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Siamo senza speranza; ma non per il coronavirus

Non ce la faremo mai.
Non ce la faremo mai ad uscire da una situazione di crisi se già nelle piccole cose non siamo in grado di rispettare gli altri, gli spazi comuni e le semplici regole che sono complementari a quelle che ci vengono imposte per la sopravvivenza.

E’ che non siamo mai stati davvero “addomesticati”, educati, convinti a rispettare  le regole.

Quelli che fino a ieri guidavano senza cintura, con il cellulare in una mano e la sigaretta nell’altra, che passavano con il rosso, che non lasciavano la spazzatura negli appositi mastelli, sono gli stessi che ad oggi, nell’era del coronavirus, gettano dalle auto in corsa, mascherine e guanti dopo l’utilizzo, malgrado ci siano appositi contenitori fuori alle attività commerciali, sinonimo del fatto che nulla hanno capito circa la gravità del momento e del perché ci tocca proteggerci con mascherine e guanti monouso.

E sono irrispettosi tanto quanto quelli che ancora si accingono ad entrare al supermercato come se nulla stesse accadendo, senza guanti e senza mascherina.

E così accade che lungo le strade, diretti alle loro case, pensando di non essere visti, abbassano con disinvoltura i finestrini e voilà, via guanti e mascherine che non servono più. Il bello è che questi incivili, maleducati, inetti, lo fanno spesso pensando di non essere visti. E qui casca l’asino: perché non sempre può andare bene.

Scrivo questo articolo perché dopo il mio post pubblico su Facebook di ieri sera, nel quale dicevo a chiare lettere ai miei concittadini che fanno schifo, con questa loro modalità completamente priva di rispetto è dei luoghi, è degli altri, ho ricevuto una marea di messaggi di persone che si erano trovate come me a dover dribblare i resti della maleducazione altrui e, indignati, mi hanno anche inviato le foto di tale scostumatezza.

Disseminate ovunque, mascherine e guanti usati. 

La domanda è: perché lo fanno?
E se tu sei uno di quelli che lo fa e stai leggendo, la domanda è proprio per te: Perché diamine lo fai? Fuori dai negozi ci sono appositi contenitori; in tutti i comuni per strada ci sono cestini per la racconta e non in ultimo, la spazzatura la vengono a prendere sotto casa. Ma tu no, tu sei il padrone di tutto, l’invincibile, colui che tutto può. Beh ho una notizia per te: NON PUOI, e se sei così ignobile da non avere rispetto per i luoghi, che sono di tutti e non tuoi, e se non hai rispetto per gli altri e per la salute degli altri allora non solo sei malvagio ma sei anche ignorante e non hai capito nulla del perché ci viene chiesto di proteggerci con guanti e mascherine.

Perché quello che butti via per strada, dal tuo stramaledetto finestrino, finisce per inquinare ed infettare i luoghi e non finisce tutto lì, con quel gesto.

E così, noi che per necessità dobbiamo camminare a piedi e portare i nostri amici a 4 zampe a fare la pipì, non solo siamo costretti a scansare i vostri rifiuti, ma siamo costretti a disinfettare ancor più accuratamente i nostri animali, prima di farli rientrare in casa.

E allora l’appello va ai sindaci di tutti i comuni italiani: proviamo a controllare quel che accade sulle strade non solo per quanto riguarda il rispetto dei fatidici 200 metri da casa per la passeggiata con il cane. Perché se è vero che io incorro in una sanzione amministrativa se faccio qualche metro in più lungo una strada fuori mano, da sola e lontano da tutti, allora che si multino anche coloro che – alla luce di quanto appena esposto – continuano a riempire le strade con rifiuti speciali che inquinano e infettano i luoghi pubblici, e di conseguenza possono infettare gli altri.

Ringrazio tutti coloro che mi hanno inviato le loro foto a testimonianza di quello che è un atto irrispettoso e che delude fortemente, perché se non riusciremo ad arginare questa forma di inciviltà radicata, non servirà arginare il virus, perché il virus dell’egoismo e della mancanza di empatia verso il prossimo merita di essere debellato e subito, altrimenti saremo per davvero senza speranza.

 

Simona Stammelluti 

 

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