Home / 2020 / Febbraio (Pagina 51)

Conosciuto in tutti i campi della Sicilia, non solo di calcio ma anche di pallavolo, pallacanestro e di altri sport, il collega giornalista Totò Arancio, costretto a stare su una sedia a rotelle per la sua disabilità, non ha mai trovato difficoltà a svolgere il suo lavoro di qualificato cronista sportivo.

Molto spesso non c’è nemmeno bisogno di presentarsi o mostrare il tesserino di iscrizione all’Ordine dei giornalisti, tanto è noto è conosciuto. In quasi tutti i campi le tribune  sono inaccessibili per i disabili, gli stadi non sono dotati di una tribuna stampa dove un giornalista disabile può fare il suo lavoro, e proprio per questa presenza di barriere architettoniche Totò Arancio, che è anche direttore dell’emittente radiofonica Rete 94, viene fatto accomodare a bordo campo per seguire l’incontro e fare il suo lavoro, non un  capriccio quindi a voler vedere la partita da quella postazione, ma una necessità. Mai nessuno ha avuto niente da ridire, sia proprio per la sua condizione di disabilità di persona in carrozzina sia anche per il fatto di essere un giornalista conosciuto ripetiamo in tutti i campi della Sicilia che  è li solo ed esclusivamente per lavorare.

Ma questa volta ad impedire che Totò facesse il suo lavoro non sono state le barriere architettoniche e fisiche, ma le barriere mentali, per non definirla ottusaggine, dell’arbitro Niccolò Melodia di Trapani chiamato a dirigere l’incontro di calcio Pro Favara – Sporting Vallone che si è disputato oggi pomeriggio al “comunale”  di Favara dove Totò, senza tanti giri di parole, è veramente il padrone di casa. Ma per lo “schematico”, usiamo a caso questo aggettivo, arbitro quel signore in carrozzina a bordo campo non ci doveva  stare. A  nulla sono valsi gli interventi degli stessi collaboratori, Dario Ricchiari e Gabriele Valenti della Sezione di Palermo, ma anche dei dirigenti e dei giocatori della Pro Favara e financo della squadra avversaria. L’arbitro è stato irremovibile, quell’uomo in carrozzina da disabile, nonostante fosse un giornalista, li a bordo campo non ci poteva stare “perché non era inserito in distinta”. Ma quale distinta! La distinta è l’elenco dei giocatori e dei dirigenti non certo dei giornalisti, che eventualmente vengono soltanto riconosciuti mostrando il tesserino dell’Ordine.

Si vedono in tutti i campi del mondo, con la casacca presenti a fotografare, a riprendere, a prendere appunti, insomma a fare il proprio lavoro in tutti i campi del mondo tranne che a Favara, ma solo quando c’è  l’arbitro Melodia di Trapani a dirigere. Senza andare troppo lontano proprio recentemente qualche giorno  fa in occasione della finale di Coppa Italia d’eccellenza  Sicilia, Totò Arancio era lì, a fare il proprio lavoro proprio accanto al presidente regionale della FIGC professor Santino Lo Presti, senza tante preoccupazioni e senza tante schematismi inutili ma con tanta cortesia, sensibilità, collaborazione e rispetto dei ruoli.

Giuseppe Moscato

I parlamentari regionali e nazionali M5S dell’Agrigentino (Rosalba Cimino, Filippo Perconti, Michele Sodano, Rino Marinello, Giovanni Di Caro e Matteo Mangiacavallo) e il gruppo parlamentare 5 stelle all’Ars esprimono il loro profondo cordoglio per la tragica scomparsa dell’ex consigliere comunale M5S di Ravanusa, Lorenzo Miceli.

Ai familiari di Miceli i deputati esprimono sentite condoglianze.

Nella giornata di giovedì 30 Gennaio i membri del Parlamento Europeo hanno ufficialmente votato in favore dell’adozione di un connettore di ricarica universale per tutti gli smartphone e la piccola elettronica di consumo venduti in Europa. Si spiana la strada dell’USB C per tutti.

Il motivo di questa votazione, che ha visto 582 favorevoli contro soli 40 contrari, non è tanto un fatto di avere tutti lo stesso connettore per avere un solo tipo di cavo in casa, ovviamente, ma è un fatto di rifiuti che il cittadino accumula. Avere un solo connettore universale per tutto vorrebbe dire averne sicuramente meno in casa e non doverne più buttare via ogni qualvolta esce uno standard nuovo.

E’ ovviamente tutto discutibile e opinabile, ma a tutti noi piacerebbe avere accessori che si ricaricano o alimentano esclusivamente tramite USB C, mentre spesso troviamo ancora auricolari, powerbank e casse che richiedono la Micro USB o, peggio ancora, la sempre più rara Mini USB.

Ovviamente in tutto ciò qualcuno in casa Apple starà tremando in quanto, Macbook a parte, si rifiutano categoricamente di installare le tanto adorate USB C sui propri iPhone e iPad in favore sempre del loro (inutile nonché obsoleto) Lightning.

Avremo prossimi aggiornamenti nel Q3 del 2020 quando con buone probabilità avremo una data certa di entrata in vigore della nuova legge.

Fonte: https://www.tecnoblog.cloud/2020/02/02/ue-passa-il-voto-per-il-connettore-di-ricarica-universale-apple-ai-ripari/

Ieri sera ho visto “Judy” il film di Rupert Goold nelle sale in questi giorni, con una straordinaria Renée Zellweger (candidata all’Oscar come miglior attrice protagonista) che ha incarnato in maniera impeccabile Judy Garland nel racconto dell’ultimo periodo della sua carriera.
Non nascondo che sul finale del film, in una sala in cui è regnato un silenzio assoluto per tutta la durata della pellicola, mi sono commossa;

quella commozione esplosa nel mentre la talentuosa cantante capisce che ormai è arrivata la fine e non ci sarà più nulla per lei, e così canta per l’ultima volta “Over the rainbow”, si commuove, le si rompe la voce, non ce la fa a continuare e allora il pubblico londinese si alza in piedi e canta al posto suo, prima che si apra un applauso infinito.

Ma quella commozione parte all’inizio e accompagna tutta la durata del film mentre allo spettatore è dato di sapere che la vita può esserti nemica sin da subito, quando un talento può divenire una condanna e quando tutta la tua esistenza diventa pesantissima da portare sulle spalle, malgrado la leggerezza della fama, della notorietà, dei soldi che però poi finiscono, e ti costringono a fare scelte che non vuoi, vivere luoghi che ti diventano ostili, mentre rinunci all’unica cosa che ti interessa davvero, i tuoi figli.
Una serie di flash-back verso un passato di Judy bambina prodigio, privata della sua giovinezza, incastrata tra anfetamine per non avere fame e sonniferi per poter dormire, mentre con le trecce di Dorothy nel famoso “Mago di Oz”, viene plagiata da un produttore despota, e sogna un futuro che però non le riserverà la felicità. Una felicità cercata in amore effimeri, mentre sposa 5 uomini senza amarne nessuno e senza mai essere amata veramente.

La tristezza negli occhi truccati di nero di una Judy Garland con i capelli corti, magra e costretta a lasciare i suoi figli più piccoli con il padre perché non può più prendersene cura. Ci prova, lasciando tutto e trasferendosi a Londra dove ancora la osannano, ma alla fine fallisce. I figli restano lontano da lei, e lei lontana da se stessa.

Un excursus in un periodo storico anche, non solo nella biografia di quella che fu una grande artista holliwoodiana; il periodo dello star system, della droga, dell’alcool, di quel sistema in cui pur di fare soldi si stritolano gli artisti fino a farli divenire macchine che però si inceppano e allora vanno sostituite.

Rupert Goold punta l’attenzione su quel meccanismo, su come i soldi e la fama sono le uniche luci sulla vita di un personaggio che anziché viverla la vita, passa l’esistenza a convincersi di essere “solo una goccia nel mare” e che dunque, non ci si può permettere nessuna défaillance. Ma quelle défaillance Judy le incontra tutte, nell’ultima stagione della sua vita, mentre scopre di essere sola, con un bicchiere in mano, vestita di quella tenerezza  che percorre tutto il film, e arriva prorompente fino allo spettatore.

Nella pellicola solo un piccolo accenno al rapporto tra Judy Garland e sua figlia Liza Minnelli nata dal secondo matrimonio della cantante con il regista Vincente Minnelli. Le immagini sono quelle di una festa a casa di sua figlia, dove Judy si reca solo per avere un posto dove stare.

Renée Zellweger – giustamente candidata all’Oscar come miglior attrice protagonista – è perfettamente calata nel personaggio; movenze, manie e quel modo di muovere gli occhi che fu segno distintivo della Garland. Credibile e amabile, mentre cerca un contatto umano sincero e autentico che trova nella donna che si occupa di lei durante i concerti londinesi e in quella coppia gay, innamorati della sua arte canora e che per una sera riescono a non lasciarla sola e non farla sentire sola.

La fotografia non eccellente, riesce a dare alla pellicola i toni e a riprodurre la forma dell’epoca; molti i primi piani che mettono in risalto lo sguardo nel vuoto di Judy bambina abbandonata al suo successo e di Judy donna abbandonata al suo insuccesso.

Un film senza sorprese, canonicamente calato nel genere biopic, con una regia semplice ma efficace, che da alla protagonista la possibilità di tornare a “casa”, dentro un dolore che nessuna ribalta fu capace di cancellare mai.

 

Simona Stammelluti

Il circolo statale “Don Bosco” di Canicattì, guidato dal dirigente Giuseppina Cartella, da sempre centro di eccellenza educativa, innovazione e ricerca pedagogica, nell’ambito del progetto lettura “INCONTRO CON L’AUTORE” ha organizzato un incontro con la popolare scrittrice Dacia Maraini.

L’incontro si terrà nel salone dell’istituto il giorno 12 febbraio alle ore 11,30. Protagonisti dell’iniziativa gli alunni delle classi quarte e quinte che hanno letto, analizzato e recensito il libro “Onda marina e il drago spento”, un testo di narrativa ricco di morale e spunti di riflessione, opportunamente scelto dagli insegnanti in quanto adatto alla loro fascia generazionale.

L’evento culturale sarà moderato da Miriam Di Rosa.

 

 

Si chiamava Lorenzo Miceli, aveva 29 anni ed era stato consigliere comunale a Ravanusa con il Movimento 5Stelle.

Durante la notte, purtroppo, ha perso la vita a bordo di una autovettura che per cause ancora in corso di accertamento è finita fuori strada e si è ribaltata in pieno centro a Ravanusa.

A bordo dell’auto c’erano anche tre giovani i quali, unitamente alla vittima, avevano passato una serata all’insegna del divertimento trasformatasi, purtroppo, in tragedia. I tre giovani, per fortuna, non sembrano essere in pericolo di vita.

Lorenzo Miceli era molto conosciuto in quanto oltre alla sua attività politica era il figlio di Giovanni, sindacalista della Uil.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti i Carabinieri di Canicattì e i Vigili del Fuoco del distaccamento Canicattì.

La previsione di un’ inversione turistica del mercato cinese era reale, tante infatti le cancellazioni subite a seguito  della diffusione del coronavirus che ha prodotto cancellazioni, disdette, paura e penali.

Quello cinese è un mercato importantissimo sia per grandezza che anche per spesa e la paura della propagazione del virus inevitabilmente, sta creando una considerevole riduzione dei flussi, recessione indotta dal rallentamento dell’economia cinese, paura ed allarmi ingiustificati.

Come organizzazione sindacale per gli arrivi in essere presso le strutture turistiche, ci preme comunicare che il cordone sanitario che è stato creato è quanto di più restrittivo si potesse realizzare.

Oltre 60 milioni di persone nell’area di Wuhuan sono di fatto confinate in casa e un miliardo di cittadini cinesi sono chiusi entro i loro confini.

Ricordiamo agli operatori turistici che non si può chiedere il certificato medico ai clienti che entrano in azienda, per di più discriminandoli in ragione dell’etnia o della nazionalità.

Se arriva in albergo qualcuno visibilmente affetto da sindromi respiratorie gli si può semplicemente proporre di rivolgersi ad un medico e, se si astiene dal farlo, avvisare le autorità.

Si sconsiglia vivamente le cancellazioni preventive in considerazione del rischio di attivare un clamoroso boomerang mediatico, oltre che fuori legge.

Secondo gli esperti, non c’è motivo di allarme e la principale misura precauzionale consiste nel lavarsi le mani.

Evitiamo di alimentare allarmismi, che finirebbero solo per ritorcersi verso la destinazione.

La Agrigento-Palermo è al sesto posto in una top ten “dominata” dalla Roma-Lido.

Il tempo di percorrenza è di 1 ora e 55 minuti (per il treno più veloce), la velocità media di 67 km/h, e sono 12 le coppie di treni che quotidianamente percorrono la linea lunga 137 km ed elettrificata dagli anni 90.

Treni in ritardo, soppressi, pochi vagoni messi a disposizione dei viaggiatori costretti a stare in piedi, treni che si guastano.

È questa la continua odissea dei pendolari lungo la tratta Agrigento-Palermo.

Questioni dette e ridette, che evidentemente non sono state ascoltate dalle Ferrovie Italiane.

Da questo mese nel silenzio assordante di tutti gli amministratori Agrigentini e della provincia, interessati, il biglietto è stato aumentato del 10% arrivando a costare 10 €.

Come mai nessun amministratore ha nulla da dire?

Se si organizza una manifestazione, volete partecipare?

Siamo stanchi di dover assistere all’immobilismo di chi dovrebbe invece difendere e proteggere i cittadini che li eleggono a loro rappresentanti.

Queste ed altre domande rimangono sempre senza risposte, Noi ne prendiamo atto e gridiamo agli Agrigentini, “Vogliamo una città NORMALE, lo vogliamo per i nostri ed i vostri FIGLI……”

 

……….“In un Paese e in una regione “normale” noi studenti dovremmo chiedere il rispetto del diritto ai trasporti al fine di ottenere dei vantaggio in termini di fasce di prezzo agevolate esclusivamente per gli studenti ma, appunto perché si vive in una situazione di lapalissiana anormalità in terra di Sicilia, risulta conforme a logica chiedere quanto meno il vostro interessamento fattivo al fine di garantire condizioni di viaggio dignitose e sicure a quanti veniamo troppo spesso retoricamente considerati il futuro di questo Paese dimenticando – parimenti sempre più – che intanto siamo anche il presente. Molti di noi ragazzi non vogliono fuggire da questa terra, per cercare una vita più agiata, ma vogliamo contribuire alla crescita del territorio in cui abbiamo le nostre radici”. (tratto  da una dichiarazione di uno studente Agrigentino che studia a Palermo)

Con apposito bando ritualmente pubblicato, l’Assessorato Regionale Infrastrutture e Mobilità aveva predisposto un programma regionale di finanziamento al fine di favorire interventi diretti a tutelare l’ambiente e i beni culturali, per la realizzazione di infrastrutture per l’accrescimento dei livelli di sicurezza, per il risanamento dei centri storici e la prevenzione del rischio idrogeologico nei comuni della Regione Siciliana, a valere sulle risorse FSC.

Il Comune di Ventimiglia di Sicilia vi partecipava inviando la propria domanda per il finanziamento del “Progetto di restauro e risanamento conservativo della chiesa Sant’ Eligio (ex Chiesa Maiorca)” per un importo complessivo di euro 875.000,00.

Nonostante tutta la documentazione prodotta in ossequio alle disposizioni contenute nel bando e i chiarimenti forniti dall’Amministrazione comunale, il progetto veniva collocato in posizione non utile nella graduatoria definitiva per ottenere il finanziamento richiesto; circostanza, questa, scaturita dal mancato riconoscimento del punteggio (n. 20 pt) previsto nel caso di interventi di ristrutturazione riguardanti “edifici che rappresentano elevato rischio per la pubblica e privata incolumità”.

A questo punto, il Comune di Ventimiglia di Sicilia, in persona del Sindaco dott. Antonio Rini, proponeva un ricorso davanti al TAR Palermo, con il patrocinio dell’avvocato Girolamo Rubino, per l’annullamento, previa sospensione, degli atti di gara, nella parte in cui era stato erroneamente attribuito al progetto il punteggio assegnato, con il conseguente collocamento tra gli interventi non ammessi al finanziamento.

In particolare, l’Avvocato Rubino ha dedotto l’illegittimità dell’operato dell’Amministrazione regionale sotto il profilo dell’eccesso di potere per l’evidente difetto di istruttoria e per la manifesta disparità di trattamento subita, avendo l’Amministrazione Regionale denegato il punteggio previsto per il requisito di “elevato rischio per la pubblica e privata incolumità” alla ex Chiesa Maiorca del Comune di Ventimiglia di Sicilia nonostante l’esauriente documentazione in realtà prodotta a supporto, ed avendo, di contro, riconosciuto il relativo punteggio a progetti rispetto ai quali lo stesso requisito non era stato del tutto valutato o provato, ovvero era stato documentato per mezzo di documentazione analoga a quella allegata dal Comune ricorrente.

Il TAR Sicilia, Palermo, Sez. I, ritenendo il ricorso “assistito da adeguato fumus boni iuris” e sussistente, nel caso di specie, il periculum in mora, dopo opportuni adempimenti istruttori, con l’Ordinanza n. 104/2020 ha accolto la richiesta di sospensione dell’esecuzione dei provvedimenti impugnati formulata dall’Avv. Rubino, disponendo l’attribuzione con riserva del punteggio di 20 punti in favore del Comune ricorrente

Per effetto della summenzionata pronuncia, dunque, il “Progetto di restauro e risanamento conservativo della chiesa Sant’ Eligio (ex Chiesa Maiorca)” nel Comune di Ventimiglia di Sicilia rientrerà tra i progetti finanziabili.

È stato raggiunto nei giorni scorsi l’accordo fra il Governo Musumeci e Trenitalia per avviare, a partire dal 20 febbraio, una campagna di sconti ai biglietti sulle tratte più penalizzate della rete ferroviaria siciliana. «Attraverso questo piano  – dichiara il presidente della Regione Nello Musumeci – intendiamo incentivare l’uso del mezzo pubblico anche su quei territori dove le linee ferroviarie scontano i maggiori ritardi infrastrutturali, facendo seguito a una delibera del mio Governo che destina gli importi delle sanzioni a Trenitalia al miglioramento del servizio». 

Nel dettaglio, lungo le tratte Palermo Papireto-Trapani e Modica-Caltanissetta si avrà uno sconto del 30 per cento sul prezzo del biglietto, sconto che sale fino al 55 per cento sulla tratta Catania-Caltagirone. Il taglio vale anche per le corse intermedie.

«Nel 2018 la Regione Siciliana – spiega l’assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità Marco Falcone – ha ricavato oltre 1,5 milioni di euro dalle sanzioni erogate a Trenitalia per ritardi o disservizi, grazie a un’azione di monitoraggio che non si registrava da tempo. Abbiamo scelto, allora, di investire queste risorse direttamente sui viaggiatori e sulle linee più disagiate, dove cioè il trasporto ferroviario ha bisogno di essere rilanciato con decisione, ovvero nel Trapanese, nel Calatino e fra Ragusano e Nisseno. Senza che questo significhi entrare in concorrenza con il trasporto su gomma, ma anzi gli sconti serviranno a scoraggiare l’uso dell’auto privata. Presenteremo questa e altre novità – ha concluso Falcone – lunedì 3 febbraio, al convegno sul rapporto “Pendolaria” di Legambiente Sicilia a Palermo».