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A Licata i Carabinieri del Nucleo Radiomobile hanno arrestato ai domiciliari un egiziano di 34 anni sorpreso in Corso Argentina in atteggiamento sospetto tanto che ha recuperato un borsello da dentro un’automobile e si è dileguato. I militari lo hanno bloccato e sottoposto a perquisizione, e nel borsello hanno scoperto e sequestrato circa 100 grammi di marijuana contenuti in una bustina. L’uomo è ristretto ai domiciliari in attesa della convalida dell’arresto.

Gli avvocati Leonardo Marino e Alessandro Rampello, difensori di alcuni dei dieci autisti della Tua indagati dalla Procura di Agrigento per truffa aggravata e interruzione di pubblico servizio, intervengono a seguito della notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, e affermano: “Sulla vicenda degli autisti Tua va chiarito che, nel procedimento penale frutto della denuncia dell’azienda, la difesa utilizzerà i termini portando alla Procura della Repubblica una versione dei fatti diversa rispetto a quanto esposto nella denuncia da parte della società. Infatti, nei numerosi giudizi proposti davanti al giudice del lavoro del Tribunale di Agrigento, che vanno avanti da quasi due anni, è stato accertato che tutti i licenziamenti della Tua si basano su fatti del tutto privi di prova, in quanto la relazione investigativa commissionata dalla Tua ad un proprio incaricato – che avrebbe riguardato un solo giorno lavorativo per ogni dipendente – è priva di ogni valore e consistenza sul piano probatorio non dimostrando nulla di quanto sostenuto dalla società. Tutti i licenziamenti della Tua sono stati annullati dal Tribunale con apposite ordinanze, mentre i lavoratori, ingiustamente licenziati, sono stati reintegrati dal giudice. La Tua, però, ha di fatto impedito ai lavoratori, nonostante le loro ripetute richieste, di tornare concretamente a lavoro, preferendo pagare stipendi e contributi ai lavoratori ma imponendogli di restare a casa”.

Ma sì, facciamola un po’ di pubblicità alla concorrenza!
La verità è che Fiorello  da bravo show-man tutto può, finanche travestirsi da Maria De Filippi, aprire la seconda puntata del Festival di Sanremo ed essere così credibile da indurre “nostra signora della tv” a telefonare a Fiorello, in diretta, proprio mentre è sul palco e dopo essersi complimentata con Amadeus, si presta simpaticamente allo sketch del doppiaggio.

Si entra nel vivo delle nuove proposte e tra gli altri 4 in gara, passano Fasma e Marco Sentieri, ma il livello è basso e se avessi dovuto premiare qualcuno, avrei fatto passare al successivo step Gabriella Martinelli e Lula (anche batterista) con la loro canzone che parla del dramma dell’Ilva con il loro pezzo “Il gigante d’acciaio“.

E’ il  5 febbraio, e allora un pensiero va a Fabrizio Frizzi che in questo giorno avrebbe compiuto gli anni e con grande sobrietà, con indosso un abito meraviglioso, calca il palco la vedova di Frizzi, Carlotta Mantovan, accolta da lungo applauso dedicato al presentatore prematuramente scomparso.

Sanremo ha un corpo di ballo, ed è ancora Fiorello il protagonista; Lui che canta e poi balla, tra  ballerini e ballerine tra i quali spicca Leon Di Domenico, talentuoso ballerino diciannovenne di Vallo della Lucania che studia all’accademia di danza di Londra dopo stage a Madrid e Los Angeles.

Ma Sanremo è kermesse canora e tocca cominciare.

Piero Pelù  apre la gara, ma è sotto tono, e subito dopo come per magia sul palco arrivano le splendide giornaliste RAI Laura Chimenti e Emma d’Aquino.

E’ il turno della Lamborghini con una tuta improbabile e un pezzo che manco nei peggiori bar di Caracas.  Tra gli ospiti Il tennista Novak Đoković costretto a cantare “terra promessa” con Fiorello in un siparietto penoso.

Nigiotti, scarso con la sua “baciami adesso“, si concede un assolo di chitarra.  Sabrina Salerno sembra uscita dritta dritta dal 1980 calandosi a tempo di record nei panni della valletta.

La cantante siciliana indi-pop Levante, arriva sul palco con un delizioso abito rosa, e  con un pezzo discreto, buon sound, nel suo stile, ma ha problemi con il cantato, come se fosse fuori forma o forse gioca brutti scherzi l’emozione da palco sanremese. Sull’onda della musica indi arrivano i Pinguini Tattici Nucleari, che un po’ ricordano “lo stato sociale”, ma restano nei canoni del loro genere con il pezzo “Ringo Starr“.

Avevo dimenticato che è ospite fisso ed invece torna Tiziano Ferro, questa volta insieme a Massimo Ranieri, e si spartiscono il famoso pezzo “perdere l’Amore“. Ma Ferro non ce la fa e sarà scarso nella performance anche quando, nella seconda metà della serata canora, intonerà alcuni dei suoi più famosi pezzi come “Serenere“.

E’ Tosca a regalare in mondovisione il momento più bello e più alto della serata, e di tutto il Festival fino ad ora. Presenza scenica, ottimo look, intonazione impeccabile, personalità da vendere e un pezzo davvero bello “ho amato tutto“. Sembra essere decontestualizzata per quanto è brava, sembra sovrastare completamente tutto il resto. Come se fosse ospite sopraffino e non cantante in gara che, se fosse per merito, vincerebbe a mani basse, ma la classifica all’una e mezzo di notte – seppur provvisoria – dirà altro.

Momento toccante quando Amadeus con accanto il Maestro De Amicis introduce la canzone di Paolo Palumbo, ragazzo 22enne che da 4 anni è affetto da SLA. E parte l’hashtag #iostoconpaolo

Come annunciato da Amadeus stretto in uno dei suoi abiti glitterati, arrivano i Ricchi e Poveri, tutti e 4, anche con la Occhiena e la reunion dopo 40 anni, avviene in playback, così, giusto per non correre il rischio di figuracce. Partono con la versione tarocca di “everlasting love” per poi adagiarsi su quelli che furono i loro successi.

Ospite – ma direi super ospite – Zucchero, che si conferma essere un grande artista, che calca quel palco che fu suo nel 1985 con “Donne” e che accompagnato da coristi stratosferici, risolleva le sorti della Kermesse canora.

E’ il turno di Gabbani, che sarà primo in classifica alla fine della seconda serata,  Paolo Jannacci emoziona con il pezzo “Voglio parlarti adesso” e con quella somiglianza spiccata con suo papà.

Che Sanremo sarebbe senza “non dirgli mai” di Gigi D’Alessio, canzone che festeggia 20 anni. Gigi alla fine è uno che se la canta e se la suona e che – va ricordato per onore di cronaca – ha venduto oltre 30 milioni di dischi in tutto il mondo.

Arriva Rancore, ma nessuno sa chi sia, manco chi l’ha portato al festival.
Ancora Ranieri che fa la sua figura e ancora Tiziano Ferro condannato alla stonatura a vita.

E’ notte fonda quando arriva lui, Junior Cally,  senza maschera, con la faccia da pischello, quel suo “no no grazie” e vestit0 con una giacca che ricorda le divise naziste.

E i monologhi?
Apprezzabile quello di Emma d’Aquino sul mestiere del giornalista e sul diritto alla libertà di informazione, un po’ meno quello che arriverà più in là da Laura Chimenti che altro non è che una lettera melensa alle 3 figlie. Forse si poteva evitare.

In finale di gara tra big Giordana Angi, che paga lo scotto di cantare per penultima all’una e un quarto di notte, che è vocalmente brava ma che perde l’occasione di fare bene, perché a mio avviso la canzone ha un testo troppo banale.
Zarrillo torna a Sanremo, ma se non lo avesse fatto, era lo stesso.

Nella classifica Gabbani primo, Junior Kelly ultimo.

Così sia

 

a domani

Simona Stammelluti 

La Procura di Agrigento, tramite la sostituto procuratore Paola Vetro, titolare dell’inchiesta, ha notificato 10 avvisi di conclusione delle indagini a carico di altrettanti autisti della Tua, la società Trasporti urbani Agrigento, che gestisce i trasporti pubblici in città. Agli autisti, che adesso hanno 20 giorni di tempo per produrre mezzi e documenti a difesa prima della richiesta di rinvio a giudizio, si contestano i reati di truffa aggravata e interruzione di pubblico servizio. Nel dettaglio, avrebbero venduto ad un prezzo più elevato il biglietto intascando la differenza, oppure, non registrando la vendita e non obliterandoli, avrebbero più volte venduto gli stessi biglietti, non consegnando i soldi alla società. E poi, solo alcuni di loro, avrebbero deviato il percorso degli autobus per proprie esigenze personali. Si tratta di Maurizio Butticè, 51 anni, Maurizio Camilleri, 51 anni, Giuseppe Danile, 59 anni, Giuseppe Donisi, 51 anni, Vincenzo Falzone, 52 anni, Giuseppe Lattuca, 58 anni, Michelangelo Nasser, 56 anni, Andrea De Carmelo Russo, Giuseppe Trupia, 53 anni e Angelo Vaccarello, 52 anni, consigliere comunale. Contro i dieci grava una denuncia sporta dalla stessa società Tua che ha ingaggiato un investigatore privato per riscontrare le ipotesi di reato adesso contestate dalla Procura.

Dopo le recenti dimissioni per motivi professionali di Riccardo Montalbano, il Circolo di Fratelli d’Italia di Favara si dà un nuovo assetto e riaccende i motori.

Nella giornata di ieri, lunedì 3 febbraio, una nutrita assemblea, composta da giovani e meno giovani, ha eletto il nuovo direttivo, che sarà composto da Antonio Moscato, Presidente, Mariagrazia Alongi, vice Presidente, e Stefano Nobile, Segretario.

Il neo direttivo si è impegnato a profondere le proprie energie nell’esclusivo interesse della città di Favara ed ha improntare la propria azione nella prospettiva politica che vede al primo posto i bisogni dei cittadini favaresi.

Il Circolo di Favara, già domenica 9 febbraio, sarà in piazza per una iniziativa di partito, che verrà a breve ufficilializzata, e per presentarsi alla città.

Sono contento di tornare, dopo circa sette anni, nel mondo della politica  – afferma il neo Presidente Antonio Moscato – sempre nella stessa area di centrodestra, perché la prima referenza di un uomo è la coerenza delle proprie idee ed il rispetto dei propri ideali.

E’ per me sicuramente un onere, ma soprattutto un grande onore, assumere tale carica, e mi auguro di contribuire alla rinascita di Favara. Scopo principale della mia attività sarà quello di sensibilizzare i miei concittadini ad un maggiore impegno politico, non possiamo delegare ad altri il nostro benessere, anche perché, così facendo, non possiamo lamentarci se non rimarrà un solo favarese in città”

Anche la Vice Presidente, Mariagrazia Alongi, esprime la propria soddisfazione: ”Sono entusiasta ed onorata di fare parte di questo gruppo in cui mi rispecchio molto, ho visto tanto ottimismo e tanta voglia di fare. Ringrazio tutti per il ruolo assegnatomi, mi auguro di esserne all’altezza e di portare avanti i valori dei giovani e delle donne e di dare voce alle istanze dei cittadini tutti”.

Per ultimo l’intervento del Segretario, Stefano Nobile: “Ringrazio tutti i componenti del Circolo per questa decisione e colgo l’occasione per invitare tutti i giovani volenterosi a scendere in campo per migliorare la nostra terra, perché solo noi possiamo cambiare ed essere protagonisti del nostro futuro. Chiudo con augurio citando una frase di Tolstoj, come una fiaccola ne accende un’altra e si trovano accese mille fiaccole, così un cuore ne accende un altro e si trovano accesi migliaia di cuori”.

 

 

Nel weekend, al fine di arginare episodi di microcriminalità e violenza che connotano negativamente la movida agrigentina, sono stati predisposti mirati servizi di controllo del Territorio, in provincia  ed in particolare in Agrigento,  dove la Polizia di Stato è intervenuta in varie zone della città al fine di prevenire e reprimere episodi di violenza originati dall’uso di sostanze stupefacenti o alcoliche.  Nello specifico, operatori dell’U.P.G.S.P. transitando per una locale via, notavano due persone discutere animatamente nei pressi di un esercizio commerciale. Prontamente intervenuti, apprendevano da una di esse, proprietaria dell’attività commerciale, che poco prima l’uomo che stava redarguendo, palesemente in stato di alterazione psicofisica, derivata da ebbrezza alcolica, stava arrecando molestia ai proprietari  e agli avventori del locale.

L’uomo, P.A. classe 71’ residente ad Agrigento,  veniva immediatamente condotto presso gli Uffici di Polizia, ove gli  veniva contestata la violazione amministrativa di cui all’art. 688 C.P. (Ubriachezza Molesta) e notificato l’Ordine di Allontanamento dai luoghi per la durata di 48 ore.

Successivamente, nel corso della movimentata nottata,  detto personale, transitando in Piazza Vittorio Emanuele, sorprendeva alcune persone intente in una colluttazione, le quali alla vista dei poliziotti si dileguavano facendo perdere le proprie tracce.

Il tempestivo intervento degli uomini delle Volanti interrompeva l’azione criminosa in corso e consentiva di fermare e identificare uno di questi. Atteso che il soggetto, S.C.E. classe 97′ residente a Favara (AG), mostrava i tipici sintomi dello stato di alterazione psicofisica derivante da ebbrezza alcoolica, veniva sanzionato per la violazione amministrativa di cui all’art. 688 C.P. (Ubriachezza Molesta) e fatto oggetto di Ordine di Allontanamento dai luoghi per la durata di 48 ore.

In Commissione Affari Istituzionali all’Assemblea Regionale Siciliana è stato bocciato il disegno di legge di rinvio delle elezioni nelle Province dell’Isola dal 19 aprile prossimo ad ottobre. Hanno votato contro i componenti in Commissione del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle. Senza la norma di rinvio, le elezioni di secondo grado dovrebbero dunque svolgersi il 19 aprile, come stabilito dal governo regionale. La norma potrebbe essere trasferita direttamente in Aula malgrado la bocciatura in Commissione. In proposito è intervenuta l’assessore regionale agli Enti Locali, Bernadette Grasso, che ha precisato: “Il Governo non è stato battuto in Commissione sulle ex Province. Tutto il contrario. Abbiamo invece accolto positivamente l’esito della votazione in commissione Affari istituzionali. Non è vero che è stato l’orientamento del Governo regionale ad andare sotto, anzi è passata la linea che sosteniamo da tempo: tornare alle urne al più presto, cioè il 19 aprile, come stabilito in giunta. Ed è una posizione fortemente sostenuta, peraltro, in commissione e in conferenza dei capigruppo. Intendiamo, infatti, rispettare l’impegno a restituire rappresentatività democratica alle Città metropolitane e ai Liberi consorzi comunali, chiudendo la lunga e difficile stagione dei commissariamenti. Il no all’ennesimo rinvio della consultazione, dunque, non può che lasciarci soddisfatti”.

Lampedusa e la Procura di Agrigento crocevia dei casi Gregoretti e Open Arms che infiammano il Senato e il dibattito politico. Depositato l’atto d’accusa contro Salvini.


Da Lampedusa, dalla provincia di Agrigento, dalla Sicilia sono lanciati macigni giudiziari a Roma, a palazzo Madama, al Senato, dove tra gli scranni dei senatori siede l’ex ministro dell’Interno e leader della Lega, Matteo Salvini. Il prossimo mercoledì 12 febbraio il Senato, dalle ore 9:30 in poi, vota sull’autorizzazione a procedere contro Salvini perché il 25 luglio del 2019 a Lampedusa ha vietato lo sbarco alla nave della Guardia Costiera “Gregoretti” con 135 migranti a bordo.

E lui, Salvini, ha commentato: “Penso di essere l’unico politico che aspetta il processo con gioia. Voglio vedere quel giudice che ritiene che avere difeso il mio Paese sia un crimine. A quel punto il popolo italiano farà le sue considerazioni”. Adesso ancora da Lampedusa, dalla provincia di Agrigento, dalla Sicilia, è stata lanciata a Roma al Senato, tramite il Tribunale dei ministri di Palermo, un altro macigno giudiziario a carico di Salvini per plurimo sequestro di persona aggravato. L’atto è stato appena depositato a Palazzo Madama, e se ne conoscono dunque i particolari. E i magistrati a lavoro a Palermo si rivolgono così ai senatori della giunta per le autorizzazioni a procedere: “Il Senato conceda l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini per avere, nella sua qualità di ministro dell’Interno pro-tempore, abusando dei suoi poteri, privato della libertà personale 107 migranti di varie nazionalità giunti in prossimità delle coste di Lampedusa nella notte tra il 14 e il 15 agosto a bordo della nave Open Arms”.

E poi, ancora più nel dettaglio, tra il centinaio di pagine del capo d’imputazione si legge che “Salvini, in violazione di convenzioni internazionali e di norme interne in materia di soccorso in mare e di tutela dei diritti umani, ed abusando dei poteri allo stesso Salvini rimessi quale autorità nazionale di pubblica sicurezza, ometteva, senza giustificato motivo di concedere un porto sicuro alla nave. Salvini non ha esitato positivamente le richieste dagli organi di soccorso in mare, così provocando consapevolmente l’illegittima privazione della libertà personale dei migranti, costringendoli a rimanere a bordo della nave per un tempo giuridicamente apprezzabile, precisamente dalla notte tra il 14 e il 15 agosto sino al 18 agosto, quanto ai soggetti minorenni, e per tutti gli altri sino al 20 agosto, quando la Procura di Agrigento pose l’imbarcazione sotto sequestro preventivo e dispose lo sbarco di tutti. L’allora ministro, avrebbe dovuto rispondere alle richieste senza ritardo per ragioni di ordine e sicurezza pubblica, di igiene e sanità”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

Antonino Cusumano era stato arrestato il 12 agosto 2019 nell’ambito dell’operazione “Halycon” condotta dai Carabinieri del Ros, con il coordinamento della Dda di Palermo. Accusato di favoreggiamento con l’aggravante di avere agevolato l’associazione mafiosa licatese, il fatto veniva successivamente riqualificato dal Tribunale delle libertà di Palermo nel reato di associazione di tipo mafioso di cui all’art. 416 bis, co. 1, c.p. avuto riguardo al presunto ruolo svolto dall’uomo nel fare da intermediario tra gli appartenenti alla detta famiglia mafiosa.

Secondo la difesa, tuttavia, la misura cautelare era stata disposta alla luce di talune risultanze investigative non vagliate, qualificabili pertanto alla stregua di “fatti nuovi”, che non consentono di ipotizzare la sussistenza di alcuna condotta di partecipazione di Cusumano a ‘Cosa Nostra’ o di rafforzamento della stessa consorteria criminale.

Nonostante il regime giuridico vigente in materia preveda che per delitti di associazione mafiosa la presunzione “assoluta” di adeguatezza della carcerazione cautelare sia superabile soltanto ove “siano acquisiti elementi dai quali risulti che non sussistono esigenze cautelari”, nel caso di specie, il Gip ha deciso di ricalibrare il predetto regime cautelare disponendo la misura meno afflittiva.

Con determina a propria firma, il sindaco di Raffadali Silvio Cuffaro ha deciso di conferire la cittadinanza onoraria del comune alla senatrice Liliana Segre. “La decisione che avevo maturato da tempo – ha spiegato Cuffaro – è stata preso dopo aver consultato i miei più stretti collaboratori, consiglieri comunali di maggioranza e opposizione e molti miei concittadini. In tutti ho trovato terreno fertile e tutti condividono e apprezzano la mia iniziativa che sarà poi sottoposta al giudizio del consiglio comunale”.
Nella determina del sindaco Cuffaro si legge:
“… Il conferimento alla senatrice Liliana Segre della cittadinanza onoraria del comune di Raffadali, intende rappresentare l’esplicito e sentito riconoscimento della comunità raffadalese per l’instancabile opera di divulgazione tra i giovani e gli adulti, degli orrori dell’olocausto e degli atti di ferocia e barbarie contro il genere umano, perpetrati ai danni di donne e uomini di religione ebraica all’interno dei campi di sterminio nazisti dei quali la medesima senatrice è stata vittima e testimone diretta.
… Pertanto intendiamo conferire la Cittadinanza Onoraria del comune di Raffadali – provincia di Agrigento, all’onorevole Liliana Segre, senatrice a vita della Repubblica Italiana, nata a Milano il 10 settembre 1930, per l’irrinunciabile e inestimabile opera meritoria di testimonianza, tra i giovani e gli adulti, attraverso un’infaticabile e dedita attività di divulgazione del racconto degli orrori dell’olocausto perpetrato nei campi di sterminio nazisti e la diffusione di un messaggio di avversione contro ogni forma di indifferenza per le manifestazioni di odio razziale e religioso”.