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Riceviamo e pubblichiamo la seconda lettera del dott. Giuseppe Alletto: “No punto Covid 19 l’ospedale San Giovanni di Dio”

La settimana scorsa, con una lettera indirizzata al Presidente della regione Sicilia ed all’Assessore regionale alla Sanità, avevo sollevato qualche dubbio sulla destinazione a presidio Covid dell’ospedale generale di Agrigento, sulla base dell’esperienza di alcuni ospedali generali lombardi (Codogno, Bergamo), che sono diventati focolai incontrollati. I motivi?
La commistione tra pazienti non Covid con patologie importanti e pazienti Covid, a causa del ricircolo di aria climatizzata tra i vari ambienti che ne ha favorito la diffusione. Il paziente Covid può avere necessità di trattamenti specifici che rappresentano un ulteriore problema di commistione. Gli impianti di climatizzazione dovrebbero avere ricambio d’aria con l’esterno e filtri speciali classificati HEPA H14 almeno, o meglio ULPM U15, perché sono gli unici filtri capaci di bloccare il passaggio di particelle sotto i 0,03 micron. Le dimensioni del virus Covid-19 sono comprese tra i 0,03 e i 0,125 micron (vedi intervista della virologa Ilaria Capua che ha spiegato il perché di questo disastro a Bergamo).

Il mio suggerimento di scegliere un altro ospedale da destinare in via esclusiva a pazienti Covid positivi, come è stato già fatto nelle altre provincie siciliane ( Partinico, Noto, San Cataldo ecc…), di dimensioni più contenute, è legato al fatto, sempre avvalorato da evidenze scientifiche e pareri di esperti di fama mondiale  vedi Ilaria Capua, Direttrice dell’One health Center of Excellence dell’Universtà della Florida, che spazi ben perimetrati, come padiglioni separati, no spazi delimitati in spazi più ampi, come si vorrebbe fare con l’Ospedale di Agrigento, favoriscono il contenimento, impedendone la diffusione.
Questa è anche una maggiore garanzia di tutela per il personale sanitario addetto all’assistenza.
Era questo il motivo per il quale avevo suggerito l’ospedale di Ribera, in considerazione del suo attuale depotenziamento in pazienti, ma con strutture centrali, quale il complesso operatorio, utilizzabile come centro intorno al quale annettere i posti di terapia intensiva.
All’obiezione che ci sarebbero lavori da fare per adeguarlo, rispondo: gli alpini a Bergamo hanno realizzato una struttura ex novo in meno di due settimane. A Milano nei padiglioni della fiera hanno realizzato 250 posti di terapia intensiva, non “ 250 brandine in un palazzetto dello sport come in Spagna”.

Io come tutti voi, amati concittadini di Agrigento, voglio essere questa Italia, perché noi abbiamo questo cuore, un cuore generoso e determinato, vogliamo scelte per il bene comune.

Quale bene è più grande della salute?

La salute è senza tema di smentita, il nostro bene più grande.

Ciò di cui sto parlando è la nostra salute, in particolare quella dei nostri cari, più anziani o peggio, già con altre malattie che aggravano moltissimo l’esito di questa infezione virale da Covid-19.

Cerchiamo di non sprecare questo tempo che il Signore Gesù ci sta donando, facendo tesoro dell’esperienza, già fatta da altri in maniera inconsapevole.

Grazie per tutto quello che riusciremo a fare  insieme per evitare un disastro annunciato, ma principalmente dimostrare che abbiamo la capacità e forza per tutelare la nostra salute.

Dott. Giuseppe Alletto

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