provengono dal Governo Nazionale, anticipando fin da subito la nostra disponibilità ad un confronto volto a dare una mano alla città di Agrigento”.

Lo scrivono i consiglieri comunali Marco Vullo, Vaccarello Angelo, Giuseppe Picone, Salvatore Borsellino, Gianluca Urso, Alessandro Sollano, Teresa Nobile, Salvatore Falzone, Rita Monella, Gerlando Gibilaro, Nuccia Palermo, Marcella Carlisi.