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Su proposta della Prefettura di Caltanissetta il ministero dell’Interno ha revocato la scorta all’imprenditore Marco Venturi, ex assessore regionale, uno dei testimoni “chiave” dell’inchiesta condotta dalla Procura nissena sul cosiddetto ‘sistema Montante’, sfociata, nel primo troncone giudiziario, nella condanna a 14 anni di carcere a carico dell’ex presidente di Sicindustria, Antonello Montante, imputato di avere allestito una rete di spionaggio, con la compiacenza di uomini delle forze dell’ordine. Venturi, protagonista inizialmente della “svolta antiracket” di Sicindustria e poi accusatore di Montante, ha beneficiato finora di una tutela su “auto non protetta”.

I Finanzieri del Secondo nucleo operativo metropolitano di Palermo hanno arrestato ai domiciliari un palermitano di 47 anni, sorpreso lungo l’autostrada A19 a bordo di un furgone con 268 chili di sigarette di contrabbando. L’uomo, diretto a Palermo, è stato bloccato nei pressi dello svincolo di Villabate. Nel mezzo sono stati sequestrati 13.400 pacchetti di tabacchi lavorati esteri di varie marche prive del contrassegno dei Monopoli di Stato e 2.000 euro in contanti.

Alcuni dipendenti del punto vendita del gruppo Papino elettrodomestici spa a Cammarata hanno diffuso un intervento tramite cui affermano che il personale è stato di agitazione “perché – scrivono – il gruppo è in stato pre-fallimentare, e i dipendenti versano in condizioni umilianti e precarie, non ricevendo lo stipendio da diversi mesi, e senza prospettive per il futuro del posto di lavoro”.

A Sciacca i Carabinieri hanno arrestato in carcere un uomo di 52 anni, indagato di atti persecutori e lesioni nei confronti di una donna di Menfi. Lui, G F sono le iniziali del nome, durante gli ultimi mesi del 2019 fino allo scorso gennaio, avrebbe mantenuto condotte persecutorie nei confronti della vittima costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita, tanto da obbligarla a trasferirsi nell’abitazione del fratello, cagionandole un perdurante stato di ansia e paura. In più circostanze, l’uomo, nonostante i divieti già imposti dal Giudice, si è appostato vicino all’abitazione della donna, e l’ha poi pedinata nei sui spostamenti quotidiani. In più occasioni inoltre ha pubblicato nel profilo facebook della donna diversi post offensivi contro di lei. E incontrandola l’ha afferrata per il collo danneggiandole l’automobile. La donna con coraggio ha raccontato tutto ai Carabinieri di Sciacca, il cui meritorio lavoro, coordinato dalla Procura, ha posto termine alle sopraffazioni.

All’interno di ConfCommercio Agrigento è stato costituito un nuovo settore operativo. Si tratta del settore “Ricettività extra alberghiera”, a beneficio degli imprenditori dell’accoglienza turistica. Il presidente è Giovanni Lopez, da oltre 10 anni gestore di un’attività turistica nel centro storico di Agrigento. Filippo Mangione è vice presidente, e i consiglieri sono Raimonda Mirabile, Lia Marchica e Marco Moscato. Lo stesso Giovanni Lopez commenta: “Confrontarsi, contribuire e specializzarsi sono le parole d’ordine che ogni operatore professionale del settore dovrebbe tenere sempre presenti. E’ per questo che nasce AgrigentoExtra ed è per questo che ci proponiamo come punto di riferimento specifico a tutti gli operatori del settore, fermamente convinti che l’aggregazione delle professionalità possa dare buoni frutti”.

L’obbligo delle mascherine in diverse province e città, ma anche il loro uso generalizzato, fa infuriare i cinesi per le incombenze quotidiane tramite i telefoni. E manda in tilt i sistemi governativi.

La Cina sta scoprendo un altro effetto collaterale del nuovo coronavirus che si abbatte sul riconoscimento facciale. Dal momento che le mascherine facciali sono obbligatorie in almeno due province cinesi, e comunque estremamente diffuse anche in molte altre zone, oltre che in diverse grandi città, i sistemi di riconoscimento facciale a ogni livello stanno facendo cilecca.

Le protezioni sono di fatto obbligatorie nelle province di Guangdong, nel sud del Paese, in quella di Jiangxi, al centro, oltre che nelle città di Nanchino e Ma’anshan nella provincia di Anhui e in quella di Xinyang nella provincia di Henan. Decine di milioni di persone che nascondono i propri connotati quando escono di casa e, come si è visto anche nel corso delle proteste di Hong Kong, le celano in questo modo anche ai sistemi di riconoscimento. Non solo quelli governativi, ma anche quelli per così dire consumer (spesso non meno scivolosi) che servono a svolgere operazioni di routine, dall’apertura dei portoni dei palazzi alle app bancarie, dall’imbarco in aereo in 200 aeroporti del Paese fino alla richiesta di cibo a domicilio o alla prenotazione di visite mediche passando per gli smartphone (basti pensare al Face ID di Apple o agli altri sistemi simili, ormai lo standard per quasi tutti i produttori) che d’altronde sono il cardine intorno a cui si basano molti di questi servizi.

Se lo smartphone non si sblocca, è un problema. Così come la transazione che non va a buon fine. E per questo sembra che le proteste si stiano diffondendo su Weibo, la Twitter cinese, almeno stando a quanto ha spiegato Abacus, testata di Hong Kong specializzata in tecnologia. La maggior parte delle lamentele si lega esattamente all’impossibilità di utilizzare il volto per gestire le operazioni sul telefono. Cupertino e Huawei, il campione cinese, hanno ovviamente confermato che non c’è modo che i loro sistemi possano funzionare in presenza di mascherine.

La sorveglianza in crisi

C’è poi il lato della sorveglianza: lo scorso dicembre il governo cinese ha approvato una legge che prevede che a ogni nuovo acquisto di una scheda telefonica Sim occorra sottoporsi a una scansione facciale. Formalmente, per “proteggere i diritti legittimi e gli interessi dei cittadini nel cyberspazio”, nella pratica per arricchire e ripulire ancora meglio lo sterminato database che tiene d’occhio il quasi miliardo e mezzo di cinesi. Ci sono perfino scuole che usano il riconoscimento facciale per segnare le presenze e addirittura stabilire il livello di coinvolgimento degli alunni e il loro comportamento. L’uso generalizzato delle mascherine li mette in profonda difficoltà.

Basti pensa che il mese scorso alcuni ricercatori della società californiana Kneron, che si occupa di intelligenza artificiale, sono riusciti a ingannare un sistema per effettuare pagamenti sulle piattaforme AliPay e WeChat. Come? Semplicemente indossando una mascherina. Figuriamoci cosa possa accadere con milioni di persone che, per proteggersi e proteggere dal coronavirus, circolano per il Paese col volto coperto. E se anche alcuni algoritmi sono già in grado di superare camuffamenti e altre problematiche, i sistemi non sono perfetti. Senza contare una serie di ostacoli, come i bias, i pregiudizi applicati dagli algoritmi (in particolare a volti asiatici ma anche di altre origini, come nativi americani e afroamericani) che rendono l’operazione non così chirurgica come si vorrebbe far credere, e a sua volta foriera di gigantesche discriminazioni e violazioni della libertà personale.

Tutti motivi per cui in molti Paesi, al di fuori della Cina, il riconoscimento facciale resta un terreno tra i più controversi del momento, tanto che pare che l’Unione Europea intenda bandirne ogni applicazione per i prossimi cinque anni. Negli Stati Uniti, ad esempio, monta la polemica, e le legittime richieste di trasparenza e interruzione delle operazioni, sul software Clearview AI utilizzato da oltre 600 dipartimenti di polizia, anche in Canada, e in grado di confrontare le foto caricate di volta in volta dagli agenti con un immenso database di oltre tre miliardi di immagini attinte dal web e dai social network, cioè anche da Facebook e YouTube. Tanto che Google si è appena mossa, chiedendo alla società che fornisce questi servizi l’immediata interruzione di questa ‘pesca’.

E in Italia una recente interrogazione del deputato Pd Filippo Sensi sul punto ha appena ottenuto dal ministero dell’Interno una risposta parziale che nulla dice sull’eventuale uso del software in questione. Ma rivela che nel database dell’Afis, l’Automated fingerprint identification system nazionale, sono conservati oltre 17 milioni di ‘cartellini fotosegnaletici’ di volta in volta interrogati dal Sari, il Sistema automatico di riconoscimento immagini in dotazione alle forze dell’ordine tricolori.

 

Fonte: tecnoblog.cloud

L’associazione “Tante case tante idee” di Agrigento, presieduta da Domenico Vecchio, rivolge un plauso alla Squadra Mobile e alla Procura di Agrigento per l’operazione anti-prostituzione appena condotta nel centro storico, e aggiunge: “La circostanza che case vacanza siano state adibite a case d’appuntamenti danneggia in maniera grave l’immagine della città e soprattutto di quanti hanno abbracciato l’attività di accoglienza turistica familiare. La distorsione di questa professione per facili guadagni e per lo svolgimento del meretricio è una degenerazione negativa che spinge a rivedere in toto il sistema. Vanno monitorate le attività e aggiornati i gestori sia dal punto di vista del servizio offerto che della preparazione specifica. Lasciare tutto all’improvvisazione provoca infatti quelle derive che l’operazione della Polizia, a cui vanno i ringraziamenti per la brillante operazione, ha confermato”.

La segreteria nazionale del Sagi (Sindacato autonomo giornalisti italiani), in occasione della prossima assemblea nazionale a Roma, ha nominato il giornalista Enzo Nocera, già dipendente del Comune di Agrigento, coordinatore regionale del sindacato. Il segretario nazionale Sagi, Nino Randisi, commenta: “Siamo certi che il collega Nocera sarà in grado, vista la sua esperienza maturata nel tempo e considerata oggi la sua piena disponibilità, di riorganizzare sul territorio siciliano la categoria che attraversa un momento di grave difficoltà, che non è solo occupazionale. Ad aprile terremo proprio ad Agrigento un forum dove affronteremo tutte le tematiche sia da un punto di vista sindacale ma anche ordinistico, aperto alle istituzioni locali per quanto riguarda gli uffici stampa”.

La Commissione nazionale italiana per l’Unesco ha concesso per il quarto anno consecutivo il patrocinio al “Festival Internazionale I Bambini del Mondo”, organizzato dall’Aifa, Associazione International Folk Agrigento, e che, come secondo tradizione, inaugura la Sagra del mandorlo in fiore il prossimo 28 febbraio. Il segretario generale della Commissione, Enrico Vicenti, motiva al presidente dell’Aifa, Luca Criscenzo, il patrocinio “in considerazione – scrive – del valore culturale ed artistico dell’iniziativa”. “Quest’anno – afferma il presidente del Festival, Giovanni Di Maida – sono 10 i gruppi che partecipano, tutti di altissimo spessore artistico e culturale. Nel loro repertorio hanno inseriti canti, danze e musiche dichiarati patrimonio immateriale dall’Unesco”.