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Coronavirus, Mandorlo in Fiore in bilico?

La psicosi del coronavirus arriva anche ad Agrigento, oggi il sindaco Lillo Firetto, con un comunicato stampa fa sapere che, ha chiesto un incontro urgente al prefetto Dario Caputo con i vertici dell’Asp perché si valutino congiuntamente le condizioni e le capacità di reazione a un’eventuale situazione crisi, così da essere pronti sin d’ora ad affrontare ogni evenienza. Nello stesso incontro si avvierà di concerto una seria valutazione sull’eventualità dell’interruzione di manifestazioni che richiamano ogni anno persone da ogni parte d’Italia e dal mondo, come il Mandorlo in Fiore o il Premio Uno nessuno e centomila, o altre iniziative connesse alle celebrazioni di Agrigento 2020, che potrebbero essere foriere di ulteriori allarmi e preoccupazioni.
L’incontro chiesto dal sindaco Firetto al prefetto Caputo e ai vertici dell’Asp è solo la prima tappa che seguirà l’interpello, più autorevole, del luminare Dott. Antonio Cascio professore ordinario di malattie infettive dell’Università degli Studi di Palermo.
La presa di coscienza e il successivo allarme lanciato dal primo cittadino agrigentino è seguito dai casi registratosi nel nord dell’Italia. 19 in totale, di cui 16 in meno di 24ore. 3 casi registrati a Roma, 2 in Veneto e 14 in Lombardia.
In meno di una giornata l’Italia è diventato il paese europeo con il numero più alto di contagiati dal coronavirus.
Il primo caso è stato registrato giorno 18 febbraio a Codogno dove un 38enne originario di Castiglione d’Adda e dipendente di un’azienda di Casalpusterlengo è stato ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Codogno, in provincia di Lodi. Per quanto si apprendere, l’uomo era andato a cena con un amico rientrato dalla Cina all’inizio di febbraio. Il 38enne, secondo i medici, ha contagiato la moglie incinta di 8 mesi e cinque operatori sanitari.
La Regione Lombardia ha invitato i cittadini dei comuni di Codogno, Casiglione d’Adda e Casalpusterlengo a restare in casa. Più di 250 persone, entrare in contatto con i contagiati sono stati messi in quarantena, 4.200 persone saranno sottoposti a tampone.
In Veneto l’allerta sanitaria è alta attorno a Vò’ Euganeo, dove due anziani del luogo sono risultati positivi al test. I due anziani per quanto è stato riferito non si sono mai recati in Cina.
Anche a Roma l’allerta è alta, e gli occhi sono ancora puntati sulla coppia cinese risultata positiva al coronavirus.

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