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“Moltiplicare su tutto il territorio regionale la verifica attraverso tamponi  è una scelta condivisa che anche l’ANCI Sicilia ha fatto propria in occasione  dell’ultimo Ufficio di Presidenza, svoltosi in videoconferenza il 23 marzo scorso. Auspichiamo che all’attivazione di un laboratorio all’ospedale Umberto I di Siracusa per le procedure diagnostiche di Covid-19 possano aggiungersi, presto, altri laboratori privati accreditati con il fine di estendere l’esecuzione dei tamponi rino – faringei a tutte le categorie a rischio di contagio”. Ha dichiarato Leoluca Orlando presidente di ANCI Sicilia.

“Dotare la Sicilia di una maggiore capacità di effettuare ed elaborare i tamponi è un’esigenza primaria per arginare il contagio – continua Orlando –  e un attento screening dei potenziali soggetti a rischio, anche asintomatici, è certamente  una delle misure necessarie a contenere questa devastante pandemia”.

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci ha incontrato, in video conferenza a Palazzo Orleans, i capigruppo dell’opposizione all’Ars, presenti gli assessori Gaetano Armao, Ruggero Razza, Antonio Scavone, Roberto Lagalla e Mimmo Turano.
Su invito del governatore, i deputati Giorgio Pasqua, Giuseppe Lupo, Antonio D’Agostino e Claudio Fava hanno avanzato alcune proposte sul piano economico e sanitario relative all’emergenza coronavirus. In particolare, si è concordato sulla necessità di lavorare a una nuova legge finanziaria legata alle priorità imposte dall’attuale situazione.
Nella mattinata di oggi, il presidente Musumeci incontrerà i capigruppo della coalizione di governo per un confronto sui medesimi temi.

In Sicilia in cinque giorni sono raddoppiati i pazienti ricoverati in Rianimazione. Il piano della Regione prevede entro il 20 aprile la creazione di quasi 600 posti. Ma la curva dei ricoveri preoccupa. Se continuerà ad essere quella vista negli ultimi dieci giorni la Sicilia potrebbe però trovarsi in difficoltà per quanto riguarda i posti disponibili in terapia intensiva nei primi giorni di aprile, quando i contagiati che avranno bisogno della rianimazione o del “semplice” ricovero potrebbero essere più degli attuali 213 posti disponibili di terapia intensiva e degli 800 posti di degenza “ordinaria” covid-19.

La Regione sta correndo per farsi trovare pronta, ma è una corsa contro il tempo. IL piano predisposto punta a “resistere” al picco dei contagi di coronavirus in Sicilia per giungere, al 20 aprile, fino ad una capacità di poco meno di 2800 posti letto dedicati al Covid-19 in tutta l’Isola e circa 600 posti di terapia intensiva.

Il primo step programmato è al 10 aprile quando si punta ad arrivare a quasi 1700 posti letto covid-19 con 459 posti di terapia intensiva nei primi giorni di aprile. Il piano della Regione ipotizza una forbice 4.500-7.000 contagi sulla base di un modello elaborato da Protezione civile riferito all’esperienza in Lombardia.

La Giunta Regionale ha deliberato lo stanziamento di una risorsa economica per il necessario servizio di sanificazione delle strade dei centri abitati, degli edifici pubblici e degli edifici scolastici .

A ciascun Comune dell isola è stato assegnato un contributo che verrà accreditato attraverso gli uffici della Protezione civile regionale.

Le amministrazioni comunali devono inviare apposita pec con l ‘istanza di rimborso , corredata dalla documentazione amministrativo – contabile .

“Si tratta di un modesto contributo che , nell ‘attuale contingenza , costituisce comunque un’utile azione di sostegno alle amministrazioni locali, tutte impegnate nell’azione di contenimento dell’epidemia” spiega il Presidente della Regione Nello Musumeci.

Nel dettaglio ecco le risorse assegnate ai Comuni del nostro territorio: Sciacca 15.329 euro; Ribera 7.110; Menfi 4.716; Montevago: 1.113; Sambuca 2.192;  S.Margherita Belice 2.404.

L’aggiornamento dei casi coronavirus in Sicilia. Regione e sindacati concludono l’intesa sulla cassa integrazione. Picco da 7mila contagi previsto a metà aprile: il piano posti letto.


Sono 936 gli attuali positivi in Sicilia al coronavirus. Dall’inizio dei controlli i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento sono 8.374. Sono risultati positivi 994 (148 più di martedì 24 marzo), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 936 persone (137 più di martedì 24 marzo). Sono ricoverati 399 pazienti (50 a Palermo, 126 a Catania, 91 a Messina, 1 ad Agrigento, 17 a Caltanissetta, 53 a Enna, 17 a Ragusa, 22 a Siracusa e 22 a Trapani) di cui 80 in terapia intensiva, mentre 537 sono in isolamento domiciliare, 33 guariti e 25 deceduti (1 ad Agrigento, Messina, Palermo e Siracusa, 2 a Caltanissetta, 6 a Enna e 13 a Catania). Nel frattempo, la Regione raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal ministero della Salute per contenere la diffusione del virus. Per ulteriori approfondimenti visitate il sito www.siciliacoronavirus.it o telefonate al numero verde 800 45 87 87. Ancora nel frattempo, Governo regionale e parti sociali hanno raggiunto l’accordo per la cassa integrazione in deroga per i lavoratori colpiti dalla riduzione o dallo stop delle attività come conseguenza dell’emergenza sanitaria in corso. Il provvedimento, in applicazione del decreto “Cura Italia”, interessa nell’isola 250mila lavoratori di tutti i settori e di tutte le tipologie contrattuali, anche quelle “atipiche”, e i lavoratori degli appalti. L’accordo prevede anche un percorso per garantire l’accelerazione dei pagamenti da parte dell’Inps. Alfio Mannino, segretario regionale della Cgil Sicilia, tra i firmatari dell’intesa, commenta: “Si stima che nell’immediato le domande delle aziende saranno 40mila per circa 150mila lavoratori interessati. Si tratta di una misura di sostegno al reddito importante in questo momento difficile. L’inevitabile acuirsi della crisi ci lascia comunque prevedere la crescita delle domande e del fabbisogno economico, attualmente attestato a 300 milioni. Il fondo del ‘Cura Italia’ dovrà quindi necessariamente essere implementato e anche il governo regionale dovrà fare la sua parte con l’utilizzo a questo fine dei fondi di coesione residui” – conclude Alfio Mannino.

Ancora nel frattempo, in previsione del picco dei 7mila contagi (nella peggiore delle ipotesi) previsto per metà aprile in Sicilia, il presidente Musumeci e l’assessore Razza hanno predisposto un piano per 600 posti di terapia intensiva e altri 2800 posti letto per i degenti affetti da covid 19. Attualmente sono attivi 213 posti di terapia intensiva e 800 posti letto covid. L’obiettivo è raggiungere entro il 20 aprile 587 posti di terapia intensiva ed entro il 10 aprile 2798 posti letto per i covid. In particolare, 298 posti letto covid a Palermo, 390 a Catania, 334 a Messina, 113 ad Agrigento, 139 a Caltanissetta, 120 ad Enna, 130 a Ragusa, 98 a Siracusa e 55 a Trapani.

Se dopo il 10 aprile si dovesse precipitare in una fase ancora più aggressiva dell’epidemia, i posti letto covid potranno essere aumentati entro il 20 aprile fino a 674 a Palermo, 692 a Catania, 458 a Messina, 194 ad Agrigento, 155 a Caltanissetta, 150 ad Enna, 170 a Ragusa, 160 a Siracusa a 145 a Trapani. Ancora nel dettaglio, per quanto riguarda i posti di terapia intensiva, entro il 10 aprile la Regione conta di attivare 128 posti a Palermo, 112 a Catania, 83 a Messina, 15 ad Agrigento, 26 a Caltanissetta, 20 ad Enna, 20 a Ragusa, 20 a Siracusa, 35 a Trapani. Se dopo il 10 aprile i contagi aumenteranno, entro il 20 aprile i posti di terapia intensiva saranno incrementati a 162 a Palermo, 128 a Catania, 111 a Messina, 23 ad Agrigento, 36 a Caltanissetta, 22 ad Enna, 40 a Ragusa, 30 a Siracusa e 35 a Trapani.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Due nuovi casi ad Agrigento e un ad Aragona

Ad annunciarlo sono i sindaci di Agrigento Calogero Firetto e Giuseppe Pendolino di Aragona.

I due nuovi casi di Agrigento riguardano due persone di 60 e 65 anni contagiati da coronavirus. Una si trova ricoverata all’ospedale di Enna e l’altra a Caltanissetta.

Il sindaco di Aragona Pendolino, attraverso un video, ha comunicato ufficialmente il primo caso nel Comune da lui amministrato.

Di seguito la presentazione dell’ultima fatica letteraria di Gaetano Gaziano.

Di Caravaggio ci è stata sempre raccontata la tempestosa vicenda umana di pittore geniale e maledetto. Mentre ci si è poco soffermati, dai suoi primi biografi a quelli moderni, sulla sua storia d’amore. Storia autentica d’amore e redenzione, tra una “signora delle camelie” del Seicento, vera e non letteraria, Maddalena Antognetti, detta Lena, e un giovane artista squattrinato, alla ricerca di affermazione e successo, Michelangelo Merisi, detto Caravaggio. Chi narra di Caravaggio ha forte la tentazione di fare riferimento alla burrascosa vita del peintre maudit. Scontato, mi sono detto. Voglio scrivere, invece, una storia d’amore, voglio parlare di Caravaggio innamorato”. È quindi un Caravaggio inedito quello che emerge da queste pagine: il genio dell’arte cede qui il posto all’uomo comune, con tutte le sue insicurezze e debolezze, e capace di abbandonarsi a un tenero sentimento d’amore.

Il titolo prende spunto dal dipinto di Caravaggio, Riposo durante la fuga in Egitto, che si trova nella pinacoteca di Villa Doria Pamphilj, a Roma, e riportato nella copertina del libro. Nello spartito che regge San Giuseppe per l’angelo violinista è trascritto il mottetto Quam pulchra es del compositore fiammingo Noel Bauldewijn, tratto dal Cantico dei Cantici, che il pittore dedicò alla sua amata Lena.

Il sindaco di Messina Cateno De Luca ha annunciato su Faceook l’utilizzo di droni nella città di Messina per controllare i diversi villaggi di Messina e richiamare i cittadini che non rispettano i divieti. “Non vedo l’ora di controllare tutti con gli schermi dice il sindaco -, droni ovunque, che come vi becca vi dirà: torna a casa, questa sarà la voce del drone”.
La voce registrata del sindaco dice: “Non si esce! Questo è l’ordine del sindaco De Luca e basta, vi becco a uno a uno. Non vi posso impedire formalmente di uscire da casa? Bene, vi impedisco di passare sul suolo pubblico, non si esce da casa, né passiu né babbiu (nè passeggiata nè scherzi ndr), non si esce”.

‹‹Cara mamma…. so che mi aspettavi.››

La lettera di Ivan D’Ignoti, giovane regista siciliano, che ha deciso di rimanere a Milano.

Continuano le polemiche sull’arrivo in Sicilia di tanti che non sono riusciti a rimanere lontano dalla famiglia. Per loro l’interrogativo era rimanere o fare ritorno a casa? C’è chi ha scelto l’una chi l’altra possibilità.

C’è chi, pur essendo attratto fortemente dalla sua terra e dai suoi affetti, ha deciso di rimanere al Nord, a Milano, e far sentire ugualmente la propria vicinanza alla famiglia e alla mamma, che vive a Bompietro, piccolo paese del palermitano nelle Madonie, attraverso una lettera.

Stiamo parlando del regista Ivan D’Ignoti. Un giovane siciliano emergente che ultimamente, oltre a viaggiare per il mondo e per l’Italia, ha curato la regia degli scherzi del programma televisivo Scherzi a Parte su Canale 5, con Paolo Bonolis.

Ivan  ha deciso di trascorrere la propria quarantena a Milano facendo viaggiare solamente le parole, scritte nella lettera che ha pubblicato sui suoi profili social, che vi proponiamo:

 

Cara mamma,
so che mi aspettavi. 💔

Sarei dovuto partire nei giorni scorsi per rivederti dopo quasi quattro mesi, ma non partirò. Non posso partire. Sono qui a Milano, chiuso in appartamento. Sono stanco di guardare film e serie tv, basta videochiamate e soprattutto basta surgelati, ho voglia di lasagne ma sai che non sono capace come te in cucina. Non sai la rabbia, la frustrazione, la voglia di scappare e prendere un treno, un aereo, fregarmene delle regole. Non l’ho fatto perché mi hai educato così.
Mi hai insegnato ad essere responsabile e a non lasciarmi tradire dalla disperazione, dall’istinto e da questa maledetta ipocondria. Fa male sentire il suono dell’ambulanze che rimbomba dalle finestre, vedere i mezzi militari trasportare le salme delle vittime, fa male non abbracciarti e sentirmi dire “ce la faremo”! Ma non ti preoccupare, in questi giorni non sto ascoltando solo la paura, sto cercando di sfruttare questo momento per fare quello che nella vita di tutti i giorni non riesco a fare: fermarmi.
Ora che la testa è libera da tutti gli impegni mi rendo conto delle cose che veramente mi fanno stare bene, e tu sei una di quelle. Le tue lasagne mi fanno stare bene, come mi culli tu quando sono triste mi fa sentire al sicuro. Mi manchi, mi mancate tanto. Ma adesso veramente non posso, è arrivato il momento di diventare grandi, di diventare più responsabili. Devo imparare a cullarmi da solo quando mi viene da piangere e mi rendo conto di quanto eri brava a farlo tu mamma.
Ti prometto che tornerò presto da te e sarò più grande, più consapevole. Stavolta le lasagne le porto io, in quarantena ho imparato a cucinare anche quelle. Appena potrò riabbracciarti ti cullerò io.
Aspettami mamma!

Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 12 di oggi  in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale.

Dall’inizio dei controlli, i tamponi validati dai laboratori regionali di riferimento sono 8.374. Di questi sono risultati positivi 994 (148 + di ieri), mentre, attualmente, sono ancora contagiate 936 persone (+137 rispetto a ieri).

Sono ricoverati 399 pazienti (50 a Palermo, 126 a Catania, 91 a Messina, 1 ad Agrigento, 17 a Caltanissetta, 53 a Enna, 17 a Ragusa, 22 a Siracusa e 22 a Trapani) di cui 80 in terapia intensiva, mentre 537 sono in isolamento domiciliare, 33 guariti e 25 deceduti (1 ad Agrigento, Messina, Palermo e Siracusa, 2 a Caltanissetta, 6 a Enna e 13 a Catania). Si precisa che, da oggi, il report relativo ai decessi fa riferimento alla provincia della struttura ospedaliera nella quale è avvenuta la scomparsa e non al luogo di residenza.