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Con ogni probabilità le misure restrittive per contenere il coronavirus in Italia saranno prorogate fino o oltre Pasqua. E’ quanto annunciato informalmente dal ministro della Salute, Roberto Speranza, spiegando che una valutazione in merito è stata compiuta dal comitato tecnico scientifico. L’annuncio ufficiale è atteso al termine del prossimo Consiglio dei ministri, domani o giovedì. Ad ogni modo, il post emergenza sarà ancora sotto estrema vigilanza.

Tragedia stamani a Furci Siculo. In una villetta di via delle Mimose, un giovane avrebbe strangolato e ucciso la fidanzata convivente. Poi avrebbe tentato il suicidio, procurandosi tagli ai polsi e al collo con un coltello, senza riuscirci. Sembra che lo stesso presunto assassino avrebbe tentato anche i Carabinieri. Il giovane è stato trasportato al Policlinico di Messina, dove è piantonato dai carabinieri.

A perdere la vita Lorena Quaranta, una giovane della provincia di Agrigento. Era studentessa alla Facoltà di Medicina dell’Università di Messina. Il convivente, Antonio De Pace, è un giovane calabrese di Vibo Valentia.

Sul posto l’ambulanza del 118, ma per la donna non c’è stato niente da fare. Primi rilievi ad opera dei carabinieri della stazione di Santa Teresa Riva (al comando del luogotenente Maurizio La Monica) e della compagnia di Taormina, guidata dal capitano Arcangelo Maiello.

Sulla triste vicenda è intervenuto il sindaco del piccolo Comune del messinese Matteo Francilia che ha dichiarato: “E un dramma nel dramma. Stamattina ci siamo svegliati con la notizia di questa tragedia. Siamo sconvolti”.

“Non conoscevo né la vittima né l’assassino – spiega il primo cittadino che si è recato immediatamente sul posto -. Dalle poche notizie che ho potuto raccogliere pare che entrambi non fossero originari di Furci Siculo. Confidiamo nel lavoro dei carabinieri e della magistratura per fare luce su quanto accaduto, ma ogni forma di violenza, ancora di più se commessa ai danni di una donna – precisa il sindaco leghista -, va condannata senza se e senza ma. Chi si macchia di simili gesti deve marcire in galera”.

La direzione agrigentina del partito di Risorgimento Socialista invita l’Azienda sanitaria provinciale ad accelerare l’attivazione del reparto Covid all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Agrigento, quale primo intervento e degenza per i pazienti agrigentini colpiti dal virus. E poi aggiunge: “Nel caso i tempi dovessero continuare ad allungarsi, Risorgimento Socialista invita l’Azienda sanitaria a prendere in seria considerazione l’ipotesi di costruire una struttura idonea, da individuare fuori ma comunque in prossimità dell’ospedale di Agrigento. La struttura permetterebbe di potere curare in loco i malati evitando il loro trasferimento in ospedali fuori provincia. Nel frattempo, Risorgimento Socialista invita i Comuni ad intensificare la sanificazione e la pulizia straordinaria delle strade cittadine”.

Negli ultimi tre giorni, dal 28 al 30 marzo, i soggetti positivi accertati in provincia di Agrigento hanno avuto un repentino rialzo. All’inizio il focolaio si è sviluppato a Sciacca con i casi contagiati in ospedale. Col passare dei giorni, specie negli ultimi, i contagi si sono verificati in diversi Comuni agrigentini. In particolare, gli ultimi tre giorni di marzo lo sbalzo è stato dai 58 casi del giorno 28 agli 86 registrati oggi. Nel corso della settimana l’evoluzione sarà particolarmente sotto i riflettori e si prospetta un innalzamento della curva. C’è anche da considerare che man mano giungono pià esiti dai tamponi inviati ai laboratori.  Non si riesce a comprendere l’effetto che può svilupparsi con l’arrivo delle persone dal nord.

GIORNI MARZO POSITIVI
9 11
11 12
12 17
13 18
14 19
15 20
16 22
17 22
18 24
19 37
20 29
21 34
22 39
23 42
24 43
25 47
26 52
27 55
28 58
29 78
30 86

Slitta in autunno la terza ed ultima finestra del bando Progetto Giovani 4.0. Da giorno 1 settembre al 16 ottobre 2020 potranno essere presentate le domande per la copertura delle spese relative alla frequenza di Master e corsi di perfezionamento post-laurea (sezione A), a corsi di lingua straniera (sezione B) ed al conseguimento di licenze, patenti e brevetti (sezione C).

«Abbiamo deciso di posticipare a settembre la riapertura del bando – spiega l’assessore regionale all’Istruzione Roberto Lagalla – per non impedire a tanti ragazzi ancora in attesa la possibilità di godere di questa opportunità economica, utile a migliorare il loro profilo formativo e professionale. Uno slittamento doveroso e necessario, data l’emergenza epidemiologica che stiamo vivendo, e certamente atteso da quanti non abbiano ancora avuto modo di partecipare alle prime due finestre del bando. L’iniziativa assume, oltretutto, una valenza ulteriore alla luce dell’imprevedibile evoluzione del quadro economico nazionale, dal momento che, ad emergenza conclusa, molte saranno le tipologie professionali a mutare, necessitando di nuove e più aggiornate competenze coerenti alle specifiche esigenze del mondo del lavoro e della produzione».

 

I casi di contagio da coronavirus in Sicilia. L’emergenza anche sul fronte economico. Oltre 140 milioni di euro per i Comuni dell’Isola. Ecco i soldi nell’Agrigentino.

I casi di contagiati da coronavirus in Sicilia sono 1.555. Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 14.758. Sono risultati positivi 1.555 (95 più di domenica 29 marzo). Attualmente, sono ancora contagiate 1.408 persone (78 più di domenica 29 marzo). Sono ricoverati 559 pazienti, di cui 75 in terapia intensiva, 849 in isolamento domiciliare, 71 guariti e 76 deceduti.

Ecco la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento 86, Caltanissetta 63, Catania 405, Enna 183, Messina 280, Palermo 229, Ragusa 30, Siracusa 62, Trapani 70.


L’emergenza coronavirus è sanitaria ed anche economica. Sul fronte sanitario è infuocato il caso dell’Oasi di Troina, cittadina in provincia di Enna da ieri quarta zona rossa in Sicilia dopo Agira, Villafrati e Salemi. All’interno dell’Oasi Maria Santissima è morta una giovane degente, e sono oltre cento i contagiati tra pazienti e operatori compreso il presidente. Ed il sindaco di Troina, Fabio Venezia, rivela: “Ho la polmonite”. Nel frattempo l’aumento dei contagi in Sicilia si mantiene contenuto: ogni 24 ore un centinaio di casi in più. Aumentano però i morti: dopo il medico di Palma di Montechiaro, Lorenzo Vella, è morto anche un uomo di 65 anni originario di Balestrate e ricoverato all’ospedale “Cervello” a Palermo, una donna di 92 anni contagiata nella Casa di cura Rsa “Villa delle Palme” a Villafrati e morta all’ospedale di Partinico, ed il sindacalista catanese della Cisl, Gianfranco Raco, di 69 anni.

Dall’altra parte del fronte sanitario, sulla trincea economica guerreggiano i Comuni, esposti alla esasperazione sociale. In Sicilia, dei 400 milioni di euro stanziati dal Decreto Conte del 28 marzo, pioveranno quasi 44 milioni di euro, che si sommano ai 100 milioni di euro stanziati dal governo Musumeci per sostenere le famiglie in difficoltà. I sindaci siciliani hanno invocato la rapida distribuzione dei soldi annunciati da Conte, scavalcando ostacoli e ritardi della burocrazia. E il governo a Roma li ha accontentati, perché immediata è stata l’ordinanza firmata dal capo della Protezione civile nazionale, Angelo Borelli. Subito, a pioggia, 43 milioni e 484mila euro per i 390 Comuni dell’Isola. I fondi saranno trasformati in buoni spesa per l’acquisto di generi alimentari o prodotti di prima necessità. Saranno i Comuni a gestire la distribuzione delle risorse finanziarie costruendo la platea dei beneficiari del contributo tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici provocati dall’emergenza Covid-19. In Sicilia, tra i capoluoghi di provincia, il contributo più elevato è stato assegnato al Comune di Palermo: 5 milioni e 143mila euro, poi Catania 2 milioni e 559mila euro, e a Messina 1 milione e 707mila euro. Poi Siracusa 901.655 euro, Trapani 547.508 euro, Ragusa 538.631 euro, Caltanissetta 472.337 euro, Agrigento 444.627 euro, ed Enna 189.881 euro. Ancora più nel dettaglio, tra i Comuni agrigentini più densamente popolati, sono stati assegnati a
Sciacca: 361.714 euro
Canicattì: 357.634
Licata: 359.772
Favara: 313.239
Palma di Montechiaro: 235.489
Ribera: 176.391
Porto Empedocle: 157.120.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Finalmente si rompe il silenzio tra l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, e i sindaci agrigentini. Si èsvolta, infatti,  in videoconferenza la riunione tra l’assessore regionale per la Salute, Ruggero Razza, e la conferenza dei sindaci della provincia di Agrigento, convocata dal sindaco del capoluogo, Lillo Firetto. Vi hanno preso parte i sindaci dei comuni sede di struttura ospedaliera: Carmelo Pace (sindaco di Ribera), Francesca Valenti (sindaco di Sicacca), Ettore Di Ventura (sindaco di Canicattì), Giuseppe Galanti (sindaco di Licata). Nella sua doppia veste di primo cittadino di Montevago e presidente della Commissione Sanità del parlamento siciliano è intervenuta la deputata Margherita La Rocca Ruvolo. Alla riunione, ovviamente, hanno partecipato i vertici dell’Asp, Alessandro Mazzara e Gaetano Mancuso.
Oggetto della riunione, la richiesta di comunicazioni più aggiornate riguardo all’aggiornamento sui casi positivi e sulle persone rientrate nell’Isola; ma anche la previsione di adeguati posti letto di terapia intensiva e di degenza ordinaria, la più rapida trattazione dei tamponi rino-faringei e dei loro esiti, l’individuazione di adeguati percorsi interni nell’ambito delle strutture ospedaliere per dividere le aree covid da quelle ordinarie.
Durante la conferenza è stato evidenziato quanto segue:
Tutti i cittadini che presentano una sintomatologia tipica della infezione da Covid-19  vengono già adesso trattati separatamente e immediatamente immessi nel ciclo terapeutico. L’Asp fornirà giornalmente a tutte le amministrazioni comunali i dati richiesti al fine di garantire l’adeguata azione da parte degli Enti locali.
È prevista l’attivazione in provincia di Agrigento di posti 203 posti letto dedicati al Covid -19 di cui 23 posti di terapia intensiva. A tal fine le ditte affidatarie dei lavori stanno ultimando i posti letto a pressione negativa (che la provincia non aveva mai avuto nel passato) ed è attiva dall’inizio della emergenza la strutturazione di aree dedicate sia nel P.O. di Agrigento che in quello di Sciacca. Nell’ambito del bacino, il DEA di II Livello di Caltanissetta svolte funzioni di supporto nell’ambito della convenzione attivata.
Per i cittadini rientrati in Sicilia la Regione ha previsto un’azione di monitoraggio che comporta, sul piano organizzativo, la realizzazione di più attività. Ciò inevitabilmente produrrà il possibile protrarsi dell’isolamento: è una misura adeguatamente contenitiva e fortemente precauzionale, adottata solo nella nostra Isola che contribuisce a limitare significativamente il contagio.
Per quanto riguarda gli ospedale di Agrigento e Sciacca, oggetto di significativi processi di ammodernamento, l’Asp ha presentato la nota formale della ditta che ha attestato la separazione dei percorsi e delle condotte di areazione.
E’ stato altresì stabilito che tutte le strutture saranno oggetto di significativi ed adeguati interventi
L’assessore regionale per la Salute ha ribadito ai sindaci di essere a disposizione di ogni ulteriore chiarimento e di collaborare con tutte le amministrazioni locali. A tal fine sia i direttori aziendali, sia il commissario Alberto Firenze, nominato per i presidi di Sciacca e Ribera, aggiorneranno periodicamente i primi cittadini sullo stato di avanzamento del piano che tiene conto delle curve epidemiologiche attese.
“Ringrazio tutti i sindaci intervenuti – ha detto Razza –  e sono a disposizione con il mio Ufficio di Gabinetto di tutti loro e dei loro colleghi. Mai come in questo momento la collaborazione istituzionale è la lealtà reciproca rappresentano un valore da garantire con impegno. Da parte mia c’è la volontà di operare in questa direzione”.

Iniziativa promossa dalla Carrozzeria “ Schembri Service ”  di Realmonte, si rivolge a tutti i veicoli  delle Forze dell’Ordine (Polizia Locale, Carabinieri, Polizia Stradale, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco) , Protezione Civile e 118, offre una sanificazione Gratuita alle auto di servizio.

Nel momento di bisogno tutti dovremmo fare la nostra parte, noi nel nostro piccolo cerchiamo di fare la nostra, mettendo a disposizione il nostro generatore di Ozono per Disinfettare e Sanificare i veicoli di tutte le forze dell’ordine che ce ne faranno richiesta.

Per combattere la pandemia da Coronavirus, occorre anche la massima igiene. In particolare, lavare le mani molto bene e molto spesso, per evitare di trasmettere il virus su quello che tocchiamo e per non infettarci con quello che abbiamo toccato. Per lo stesso motivo, si raccomanda, anche la costante pulizia degli ambienti frequentati da più persone, come lo sono anche le auto. Ecco allora L’aiuto che offre la Carrozzeria Schembri: la sanificazione degli abitacoli delle vetture di chi è in prima linea nella lotta al virus.

La sanificazione avviene tramite ozono e dura poco meno di mezz’ora. Il macchinario, posto nell’abitacolo chiuso, emette ozono eliminando i microrganismi che proliferano nell’abitacolo e nell’impianto di climatizzazione. Il trattamento di sanificazione, agisce su tutte le zone dell’abitacolo, anche quelle più nascoste e irraggiungibili. Può quindi costituire un valido supporto alla costante pulizia con apposito detergente “disinfettante” delle parti più a rischio: volante, leva del cambio, maniglie e plancia

Non ci sono prove scientifiche dirette che questa procedura colpisca il recente Covid-19, ma vari studi indicano che l’ozono riduce drasticamente la presenza di virus sulle superfici.

Il ministero della Salute riconosce l’ozono come presidio naturale per la sterilizzazione di ambienti contaminati da batteri, virus, spore: protocollo numero 24482 del 31 luglio 1996. Lo stesso ministero (per la precisione il Comitato nazionale per la sicurezza alimentare) il 21 ottobre 2010 ha ammesso l’utilizzo dell’ozono nel trattamento dell’aria e dell’acqua, ritenendolo utile come agente disinfettante e disinfestante.

Ricordiamo infine che, in base al più recente decreto anti-coronavirus, i Carrozzieri restano aperti, come gli altri autoriparatori Meccanici e Gommisti.

Per fissare un appuntamento, i nostri recapiti sono:

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“Dopo le forti perplessità mostrate da medici e infermieri sulla possibilità dell’apertura di un punto Covid al terzo piano dell’ospedale ‘San Giovanni di Dio di Agrigento’, riteniamo assolutamente miope ed irresponsabile ripercorrere comportamenti che hanno condotto altri a strade senza vie di uscita”.

Il segretario generale della Cisl Fp delle province di Agrigento, Caltanissetta ed Enna, Floriana Russo Introito e il responsabile del Dipartimento sanità pubblica e privata Giovanni Farruggia, intervengono duramente contestando l’ipotesi di dedicare un piano del nosocomio agrigentino a struttura destinata a trattare i casi Covid in provincia.

“Prima che la situazione divenga irrimediabile si pensi ad un’alternativa – continua – Stiamo, infatti, imparando che gli ospedali possono essere i principali veicoli di trasmissione del Covid-19, dato che il personale sanitario diventa suo malgrado un vettore, stante l’alta percentuale di malati asintomatici. Riteniamo invece che la proposta di collocare un Punto Covid presso il presidio Ospedaliero ‘Fratelli Parlapiano’ di Ribera, il cui depotenziamento di questi ultimi anni ha liberato interi reparti di degenza, oggi, potrebbe essere una soluzione adatta a tale scopo, così da eliminare problemi nella gestione logistica, nell’incremento di posti letto dedicati e nella circoscrizione dell’eventuale contagio, come indicato tra l’altro dal Ministero della Salute”.

Proprio nel caso delle scelte prese al “San Giovanni di Dio”, tra l’altro, il sindacato segnala alcune criticità pratiche, come la prossimità dei percorsi di accesso alla sala operatoria del reparto di ostetricia e Oncologia. Le donne in gravidanza affette da Covid verrebbero assistite infatti in un altro piano solo nel caso di parto naturale. “E’ facile immaginare – continuano Russo Introito e Farruggia – quale potrebbe essere il rischio di una diffusione accidentale del virus in un reparto tanto delicato”.

Il sindacato, inoltre, stigmatizza il comportamento dell’Asp, nonostante da tempo siano stati chiesti i numeri correlati al contagio e notizie rispetto alle scelte da mettere in campo da parte della direzione dell’Azienda.

“Le indicazioni date dai lavoratori, che conoscono l’emergenza sul campo – dicono ancora Russo Introito e Farruggia – sarebbero state certamente utili a trovare soluzioni organizzative. Sappiamo che, adesso, il sindaco di Agrigento ha avviato una interlocuzione con la Regione per affrontare il tema del punto Covid al San Giovanni di Dio, attendiamo. Nelle more torniamo a chiedere a gran voce di sottoporre tutto il personale sanitario, Oss e ausiliario al tampone di controllo al fine di evitare il contagio all’interno dei presidi ospedalieri”.

Lo dichiarano il segretario generale Floriana Russo Introito e il responsabile Sanità Giovanni Farruggia.

Il Consigliere comunale dell’Art. 1 Avv. Angela Galvano afferma: “Con il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 28 marzo, nelle prossime ore, arriveranno sui conti dei Comuni le somme stanziate a titolo di sostegno per tali Enti, che permetteranno di andare incontro a tutte quelle famiglie che stanno vivendo una situazione economica difficile a causa dell’emergenza covid – 19. Pensiamo a coloro che ancor prima di questa circostanza versavano in condizioni economiche critiche, ma anche ai precari, agli stagionali, a coloro che normalmente riuscivano ad arrivare a fine mese grazie al cd. “lavoro sommerso” e che oggi si ritrovano senza alcuna entrata. Queste somme sono, dunque, destinate alle famiglie ed ai cittadini più fragili affinché a tutti sia garantito l’accesso ai beni alimentari e per scongiurare che il bisogno di “molti” possa sfociare in una preoccupante ed incontrollabile “rabbia sociale”.

La Galvano continua: “Tali misure economiche urgenti previste dal decreto rappresentano un evidente primo passo concreto ed immediato per non lasciare nessuno da solo, per riconoscere a tutti dignità sociale, per dare una boccata di ossigeno alle vecchie e nuove povertà”.

E conclude: “Considerato che saranno il Sindaco ed i Servizi Sociali a gestire direttamente queste somme, individuando chi ne ha diritto e le modalità di intervento, in qualità di consigliere comunale e nell’interesse di tutti i cittadini attenzionerò e vigilerò affinchè tutto avvenga con le massima celerità, coerenza e trasparenza”.