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Resto al Sud, le storie di alcuni giovani che tornano a casa per realizzare il proprio sogno imprenditoriale

Resto al Sud è uno dei bandi governativi più apprezzati dai giovani meridionali, che hanno voglia di lanciare una nuova attività nella loro città di origine.

I fondi messi a disposizione dal bando rappresentano una grande opportunità anche per i giovani imprenditori all’estero che, pur avendo un’attività ben avviata al di fuori dei confini nazionali, sentono forte il richiamo di casa.

Oggi possiamo raccontare tante belle storie di giovani imprenditori che hanno provato a costruirsi un futuro nella loro città, o che sono tornati da paesi lontani ed esotici per rimettersi in gioco. E sono tante anche le storie a lieto fine.

In Sicilia ad esempio si può raccontare la storia di Salvatore Maria Mangano e Luigi Ciranni, due giovani enologi siciliani che hanno deciso di aprire Ci.Ma.Lab, un laboratorio sui campioni di vino per monitorare le varie fasi della produzione.

Grazie al bando Resto al Sud i due imprenditori hanno potuto acquistare macchinari all’avanguardia e adesso stanno pensando di espandere le analisi anche all’olio.

Sempre dalla Sicilia arriva la storia di Giuseppe Rizzo, fondatore di Agricolab, che dopo 7 anni a Singapore ha deciso di tornare a casa nonostante gli affari andasse benissimo.

Rizzo con i fondi messi a disposizione dal finanziamento ha avviato un insieme di ristoranti-laboratori dove fondere le prelibatezze tipiche dell’agricoltura siciliana con i sapori e le tecniche di produzione dell’Oriente. L’iniziativa è stata un vero successo ed oggi Rizzo è il modello di riferimento per tanti giovani imprenditori siciliani.

Un gran numero di richieste di accesso ai finanziamenti del bando arriva dalla Campania, dove il tasso di emigrazione continua ad essere molto alto.

Una storia davvero suggestiva è quella dei fratelli Pietro e Davide Costanzo che, partiti da un comune di Napoli, hanno aperto un ristorante di successo in Florida.

Anche per loro però il richiamo di casa è stato troppo forte e così, dopo aver venduto l’attività, sono tornati a Napoli mettendosi nuovamente in gioco. Per i due fratelli ricominciare è stata una grande avventura, anche perché hanno deciso di avviare un’attività del tutto nuova: una falegnameria che unisce le tecniche artigianali di lavorazione con i più moderni ed innovativi macchinari.

Infine un’altra bella storia arriva dalla Puglia, precisamente da Bari, ed i protagonisti sono Antonello Pascazio e Annalia Notarnicola. Il primo è un ingegnere informatico e la seconda è laureata in biotecnologie mediche e medicina molecolare.

Entrambi si sono fatti le ossa nel settore dell’alimentazione in Gran Bretagna come gestori di fast food. Poiché le cose andavano bene Oltremanica, hanno pensato di riproporre lo stesso modello anche nella loro Bari. Il successo risiede nell’offerta innovativa e ricercata basata su un mix intrigante di sapori mediterranei ed asiatici. Il piatto forte della casa? Pollo marinato e fritto con contorno di patitine, confezionato in un packaging originale per garantire rapide consegne a domicilio a costi competitivi.

Tutte queste storie sono accomunate dalla grande tenacia, dalle idee innovative e dalla voglia di tornare a casa dei giovani imprenditori meridionali, supportati ovviamente dai finanziamenti di Resto al Sud che hanno trasformato i loro sogni in realtà.

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