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La consigliere comunale di Agrigento, Giorgia Iacolino, interviene nel merito della necessità di sfruttare i fondi europei e della capacità ad intercettarli con appositi progetti. La Iacolino afferma: “Le opportunità previste dai fondi strutturali e da quelli comunitari in genere devono essere valorizzate per garantire occupazione e lavoro specialmente nei confronti dei giovani. La sfida di un’amministrazione comunale che vuole il bene della propria comunità passa attraverso una ritrovata cultura progettuale con investimenti finalizzati a creare servizi e infrastrutture. Dopo quasi 5 anni di inerzia, il nuovo governo della città di Agrigento dovrà cogliere le opportunità di crescita che, ai vari livelli, offrono le istituzioni europee, nazionali e regionali. Dunque occorre un piano di riorganizzazione e potenziamento della struttura amministrativa del Comune di Agrigento con un piano di assunzioni di personale sostenibile sul piano economico, che rilanci la città strappandola all’isolamento in cui l’ha relegata l’attuale amministrazione, anche attraverso una ritrovata capacità di fare squadra con il governo regionale specialmente nell’utilizzo dei fondi strutturali e comunitari”.

Il Comune di Palma di Montechiaro, in occasione della candidatura a Capitale Italiana della Cultura per l’anno 2021, ha firmato con l’Ordine degli Architetti della provincia di Agrigento un protocollo di intesa di durata biennale per le attività di progettazione, formazione e studi, per la redazione di progetti ed elaborati e lo svolgimento di lezioni, esercitazioni, attività di laboratorio e, ancora, organizzazione di visite, stage per gli studenti, conferenze, dibattiti, seminari e workshop. Prossimo passo è l’istituzione di un comitato scientifico del quale sarà parte l’Ordine degli architetti con una apposita commissione.

Giornalista morta per malaria. M5S: “Ignorata per 9 ore al pronto soccorso”

Il deputato agrigentino Giovanni Di Caro chiede risposte ufficiali all’assessore regionale alla sanità: “Vicenda assurda. Sia fatta luce su un caso che non è da paese civile”. 

“Oltre ad esprimere il mio profondo cordoglio ai familiari della signora Loredana Guida, giornalista e insegnante scomparsa ad Agrigento per una malaria non diagnosticata, intendo capire ufficialmente se e quali sono le responsabilità del pronto soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Pare infatti che la donna sia stata ignorata per ben 9 ore. L’assessore Razza abbandoni i panni dello stratega politico e metta quelli dell’assessore regionale alla salute”. A dichiararlo è il deputato regionale del Movimento 5 Stelle Giovanni Di Caro a proposito della scomparsa della giornalista agrigentina Loredana Guida dopo aver contratto la malaria durante un recente viaggio in Africa. “La storia della signora Guida – spiega Di Caro – è assurda. La giornalista si reca al pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio con la febbre a 40 il 15 gennaio. La signora non viene assistita e rimane in quella sala d’attesa per ben nove ore. Trascorso tutto quel tempo senza assistenza alcuna, la signora decide di andare via ma prima di uscire, stando al racconto dei parenti, le viene data una mascherina. Il 20 gennaio la signora si aggrava ulteriormente e viene trasportata, attraverso il servizio 118 all’Ospedale San Giovanni di Dio, in stato di coma. Il 27 gennaio 2020 la donna muore a causa dell’eccessiva e prolungata febbre causata dalla malaria. Ora, non serve un laureato in medicina a comprendere che 9 ore d’attesa in un pronto soccorso, dopo che era stato peraltro segnalato ai sanitari presenti che la signora era di ritorno dall’Africa, sono una enormità non degna da paese cosiddetto civile. Avevo segnalato alla Regione Siciliana i disservizi del pronto soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento già l’anno scorso, con un’apposita interrogazione depositata nell’aprile 2019, interrogazione cui non ho ricevuto alcuna risposta. Oggi torno a farlo ancora una volta, ma all’indomani di una tragedia che probabilmente poteva essere evitata. L’assessore Razza risponda immediatamente a tale richiesta” – conclude Di Caro.

I familiari della giornalista Loredana Guida  deceduta alle ore 3.35 della notte scorsa presso la Uo Terapia intensiva dell’ospedale di Agrigento hanno presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Agrigento affinché venga fatta chiarezza sulle cause che hanno portato alla prematura morte e far luce su eventuali negligenze o responsabilità da parte del personale sanitario.

Sull’inchiesta è stata aperta per omicidio colposo per ora contro ignoti.

Si è  già proceduto con il sequestro della cartella clinica da parte dei Carabinieri ed è stata disposta l’autopsia sul corpo della giovane.

A seguito di quanto accaduto i funerali previsti per domani 29 Gennaio sono stati rinviati.

 

Battagliera, come tuo papà Leonardo, che adesso hai incontrato. Siamo certi che non lo hai trovato tranquillo e sereno, come del resto eri tu prima di entrare in quel sonno maledetto che ti ha portato alla fine di una esistenza che grida tanta rabbia e che certamente necessita monumentali chiarimenti.

Lo sappiamo bene, Lory, che dopo tante, tantissime ore passate in un angolo del pronto soccorso dell’ospedale San Giovanni di Dio, sei scappata via esausta e soprattutto con le idee non proprio chiare. La tua febbre non diminuiva, anzi aumentava in modo esponenziale e tu, per prima, non sei riuscita a fartene una ragione.

Sei ritornata al nosocomio di Agrigento solo per mettere la parola fine ai tuoi giorni, nulla più.

Morire di malaria nel 2020, dopo un viaggio in Africa, in Nigeria. Quella febbre non ti ha convinto, proprio perchè tornavi dall’Africa. Non a caso ai medici del pronto soccorso lo hai ripetuto tante, tantissime volte.

Dobbiamo ancora onorarti per l’ultimo saluto, con la piena consapevolezza che hai lasciato questo mondo con tanta rabbia per una morte tanto assurda.

Faremo di tutto per dare pace e serenità al tuo cuore che stanotte ha cessato di battere.

 

 

 

 

 

dell’Azienda provinciale sanitaria di Agrigento esprime cordoglio ai familiari a seguito della prematura morte di Loredana Guida, deceduta alle ore 3:35 di martedì 28 gennaio nell’Unità operativa di Terapia intensiva.
La Direzione afferma: “Loredana Guida si è presentata al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Agrigento il 15 gennaio scorso. E’ stata registrata in triage alle ore 11:41, in codice verde, per “riferito stato influenzale. La paziente riferisce di essere stata in Africa qualche giorno fa”.
Visitata alle ore 15:35, presentava febbre ed eseguiva esami di laboratorio di routine e radiografia del torace che non evidenziavano sostanziali anomalie, fatto salvo un lieve rialzo di un indice ematico aspecifico di flogosi.
Dopodiché la paziente sottoscriveva, sul foglio di dimissione, la decisione di rifiutare di proseguire l’approfondimento dell’iter diagnostico.
La stessa ritornava nel primo pomeriggio del 20 gennaio, in codice rosso, in stato di coma, allo stesso Pronto Soccorso, venendo ricoverata nella Terapia Intensiva dello stesso Ospedale.
Il successivo giorno 21 gennaio veniva ipotizzata la diagnosi di “malaria”, confermata da un test immunocromatografico eseguito lo stesso giorno, e validata dall’istituto di Microbiologia dell’Università di Palermo come “malaria da plasmodium falciparum”.
Veniva altresì messa in atto una terapia specifica, concordata tra l’altro con il Direttore dell’Istituto di Malattie Infettive del Policlinico di Palermo. Tale terapia veniva peraltro confermata dall’Istituto Nazionale di Malattie Infettive “Spallanzani” di Roma, tutti opportunamente contattati.
Nei giorni seguenti, pur con tutte le terapie messe in atto, le condizioni cliniche della paziente peggioravano progressivamente, fino all’esito finale.
La Direzione Sanitaria di questa Azienda ha comunque istituito una commissione interna per la verifica e valutazione di tutto il percorso assistenziale della paziente”.