Home / 2020 / Marzo (Pagina 19)

“Massima allerta. Il picco al sud è atteso tra la fine di marzo e i primi di aprile. Gli agrigentini devono continuare a restare a casa. Nel frattempo l’ospedale San Giovanni di Dio si attrezza aumentando la terapia intensiva da 8 a 12 posti, che potrebbero  diventare 14, utilizzando anche le sale operatorie. Il terzo piano dell’ospedale, che già ospita le terapie intensive, sarà adibito interamente ai posti per l’osservazione di pazienti Covid 19, trasferendo gli attuali reparti in altri settori dell’ospedale. Ho rivolto un accorato appello alla Protezione Civile nazionale e alla Regione Siciliana perché siano distribuiti urgentemente ai medici e agli infermieri i necessari presìdi per lavorare in sicurezza. In particolare mancano mascherine FFP2 e FFP3, senza cui i nostri eroi rischiano di ammalarsi e di non poter curare i malati”.
Lo dichiara il sindaco di Agrigento Lillo Firetto.

“Le richieste che riceviamo sono relative alle difficoltà di poter coprire i titoli emessi, ci sono fornitori che si chiudono nelle loro aziende e non rispondono o, nel migliore dei casi, affermano che non possono far nulla. L’imprenditore deve essere cosciente che a breve i titoli presentati in banca non potranno essere pagati per mancanza di liquidità, la qual cosa comporterà la chiusura definitiva di molte aziende”. Lo afferma il presidente di Confcommercio Sicilia Francesco Picarella, preoccupato per la situazione economica che sta stringendo in una norsa le imprese siciliane. “Le piccole e medie imprese hanno avuto in questi anni la possibilità di lavorare emettendo titoli a scadenza in quanto le forniture non riescono ad essere pagate al momento anche per una farraginosità di accesso al credito del sistema bancario – aggiunge Picarella -. Il grido d’allarme lanciato dal governatore Musumeci su questo problema, sollecitato dagli imprenditori siciliani, ha portato alla ribalta un fenomeno che, se non affrontato in modo deciso, provocherebbe il collasso sistemico dell’economia”. E il presidente di Confcommercio Sicilia aggiunge che “l’emendamento, già presentato, all’art. 6 del decreto legge 2 marzo 2020 n. 9, che prevede la sospensione dei termini di scadenza dei titoli di credito con proroga delle scadenze per la durata di 200 giorni, fa ben sperare in una ripresa dell’economia al termine della pandemia”. Ma prosegue Picarella “non si può far finta di nulla, senza la piccola impresa non ci saranno più città vivibili e visitabili, non ci saranno più borghi ed centri storici addobbati. Un’ulteriore melina su questi e sugli altri temi che riguardano le imprese siciliane e la loro sopravvivenza porterà inevitabilmente alla disperazione di coloro che hanno riposto nella partita iva la sopravvivenza di se stessi e delle famiglie”, conclude.

E’ morto questa mattina nel reparto di medicina dell’ospedale Giovanni Paolo Ii di Sciacca uno dei pazienti che erano risultati positivi al coronavirus nel gruppo di persone che furono sottoposte all’esame dopo il contagio del medico poi trasferita a Caltanissetta.

Si tratta di ultraottantenne che era in ospedale per altre patologie ed è stato ulteriormente debilitato dal virus che sta attaccando il mondo intero. Altri due pazienti dello stesso reparto che erano risultati positivi al tampone, nei giorni scorsi sono stati trasferiti in altri ospedali.

Questi i casi di coronavirus riscontrati nelle varie province dell’Isola, aggiornati ad oggi (domenica 22 marzo), così come segnalati dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

In totale sono 630 i casi positivi registrati dall’inizio, ma attualmente ne risultano 596 perché 26 sono già guariti e 8 deceduti.

Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province:

Agrigento, 39;

Caltanissetta, 26;

Catania, 225;

Enna, 29;

Messina, 108;

Palermo, 81;

Ragusa, 8;

Siracusa, 48;

Trapani, 32.

Il prossimo aggiornamento avverrà domani. Lo comunica la presidenza della Regione Siciliana. Si raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitare il sito dedicato www.siciliacoronavirus.it o chiamare il numero verde 800.45.87.87.

Una bomba. Il dramma nel dramma si consuma giorno dopo giorno nel reparto di Cardiologia dell’ospedale di Agrigento. L’emodinamista risultato positivo al Covid 19 aveva effettuato una coronarografia ad un paziente giunto in ospedale con un grave scompenso cardiaco sin dal 22 febbraio è stato sottoposto a coronarografia dall’emodinamista poi risultato positivo al Covid 19.

Si è poi scoperto, dopo una serie di esami strumentali, che vi era un quadro suggestivo per broncopolmonite da coronavirus.

Il paziente, a questo punto, doveva essere sottoposto al tampone cosa che non è stata possibile perché nel frattempo il paziente è deceduto. E allora è stato stabilito di effettuare lo stesso il tampone al cadavere. Il risultato, giunto in serata, è stato positivo.

In buona sostanza è altamente probabile che il paziente abbia potuto contagiare l’emodinamista durante l’esame coronorografico.

Nel frattempo una ausiliaria del reparto di Cardiologia è risultata positiva al tampone coronavirus. E siamo a tre.

Finita la videoconferenza del Prefetto con la stampa. Aggiornato il dato ufficiale riferito alle ore 18 di ieri sabato 21 marzo. In provincia di Agrigento sono 40 i positivi, così suddivisi:

SCIACCA: 18  (+ 1 rispetto al giorno 20)

MENFI: 3

RIBERA: 4

SANTA MARGHERITA DI BELICE: 1

LICATA: 3

AGRIGENTO: 3

FAVARA: 3  (+ 1 rispetto al giorno 20)

CANICATTI’ : 2  (+ 1 rispetto al giorno 20)

MONTALLEGRO: 1

PALMA DI MONTECHIARO: 2

L’Ismett e la divisione italiana della University of Pittsburg Medical Center chiamano a raccolta i medici specialisti e specializzandi per far fronte all’emergenza Covid-19. Sui suoi canali ufficiali (https://www.ismett.edu/it/job-date/medici-progetto-covid-19/?fbclid=IwAR35-1CzE9yLs5u0n9cFxDTtk6fTQjNdnXmM9elic8GOyJJUzIRVrEREDg8),  l’Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione avvisa che è possibile inoltrare domanda di partecipazione alla “selezione per medici specialisti/specializzandi in diverse discipline (Anestesia e rianimazione, Medicina d’urgenza, Cardiochirugia, Chirurgia toracica, Malattie dell’apparato respiratorio), che possano prestare attività clinico assistenziale per far fronte alle contingenti esigenze del territorio”. La sede di lavoro è Palermo, e l’avviso è aperto fino alla copertura delle necessità connesse all’epidemia.

Il contratto include incarichi di lavoro autonomo, anche di collaborazione coordinata e continuativa, e sarà commisurato a titoli, esperienza e competenze dei candidati prescelti. “Il trattamento economico tiene conto del tipo di attività ed è pertanto di sicuro interesse”, specificano ancora l’Ismett e UPMC Italy.

I requisiti.  Al momento della presentazione della domanda, i medici specialisti devono disporre di un diploma di laurea in Medicina e chirurgia riconosciuto in Italia o di un titolo equipollente per legge, essere abilitati all’esercizio della professione medica, essere iscritti all’ordine professionale e possedere una specializzazione in queste discipline (o equipollenti): Anestesia e rianimazione, Malattie dell’apparato respiratorio, Cardiochirugia, Medicina d’urgenza e Chirurgia toracica. L’età preferenziale è inferiore ai 50 anni.

“Onorevole Presidente Musumeci, ho avuto modo di condividere ed apprezzare i suoi significativi sforzi nel fronteggiare l’emergenza sanitaria che tanto ci sta inquietando, non tanto per le sue recenti ordinanze volte alla tutela della salute dei cittadini e di quella degli operatori del comparto sanitario regionale, quanto per i suoi accorati appelli e la sua incessante e costante azione profusa fin dalle prime avvisaglie dell’emergenza. Mi permetto, dunque, di “rubare” pochissimi minuti del Suo tempo con il solo scopo di manifestarLe il mio contributo su come ancor più valorizzare sul piano della prevenzione le misure già adottate. Con grande disappunto assisto sui social ai capannelli di persone che spesso si creano davanti ai negozi e soprattutto davanti ai supermercati. Questi ultimi, in virtù degli allarmanti passa parola sempre in voga sui vari social, sono insensatamente presi da un assalto ingiustificato, favorendo la trasmissione e la diffusione del virus tra le persone e il personale in forza in queste sensibili strutture. Desidero, pertanto, sottoporre alla Sua attenzione il mio modesto contributo pur sapendo delle forti resistenze che incontrerà nella disposizione di regole ancor più stringenti. Tante catene di supermercati sono attrezzati per fornire alla propria utenza il servizio della “spesa a domicilio” tramite una apposita app che viene installata sul cellulare. Pertanto, in virtù della straordinarietà dell’emergenza che ci investe diventa auspicabile, se non necessario, che almeno i cartelli che da tempo forniscono questo tipo di servizio e, quindi, logisticamente già preparati, si attivino per estendere tale modalità a tutti coloro che hanno la possibilità di prenotare online la spesa, ritirandola poi presso il loro punto vendita. Con tutte le difficoltà che l’operazione comporta nella fase preliminare di sensibilizzazione delle Parti, occorre incentivare il ritiro degli ordini nella parte più esterna della struttura, organizzando il cliente a seguire un percorso opportunamente delimitato che favorisce le distanze imposte e che lo condurrà in sicurezza fino alle casse, evitando qualsiasi possibilità di assembramento o di contatto casuale. Una modalità certo più restrittiva e di impegnativa attuazione, ma anch’essa fondamentale per il contenimento della diffusione del virus, tenuto conto della maggiore sicurezza sia per l’utenza che per il personale e, atteso, che il contagio di uno degli addetti attiverà le immediate procedure di chiusura del punto vendita generando non solo maggiori perdite per il cartello rispetto alla misura imposta, ma anche una maggiore congestione del servizio sanitario regionale in un momento di massima emergenza. Le auguro un sereno e proficuo lavoro”.

Dott. Giuseppe Catania

“Siamo vicini al collega emodinamista il quale, svolgendo con grande spirito di abnegazione il proprio lavoro, è incappato in questo spiacevole incidente di percorso. A nome mio e di tutto il personale del reparto, certi di un pronto recupero del collega, l’augurio di un ritorno alla attività con maggiore forza, caratteristica che da sempre ha contraddistinto il collega, serissimo professionista nonché nostro amico”.
Lo dichiara il primario dell’unità operativa di Cardiologia e Emodinamica dell’ospedale di Agrigento dott. Giuseppe Caramanno.

Il presidente dell’Avomi provinicale Ferdinando Castellino dichiara:

“In questo momento difficile serve la generosità di tutti. Per fronteggiare l’emergenza Coronavirus, l’Associazione Onlus Volontari Ospedalieri di Agrigento ha avviato una raccolta fondi per acquistare Ventilatori Polmonari, Dpi e altri presidi, per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

“All’iniziativa – spiega il presidente dell’associazione – stanno già aderendo medici, farmacisti, odontoiatri, infermieri, e altre Associazioni e Fondazioni. Siamo certi di poter contare sulla grande generosità dell’intera popolazione della provincia di Agrigento che, in casi come questo, non si è mai tirata indietro”.

I componenti l’associazione, d’accordo con il presidente, all’inizio della raccolta hanno donato all’Asp 1 Ventilatore Polmonare e diversi Dpi. Inoltre, già oggi, primo giorno di raccolta, si registra un’immediata e inattesa risposta da parte di alcune aziende e vari cittadini.

Ecco l’Iban da utilizzare per fare i bonifici, ovviamente secondo la disponibilità di ognuno: IT24CO200816607000105820936.

Per ottenere maggiori informazioni sull’iniziativa si può chiamare il numero di telefono 3897998076.