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Si è concluso nei giorni scorsi il giro di incontri e seminari promossi dal Centro Studi Toniolo per la presentazione del progetto “Caring Excellence” che prevede percorsi formativi per “Assistenti familiari” finanziato dall’Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro – Dipartimento Regionale della Famiglia e delle politiche Sociali – avviso 17/2017.

Durante gli incontri, svolti nelle sedi corsuali delle provincie di Agrigento e Catania, sono intervenuti, il prof. Mimmo Licata, direttore del Centro Studi Toniolo, la dottoressa Valentina Petralito, orientatore dell’Agenzia per il Lavoro “AplToniolo” e diversi stakeholder e operatori dei diversi settori di competenza (case famiglia, case di riposo, cooperative sociali e comunità alloggio).

“L’occasione è stata piuttosto utile – afferma Mimmo Licata, referente e responsabile organizzativo dell’Apl e direttore del Centro Studi Toniolo – per permettere ad un pubblico ampio di conoscere non solo gli obiettivi e le diverse attività previste nel progetto, ma anche tutte le opportunità occupazionali promosse dalla Regione Siciliana e che la nostra Agenzia sostiene su tutto il territorio regionale”.

In ragione dell’affievolimento dell’esigenze cautelari, la giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Agrigento, Alessandra Vella (nella foto), ha sostituito gli arresti domiciliari con l’obbligo di firma ogni lunedì e venerdì ad Emanuele Pace, 66 anni, alla moglie Pierina Miccichè, 52 anni, ed al loro figlio Vasilij Pace, 30 anni, arrestati lo scorso 6 febbraio dai Carabinieri di Agrigento nell’ambito dell’inchiesta anti – sfruttamento della prostituzione cosiddetta “Bed and babies”. Le esigenze cautelari sono ritenute affievolite dal Giudice perché i tre appartamenti in via Saponara, che sarebbero stati adibiti a case d’appuntamento, sono sotto sequestro, e pertanto la condotta criminosa non è reiterabile.

A Licata due ventenni, entrambi originari della Tunisia, hanno ricevuto le cure del Pronto Soccorso dell’ospedale “San Giacomo d’Altopasso” perché feriti da coltellate. Uno versa in prognosi riservata, ha subito un intervento ma non è in pericolo di vita. L’altro, dopo la cucitura di alcuni punti, è stato dimesso con prognosi di 10 giorni. I due sarebbero stati aggrediti e feriti. Indaga la polizia.

A Ribera i Carabinieri della locale Tenenza hanno arrestato un uomo di 26 anni, S A sono le iniziali del nome, per lesioni, porto abusivo di armi, minacce e resistenza a Pubblico Ufficiale, dopo aver aggredito con un coltello un 41enne. E’ stato l’uomo di 41 anni a telefonare al 112: “Chiedo aiuto. Mi hanno incendiato l’automobile, sotto casa mia, in Corso Umberto, un uomo mi ha aggredito e colpito con un coltellino ferendomi alla bocca, e mi ha minacciato di morte”. Poi lo stesso 41enne si è presentato personalmente in caserma, con addosso il pigiama e il volto insanguinato. Dopo una rapida descrizione di quanto accaduto, i Carabinieri si sono precipitati sul posto, hanno trovato l’automobile avvolta dal fuoco e l’aggressore, riconosciuto dalla descrizione, nei pressi. E lo hanno arrestato nonostante la resistenza da lui opposta. Gli hanno sequestrato il coltellino e un accendino nascosti nelle tasche.

La Procura della Repubblica di Agrigento ha aperto una inchiesta sulla morte di Rosalinda Migliore, 35 anni di Canicattì, dopo che la stessa la sera di sabato scorso è andata a schiantarsi su un muro di cinta in contrada Rinazzi.

La donna, seppur trasportata al Barone Lombardo di Canicattì è morta dopo il suo ricovero. I familiari della Migliore hanno presentato un esposto alla Procura denunciando, secondo la loro tesi, errori avvenuti durante i soccorsi.

La Procura ha disposto l’autopsia.

Arrivano 5 milioni di euro per le borse di studio destinati a 22 mila studenti. L’assessorato all’Istruzione e alla Formazione professionale della Regione Siciliana ha appena disposto il pagamento delle borse di studio relative all’anno 2018/2019, del valore di €210,65 ciascuna, e destinate a studenti degli istituti superiori, con reddito ISEE non superiore a €10.632,94.

«Come già dichiarato nei mesi scorsi, stiamo lavorando per velocizzare i pagamenti di tutte le borse di studio scolastiche, colmando i ritardi accumulati nel corso degli anni e delle passate legislature – spiega l’assessore Roberto Lagalla – Il nostro interesse prioritario è sempre quello di garantire alle famiglie e agli studenti, soprattutto se in condizione di disagio economico, il massimo sostegno possibile, affinché possano vivere un percorso didattico e formativo quanto più sereno possibile. Se in passato ci sono stati dei ritardi, oggi possiamo ben dire che essi sono stati in larga misura recuperati».

Le borse di studio possono essere riscosse, sino al 31 marzo 2020, presso tutti gli uffici postali d’Italia direttamente dagli studenti beneficiari, accompagnati da un genitore nel caso di minore età.

E’ stato approvato il progetto esecutivo del parcheggio di interscambio di piazza Ugo La Malfa. Si tratta del primo intervento attuativo del PUMS, il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile di Agrigento, beneficiario di un finanziamento dell’ Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità di 477.254,25 euro. 《Abbiamo intercettato un avviso finalizzato alla realizzazione di parcheggi per il decongestionamento dei centri urbani e l’interscambio con i sistemi di trasporto pubblico, la riduzione dell’inquinamento acustico e atmosferico e il risparmio energetico – spiega il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto – . Uno dei requisiti fondamentali era essere dotati di un PUMS, lo studio di pianificazione strategica della città sotto il profilo della mobilità e dei trasporti, che individua gli obiettivi per i prossimi vent’anni e gli investimenti necessari per raggiungerli. La programmazione a lungo termine era stata trascurata dalle precedenti amministrazioni, poiché è mancata la sensibilità e l’attenzione alla città del futuro, così come la capacità di visione che avrebbe dovuto portare a scelte coraggiose già alla fine del secolo scorso. Le azioni a lungo termine non giovano alla propaganda proprio perché non sono visibili nell’immediato, ma sono quelle che determinano i reali cambiamenti. Nell’attuazione del PUMS il parcheggio di Piazza La Malfa è un primo passo: abbiamo partecipato al Bando e il nostro progetto è stato approvato. Si apriranno i cantieri e doteremo intanto la città di un parcheggio d’interscambio con una navetta che consentirà ogni dieci minuti di collegare la zona a valle della città con il centro storico. Inviteremo, così, residenti e turisti a usare il servizio pubblico per raggiungere il centro. L’intero sistema sarà vantaggioso per gli utenti, anche sotto il profilo economico – conclude il Sindaco Lillo Firetto. – Il progetto prevede che, ultimati i lavori di realizzazione dell’infrastruttura, la T.U.A., che svolge il servizio di trasporto pubblico urbano, attivi la navetta secondo il circuito e i tempi di percorrenza previsti dal PUMS.》

Al processo d’appello “Capaci bis” a Caltanissetta il pentito Geraci racconta la trasferta a Roma ai primi del ‘92 per uccidere Falcone, Costanzo, Santoro e Baudo. I dettagli.


A Caltanissetta, al palazzo di giustizia, innanzi alla Corte d’Assise d’Appello, è in corso il processo di secondo grado cosiddetto “Capaci bis”, ovvero il secondo troncone dell’inchiesta sull’attentato a Giovanni Falcone il 23 maggio del 1992. Gli imputati sono Salvo Madonia, Lorenzo Tinnirello, Cosimo Lo Nigro, Giorgio Pizzo, già condannati all’ergastolo in primo grado, e Vittorio Tutino, assolto.

E’ stato ascoltato il collaboratore di giustizia Francesco Geraci, il quale ha raccontato la missione a Roma, su ordine di Totò Riina, nei primi mesi del 1992, per uccidere Giovanni Falcone, direttore degli Affari penali del ministero della Giustizia.

E Geraci ha dichiarato: “Andammo a Palermo, con Matteo Messina Denaro, ad una riunione, alla quale non mi fecero prendere parte, credo perché non contavo niente. C’erano Matteo Messina Denaro, Renzo Tinnirello, i fratelli Graviano, Enzo Sinacori, Salvatore Biondo, e lì si è deciso che si doveva andare a Roma. Nella Capitale eravamo io, Matteo Messina Denaro, Giuseppe Graviano, Renzo Tinnirello, Enzo Sinacori, e un’altra persona. Mi portarono a Roma perché avevo la carta di credito. E lì presi una macchina a noleggio. Quando partimmo per Roma, io sono andato con Enzo Sinacori in aereo, Matteo Messina Denaro è partito con Renzo Tinnirello, e Giuseppe Graviano è partito con Fifo De Cristoforo. Avevamo compiti differenti. Cercavamo Maurizio Costanzo, Michele Santoro, Pippo Baudo e Giovanni Falcone perché dovevamo ucciderli. Quando uscivamo eravamo a gruppi: ero io con Sinacori, Graviano con Fifo De Cristoforo, e Messina Denaro con Tinnirello. L’automobile l’abbiamo affittata a nome mio perché ero io che avevo la carta di credito. Per quella trasferta Matteo Messina Denaro diede 5 milioni di lire a ciascuno. A Roma siamo stati circa 9 giorni. Ci dissero che dovevamo uccidere i giornalisti per allontanare l’oppressione dalla Sicilia, creare dei casini al centro – nord Italia, e portare l’attenzione sui vecchi brigatisti. Ne parlava Matteo Messina Denaro. Si parlava di mettere il tritolo in un bidone dell’immondizia o in una macchina vicino al teatro dove si faceva il Maurizio Costanzo Show. Io e Sinacori siamo andati anche a fare un sopralluogo. Di armi a Roma non ne ho viste. Le avevo viste invece a Mazara del Vallo quando le stavano preparando. C’erano dei kalashnikov che Matteo Messina Denaro ed Enzo Sinacori provarono nelle miniere in disuso. C’erano delle pistole. Moltissime armi comunque. Matteo ha comprato moltissime armi nuove, almeno 500 milioni di lire di armi, poi le hanno seppellite”. Francesco Geraci è stato arrestato nel 1994 e collabora dal ’96. In aula ha raccontato inoltre la sua ascesa, e poi discesa, nella mafia. E le sue parole sono state: “Io facevo il grossista di oreficeria, mi facevano tantissime rapine, anche con sequestro di persona. Allora mi sono rivolto a Messina Denaro per avere protezione, mettendomi a sua disposizione. E da lì non mi è più successo niente. Da lì però è cominciato il calvario… mi hanno fatto sparare pure a una persona che è morta, mi facevano cercare sempre, è stata la rovina della mia vita. Matteo Messina Denaro lo conoscevo da tempo, giocavamo assieme da bambini ed eravamo vicini di casa. Lui stava a 200 metri da me a Castelvetrano”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)