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A Canicattì, lungo le statali 122ter e 640, il personale incaricato dall’ente proprietario della strada, a seguito del sequestro compiuto alcuni mesi addietro dai Carabinieri, ha definitivamente rimosso i rifiuti che da anni sono stati progressivamente abbandonati sui margini della carreggiata. A presiedere le operazioni sono stati gli stessi Carabinieri di Canicattì e del Centro Anticrimine Natura che hanno predisposto le operazioni di rimozione e bonifica. Il Comando Provinciale dell’Arma di Agrigento, retto dal colonnello Giovanni Pellegrino, è impegnato ormai da anni nel tentativo di fronteggiare il proliferare di discariche abusive, molto spesso contenenti rifiuti speciali e pericolosi. I controlli mirati sono volti a risolvere il problema ed aiutare i cittadini in un percorso di corretto smaltimento della spazzatura.

“Sulla vicenda che ha visto le marinerie  scendere in campo per protestare contro la proposta di modifica al regolamento europeo, già in vigore e che rende ancora più restrittive le modalità di pesca, c’è  l’impegno del ministro alle politiche agricole e della pesca Teresa Bellanova”.
A comunicarlo è il deputato regionale l’ l’On. Carmelo Pullara,capogruppo popolari e autonomisti all’Ars.
“Sono soddisfatto-dichiara Pullara- che il Ministro Bellanova abbia mantenuto l’impegno preso incontrando a Palermo le marinerie .
Nel corso dell’ incontro, promosso dal sottoscritto per venire incontro alle esigenze dei pescatori e al quale ho partecipato in prima persona ,sono state discusse diverse tematiche. In primis quello che riguarda la grandezza delle reti da pesca ma soprattutto la modifica del regolamento n.2019/982 del parlamento europeo e del consiglio del 5 giugno 2019 che proibisce le attività di pesca con reti a strascico nelle zone denominate”Est del Banco avventura,ovest del Bacino di Gela e Est del Bacino di Malta ossia quelle che si affacciano sul Canale di Sicilia e che ha determinato una sensibile limitazione alle attività  del comparto pesca.
Nella proposta che sarà discussa nella commissione europea viene inclusa l’istallazione di telecamere a bordo di pescherecci.
Il ministro alle politiche agricole e della pesca Teresa Bellanova -continua Pullara- si è impegnato a farsi portavoce della protesta dei pescatori presso la  commissione europea per andare a modificare il regolamento e ha preannunciato che organizzerà un tavolo tecnico con esperti  per capire e approfondire meglio le problematiche legate a questo tema.
Si è trattato dunque-aggiunge Pullara- di un incontro proficuo e in parte risolutivo e che lascia ben sperare tutte le marinerie per una risoluzione definitiva della vicenda .
Ricordo- continua il deputato regionale- che mi sono interessato sin da subito in prima persona alla problematica. Tant’è che inizialmente mi sono fatto promotore di un primo incontro presso il gruppo Popolari e Autonomisti all’Ars tra i rappresentanti delle marinerie di Licata, Sciacca, Porto Palo di Capo Passero e l’assessore al ramo Edy Bandiera ed in quella sede ho proposto la presentazione di un ordine del giorno al fine di sensibilizzare tutta la deputazione e di seguire tutti i passaggi concreti affinché la problematica fosse ridiscussa nella competente commissione del parlamento europeo.
Questo -conclude Pullara- a dimostrazione del mio fattivo contributo e impegno nei confronti delle marinerie e di tutti i pescatori che non possono accettare la chiusura dei mari”.

A Sciacca, al palazzo di giustizia, la pubblico ministero, Roberta Griffo, a conclusione della requisitoria, ha chiesto la condanna a 14 anni di reclusione a carico di Gioacchino Di Liberto, 84 anni, di Alessandria della Rocca, l’omicida reo confesso di Liborio Plazza, 72 anni, agricoltore, anche lui di Alessandria della Rocca, ucciso lo scorso 12 settembre 2019 ad Alessandria, in contrada Chimmesi, nei pressi di una sua proprietà agricola, colpito da due scariche di fucile a pallettoni, prima al torace, dentro la sua automobile, una Fiat Panda bianca, e poi al fianco durante un inutile tentativo di fuga. Il movente del delitto sarebbe legato a frequenti contrasti tra i due per questioni di vicinato di terreni.

“La formula migliore per sostenere la campagna elettorale per le Amministrative ad Agrigento, così come negli altri Comuni al voto il 24 maggio, non è da ricercare o da inventare. La migliore formula è già bene rodata e collaudata, ed è la formula del centrodestra unito, vincitore alle Regionali in Sicilia nel 2017 e alle Politiche del 2018”.
Così ribadiscono e rilanciano i rappresentanti del centrodestra agrigentino, già riunitisi in occasione dei lavori di preparazione dei programmi amministrativi e della scelta dei candidati per Agrigento e provincia, ovvero gli onorevoli Giuseppe Catania e Giusi Savarino per Diventerà Bellissima, Margherita La Rocca Ruvolo e Decio Terrana per l’Udc, il vice coordinatore regionale di Forza Italia Riccardo Gallo, il dirigente nazionale di Fratelli di Italia, Lillo Pisano, il dirigente nazionale di Cambiamo di Toti, Marcello Fattori. Tutti aggiungono: “Siamo compatti e determinati nel ribadire che al Comune di Agrigento bisogna riprodurre la coalizione di centrodestra che sostiene il governo di Nello Musumeci alla Regione. I dirigenti di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Diventerà Bellissima, Udc, Lega, Cambiamo, si sono già confrontati e continueranno a farlo, coinvolgendo anche i moderati e, più ampiamente, le liste civiche espressione del territorio che si posizionano nel solco politico del centrodestra. Ci dispiace che qualche singolo esponente non abbia accolto il nostro appello, privilegiando erroneamente fughe in avanti in solitario, acuendo così le divisioni piuttosto che il valore della coalizione.
In democrazia si decide insieme, come stiamo facendo da mesi, e così, in maniera collegiale, abbiamo tracciato un percorso condiviso, con coerenza e senso di responsabilità, che porterà a vincere anche ad Agrigento. Proprio per addivenire a questo risultato, così come fatto ad Agrigento, giovedì si riunirà a Palermo il tavolo regionale per siglare e consolidare l’alleanza di centrodestra, con una visione globale su tutto il territorio siciliano.”

Voto di scambio politico – mafioso e associazione mafiosa: il Tribunale di Palermo rinvia a giudizio, tra gli altri, l’ex deputato regionale Paolo Ruggirello. I dettagli dell’inchiesta “Scrigno”.

Paolo Ruggirello

Paolo Ruggirello, 54 anni, ex deputato regionale, è stato arrestato il 5 marzo del 2019. Adesso il giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Palermo, Filippo Serio, lo ha rinviato a giudizio per associazione mafiosa. Prima udienza del processo il prossimo 8 aprile, innanzi al tribunale di Trapani.

Insieme a Ruggirello saranno a giudizio altre 8 persone ritenute organiche ai clan trapanesi legati al boss latitante Matteo Messina Denaro. Si tratta di Nino Buzzitta, presunto “consigliere” della famiglia trapanese, Vito D’Angelo, presunto boss del clan di Favignana, Giuseppa Grignani, Vito Gucciardi, Vito Mannina, ex consigliere comunale di Trapani, Luigi e Alessandro Manuguerra, padre e figlio, e Michele Pollara. Altri 10 imputati sono giudicati in abbreviato, e altri 3 patteggiano la condanna. Paolo Ruggirello, eletto col centrodestra e poi transitato nel Partito Democratico, alle elezioni Politiche del 4 marzo 2018, candidato all’uninominale con il Partito Democratico, avrebbe ottenuto voti e appoggio elettorale dal clan di Trapani in cambio di favori e assunzioni, affidando ai mafiosi la gestione, seppur parziale, della propria campagna elettorale.

Il 5 marzo del 2019 fu il giorno della cosiddetta operazione “Scrigno”: 200 Carabinieri del Comando provinciale di Trapani eseguirono 25 ordinanze di custodia cautelare. Tra gli arrestati, oltre Paolo Ruggirello anche Franco e Pietro Virga, figli dell’ergastolano Vincenzo Virga, storico fedelissimo di Matteo Messina Denaro e condannato per il delitto del giornalista Mauro Rostagno, e poi lo stesso Nino Buzzitta, già consigliere comunale del Partito Socialista a Trapani, e poi Franco Orlando, già arrestato per mafia a metà degli anni ’90 quale presunto uomo d’onore riservato.

E poi l’ex assessore comunale di Trapani, Ivana Inferrera, il marito di lei, l’imprenditore Ninni D’Aguanno, e l’ex consigliere comunale di Erice, Giovanni Maltese. Dopo l’arresto, Paolo Ruggirello ha ammesso di avere incontrato il boss trapanese Pietro Virga poco prima delle elezioni Regionali del 2017, ma ha sostenuto di non aver saputo, prima dell’incontro, che il capomafia sarebbe stato presente. Il giudice, che ha risposto no alla richiesta di scarcerazione, non gli ha creduto, definendo “inverosimili” le spiegazioni fornite dall’ex deputato Ruggirello che, inoltre, ha ammesso: “Virga mi chiese 50mila euro per affrontare la campagna elettorale, mi ricordo che promise 1000 voti dietro il pagamento di 50mila euro. E io accettai, ma solo per potermi allontanare il più presto possibile da quel luogo”. Nella ordinanza di custodia cautelare a carico di Ruggirello si legge: “Ha contribuito al raggiungimento di uno degli scopi dell’associazione mafiosa: il controllo del voto democratico e l’influenza sulla gestione della cosa pubblica. L’ex deputato, destinatario delle preferenze elettorali fatte confluire da esponenti dell’associazione mafiosa nel corso di varie consultazioni elettorali, ha fornito un concreto e specifico contributo per garantire gli interessi del sodalizio mafioso, a cui metteva a disposizione – per il tramite di singoli affiliati, con i quali intratteneva rapporti continuativi ed ai quali si rivolgeva anche per questioni personali – l’influenza e il potere derivanti anche dalla sua posizione di deputato regionale dell’Assemblea Regionale Siciliana”.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

La situazione igienica di Favara Ovest (ancora per poco Agrigento Est) è al collasso.

Il degrado e l’abbandono dell’area è stato più volte attenzionato da questa testata, sortendo come risultato “l’intervento riparatore”, che ristabilizza l’igiene (e non il decoro) – e solo per  un paio di ore, per poi ricadere nel baratro della indecenza.

Dopo un rimpallo di notizie, che le male lingue avevano messo in giro, come lo spostamento dell’isola di prossimità in una zona incontaminata distante pochi passi da quella attuale o la volontà del municipio di Favara di mantenere il sito dopo la presa in carico del servizio, un nuovo dilemma attanaglia i più: “a chi spetta la competenza di controllare e gestire il servizio, Agrigento o Favara?

La risposta l’abbiamo, e anche degli inediti!

Se pur Agrigento Est, diventerà (questa volta ufficialmente ) Favara Ovest, le competenze rimarranno in capo al Comune di Agrigento, fino al 30 giugno 2020.

Allora abbiamo raggiunto telefonicamente l’assessore all’ecologia Nello Hamel che ci ha assicurato: “ l’isola di prossimità di Favara Ovest, sarà attrezzata, in pochi giorni, in maniera efficiente così come previsto dalla convenzione del servizio o in alternativa riprendere il servizio di raccolta porta a porta, con la contestuale chiusura dell’isola”.

L’Assessore Nello Hamel, ha voluto aggiungere che gli interventi di bonifica che vengono effettuati di volta in volta in queste zone hanno un costo più alto di un ipotetico servizio di raccolta porta a porta. Costo , quest’ultimo  che non grava sulla collettività, chiarisce l’assessore.

I propositi questa volta sembrano migliori e l’assessore Hamel è deciso a mettere la parola fine a questo problema igienico-sanitario che tanto colpisce la cittadinanza.

 

“Questa mattina abbiamo avuto il piacere di avere in visita a Naro il Soprintendente ai Beni Culturali di Agrigento Arch. Michele Benfari e la funzionaria Dott.ssa Rita Ferlisi.

Ho il piacere di annunciarvi che la Soprintendenza ai beni culturali di Agrigento curerà nei prossimi giorni e nei prossimi mesi il recupero del Duomo Normanno con la sua relativa fruizione e altri interventi di conservazione e manutenzione di altre chiese di Naro tra cui la sagrestia della Chiesa di San Francesco.

Presente anche l’Assessore alla Cultura Dario Lombardo, il consulente della cultura Milco Dalacchi e il Consulente di Comunicazione Gabriele Terranova.

Ridaremo lustro anche a Largo Castello, e nei prossimi giorni coi vostri occhi potrete ammirare una novità che riguarda gli scavi davanti il Castello Chiaramonte.

Sarà così anche per il fondo antico della Biblioteca Feliciana e per il Museo Civico.

Naro ha iniziato ufficialmente il suo cammino per ritornare ad essere “Fulgentissima””