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Le elezioni Provinciali in autunno (video)

 

Dopo la prima bocciatura, la Commissione Affari istituzionali all’Assemblea regionale approva il rinvio delle elezioni Provinciali dal 19 aprile al prossimo autunno.


Lo scorso 4 febbraio, in Commissione Affari Istituzionali all’Assemblea Regionale Siciliana è stato bocciato il disegno di legge di rinvio delle elezioni nelle Province dell’Isola dal 19 aprile prossimo ad ottobre. Hanno votato contro i componenti in Commissione del Partito Democratico e del Movimento 5 Stelle. In proposito è intervenuta l’assessore regionale agli Enti Locali, Bernadette Grasso, che ha precisato: “Il Governo non è stato battuto in Commissione sulle ex Province. Tutto il contrario. Abbiamo invece accolto positivamente l’esito della votazione in commissione Affari istituzionali. Non è vero che è stato l’orientamento del Governo regionale ad andare sotto, anzi è passata la linea che sosteniamo da tempo: tornare alle urne al più presto, cioè il 19 aprile, come stabilito in giunta. Intendiamo, infatti, rispettare l’impegno a restituire rappresentatività democratica alle Città metropolitane e ai Liberi consorzi comunali, chiudendo la lunga e difficile stagione dei commissariamenti. Il no all’ennesimo rinvio della consultazione, dunque, non può che lasciarci soddisfatti”. E invece la soddisfazione dell’assessore Bernadette Grasso è stata di breve vita. Infatti, il testo del rinvio è stato rispedito alla stessa Commissione Affari istituzionali, che, con il solo voto contrario del Movimento 5 Stelle, ha approvato il disegno di legge che rinvia il voto nelle ex Province. Le elezioni di secondo livello, ovvero votano solo sindaci e consiglieri comunali, si svolgeranno non il prossimo 19 aprile, a ridosso delle Amministrative del 24 maggio, ma tra il 15 settembre e il 15 ottobre. Se si svolgeranno in autunno: e il se (condizionale) è d’obbligo. Vi sono Province dove addirittura non si vota da 12 anni, come ad esempio Agrigento dove nel 2008 si è insediato l’ultimo presidente della Provincia eletto dai cittadini, il professor Eugenio D’Orsi. Poi dal 2012 in poi, con l’avvento alla Regione del governo Crocetta, è stata varata la riforma disastrosa che ad oggi ha provocato il commissariamento delle nove Province siciliane da quasi 8 anni, la bancarotta della provincia di Siracusa e il quasi dissesto della provincia di Messina. Poi Musumeci ha più volte fissato la data del voto, ma altrettante volte è stato costretto a ingoiare il rinvio. In principio il voto è stato in calendario il 20 novembre 2016, e poi è stato rinviato al 26 febbraio 2017. Poi invece altro rinvio, a domenica 30 luglio 2017. Nel frattempo l’Assemblea Regionale ha approvato la legge di ripristino dell’elezione diretta del presidente e dei consigli delle Province, poi impugnata dal governo nazionale nell’ottobre 2017. La stessa legge ha fissato il 18 febbraio 2018 come data per le elezioni, poi ritenuta impraticabile e rinviata alle Amministrative della primavera 2018, 10 giugno 2018. Anzi no: altro rinvio al turno straordinario delle elezioni amministrative, quindi una domenica compresa tra il 15 ottobre e il 15 dicembre 2018. E invece nulla. Lo scorso 16 gennaio il governo Musumeci ha scelto: si vota domenica 19 aprile 2020. Il 4 febbraio la Commissione ha bocciato il rinvio. Adesso lo ha approvato.

Angelo Ruoppolo (Teleacras)

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