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Ad Aragona, venerdì prossimo, 7 febbraio, nella Cripta della Chiesa del Rosario, alle ore 18:30 sarà presentato l’ultimo libro dello storico e saggista, Rosario D’Ottavio, intitolato “I Savoia del ‘900: da Vittorio Emanuele terzo a Mafalda (Un mondo di luci e ombre). L’iniziativa è promossa dal Rotary Club Colli Sicani, presieduto da Fabrizio Caltagirone, e dall’Azione Cattolica Italiana con il patrocinio del Comune. Insieme all’autore interverranno i docenti Angelo Amato, Giuseppina Rizzo e l’avvocato Giovanni Tesè. Moderà Etta Milioto. Intermezzi musicali di Juan Pablo Orrego e Sara Chianetta.

Ad Agrigento, venerdì prossimo, 7 febbraio, su iniziativa della Società Agrigentina di Storia Patria, del Comune, dell’associazione culturale “Maria Cristina di Savoia” e del Circolo Empedocleo, si svolgerà al Circolo Empedocleo, alle ore 17, la mostra – convegno sul tema: “Il cuore oltre l’immagine – Percorso d’amore di Gianfranco Jannuzzo nel centro storico di Girgenti”. Interverranno Beniamino Biondi, Giovanni Moscato, Gianfranco Jannuzzo, Franco Zanini e Calogero Brunetto.

“Dare consapevolezza alle città in cui viviamo”. Con questo principio il presidente dell’Ordine degli architetti di Agrigento, Alfonso Cimino, insieme con il componente del Cda della Fondazione Architetti del Mediterraneo Carmelo Faldetta e con il segretario dell’Ordine, Giuseppe Lalicata che, nei giorni scorsi​ha incontrato, insieme al vicepresidente del Collegio dei Geometri, l’assessore Corbo affrontando i temi​ dell’Ufficio tecnico comunale, hanno incontrato il sindaco Ettore Ventura di Canicattì accompagnato dal vicesindaco Giangaspare Di Fazio e dagli assessori Rosa Maria Corbo, Antonio Giardina, Fabio Di Benedetto e Angelo Cuva.

Durante l’incontro si sono affrontati gli argomenti cardine della riqualificazione urbana a cominciare dall’organizzazione dell’ufficio tecnico comunale passando per il centro storico, per il quale gli Architetti hanno proposto il censimento delle case per verificarne l’eventuale accesso all’Eco bonus e avviare i progetti di trasformazione complessiva e In itinere, dunque, una convenzione tra l’Ordine degli architetti e l’Amministrazione comunale tesa a riqualificare la cittadina e rigenerare il tessuto urbano.

“Siamo lieti di tornare a Canicattì, la mia città nativa – afferma Alfonso Cimino – ad affrontare con il sindaco diversi temi tutti importanti, a cominciare dal centro storico, come immaginiamo la città futura e come integrare le attività all’interno dello stesso attraverso un progetto ampio che ne comprende tanto la rigenerazione quanto la rivitalizzazione anche sotto il profilo sociale. Insieme con l’Amministrazione comunale, molto attenta su questi temi, firmeremo il protocollo d’intesa che ci consentirà di monitorare le case del centro storico. Durante l’incontro abbiamo discusso della nostra libera professione partendo proprio dal tema dell’ufficio tecnico e passando per il Piano regolatore generale. Nel giro di breve tempo, anche con l’ausilio dell’architetto Lalicata, affronteremo un cronoprogramma di iniziative volte a monitorare il centro storico, le attività dell’ufficio tecnico e realizzare una tavola rotonda proprio sul centro storico”.

“Affrontati temi importanti per la nostra città a cominciare dalla rivitalizzazione del centro storico e dal regolamento delle case a 1 euro – dichiara il sindaco Ventura – Processo di rivitalizzazione, dunque, che si accompagna con altri importanti strumenti e, in tal senso, prossimamente, procederemo alla stipula di una convenzione capace di concretizzare le intenzioni dell’Amministrazione e dell’Ordine degli architetti partendo dal censimento delle case insistenti in centro storico. Si sono affrontati altri temi caldi, tra i quali, innanzitutto, l’organizzazione dell’ufficio tecnico del settore Edilizia privata. Credo l’intesa e la collaborazione tra le istituzioni sia fondamentale per dare risposte concrete alla città”.​ ​

A Palermo la Guardia di Finanza ha sequestrato, su disposizione del Tribunale, complessivamente 500 mila euro a Toni Rizzotto, 67 anni, ex deputato regionale all’Assemblea Siciliana, e Alessandro Giammona, di 45 anni, indagati di peculato per avere sottratto somme di denaro dalle casse dell’Istituto formativo per disabili e disadattati sociali (Isfordd), ente destinatario di fondi pubblici erogati dalla Regione Sicilia. Le indagini, coordinate dalla Procura di Palermo, scaturiscono da denunce del 2017 da diversi ex dipendenti dell’ente di formazione, che hanno segnalato irregolarità nella gestione delle somme che avrebbero dovuto essere impiegate per le finalità istituzionali per l’organizzazione di corsi di formazione a favore di categorie tutelate per l’inserimento lavorativo. Secondo le Fiamme Gialle, Rizzotto, nella sua qualità di presidente dell’ente, avrebbe ricevuto tra il dicembre 2012 e l’agosto 2016, senza averne titolo, la somma di 32.520 euro tramite bonifici bancari e assegni tratti sui conti correnti dell’Isfordd. Giammona, responsabile esterno operazioni, potendo utilizzare le credenziali di accesso ai conti correnti dell’Istituto di formazione fornitegli dal presidente, si sarebbe auto-liquidato somme per un totale di 456.993 euro negli anni 2013-2017, finalizzate a compensare le prestazioni, pur in assenza di qualunque rapporto lavorativo formalizzato con l’ente che dal 2012 al 2015 ha ricevuto finanziamenti pubblici per 1.500.000 euro.

Ad Agrigento i Carabinieri, nel corso di controlli serrati e mirati soprattutto nel centro storico, e nei giorni della “movida” del fine settimana, hanno sottoposto a controllo 50 veicoli e motocicli, con numerose sanzioni elevate per diverse infrazioni al codice della strada, tra revisione, cinture di sicurezza e telefono cellulare. Rinvenuti 30 grammi di marijuana nascosti e pronti per essere consumati o venduti. Segnalato un uomo alla Prefettura come assuntore di stupefacenti perché detentore di modiche quantità. A Porto Empedocle due agrigentini sono stati denunciati perché sorpresi in automobile in possesso di 16 dosi di hashish.

Due consiglieri circoscrizionali al Comune di Palermo hanno aderito al movimento politico “Idea Sicilia”, fondato dall’assessore regionale Roberto Lagalla. Si tratta di Ruggiero Guglielmo e Antonino Abbate. Lo stesso Lagalla commenta: “Continuiamo a portare avanti il nostro progetto per il territorio, grazie all’impegno di quanti, volontari e sostenitori, operano nell’associazionismo con un occhio attento ai riferimenti politici che si riconoscano nei valori solidali e culturali del popolarismo”.

Il tribunale di Palermo ha disposto il dissequestro della nave Mare Jonio della ong “Mediterranea Saving Human”, sotto sequestro nel porto di Licata, in provincia di Agrigento, dallo scorso 3 settembre. La presidente dell’associazione, Alessandra Sciurba, commenta: “La decisione del giudice civile di Palermo ripristina finalmente la legalità dopo un sequestro illegittimo durato mesi”.

Requisitoria della Procura antimafia di Palermo al maxi processo “Cupola 2.0”. I pubblici ministeri propongono 56 condanne a carico dei giudicati in abbreviato. I dettagli.

La conferenza dell’operazione “Cupola 2.0” nel dicembre 2018

 

 

 

 

 

 

Lo scorso 1 ottobre la Procura della Repubblica di Palermo ha invocato il processo a carico di 64 imputati nell’ambito della maxi inchiesta antimafia, sostenuta dalle indagini dei Carabinieri e della Squadra Mobile, cosiddetta “Cupola 2.0”, così battezzata in riferimento al tentativo di ricostituzione della Cupola di Cosa Nostra dopo la morte di Bernardo Provenzano e di Salvatore Riina. A capo della nuova Cupola vi sarebbe stato Settimo Mineo, storico gioielliere, della famiglia Pagliarelli. Sono stati il procuratore aggiunto Salvatore De Luca e i sostituti Bruno Brucoli, Francesca Mazzocco e Dario Scaletta a firmare le 64 richieste di rinvio a giudizio. Ebbene, adesso, innanzi al giudice per le udienze preliminari, Rosario Di Gioia, gli stessi magistrati inquirenti, a conclusione della requisitoria, hanno proposto le condanne a carico di 56 imputati che hanno scelto di essere giudicati in abbreviato. Eccole:
Giacomo Alaimo (7 anni),
Stefano Albanese (12 anni),
Filippo Annatelli (18 anni),
Gioacchino Badagliacca (14 anni),
Filippo Salvatore Bisconti (5 anni e 2 mesi),
Giuseppe Bonanno (11 anni e 4 mesi),
Carmelo Cacocciola (15 anni),
Giovanni Cancemi (14 anni),
Francesco Caponetto (20 anni),
Francesco Colletti (5 anni e 2 mesi),
Giovanna Comito (2 anni),
Giuseppe Costa (14 anni),
Maurizio Crinò (13 anni e 4 mesi),
Filippo Cusimano (14 anni),
Rubens D’Agostino (20 anni),
Gregorio Di Giovanni (20 anni),
Filippo Di Pisa (13 anni e 4 mesi),
Andrea Ferrante (10 anni),
Salvatore Ferrante (4 anni),
Calogero Lo Piccolo (20 anni),
Vincenzo Ganci (12 anni),
Giusto Giordano (4 anni e 6 mesi),
Michele Grasso (12 anni),
Leandro Greco (16 anni),
Marco La Rosa (10 anni),
Gaetano Leto (18 anni),
Erasmo Lo Bello (20 anni),
Sergio Macaluso (2 anni),
Michele Madonia (13 anni e 4 mesi),
Umberto Maiorana (2 anni e 8 mesi),
Domenico Mammi (2 anni),
Giusto Francesco Mangiapane (13 anni),
Matteo Maniscalco (10 anni),
Antonio Giovanni Maranto (8 anni e 4 mesi),
Luigi Marino (15 anni),
Fabio Messicati Vitale (14 anni),
Giovanni Salvatore Migliore (14 anni),
Settimo Mineo (20 anni),
Andrea Mirino (4 anni),
Salvatore Mirino (16 anni),
Massimo Mulè (14 anni),
Domenico Nocilla (14 anni),
Nicolò Orlando (10 anni e 8 mesi),
Salvatore Pispicia (18 anni),
Gaspare Rizzuto (20 anni),
Michele Rubino (14 anni),
Giovanni Salermo (20 anni),
Pietro Scafidi (10 anni e 8 mesi),
Salvatore Sciarabba (20 anni),
Giuseppe Serio (20 anni),
Giovanni Sirchia (13 anni e 4 mesi),
Salvatore Sorrentino (18 anni),
Giusto Sucato (11 anni),
Vincenzo Sucato (16 anni e 8 mesi),
Rosolino Mirabella (13 anni e 4 mesi),
Salvatore Troia (14 anni).

Angelo Ruoppolo (teleacras)

Sanremo assomiglia sempre più ad un grande show che ha bisogno di elementi che si muovano nello spazio, che riempiano tempo e che vadano a tempo, piuttosto che ad una kermesse canora.
E così parte anche la 70esima edizione del festival di Sanremo, quest’anno diretto e condotto da Amadeus (neanche tanto male alla conduzione) che si lascia affiancare da un Fiorello che apre la prima puntata vestito da prete, che fa ridere ma non troppo, e poi ancora da Diletta Leotta che sembra un po’ svampita, e che ritmo nella co-condizione non ne ha, e da Rula Jebreal la giornalista  palestinese, che non solo da una vera stoccata al presentatore con quella sua “e stasera facciamo tutti un passo avanti, così evitiamo le gaffe”, ma che nella seconda parte della kermesse regalerà ad pubblico a casa e in sala, il già annunciato monologo contro la violenza sulle donne, raccontando la storia vera di lei bambina che ascoltava le storie delle donne stuprate e di sua madre che si è suicidata perché voleva liberasi del suo corpo che era stata la sua tortura. Il suo monologo intervallato delle parole di canzoni scritte da uomini, Battiato, Vasco Rossi e Francesco De Gregori. 
Entrando nel vivo delle manifestazione canora, sono stati 4 i giovani della sezione nuove proposte ad esibirsi e hanno passato il turno Tecla e Leo Gassman. Strana questa sezione dove ci sono voci carine ma canzoni brutte, e viceversa. Ma alla fine passa la canzone sanremese di Tecla e l’appeal di Gassman. 
I big ad esibirsi sono 12, e tra cose già sentite (Achille Lauro, che però fa parlare di sé passando dal mantello alla calzamaglia nel giro di 2 minuti) e canzoni improponibili la serata, lunghissima, può contare sulla bravura indiscussa dell’orchestra che da sempre regala il piacere della musica. 
Primi Le Vibrazioni alla fine della prima puntata, ultimo Morgan con Bugo. Nel mezzo una Rita Pavone che non si arrende, Anastasio che porta un pezzo con un buon sound, Elodie che fa la diva nel suo vestito Versace che arriva seconda in classifica ma con un pezzo a mio parere scarso. Masini resta coerente, malgrado il cambio di look e la sua canzone ancora una volta è adatta al palco dell’Ariston e canta senza sbavature. Diodato poco incisivo, malgrado l’intonazione, ma ancora abbiamo nelle orecchio il pezzo colonna sonora del film di Ozpetek. Irene Grandi delude, malgrado la canzone le sia stata scritta da Vasco Rossi e Gaetano Curreri. E poi ancora Riki (ce l’eravamo dimenticato) e Alberto Urso di cui nulla posso dire perché è come se non ci fosse stato, su quel palco. Canta per ultimo Raphael Gualazzi, con un pezzo carioca, carino ma lui sembra uscito da un cartone animato.
Ma come dicevamo Sanremo è un grande Show con ospiti di vario genere.
Scandaloso Tiziano Ferro  – che sarà a quanto sembra ospite fisso – che storpia completamente “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini e che si salva cantando la sua  “Si accettano miracoli“. Da sempre sostengo che Ferro sia un bravo autore e che dovrebbe scrivere per altri e lasciar stare il canto, perché se in sala di incisione lo aiutano, dal vivo finisce per fare figuracce e questo è un gran peccato perché un artista deve poter essere apprezzato per quel che sa realmente fare e lui sa scrivere ma non sa cantare.
Pessima figura anche per Romina Power e Albano che dopo un melenso revival dei loto antichi successi, si piegano al playback per cantare una canzone scritta da Cristiano Malgioglio, che è presente in sala tra il pubblico. Il tutto con la presentazione della figlia Romina Carrisi, apparsa come un cavolo a merenda sul palco. Cosa non si fa per piazzare i figli da qualche parte!
Pure Emma Marrone, canta … dentro e fuori l’Ariston. Ma sale sul palco come “attrice” insieme a Favino, Rossi Stuart. Claudio Santamaria e Micaela Ramazzotti,  ognuno con un piccolo monologo e tutti protagonisti del nuovo film di Gabriele Muccino, e quale palco migliore dell’Ariston per pubblicizzare un film?
Sembrerebbe l’edizione votata al messaggio contro il femminicidio, tanto che Gessica Notaro, la ragazza trasfigurata con l’acido dall’ex fidanzato, con la passione per il canto, sale sul palco sanremese e canta con il suo amico Antonio Maggio.
Una lunga serata che si consuma tra abiti bellissimi, molti momenti di noia, e la musica di Sanremo, che fa parlare di se tutto l’anno, che non mette mai tutti d’accordo, ma che resta un’appuntamento a cui si fa fatica a mancare, almeno per noi addetti ai lavori.
A domani
Simona Stammelluti