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Prima asta benefica organizzata dal  movimento civico “Damuni Versu” che coinvolgerà gli imprenditori agrigentini e non solo. Tutti quelli che vorranno partecipare dando il loro contributo ed il ricavato servirà ad acquistare Mascherine e dispositivi di protezione individuale per il reparto di Ostetricia dell’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento mettendo all’asta un meraviglioso dipinto su tela creato dal noto artista agrigentino Sergio Criminisi.

L’emergenza e la tragicità di ciò che stiamo vivendo devono unirci più che mai o come mai accaduto prima. Senza inutili “azzuffatine” da zitelle solo perché si hanno colori politici diversi.

NELLE TRAGEDIE COME QUESTE SI È TUTTI UGUALI. Aiutare e sostenere TUTTI , da chi non ha nulla da mangiare a chi rischia la propria vita per salvare la nostra. Io ho messo ciò che ho potuto. Adesso tocca a voi…..se vorrete.

titolo dell’opera: IL CRATERE DELLA VITTORIA
Il soggetto è evidente: un cratere greco, fiore all’occhiello dell’arte vascolare greca (quindi le nostre origini…il nostro inscindibile legame con la nostra storia) sul quale è stata dipinta la “scena finale” della guerra in cui siamo coinvolti….LA VITTORIA SUL SUBDOLO NEMICO. UN MEDICO ED UN INFERMIERE, soldati senza paura, trafiggono la “bestia” con tutta la forza che il loro profondo senso del dovere gli dà….. fedeli al giuramento solenne fatto.
Il contesto scenografico è quello della nostra amata Agrigento,la città si vede in lontananza ma spiccano alcuni dei nostri TESORI , SIMBOLI che amiamo ed in cui ogni AGRIGENTINO SI IDENTIFICA: la chiesa DI SAN CALOGERO….LA CATTEDRALE…IL TEMPIO DELLA CONCORDIA… Nella decorazione superiore potrete notare ,al posto delle classiche greche, una “catena” di MASCHERINE,mentre in basso , la decorazione si compone di flaconi di …AMUCHINA. Celato dietro l’aspetto “satirico” di tutto il contesto, c’è tutta la pesantezza del momento ed il trionfo del SACRIFICIO, l’emblema o ,se preferite, il “feticcio” che ci ricorderà di tutto questo….della caduta e della RINASCITA. SPERO VI PIACCIA.

Misure 50×70 acrilico su tela.L’asta e’ aperta e si chiuderà tra una settimana, ovvero MARTEDÌ 31 alle 18:00
AIUTIAMO CHI CI AIUTA! DAMUNIVERSU!

Le offerte si possono fare direttamente sul post del gruppo civico:

https://www.facebook.com/DamuniVersuAgrigento

Ha poi aggiunto che sarà garantita la filiera alimentare ed i carburanti. La ministra De Micheli adotterà un’ordinanza che consentirà di regolamentare l’orario di apertura in modo da assicurare il rifornimento di carburante in tutta la Penisola.

Così invece il Premier sul rapporto con i sindacati, che potrebbe mettere a rischio certi settori con le minacce di sciopero: “I sindacati sanno che le porte di Chigi e dei ministeri sono sempre aperte. Per me il metodo migliore è il confronto. Ma la possibilità di decisione spetta al governo. Non possiamo introdurre modalità di codecisione come nella concertazione degli Anni 90, ma si stanno facendo aggiustamenti in modo che «non ci siano scioperi di sorta. In questa fase il paese non se lo può permettere. La precettazione? Non credo ce ne sarà bisogno. L’esercito? Ben venga l’aiuto dei militari, ma i cittadini non devono pensare che la tenuta dell’ordine pubblico sia affidata solo a una militarizzazione dei centri abitati, le forze dell’ordine stanno già agendo in modo molto efficace”.

“Grazie al ministro dell’Interno i nostri concittadini rimasti bloccati a Villa San Giovanni e a Reggio Calabria rientrano in Sicilia e dovranno stare in rigorosa quarantena com’è giusto che sia, ma non potevano essere abbandonati al loro destino, specie se si considera che tra di loro ci sono anche anziani, bambini e donne in stato di gravidanza. La paura del Coronavirus è comprensibile, ma non può renderci disumani al punto tale da lasciare nostri conterranei letteralmente in mezzo a una strada”.
Lo afferma il deputato M5S all’Ars, Antonio De Luca, che nelle ultime ore ha seguito passo passo l’evolversi della vicenda della famiglie siciliane in stretto contatto col ministero dell’Interno e con la Protezione civile nazionale”.
“Quelli bloccati in Calabria – afferma il deputato –  sono siciliani come noi, che sono rimasti senza un tetto sopra la testa a causa della chiusura delle ditte dove lavoravano e delle strutture dove dormivano e non avevano altra scelta che ritornare a casa loro. Adesso dovranno essere messi in quarantena e gli organi preposti dovranno controllare che la rispettino. Famiglie, bambini, anziani, donne in gravidanza, tutti dovranno rispettare la quarantena, guai a trasgredire. La serietà delle istituzioni si misura con la capacità di far rispettare le regole, ma anche rimanendo accanto ai propri cittadini nel momento del bisogno. Sono soddisfatto della collaborazione di tutti gli enti interessati e ringrazio anche il presidente della Regione Calabria,  il sindaco Falcomatà di Reggio Calabria e il vice sindaco di Villa San Giovanni Mariagrazia Richichi per l’impegno profuso e la Protezione civile calabrese per l’assistenza prestata ai nostri concittadini. Lavoriamo tutti uniti, sconfiggiamo il Coronavirus, ma senza dimenticarci dei più deboli. Nessuno deve rimanere indietro”.

Al centro delle attenzioni degli inquirenti vi sono 26 medici appartenenti a due ospedali: il Barone Lombardo di Canicattì e il San Giovanni di Dio di Agrigento.

Titolare dell’inchiesta è il Pubblico Ministero Chiara Bisso che ha iscritto sul registro degli indagati tutti i sanitari che hanno avuto in cura una donna di Canicattì la quale è morta lo scorso 12 marzo a seguito di un intervento di colecisti e dopo una circostanziata denuncia presentata dai familiari della vittima.

Secondo la denuncia dei familiari la donna, in un primo momento ricoverata a Canicattì per forti dolori addominali, sarebbe stata trasferita successivamente al nosocomio di Agrigento.

Prima un intervento al Barone Lombardo e poi un altro al San Giovanni di Dio. In questo lasso di tempo, iniziato con il ricovero il 21 gennaio scorso e terminato con il decesso, i familiari attraverso i propri legali hanno chiesto di far luce su quanto sia accaduto.

Il  pubblico ministero Bisso ha così disposto l’autopsia che sarà eseguita venerdì.

Il dato ufficiale, dell’Asp di Agrigento e trasmessoci dalla Prefettura di Agrigento, registra alla data di ieri, 24 marzo, alle ore 17, 50 positivi in provincia di Agrigento, così ripartiti per Comune:

AGRIGENTO 6 (+ 3 rispetto al 23 marzo)
CANICATTI’  2
FAVARA  3
LICATA  3
MENFI 4 (+ 1 rispetto al 30 marzo)
MONTALLEGRO 1
PALMA DI MONTECHIARO  3
RAFFADALI  1
RIBERA  6
SANTA MARGHERITA DI BELICE  1
SCIACCA 18
SICULIANA  1

L’aggiornamento dei casi coronavirus in Sicilia. Stimati tra 4.500 e 7000 contagi nell’Isola. Musumeci replica a Lamorgese su rientri e controlli sullo Stretto di Messina.

Sono 799 gli attuali positivi al Covid-19 in Sicilia. Dall’inizio dei controlli i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento sono 7.170. Sono risultati positivi 846 (125 più di lunedì 23 marzo), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 799 persone (118 più di lunedì 23 marzo). Sono ricoverati 337 pazienti (45 a Palermo, 123 a Catania, 70 a Messina, 1 ad Agrigento, 18 a Caltanissetta, 29 a Enna, 11 a Ragusa, 24 a Siracusa e 16 a Trapani) di cui 67 in terapia intensiva, mentre 462 sono in isolamento domiciliare, 27 guariti (11 a Palermo, 6 a Catania, 5 a Messina, 2 ad Agrigento ed Enna, 1 a Ragusa) e 20 deceduti (1 a Caltanissetta, Messina, Palermo e Siracusa, 2 ad Agrigento, 6 a Enna e 8 Catania). La Regione raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitate il sito www.siciliacoronavirus.it o telefonate al numero verde 800 45 87 87. Nel frattempo, l’assessore regionale alla Sanità, Ruggero Razza, ha prospettato: “In Sicilia la previsione di contaminazioni da covid-19 si attesta su una forbice tra 4.500 e le 7.000 contagi”. E poi, sui rientri, Razza ha aggiunto: “Sono quasi 40mila le persone rientrate in Sicilia, che si sono registrate nella piattaforma della Regione. Purtroppo non tutti si sono auto-segnalati. E mi fa rabbia, perché molti contagi che stiamo registrando ora sono causati da chi rientra”. Ancora nel frattempo il presidente della Regione replica alla ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, che ha smentito il flusso incontrollato di persone dalla Calabria alla Sicilia attraversando lo Stretto di Messina. E Nello Musumeci ribatte: “Dal 17 marzo è vietato entrare in Sicilia, e fino a lunedì notte il controllo a Villa San Giovanni non c’era, altrimenti le fotografie non avrebbero ritratto le file con centinaia di automobili che non erano solo quelle autorizzate a entrare in Sicilia. Secondo i dati ufficiali della compagnia Caronte&Tourist, che si occupa dei traghettamenti nello Stretto, il 13 marzo 2.700 persone sono approdate a Messina dalla Calabria. Poi il 17 marzo, il giorno del mio provvedimento, sono state 1.260. E ieri martedì, dopo la mia protesta garbata ma determinata nei confronti del governo nazionale, i cui numeri sono smentiti dalle foto, sono sbarcate 551 persone tutti addetti ai lavori: il 75% in meno, dopo i controlli seri operati a Villa San Giovanni”. E poi il governatore, come da monito, sottolinea: “Noi non sappiamo chi entra in Sicilia, e chi entra oggi va incontro a una serie di ostacoli anche di natura sanitaria di fronte ai quali nessuno può intervenire. Oggi non è sicuro stare in Sicilia per chi viene da fuori”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Resto al Sud è uno dei bandi governativi più apprezzati dai giovani meridionali, che hanno voglia di lanciare una nuova attività nella loro città di origine.

I fondi messi a disposizione dal bando rappresentano una grande opportunità anche per i giovani imprenditori all’estero che, pur avendo un’attività ben avviata al di fuori dei confini nazionali, sentono forte il richiamo di casa.

Oggi possiamo raccontare tante belle storie di giovani imprenditori che hanno provato a costruirsi un futuro nella loro città, o che sono tornati da paesi lontani ed esotici per rimettersi in gioco. E sono tante anche le storie a lieto fine.

In Sicilia ad esempio si può raccontare la storia di Salvatore Maria Mangano e Luigi Ciranni, due giovani enologi siciliani che hanno deciso di aprire Ci.Ma.Lab, un laboratorio sui campioni di vino per monitorare le varie fasi della produzione.

Grazie al bando Resto al Sud i due imprenditori hanno potuto acquistare macchinari all’avanguardia e adesso stanno pensando di espandere le analisi anche all’olio.

Sempre dalla Sicilia arriva la storia di Giuseppe Rizzo, fondatore di Agricolab, che dopo 7 anni a Singapore ha deciso di tornare a casa nonostante gli affari andasse benissimo.

Rizzo con i fondi messi a disposizione dal finanziamento ha avviato un insieme di ristoranti-laboratori dove fondere le prelibatezze tipiche dell’agricoltura siciliana con i sapori e le tecniche di produzione dell’Oriente. L’iniziativa è stata un vero successo ed oggi Rizzo è il modello di riferimento per tanti giovani imprenditori siciliani.

Un gran numero di richieste di accesso ai finanziamenti del bando arriva dalla Campania, dove il tasso di emigrazione continua ad essere molto alto.

Una storia davvero suggestiva è quella dei fratelli Pietro e Davide Costanzo che, partiti da un comune di Napoli, hanno aperto un ristorante di successo in Florida.

Anche per loro però il richiamo di casa è stato troppo forte e così, dopo aver venduto l’attività, sono tornati a Napoli mettendosi nuovamente in gioco. Per i due fratelli ricominciare è stata una grande avventura, anche perché hanno deciso di avviare un’attività del tutto nuova: una falegnameria che unisce le tecniche artigianali di lavorazione con i più moderni ed innovativi macchinari.

Infine un’altra bella storia arriva dalla Puglia, precisamente da Bari, ed i protagonisti sono Antonello Pascazio e Annalia Notarnicola. Il primo è un ingegnere informatico e la seconda è laureata in biotecnologie mediche e medicina molecolare.

Entrambi si sono fatti le ossa nel settore dell’alimentazione in Gran Bretagna come gestori di fast food. Poiché le cose andavano bene Oltremanica, hanno pensato di riproporre lo stesso modello anche nella loro Bari. Il successo risiede nell’offerta innovativa e ricercata basata su un mix intrigante di sapori mediterranei ed asiatici. Il piatto forte della casa? Pollo marinato e fritto con contorno di patitine, confezionato in un packaging originale per garantire rapide consegne a domicilio a costi competitivi.

Tutte queste storie sono accomunate dalla grande tenacia, dalle idee innovative e dalla voglia di tornare a casa dei giovani imprenditori meridionali, supportati ovviamente dai finanziamenti di Resto al Sud che hanno trasformato i loro sogni in realtà.

Non ce l’ha fatta il medico di famiglia di Riesi Calogero Giambarresi di 69 anni. Il professionista aveva avuto diagnosticato il coronavirus domenica scorsa.

Le condizioni dell’uomo si sono velocemente aggravate e dopo un primo ricovero al reparto di malattie infettive dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta è stato trasferito e intubato in sala di rianimazione. Non è servito a nulla, oggi pomeriggio è arrivata la morte.

Quella di oggi è la seconda vittima nella provincia nissena ,dopo quella del biologo dell’Asp.

Vive da sola, in via Farag nei pressi di Cannatello. L’anziana donna, una 85 enne, dopo la morte del marito non è assistita da nessuno, men che meno dai parenti.

Ovviamente la donna non è autosufficiente per qualsiasi tipo di spostamento.

Ebbene, una pattuglia dei Carabinieri del Comando Stazione del Villaggio Mosè, questa mattina, non ha esitato un solo istante a recarsi in un supermercato e recapitare alla anziana signora la spesa necessaria per i prossimi giorni.

Un modo come un altro per far sentire da parte delle Forze dell’Ordine la loro vicinanza soprattutto a chi è in difficoltà.